{"id":37982,"date":"2019-04-04T16:59:42","date_gmt":"2019-04-04T15:59:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37982"},"modified":"2019-04-04T16:59:44","modified_gmt":"2019-04-04T15:59:44","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-cattive-intenzioni-di-elisa-tomassi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37982","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Cattive intenzioni&#8221; di Elisa Tomassi"},"content":{"rendered":"\n<p>Si \u00e8 svolto tutto in un attimo, non so come sia\nstato possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero\nstata una personcina per bene, fino a quel momento. Da allora, non so. Eppure\nnon avverto dentro di me alcun senso di colpa.<\/p>\n\n\n\n<p>Era\nautunno avanzato, ero triste e forse un po&#8217; disperata, non che voglia\ngiustificarmi, per carit\u00e0, un gesto del genere non ammette scuse. Eppure, devo\nriconoscere che non era stato un gran periodo per me.&nbsp; Sentivo di stare a gran passi progredendo\nverso la depressione.<\/p>\n\n\n\n<p>I\nbambini, non li sopportavo pi\u00f9, da tempo. Avevo insegnato fin da giovanissima, e\n&nbsp;le classi di asilo affollate, piene di\nmocciosetti piagnucolosi non le gradivo pi\u00f9 da un &nbsp;pezzo. <\/p>\n\n\n\n<p>Le\nparola ripetuta \u201cMaestra maestra \u201c mi faceva venire l\u2019orticaria, gli occhioni\nche tanto mi avevano affascinato al tempo della mia giovent\u00f9 , dopo trent&#8217;anni\ndi frequentazione giornaliera mi erano diventati odiosi; le paroline sussurrate\ne pi\u00f9 spesso gridate, gli errori di pronuncia, i capricci, le piccole offese che\navevo guardato con accondiscendenza e trasporto ora mi facevano schifo. <\/p>\n\n\n\n<p>E\nmi faceva schifo l\u2019odore che si avvertiva entrando in classe.<\/p>\n\n\n\n<p>Gianni,\nmio marito, mi guardava con le labbra increspate e mi diceva , quasi ogni\ngiorno : \u201c e basta ! chi te lo fa fare ? si vede che sei stanca, non reggi pi\u00f9,\nfai qualcosa \u201c . <\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec,\nquasi per fargli piacere, avevo deciso di cambiare lavoro ed ero passata a\ninsegnare ai ragazzini delle medie. Ero stata assegnata&nbsp; a una scuola in un quartiere ritenuto \u201c\ndifficile\u201d della mia citt\u00e0; tutto sommato, per il Ministero ero una delle\nultime arrivate, nonostante i tanti anni di insegnamento alle spalle.<\/p>\n\n\n\n<p>Gianni\nmi aveva abbracciato, baciato in velocit\u00e0 e sussurrato : \u201c complimenti, \u00e8 fatta\n\u201c . <\/p>\n\n\n\n<p>Ero\ndiventata a tutti gli effetti una professoressa, la maestrina tutta miele\navrebbe ceduto il posto alla tranquilla e benvoluta <em>prof<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo\nbene il primo giorno nella nuova scuola. <\/p>\n\n\n\n<p>Ero\nentrata nell\u2019aula della II C, due ore di letteratura e storia, piena di buone intenzioni,\nsfoderando il mio consueto sorriso professionale e cantilenando un lungo <em>buongioooooorno<\/em> . <\/p>\n\n\n\n<p>Tutto\nuguale, avevo solo sostituito la parola <em>ragazzi<\/em>\na quella <em>bambini<\/em> e mi era venuto\nanche difficile: l\u2019abitudine di una vita si faceva sentire , il volto\natteggiato a recitare la parte della chioccia con i pulcini continuava a essere\nlo stesso di prima.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Il\nbrusio si era subito interrotto e venticinque facce intente mi avevano scrutato\nall\u2019unisono. Alcune di esse erano pigre, sonnolente, altre vivaci, curiose; notai\ntre ragazzini seduti nella fila centrale, le bocche volte al riso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAllora, mi presento, sono la maestr\u2026 cio\u00e8 la professoressa Francesca, ho cinquantuno anni e sono qui per insegnare letteratura e storia. Ditemi, ditemi, amate queste materie? sentiamo , sentiamo\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Avevo\niniziato a muovermi a piccoli passi tra i banchi, dopo aver spalancato una delle\nfinestre : l&#8217;odore di scuola \u2013 quel misto di sudore , fiati, matite, gessetti &#8211;\nanche qui era intenso, mi abbrancava le narici senza ritegno, lo avvertivo in\ntutta la sua potenza .<\/p>\n\n\n\n<p>Rispose\nun silenzio generale.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:left\">\u201cSu su non siate timidi, bambini \u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Erano\nanche loro dei bimbi, in fondo, pensai. <\/p>\n\n\n\n<p>Che\nfaccette ancora infantili, che sguardi limpidi. Ah si, quelle due hanno le\ntette in vista sotto la maglietta e quell&#8217;altro ha gi\u00e0 un accenno di barbetta \u2026\nvabb\u00e8, \u00e8 un\u2019et\u00e0 di passaggio ma sono ancora piccoli e teneri, mi piacciono.<\/p>\n\n\n\n<p>Si\nalz\u00f2 una mano. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDimmi,\ndimmi , come ti chiami caro ? \u201c <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNatale\u201d\n&nbsp;rispose il ragazzino in prima fila, e\ncontinu\u00f2 : \u201cA me piace molto la storia perch\u00e9 penso che senza conoscerla diventiamo\npiatti, non sappiamo niente di noi e possiamo fare sbagli nella vita\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBravissimo,\nNatale! una giusta e corretta riflessione\u201d. Accompagnai l\u2019elogio con un\ngeneroso sorriso dei miei, dando un buffetto sul ciuffo &nbsp;di Natale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cProfessor\u00e8,\nvorrei dire pure io una cosa\u201d , intervenne uno dei tre ragazzini al centro ,\nche ora ridacchiavano in sincrono.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPrego,\ncaro esprimiti &nbsp;pure!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIo\nsono Passalacqua, &nbsp;a me la storia mi caca\nil cazzo. E pure la letteratura\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Segu\u00ec\nun silenzio della durata di qualche secondo e poi una fragorosa risata da parte\ndi quasi tutta la classe.<\/p>\n\n\n\n<p>Se\nne astennero solo il buon Natale e quattro o cinque ragazzine dall&#8217;aria\nscandalizzata.<\/p>\n\n\n\n<p>Venni\ntravolta dall&#8217;insolenza e delle risate. Non sapevo come comportarmi,\ncincischiai una risposta del tipo:<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cCome ti chiami ? Sei &nbsp;stato maleducato, non&nbsp; solo con me &nbsp;ma con tutti i tuoi compagni \u201c <\/p>\n\n\n\n<p>E\nil ragazzino : \u201c Professor\u00e8 ma non ci sentite bene ? Ho detto come mi chiamo,&nbsp; ma nunn\u2019 agge chiedere scusa a nisciuno , era\nla mia idea, voi avete chiesto e io ho risposto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\nsorriso beffardo sul visetto fresco di bambino, un po\u2019 triangolare, gli\nocchietti a spillo, l\u2019espressione ardita, volta a cercare l&#8217;approvazione dei\ndue compagni accanto a lui.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\nE poi, che ho detto di male? Solo che non mi piace, vero fr\u00e0? \u201c&nbsp;aggiunse rivolgendosi al vicino di banco alla\nsua destra. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEh\nno, niente di male\u201d rispose questi. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSta\nstoria &nbsp;non mi piace neppure a me , ci stanno\ntutte quelle date, Prof, oggi facciamo conoscenza, saltiamola, ja !\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>E\nsi alz\u00f2 nel contempo, come a chiuderla l\u00ec. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cRagazzi,\nun momento, chi vi ha detto di alzarvi?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Nel\nfrattempo, il rumore delle sedioline spostate dai banchi si era fatto pi\u00f9\nintenso, erano in quattro in piedi. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPossiamo\nandare al bagno?\u201d, mi avevano chiesto tutti insieme . <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\nno, mica tutti insieme, dove andate?&#8230; \u201c<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cProfessor\u00e8,\nci abbiamo un\u2019emergenza, ci scappa a tutti e quattro ! \u201c<\/p>\n\n\n\n<p>E\navevano riso. Come si divertivano, beati loro. Nel frattempo mi guardavano, mi\navevano soppesato ed erano stati veloci nel giudizio e nelle conseguenti\nazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La\nsituazione mi era sfuggita di mano in poco meno di dieci minuti. I ragazzi\nerano usciti , mi ero fatta tutta rossa in viso, avevo sudato, avevo scritto\ndelle note, sollecitato l&#8217;intervento della Preside, che il giorno dopo era\nvenuta in classe a fare una breve ramanzina, ricordando ai ragazzini i doveri\ndi educazione e rispetto verso gli insegnanti e il prossimo in generale.<\/p>\n\n\n\n<p>La\nsua voce era impostata ma ferma, i suoi gesti lenti e misurati, l&#8217;uditorio\nattento e i visi seri e composti. <\/p>\n\n\n\n<p>Imparai\nquella mattina che il mio modo di pormi dinanzi ai &nbsp;ragazzini non era quello giusto ma l&#8217;altro non\nlo sapevo praticare ed era gi\u00e0 troppo tardi, ormai. Nel frattempo, mi ero fatta\nla fama di quella insicura, ridicola, poco credibile. In breve, le giornate\nlavorative divennero un inferno.<\/p>\n\n\n\n<p>Passalacqua\nnon mi mollava, era il mio incubo.<\/p>\n\n\n\n<p>Iniziava\na sfottermi da quando mettevo piede in classe a quando andavo via, spalleggiato\ndai soliti compagni. Avevo deciso di far finta di non sentire ma era difficile.<\/p>\n\n\n\n<p>Continuavo\na sorridere, cercando di ignorare le provocazioni, minacciando sanzioni che non\navevo il coraggio di mettere in pratica . &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le\ngiornate si susseguivano le une alle altre, tutte uguali; spesso , quando ero\nin quella classe, la voce mi tremava e mi sentivo balbettare; del resto,\nneppure nelle altre due classi che mi erano state assegnate le cose andavano\nmolto meglio. <\/p>\n\n\n\n<p>A\ncasa cominciai ad accusare la condizione,&nbsp;\nnonostante mi fossi mostrata fin dall&#8217;inizio entusiasta del nuovo ruolo.