{"id":37989,"date":"2019-04-04T17:35:35","date_gmt":"2019-04-04T16:35:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37989"},"modified":"2019-04-04T17:35:38","modified_gmt":"2019-04-04T16:35:38","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-due-enigmi-con-le-rughe-di-luca-zambelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37989","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Due enigmi con le rughe&#8221; di Luca Zambelli"},"content":{"rendered":"\n<p> <br> Una volta assaggiai il caff\u00e8 di nascosto, freddo, dalla tazzina di mamma lasciata sul tavolo. Non mi convinse, era amaro, eppure continuai a berlo.<\/p>\n\n\n\n<p> Entriamo nel soggiorno, nonna \u00e8 china accanto alla stufa a legna, ci vede, butta un ciocco in mezzo alle fiamme. Ci accoglie con la solita faccia austera, borbottando parole in veronese. <br> Dopo averla salutata la lascio parlare con mamma, mentre versa il caff\u00e8 nelle tazzine, saltello fino al divano e mi ci tuffo. Alla TV danno una di quelle trasmissioni pomeridiane con gente che sbraita e s&#8217;azzuffa. Sbuffo senza farmi vedere, il telecomando non si trova quindi raggiungo il porta-giornali di legno scuro, scavo fra diversi numeri di Famiglia Cristiana ed afferro gli ultimi due usciti. Li porto sul divano e leggo le barzellette in fondo, alcune non le capisco. Vado alla rubrica i fatti della settimana, gente investita e salvata per un pelo, frane, terremoti.<br> Leggo di una donna in preda alla disperazione, ha sollevato una macchina da sola nel tentativo di liberare il figlio schiacciato da una ruota. Immagino il dolore di lui, il rumore del motore, finisco col sentirne davvero il rombo. Mi volto verso la finestra e vedo mio nonno rientrare a cavallo del vespino, il paravento lo fa sembrare un centauro della seconda guerra mondiale.<br> Apre la porta del soggiorno senza dire una parola, sorride, bacia mia madre, mia nonna no.<br> Aspetto che si trascini fino alla sua sedia, quella tra la finestra e la TV<br> Cammina a fatica, si barcamena con due stampelle enormi. Dovrebbe farsi operare alle anche, si rifiuta, immagino sia per paura, fa parte di quegli argomenti di cui \u00e8 meglio non chiedere, arriverebbero risposte vaghe, sguardi infastiditi.<br> Quando nonno finalmente riesce a sedersi lo raggiungo, sta ancora sbuffando, mi guarda sorridendo, mi bacia sulle guance, la sua non \u00e8 barba ma trucioli di ferro. Quando torno al divano mi gratto come un matto.<br> Nonno non dir\u00e0 nient&#8217;altro fino a cena, ha gi\u00e0 fatto il suo salutando.<br> Non parla, non vuole farsi operare, ha fatto la seconda guerra mondiale. Le tre cose devono essere collegate. \u00c8 stato prigioniero per mesi, mentre faceva il soldato.<br> Ho chiesto a mamma di raccontarmi la storia, la seconda guerra mondiale la stiamo studiando a scuola, dove ha combattuto?<br> Mamma cambia sempre versione. Una volta il nonno ha combattuto in Russia, me lo immagino con gli stivali di cartone, appresso ai nazisti, mentre striscia in mezzo alla neve. Vedo attraverso i suoi occhi i soldati con i piedi neri, congelati, vedo le seghe dei dottori mentre amputano la carne morta.<br> In un&#8217;altra versione nonno \u00e8 stato vittima dei rastrellamenti nazisti nel sud Italia,  lo hanno portato in Germania, come prigioniero. Me lo immagino sudato, in mezzo alle foreste appenniniche, mentre fugge e si distrugge le anche cascando in qualche crepaccio. Eroico rifiuta l&#8217;operazione, non vuole farsi toccare dai medici nazisti.<br> Nell&#8217;ultima versione lavora in Germania, lo imprigionano dopo l&#8217;8 settembre &#8217;43. Allora lo immagino come un fascista collaborazionista, con la camicia nera, avr\u00e0 visto i campi di concentramento, \u00e8 per questo che non vuole farsi operare, ha il terrore di diventare una cosa da smontare pure lui.<br> Torno nel presente, mamma e nonna non parlano pi\u00f9, il loro caff\u00e8 \u00e8 finito. <br> Guardo mio nonno seduto sulla sedia, con le stampelle a portata di mano. <br> Avrei un sacco di domande da fargli. Lui ha visto il mondo, a giudicare dall&#8217;espressione stampata in faccia non l&#8217;ha convinto molto, eppure ha continuato a viverlo, anche se amaro, tazzina dopo tazzina. <\/p>\n\n\n\n<p>Mamma mi fa cenno di raggiungerla, porta orecchini grandi, brillano al sole. \u00c8 arrivato pap\u00e0, saluta tutti con il solito sorriso a bocca aperta. Mi fa impressione, nonna non lo voleva per mamma, non andava bene, proveniva da una famiglia di lazzaroni, ladri e scansafatiche. Lui ha sempre fatto finta di niente. Usciamo, andiamo a trovare l&#8217;altro nonno, il sole sta tramontando, dobbiamo fare in fretta o altrimenti chiudono.  Saltiamo sulla Uno e partiamo, il viaggio dura pochi minuti. L&#8217;altro nonno faceva l&#8217;operaio in una fabbrica di mattoni, i suoi capelli sfuggivano a ogni pettine, portava occhiali enormi. \u00c8 grazie a lui che pap\u00e0 ha cominciato a leggere fumetti, e io li ho trovati in casa. Martin Myst\u00e8re dalle le pagine gialle, le cui copertine sono rigide a tal punto da sembrare cartone da imballaggio. Ficcando il naso in mezzo alle pagine si rimane storditi dal profumo. Il nonno, oltre ai fumetti, ha iniziato mio padre ai film di fantascienza. Di sera i due inforcavano le biciclette, attraversando stradine bordate dai fossi per raggiungere il paese vicino, immergersi nel buio del cinema, sprofondare nelle poltroncine rosse, volare a bordo di un&#8217;astronave. Nonno alla fine \u00e8 volato via per davvero. Mentre varchiamo il cancello in ferro battuto il sole tramonta trafiggendo gli occhi. Ci avviamo per la stradina sterrata, ci fermiamo davanti alla lapide nera, baciamo la foto e restiamo in silenzio, con le mani giunte in grembo. Nonno \u00e8 morto per un&#8217;infezione renale, o meglio, un infarto dato dai reni marci. Non c&#8217;erano abbastanza soldi per il biglietto, niente treno fino a Padova, niente dialisi. \u00c8 morto col sangue sporco. Il mio secondo nome lo devo a lui, l\u2019ho ereditato assieme ai fumetti. Il buio \u00e8 calato, il cancello elettrico del cimitero si chiude alle nostre spalle. Montiamo in macchina, \u00e8 ora di tornare a casa. <\/p>\n\n\n\n<p>Il viaggio lo passo con la fronte appiccicata al finestrino, immaginando un nonno claudicante intento a scappare dai nazisti attraverso i boschi, e l&#8217;altro nonno che plana con l&#8217;astronave a salvarlo. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_37989\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"37989\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una volta assaggiai il caff\u00e8 di nascosto, freddo, dalla tazzina di mamma lasciata sul tavolo. 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