{"id":37908,"date":"2019-03-28T17:43:18","date_gmt":"2019-03-28T16:43:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37908"},"modified":"2019-03-28T17:43:21","modified_gmt":"2019-03-28T16:43:21","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-alla-ricerca-della-gioia-di-aurora-vannucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37908","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Alla ricerca della Gioia&#8221; di Aurora Vannucci"},"content":{"rendered":"\n<p>Era una tiepida notte di\nsettembre quando Tiziano part\u00ec. Aspett\u00f2 con pazienza in camera sua che i\ngenitori si addormentassero, prese lo zaino dove aveva infilato una torcia\nelettrica, un vecchio diario, la sua penna, una barretta di cioccolato, gli\nspiccioli del salvadanaio, una foto per lui estremamente importante e scese con\ncautela le scricchiolanti scale in legno. Incerto sulla sua scelta, apr\u00ec il\ncassetto del com\u00f2 dov&#8217;era contenuta la chiave di casa e, titubante, la infil\u00f2\nnella serratura. La porta si apr\u00ec e lui usc\u00ec, tirandosela dietro. Si allontan\u00f2\nnella radura di qualche metro osservando la sua umile baita e, guardandola\nancora una volta, si addentr\u00f2 nel bosco.<\/p>\n\n\n\n<p>Accese la torcia: quella foresta\nche di giorno conosceva come le sue tasche gli apparve un luogo ignoto e per\nnulla rassicurante.<\/p>\n\n\n\n<p>Da piccolo Tiziano aveva paura\ndel buio. Forse un ragazzo si porta dietro nel suo subconscio le angosce che lo\ntormentano da bambino? Cerc\u00f2 di non farsi ostacolare dagli enormi tronchi degli\nalberi che, con le loro foglie, oscuravano il cielo pi\u00f9 di quanto fosse gi\u00e0\ncoperto dalle ombre della notte.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo aveva il timore di\npoter incontrare qualche animale selvatico, e spesso desiderava tornare\nindietro, tuffarsi nel suo letto caldo e coprirsi fin sopra il naso. Ma sapeva\nbenissimo le motivazioni che lo avevano spinto a trovarsi proprio l\u00ec quella\nnotte: doveva trovare il Lago Magico.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel luogo era spesso menzionato\ndagli anziani del villaggio, che narravano diverse leggende relative a quella\ndistesa d&#8217; acqua dolce. La vecchia Agnese raccontava che nel lago si celasse il\nSegreto della Vita, ma spaventava i bambini che l&#8217;ascoltavano dicendo loro che\nchi si era immerso nelle sue acque non ne era pi\u00f9 uscito.<\/p>\n\n\n\n<p>Tiziano non aveva mai compreso\ncosa fosse il Segreto della Vita e se lo domandava da tempo ormai immemore. Pi\u00f9\nvolte aveva tentato, con scarsi risultati, di interrogare la vecchia Agnese ma\nnon riusciva a scucirle una parola di bocca!<\/p>\n\n\n\n<p>Tiziano non conosceva nemmeno\nl&#8217;esatta collocazione del lago, ma quella notte lo avrebbe cercato fino allo\nstremo delle sue forze.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo circa un&#8217;ora di cammino,\nnon certamente piacevole, not\u00f2 un bagliore fra gli arbusti. Incuriosito si\navvicin\u00f2 alla fonte della luce, finch\u00e9 non si ritrov\u00f2 in una nuova radura. La\nluna ora faceva capolino fra le grigie nubi del cielo notturno.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che vide lo emozion\u00f2:\ndavanti ai suoi occhi si estendeva un lago dai riflessi argentei, che\nscintillava come accade al tramonto. La luce proveniva dallo specchio d&#8217; acqua,\nnon vi erano sorgenti esterne, e Tiziano prov\u00f2 a cercare le motivazioni di\nquello strano fenomeno, ma non riusc\u00ec a trovare una spiegazione plausibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Si port\u00f2 ai bordi del lago e si\ninginocchi\u00f2, riflettendosi in esso. Non era un effetto ottico: l&#8217;acqua era\ndavvero argentea ed emanava la luce dal suo interno. La superficie dell&#8217;acqua\nera completamente immobile, ed il riflesso di Tiziano non apparve deformato,\nera esattamente come se si guardasse allo specchio: \u201cMa sar\u00e0 veramente solo\nacqua?