{"id":37921,"date":"2019-04-03T17:55:55","date_gmt":"2019-04-03T16:55:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37921"},"modified":"2019-04-03T18:04:20","modified_gmt":"2019-04-03T17:04:20","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-la-presentazione-di-leandro-lucchetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37921","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;La presentazione&#8221; di Leandro Lucchetti"},"content":{"rendered":"\n<p>Faceva freddo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lamberto, l&#8217;autore del libro in presentazione, ammazzava il tempo scorrendo le copertine dei rimasugli di libreria confinati in alcuni scaffali nella saletta mentre Maria Irene, la giornalista che doveva presentare il romanzo, se ne stava seduta in placida e paziente attesa. Un nome e un titolo distrassero Lamberto dal fatto che non arrivasse nessuno e tutto lasciava prevedere che nessuno arrivasse: Claretta Petacci \u201cVerso il disastro\u201d. Ma dai, pens\u00f2, da quando in qua la Petacci ha scritto un libro! Incuriosito, lo prese in mano: erano i diari che Claretta aveva annotato dal 1939 al 1940 mentre l&#8217;Italia del suo amante entrava in guerra. Lo ripose fra i rimasugli come meritava. Ormai da quasi mezzora era passato l&#8217;orario di inizio presentazione. Maria Irene il tempo lo trascorreva scambiando messaggi con lo smartphone. Lamberto stava per dirle ce ne possiamo tranquillamente tornare a casa&#8230; ma comparve una persona: un signore di mezza et\u00e0, un poco trafelato, un poco infreddolito, che borbott\u00f2 un buona sera; si sciolse dal collo la sciarpa di lana, sfil\u00f2 la giacca a vento e si accomod\u00f2 in prima fila. E adesso? Mica si poteva dare buca a questo unico ascoltatore! Persino con un pizzico di entusiasmo Maria Irene cominci\u00f2 ad intrattenerlo sull&#8217;argomento del romanzo di Lamberto: l&#8217;avventura di una troupe televisiva che s&#8217;inoltra nella selva amazzonica venezuelana, risalendo il grande fiume Orinoco, alla ricerca di una suora rapita vent&#8217;anni prima dagli indios Yanomami, gente che rifiuta ogni contatto con la cosiddetta civilt\u00e0 dell&#8217;uomo bianco ed \u00e8 famigerata per la sua bellicosit\u00e0. Maria Irene affabulava spedita come se non avesse un unico uditore ma le sedie vuote fossero invece tutte occupate dai sederi di attenti signori e signore. In verit\u00e0 Lamberto si era accorto che quell&#8217; unico ascoltatore ogni tanto abbassava le palpebre e pareva assopirsi per brevissimi momenti per poi riaprire gli occhi ma con un certo sforzo. Tuttavia, parlando dopo Maria Irene, lo intrattenne raccontando com&#8217;era nata l&#8217;idea del romanzo, descrisse il corso dell&#8217;Orinoco che aveva risalito per davvero, gli insediamenti sulle sue rive, la gente, le usanze, la caccia, la pesca, la flora e la fauna, gli Yanomami con cui era entrato effettivamente in contatto. L&#8217;ascoltatore a questo punto riusciva a tenere gli occhi ben aperti e seguiva con interesse, di pi\u00f9, pareva affascinato. Fece persino delle domande, lo aveva particolarmente incuriosito l&#8217; endocannibalismo praticato dagli Yanomami, cio\u00e8 l&#8217;usanza di incenerire i corpi dei propri cari morti e di ingerirne poi le ceneri mescolate a una pappa di banane. Parve incantarlo l&#8217;aneddoto che Lamberto raccont\u00f2 in proposito: a un missionario che rimproverava agli Yanomami la barbarie della pratica, giudicata selvaggia, infame e degna dell&#8217;Inferno, uno sciamano rispose che selvaggio era