\nMi sentivo distratta, assente, a volte mi abbandonavo al pianto , nel buio del\nbagno di notte. <\/p>\n\n\n\n<p>Guardavo\nil mio viso alla luce del cellulare e ci trovavo nuove rughe. <\/p>\n\n\n\n<p>Quando\nraccontavo a Gianni quanto accadeva lo vedevo che, di nuovo corrucciato, mi\nguardava con quelle sue labbra in su . <\/p>\n\n\n\n<p>A\nvolte mi diceva &#8211; ma solo per rassicurarmi : \u201c sei scema? Come fai a farti\nmettere i piedi in testa da pochi ragazzini ? \u201c e io mi sentivo stringere la\nbocca dello stomaco e mi facevo piccola dinanzi a lui. <\/p>\n\n\n\n<p>Avevo\niniziato a prendere un tranquillante, uno potente, me ne aveva parlato Angela,\nl&#8217;unica amica con la quale mi fossi confidata . <\/p>\n\n\n\n<p>Lo\nprendevo appena sveglia e poi a met\u00e0 mattinata, in classe. Mi faceva stare\nmeglio, quasi bene . Il sorriso non era pi\u00f9 forzato ma lo avvertivo naturale,\nil sottofondo di risatine e punzecchiamenti era come in una bolla. <\/p>\n\n\n\n<p>Quel\ngiorno avevo notato che il mio aguzzino era fuori forma: il visetto a punta sul\nbanco, lo sguardo abbandonato verso la finestra. <\/p>\n\n\n\n<p>La\npuzza in classe era insopportabile , pi\u00f9 del solito, mi asfissiava; e quella\nsensazione finiva per sopprimere la mia residua benevolenza . <\/p>\n\n\n\n<p>Avevo\ngi\u00e0 preso le mie dieci gocce d\u2019ordinanza. <\/p>\n\n\n\n<p>A\nun certo punto, l\u2019amico di Passalacqua si era avvicinato alla cattedra: \u201cProf ,\nAlfredo non si sente bene, mi manda lui, manco ce la fa a parlare \u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lo\nguardai, era sempre pi\u00f9 pallido , il volto stretto in una smorfia. Mi avvicinai\nal banco. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe\ncos\u2019hai ? \u201c chiesi. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi\nfa male la pancia, tanto, professor\u00e8<em>\u2026<\/em>\n\u201c, rispose in un sibilo, questa volta la voce era quella di un bambino. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo\nqui le gocce, non ti preoccupare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tirai\nfuori dalla borsa la boccettina del mio tranquillante e versai in un bicchiere\ndi plastica cinquanta gocce , una , due, tre , quattro \u2026 contate con scrupolo. <\/p>\n\n\n\n<p>Aggiunsi\nun po\u2019 d\u2019acqua dalla bottiglina che portavo sempre con me. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBevi\nbevi, caro \u2026\u201d. Sorridevo .<\/p>\n\n\n\n<p>Alfredo\nbevve a fatica ma ingurgit\u00f2 tutto, senza fiatare. Dopo poco, rantolava dal\ndolore, pallidissimo e sudato. <\/p>\n\n\n\n<p>La\nbolla scomparve all\u2019improvviso e mi ritrovai nella realt\u00e0 : avevo avvelenato un\ninerme ragazzino affidato alla mia custodia ed educazione. Ero pessima, altro\nche miele e fermezza. <\/p>\n\n\n\n<p>Per\nfortuna, tornai in me e mi affrettai a chiamare il 118. <\/p>\n\n\n\n<p>Era\nun fortissimo attacco di appendicite. <\/p>\n\n\n\n<p>Alfredo\nvenne operato d\u2019urgenza e ora \u00e8 uno dei miei alunni pi\u00f9 affezionati; \u00e8 convinto\nche quelle gocce gli abbiano salvato la vita, forse senza di esse lo avremmo\nrimandato a casa . <\/p>\n\n\n\n<p>Non\nlo far\u00f2 pi\u00f9, lo giuro. <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_37982\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"37982\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 svolto tutto in un attimo, non so come sia stato possibile. Ero stata una personcina per bene, fino a quel momento. Da allora, non so. Eppure non avverto dentro di me alcun senso di colpa. Era autunno avanzato, ero triste e forse un po&#8217; disperata, non che voglia giustificarmi, per carit\u00e0, un gesto [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_37982\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"37982\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":16299,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[532],"tags":[],"class_list":["post-37982","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2019"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37982"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/16299"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=37982"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37982\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38038,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37982\/revisions\/38038"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=37982"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=37982"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=37982"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}