\u201d si domand\u00f2 dubbioso. Con un leggero senso di inquietudine sfior\u00f2 quella\nsuperficie argentea: la sua mano non si bagn\u00f2. <\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo, incuriosito, decise\ndi entrare completamente in acqua vestito. Non riusciva a sentire il fondo con\ni piedi ed una forza misteriosa lo trascinava verso il basso. Spaventato cerc\u00f2\ndi tornare a riva, tentando di aggrapparsi ai cespugli, ma quella forza\nmisteriosa continuava ad agire su di lui. Quando anche la sua testa fu\ncompletamente immersa in quel liquido che non lo bagnava e gli permetteva\ncomunque di respirare, la sua vista si annebbi\u00f2 per un attimo per poi ritornare\nperfetta dopo qualche secondo. Lo spettacolo che gli parve era assurdamente\nsimile a quello che vedeva ogni giorno: nel fondale vi era un prato rigoglioso,\ninterrotto da sentieri ricoperti di ghiaia. Le case per\u00f2 erano diverse dalle\nbaite di legno e pietra che era abituato a vedere: erano di colori accesi,\nallegre, di piccole dimensioni, e tutte le porte e le finestre erano\nspalancate. Quello che colp\u00ec particolarmente Tiziano fu che a tutte le\nabitazioni mancavano i tetti. Lui fluttuava dolcemente, respirando a pieni\npolmoni quei profumi che giungevano da ogni dove: violette, pane appena\nsfornato, cioccolato. Atterr\u00f2 molto lentamente su uno di quei vialetti e\ndavanti a lui si par\u00f2 un bambino in tenera et\u00e0 vestito con abiti blu leggeri,\nmossi costantemente dal vento, con scarpe dorate e una cintura in vita, anch&#8217;\nessa color dell&#8217;oro. Molto pallido e minuto, con mani piccole e dita lunghe e\naffusolate. I suoi capelli erano corti, di un biondo simile alla maionese,\nquasi bianco, gli occhi enormi, argentei. Le orecchie a sventola, il naso\npiccolo leggermente schiacciato. L&#8217; espressione del suo volto era seria,\nimperturbabile, fissava Tiziano con sguardo indecifrabile: \u201cBenvenuto!\u201d disse\ninfine senza commentare oltre.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChi sei tu?\u201d comment\u00f2 Tiziano\nrivolgendosi a quella strana creatura.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono Mattia Armonia. E tu chi\nsei? Lo scrittore?\u201d rispose il bambino con tono calmo, pronunciando con cura\nogni lettera.<\/p>\n\n\n\n<p>Tiziano non riusc\u00ec a comprendere\nbene il significato di quella domanda. Lui sarebbe stato lo scrittore? E di\ncosa? \u201cVeramente io sono Tiziano\u201d rispose cercando anch&#8217; egli di modulare il\ntono di voce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl mio compito \u00e8 quello di\nportare allegria\u201d continu\u00f2 Mattia. Tiziano avrebbe voluto rivolgere altre domande\nal bambino, ma in quella situazione si sentiva imbarazzato. Il fanciullo intu\u00ec\nimmediatamente lo stato d&#8217; animo di Tiziano (era molto empatico) e continu\u00f2 a\nparlare, cercando di metterlo a suo agio: \u201cQuello che voi terrestri credete un\nsemplice lago in realt\u00e0 \u00e8 la via di collegamento fra la vostra vita e la nostra\nvita. Questo luogo \u00e8 abitato solamente da esseri molto giovani, e\nl&#8217;immaginazione \u00e8 alla base della nostra esistenza. Per creare tutto quello che\nstai vedendo ci serviamo del \u201cMallop\u201d, simile alla vostra pasta per modellare.\nNoi prendiamo il Mallop, lo mettiamo davanti alla nostra fronte, pensiamo ad\nocchi chiusi ad un oggetto e quello si materializza. Ma ora raccontami, vorrei\nchiederti come hai fatto a superare la barriera. Essa si apre solo nelle notti\nin cui cadono le stelle, solo per coloro che hanno un problema interiore da\nrisolvere, solo per chi \u00e8 ancora in grado di sognare!