lui, il missionario, con tutti gli uomini bianchi che seppellivano i loro cari e li lasciavano sotto terra a decomporsi divorati dai vermi. No, i bianchi non amavano i loro cari, gli Yanomami s\u00ec, per questo volevano conservarne parte dentro di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla\nfine il signore applaud\u00ec, si congratul\u00f2 vivamente, ringrazi\u00f2\nper l&#8217;intrattenimento che gli aveva fatto conoscere cose che non\nsapeva. Poi s&#8217;infil\u00f2 in fretta la giacca a vento, avvolse la sciarpa\nintorno al collo, disse ancora grazie e se ne and\u00f2 piuttosto di\nfretta.<\/p>\n\n\n\n<p>Lamberto e\nMaria Irene rimasero come allocchi. Gli sguardi corsero all&#8217;unisono\nsul banchetto dove stavano in bella mostra le copie del libro.<\/p>\n\n\n\n<p>   -Non l&#8217;ha\nneanche comprato&#8230;- mormor\u00f2 lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Lamberto ag\u00ec\nd&#8217;istinto, senza troppo pensarci su. Prese una copia del suo romanzo\ne cos\u00ec come stava, col solo maglione, usc\u00ec nella nebbia. Poteva\nandare a destra o a sinistra, scelse di andare a sinistra dove la\nnebbia era maggiormente soffusa dalla luce proveniente dalle vetrine\ndei negozi. Incroci\u00f2 un paio di persone, urt\u00f2 qualcuno che puzzava\ndi fumo e di vino,  poi lo vide: si era fermato davanti alla vetrina\nben illuminata di un negozio di arredamento e stava parlando al\ntelefonino.<\/p>\n\n\n\n<p>Lamberto lo\nraggiunse e gli present\u00f2 il libro davanti agli occhi. Quello,\nstupito, spense il telefonino.<\/p>\n\n\n\n<p>  -Ha\ndimenticato di comprarlo!- disse Lamberto con decisione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il signore,\nsorpreso, fece mezzo passo indietro. \n<\/p>\n\n\n\n<p>  -Ma\nveramente&#8230;- pareva non saper che dire..<\/p>\n\n\n\n<p>  -Non le\ninteressava il mio libro?- lo incalz\u00f2 Lamberto, con un sottinteso ma\nallora che cavolo ci sei venuto a fare alla presentazione?<\/p>\n\n\n\n<p>La nebbia scivolava tra le vie ingoiando le automobili dai fari accesi che apparivano come velati di cataratta: sopravvivevano poi, per un attimo, i fanalini rossi posteriori che subito svanivano come risucchiati. Camminando sul marciapiede rischiavi di incappare in un&#8217;ombra che ti sbarrava il passo, materializzata nel nulla: non ci si vedeva l&#8217;un con l&#8217;altro se non un istante prima di urtarsi. Le vetrine illuminate dei negozi, con le insegne accese e colorate, emergevano dalla coltre come quadri sfumati dai contorni incerti. Un rettangolo di luci passava e scompariva: facevi fatica a realizzare che era un autobus pieno di silhouettes che erano persone. Una moto sfrecciava a velocit\u00e0 pericolosa, forse resa sicura dal faro anteriore che si sforzava di penetrare la nebbia. In libreria era ora della presentazione del romanzo ma non c&#8217;era nessuno, non un&#8217;anima che entrasse e percorresse curiosando i banconi con i libri esposti o chiedesse al libraio il titolo che andava cercando. La saletta in cui avvengono le presentazioni era riscaldata ma le fila di sedie spiccavano desolantemente vuote.  <\/p>\n\n\n\n<p>   -Ecco\nveramente&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Il signore\nmise in tasca il telefonino e confess\u00f2, con sincero imbarazzo, che\nlui era entrato in libreria soltanto perch\u00e9 aveva del tempo da\nperdere. Rientrando a casa si era accorto di aver dimenticato le\nchiavi all&#8217;interno dell&#8217;appartamento ed era rimasto fuori. Aveva\nallora telefonato ad un fabbro suo amico perch\u00e9 forzasse la\nserratura per consentirgli di entrare ma quello gli aveva detto che\nsarebbe potuto arrivare solo fra un&#8217;ora. Un&#8217;ora di tempo da trascorre\nin qualche modo o sul pianerottolo o fuori nella nebbia o in un bar:\nperch\u00e9 allora non la libreria poco distante nella quale a volte\nentrava per curiosare fra le copertine?