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tiziano raccont\u00f2 che era\nscappato da casa per cercare il \u201clago magico\u201d, spesso menzionato nei racconti\ndegli anziani del suo villaggio. Non aggiunse altro: non voleva raccontare ad\nun bambino sconosciuto ed impiccione i suoi problemi. Decise quindi di cambiare\nargomento: \u201cPerch\u00e9 le vostre splendide case sono prive dei tetti?\u201d domand\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Mattia Armonia rispose con la\nsua solita pacatezza: \u201cQui ognuno pu\u00f2 guardare il nostro cielo, ed ammirarlo\nanche prima di dormire. Da noi non piove mai, non fa mai freddo, noi siamo\ndentro il vostro lago. Non \u00e8 molto meglio cos\u00ec che avere sulla testa un noioso\nsoffitto monocolore?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tiziano avrebbe voluto visitare\nminuziosamente quel luogo ma, anche se Mattia non gli aveva accennato nulla,\nera convinto di essere arrivato in quel posto per qualche preciso e oscuro\nmotivo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9 sono arrivato qui da\nvoi? Che cosa devo fare?\u201d chiese.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosa devi fare? Nulla direi. Ma\nse vuoi, puoi viaggiare nella nostra dimensione. I viaggi sono sempre molto\nistruttivi, specie se con la giusta guida!\u201d esclam\u00f2 inorgogliendosi. Conosceva\na menadito ogni variante del suo mondo, ogni argomento storico, ogni\navvenimento che potesse riguardare quel luogo. \u201cSeguimi allora!\u201d esort\u00f2\nTiziano, trascinandolo con s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>I due si recarono in un\n\u201cMollemporio\u201d dove si trovava il Mollop. Non occorreva acquistarlo, il Mollop\nera disponibile per chiunque ne avesse la necessit\u00e0. Mattia Armonia ne prese un\npezzetto nelle mani, chiuse gli occhi e, sotto lo sguardo attonito di Tiziano,\nda un semplice pongo verdino, molle e maleodorante, si materializzarono un&#8217;infinit\u00e0\ndi palloncini gialli a forma di stella: \u201cTi piacciono i palloncini? Noi li\nutilizziamo come mezzo di locomozione. Ora prova a crearli tu\u2026\u201d disse\nporgendogli del Mollop. Tiziano chiuse gli occhi, si concentr\u00f2 sulla creazione,\ne quando li riapr\u00ec, not\u00f2 con meraviglia che al posto di quello strano materiale\nc\u2019erano dei palloncini blu che fluttuavano a mezz\u2019 aria. Erano certamente pi\u00f9\ndi cinquecento, perfettamente identici a quelli da lui immaginati. Mattia\nArmonia si aggrapp\u00f2 ai suoi palloncini e, dondolandosi lievemente, si ritrov\u00f2 a\ndieci metri d&#8217; altezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche Tiziano fece lo stesso: i\nsuoi piedi si staccarono dolcemente da terra e vide il pavimento rimpicciolirsi\npiano piano sotto di lui. I due presero quota, trascinati dalla brezza estiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Tiziano osservava divertito da\nlass\u00f9 il villaggio e i suoi abitanti, dall\u2019 alto pareva un brulicare di piccole\nformichine indaffarate.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019 aria argentea tutta intorno,\nlo spettacolo diventava ripetitivo: \u201cMa dov\u2019\u00e8 che stiamo andando?\u201d grid\u00f2 il\ngiovane rivolgendosi al compagno di viaggio, che era a buona distanza da lui.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSiamo diretti al Primo Stadio\ndel Mondo dei Difetti\u201d rispose Mattia Armonia, fluttuando verso di lui. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE che posto \u00e8 mai questo? Come\nsi chiama?\u201d continu\u00f2 Tiziano con curiosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLo scoprirai quando conoscerai\ncoloro che vi abitano\u201d rispose misteriosamente Mattia Armonia.