<\/p>\n\n\n\n<p>A Lamberto\ncaddero come si suol dire le braccia. Persino l&#8217;incazzatura per aver\nraccontato il suo romanzo a uno che non gliene fregava un tubo\nevapor\u00f2 nella nebbia. Vide che il signore era davvero mortificato. \nSi rese conto di starsene l\u00ec con il libro in mano che quello non\naveva mai avuto intenzione di comprare e la frase gli usc\u00ec di bocca,\nautomatica: \n<\/p>\n\n\n\n<p>    -Va\nbene, allora glielo regalo&#8230;le faccio anche la dedica&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Cerc\u00f2 in\nuna tasca laterale dei pantaloni la penna che aveva portato per\nfirmare le copie che fossero state comprate. \n<\/p>\n\n\n\n<p>    -Come si\nchiama?- chiese brusco.<\/p>\n\n\n\n<p>    -Marcello&#8230;-\n rispose a bassa voce il signore.<\/p>\n\n\n\n<p>Lamberto\ntracci\u00f2 una rapida dedica con l&#8217;incipit d&#8217;uso \u201cA Marcello\u201d e gli\nconsegn\u00f2 il libro in un modo quasi perentorio. Il signore lo prese,\nintimidito, con un sorriso di scuse.<\/p>\n\n\n\n<p>    -Grazie&#8230;-\nmormor\u00f2, flebile flebile. Si ritrasse un poco ad occhi bassi, come\nse lo sguardo di Lamberto gli procurasse disagio. Poi si volt\u00f2 e\ns&#8217;infil\u00f2 nella nebbia. Lamberto si accorse che l&#8217;umidit\u00e0 si stava\ntrasformando in una pioggerellina che occupava la nebbia come se\nfosse acqua nebulizzata. Si accorse anche che il maglione gli si\nstava bagnando e che aveva freddo. Si affrett\u00f2 a tornare verso la\nlibreria. Fece pochi passi. Il rumore di una frenata tranci\u00f2 la\nnebbia, subito seguito da uno strano e agghiacciante botto, di quelli\ncome quando s&#8217;investe un animale che ti ha attraversato d&#8217;improvviso\nla strada. Lamberto volse lo sguardo.  Un semaforo quasi invisibile\nnella nebbia segnava il verde per i pedoni, il rosso diretto agli\nautomobilisti. Potenti fari sfrecciarono via: la sagoma di un SUV, i\ncui fanalini rossi, grandi oltre misura, a lungo galleggiarono,\nsempre pi\u00f9 lontani.<\/p>\n\n\n\n<p>Lamberto\naccorse, alcune persone uscirono dai negozi, il signore stava\nsull&#8217;asfalto bagnato segnato dalle strisce pedonali, quasi\nscaraventato di traverso sul marciapede che aveva tentato di\nraggiungere. Lamberto si chin\u00f2 su di lui. \n<\/p>\n\n\n\n<p>  -Marcello&#8230;-\nchiam\u00f2 ma quello non rispose, era privo di sensi ma pareva,\ntimidamente, sorridere.<\/p>\n\n\n\n<p>  -Chiamate\nun&#8217;ambulanza!- url\u00f2, rivolgendosi alle persone che erano uscite dai\nnegozi e se ne stavano come zombi nella nebbia. \n<\/p>\n\n\n\n<p>   -Presto,\nper favore! \n<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno lo\nfece. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante\nla nebbia si tagliasse col coltello, un&#8217;ambulanza piena di luci\narriv\u00f2 in ragionevoli minuti. Lamberto saggiamente aveva impedito\nche qualcuno toccasse l&#8217;investito nel tentativo di rianimarlo o\npeggio ancora cercasse di sollevarlo dall&#8217;asfalto bagnato. Marcello\nfu professionalmente caricato dagli infermieri sulla barella, la\nbarella caricata sull&#8217;ambulanza che a sirena spiegata part\u00ec con le\nluci rosse blu e gialle che a lungo si videro ma sempre pi\u00f9\nimpastate mentre navigavano nella nebbia. La gente rientr\u00f2 nei\nnegozi, alcuni si allontanarono. Lamberto vide il suo romanzo: era\ncaduto vicino a un tombino verso cui l&#8217;acqua causata dalla\npioggerellina fina fina si dirigeva in rivoletto, solcando l&#8217;asfalto.