<\/p>\n\n\n\n<p>Tiziano inizi\u00f2 a scorgere, fra\ntutta quell\u2019 aria argentea, un Punto Verde che diventava sempre pi\u00f9 visibile\nall\u2019 avvicinarsi dei due e dei loro strani mezzi di locomozione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il terreno dove atterrarono era\nroccioso e frastagliato, un arbusto enorme dominava il paesaggio e svariati\noggetti troneggiavano al posto delle foglie. Lasciati andare i palloncini\nTiziano not\u00f2 che nessuno di quelli si mosse di un centimetro dal luogo di\narrivo. Sotto quell\u2019 albero stravagante era in corso un\u2019enorme rissa: \u201cL\u2019ho visto\nprima io!\u201d urlava una prima figura \u201cNo, \u00e8 mio!\u201d incalzava una seconda. \u201cUn\noggetto simile lo aveva mio nonno, quindi lo devo prendere io\u201d \u201cNo, sono\nriuscito a toccarlo, quindi spetta a me!\u201d Queste erano le urla che Tiziano\npercepiva mentre si avvicinava a quella calca. Diverse persone ammassate sotto la\npianta alzavano le braccia in aria nell\u2019 attesa che qualche oggetto si\nstaccasse dall\u2019 albero. Ad un certo punto una di quelle cose ancora indefinite\nalla vista di Tiziano, cadde finalmente a terra: si trattava di un grosso\norologio a lancette. Orde di uomini allungarono le loro mani verso quel\nmiraggio, che gi\u00e0 era fra le dita del suo nuovo proprietario: \u201cE\u2019 mio, \u00e8\nfinalmente mio!\u201d strill\u00f2 quell\u2019uomo basso con gli occhi scuri fuori dalle\norbite. \u201cE non lo dar\u00f2 a nessuno!\u201d concluse baciando ripetutamente il prezioso\noggetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo alcuni secondi un secondo\norologio, molto simile al primo, si stacc\u00f2 da quello strano albero. Stavolta se\nlo era accaparrato uno spilungone dai lunghi capelli: \u201cLo attendevo da una\nvita!\u201d comment\u00f2 fissando la sua nuova propriet\u00e0. \u201cNon \u00e8 giusto! Non \u00e8 giusto!\u201d\nsbrait\u00f2 l\u2019uomo basso con gli occhi fuori dalle orbite che aveva agguantato il\nprimo oggetto, rivolgendosi ai rami dell\u2019albero: \u201cIl suo orologio \u00e8 pi\u00f9 bello\ndel mio! Perch\u00e9 a me \u00e8 capitata questa schifezza?\u201d poi si rivolse all\u2019 altro\n\u201cDammi il tuo, me lo merito!\u201d \u201cNon ci penso nemmeno\u201d rispose il secondo \u201c\u00e8 mio\ne me lo tengo!\u201d. Intanto un terzo orologio si era staccato dai rami e lo\nspilungone si arrabbi\u00f2 con l\u2019ometto mingherlino che se lo era preso, perch\u00e9\nanche lui ora voleva un orologio uguale al suo. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa guarda questi\u201d comment\u00f2\nTiziano perplesso \u201cHanno la fortuna di ricevere orologi come se piovessero dal\ncielo, e non sanno accontentarsi di quello che hanno!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Mattia Armonia gli indic\u00f2 un\ncartello, che stava piantato a pochi metri dall\u2019 albero:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Gelosia: l\u2019erba del vicino \u00e8 sempre pi\u00f9 verde<\/em>\u201d quella dicitura\nincurios\u00ec Tiziano che continu\u00f2 a leggere \u201c<em>Benvenuto,\nscrittore! Conosco il passato che hai vissuto, il presente che sei, il futuro\nche diventerai<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tiziano scorse velocemente il\ncontenuto del cartello, ma la rissa attorno all\u2019 albero attirava maggiormente\nla sua attenzione: \u201cEppure io sono sicuro di aver gi\u00e0 visto da qualche parte\nuna scena simile\u2026.\u201c comment\u00f2 perplesso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSicuro? E\u2019 la prima volta che\nfai visita a questo luogo\u201d rispose Mattia Armonia. Tiziano rivolse nuovamente\nlo sguardo al cartello e not\u00f2 che a lato era posizionato un enorme schermo\npiatto: \u201cE quello?\u201d chiese indicandolo \u201cA che cosa serve, quello?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLo capirai\u2026. \u201c annu\u00ec Mattia\nArmonia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo iniziava ad essere\ninfastidito dal fare misterioso della sua guida \u201cPerch\u00e9 mi fido e lo seguo?\u201d si\ndomandava, mentre l\u2019altro lo invitava a ripartire. Si lasci\u00f2 facilmente\nconvincere, la curiosit\u00e0 era molto forte. I due si aggrapparono ai palloncini e\nripresero quota, lasciando sotto di loro l\u2019albero degli orologi e la folla\nurlante.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Tiziano iniziava a\nrilassarsi e godere nuovamente di quella brezza estiva un nuovo Punto, questa\nvolta Rosso splendente, si par\u00f2 davanti ai suoi occhi. Il colore rosso era\ndovuto al fuoco che divampava, ed avvicinandosi l\u2019odore acre ed insopportabile\npenetr\u00f2 nelle narici dei ragazzi, che iniziarono a tossire. Mentre scendevano\nlievemente, fra tutto quel fumo notarono che gli abitanti erano occupati ad\naccendere nuovi fuochi sul terreno ed esultavano ogni volta che una nuova\nfiamma prendeva vita, per poi allontanarsi quando il fuoco cominciava a\ndivampare e diventare pericoloso. Magicamente le fiamme, dopo aver divampato\nviolentemente, si spegnevano da sole. Allora gli uomini correvano ad accendere\nnuovi fuochi e tutto ricominciava da principio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa cosa stanno facendo? Sono\nconsapevoli delle loro azioni?\u201d grid\u00f2 Tiziano impaurito \u201cPotrebbero morire\nbruciati!\u201d. Pacatamente Mattia Armonia indic\u00f2 al ragazzo un nuovo cartello,\nquesta volta lontano dalla zona dei fuochi e anch\u2019 esso affiancato da uno\nschermo. La dicitura era chiara: \u201c<em>Incoscienza:\na scherzare con il fuoco, prima o poi ci si scotta. Scrittore, a te l\u2019arduo\ncompito: render gli abitanti lieti!<\/em>\u201d. Tiziano lesse come al solito il\ncartello ma la sua attenzione era sempre rivolta a quella scena che, seppur\nfosse inverosimile, anche questa volta era convinto di aver gi\u00e0 osservato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAndiamocene da questo posto\norribile!\u201d esclam\u00f2 rivolgendosi a Mattia Armonia. Si alzarono in volo e\nscorsero un nuovo Punto, Blu, interamente ricoperto dalle acque, ad\ninterromperle solo una minuscola isola, una semplice striscia di terra. Attorno\normeggiavano diverse barche. Tiziano not\u00f2 una zattera in legno, con un\u2019unica\nvela e diversi fori e poi un\u2019imbarcazione enorme, abbellita con fiori e\nghirlande e costruita in acciaio solidissimo. I due ragazzi rimasero a mezz\u2019\naria con i loro palloncini e notarono numerose persone che sbeffeggiavano la\nzattera: \u201cChi vorrebbe salire su quella bagnarola?\u201d \u201cUn\u2019 imbarcazione da\npoveracci, ecco cos\u2019\u00e8\u201d dicevano ridacchiando. Salendo sul panfilo invece\ncommentavano con ammirazione le splendide decorazioni e elogiavano il capitano\ndella nave, che mostrava con orgoglio le medaglie e le onorificenze ottenute:\n\u201cChe carriera luminosa, signor Bravo!\u201d \u201cE\u2019 meraviglioso averla come capitano,\nBravo!\u201d \u201cLei \u00e8 decisamente il migliore, capitan Bravo!\u201d. Le persone facevano a\ngara per stringere la mano a Bravo, guardando con invidia le medaglie cucite\nsulla sua divisa. Tutti salirono sul panfilo, nessuno sulla zattera. Il\ncapitano Bravo, dopo essersi pavoneggiato a lungo, decise che era il momento di\nfare partire l\u2019imbarcazione. Anche la piccola barchetta part\u00ec e questo stup\u00ec\nnotevolmente Tiziano: non vi era nessuno alla guida, eppure solcava tranquillamente\nle onde. Al largo due piccole isole, quasi due scogli, luccicavano al sole.