\nLo raccolse, la copertina morbida era bagnata e malamente piegata, le\npagine umide e arricciate. Sulla prima pagina c&#8217;era  la dedica. Senza\nocchiali non ci vedeva bene, nella nebbia ancor peggio, ma sapeva\ncosa aveva scritto: \u201cA Marcello, ringraziandolo per l&#8217;attenzione,\ncon simpatia e un grande in bocca al lupo!\u201d \n<\/p>\n\n\n\n<p>   -Ma che\ncazzo!- sbott\u00f2. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Lo invase,\ninarrestabile, il pensiero che quello era il destino del suo romanzo,\nnon di quella sola copia ma del suo libro in generale. Prese a\npiovere pi\u00f9 forte. Lasci\u00f2 cadere il libro, quasi come lo gettasse,\nnel rivolo d&#8217;acqua che si era ingrossato e che lo trascin\u00f2 fino ad\nostruire il tombino. Le pagine s&#8217;impregnarono, accartocciandosi.\nLamberto si rese conto di avere ormai il maglione intriso, mentre la\npioggia penetrava i radi capelli fino al cuoio capelluto. Allora\ncorse verso la libreria e il suo calore accogliente dove Maria Irene\naveva indossato il cappotto e lo aspettava chiacchierando con il\nlibraio avvilito perch\u00e9 nessuno di quelli a cui aveva fatto\npervenire l&#8217;invito era venuto.<\/p>\n\n\n\n<p>   -Piove&#8230;-\nconstat\u00f2 lei vedendolo bagnato.<\/p>\n\n\n\n<p>   -Pare&#8230; \n<\/p>\n\n\n\n<p>   -E&#8217;\npassata un&#8217;ambulanza! Ci deve essere stato un incidente&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>   -S\u00ec&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Maria Irene\nnot\u00f2 che lui non aveva pi\u00f9 la copia in mano e sorrise.<\/p>\n\n\n\n<p>    -Gli hai\nmollato il libro&#8230;- disse<\/p>\n\n\n\n<p>   -Con\ndedica&#8230;- mormor\u00f2 Lamberto buttando lo sguardo sul banchetto dove\ngiacevano le copie del suo romanzo che nessuno aveva visto e tanto\nmeno comprato.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_37921\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"37921\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Faceva freddo. Lamberto, l&#8217;autore del libro in presentazione, ammazzava il tempo scorrendo le copertine dei rimasugli di libreria confinati in alcuni scaffali nella saletta mentre Maria Irene, la giornalista che doveva presentare il romanzo, se ne stava seduta in placida e paziente attesa. Un nome e un titolo distrassero Lamberto dal fatto che non arrivasse [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_37921\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"37921\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":19016,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[532],"tags":[],"class_list":["post-37921","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2019"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37921"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/19016"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=37921"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37921\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38018,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37921\/revisions\/38018"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=37921"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=37921"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=37921"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}