\nDopo qualche istante la nave di Bravo si schiant\u00f2 contro uno di quegli isolotti\ned inizi\u00f2 ad imbarcare acqua: \u201cPresto, tuffiamoci, prendiamo le scialuppe di\nsalvataggio\u201d ordin\u00f2 il capitano. Qualcuno all\u2019 improvviso si ricord\u00f2 della\nbagnarola che era partita insieme alla nave e la cerc\u00f2 disperatamente per\nmettersi in salvo. Ma quella ormai era troppo distante, aveva gi\u00e0 raggiunto la\nsua destinazione. Mattia Armonia indic\u00f2 sull\u2019 isolotto un nuovo cartello,\naffiancato dal solito schermo: \u201c<em>Opportunismo:\nandare dove \u00e8 meglio per te in questo momento. Scrittore, pensi davvero che sia\nil giusto modo di vivere?<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tiziano era infastidito da\nquella continua sensazione di dejav\u00f9, aveva gi\u00e0 vissuto quei momenti, ne era\normai certo. Cerc\u00f2 di trasmettere le sue percezioni a Mattia Armonia, ma fu\ntotalmente ignorato. Tiziano rimase contrariato dalla reazione del suo compagno\ndi viaggio: Mattia Armonia sembrava una brava persona, una buona guida, ma il\nsuo comportamento era indecifrabile. Sapeva molte cose di cui Tiziano non era a\nconoscenza. Mentre era immerso nei suoi dubbi i palloncini ripresero a volare\nper giungere ad avvistare un Punto Giallo, coperto interamente dalla sabbia.\nAvvicinandosi iniziarono a percepire un poderoso fracasso e al momento\ndell\u2019atterraggio Mattia Armonia spieg\u00f2 che quei rumori striduli erano emessi\ndagli uccelli Eo Eo, chiamati cos\u00ec per il loro verso simile a quello del rumore\ndi un\u2019ambulanza. Gli abitanti del Punto Giallo non tolleravano quel frastuono e\ntiravano continuamente i loro zufoli, unici oggetti che possedevano, contro\nquegli strani pappagalli tropicali o, se per errore si avvicinavano un po&#8217; troppo\na loro, tentavano di prenderli per il collo. Quei pappagallini con gli occhi\nvispi, il becco adunco ed il piumaggio liscio e delicato dai mille colori,\nerano belli a vedersi, e Tiziano si meravigliava della crudelt\u00e0 con cui erano\ntrattati: \u201cPoveri volatili! Mi dispiace che queste persone siano cos\u00ec\nirascibili.\u201d comment\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSai come si calmano questi\nuccelli?\u201d rispose Mattia Armonia.&nbsp; \u201cNon\nne ho idea\u201d disse Tiziano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSuonando gli zufoli!\u201d esclam\u00f2\nMattia Armonia. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE perch\u00e9 non lo fanno allora?\u201d\ndomand\u00f2 Tiziano stupito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cProva a spiegarglielo tu!\u201d\nrispose ancora l\u2019altro \u201cArrabbiarsi e tentare di allontanarli \u00e8 pi\u00f9 semplice,\nno?\u201d concluse indicando il solito cartello, ed il solito schermo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Insofferenza. Quel che ti fa arrabbiare non ti permette di pensare. Scrittore,\ntu non ti arrabbi spesso, vero?<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Anche questa scena Tiziano\nl\u2019aveva gi\u00e0 vissuta, e le parole di quei cartelli, sembrava che il loro\nideatore conoscesse molto bene il ragazzo. Sopra quel Punto il caldo era\ndavvero asfissiante ed il sole picchiava sul corpo dei due giovani. Mattia\nArmonia si tir\u00f2 su le maniche della veste che indossava, e solo allora Tiziano\nnot\u00f2 che sul braccio destro aveva tatuata una stella. Il tratto per\u00f2 era poco\npreciso, il disegno seppur bello e splendente era infantile, assomigliava\nmoltissimo a quelli che faceva suo fratello Sebastiano. Al solo pensiero\nTiziano prov\u00f2 un\u2019enorme fitta al cuore. Senza riflettere tocc\u00f2 la stella sul\nbraccio di Mattia Armonia, assaporando vecchi ricordi sbiaditi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi piace il tatuaggio?\u201d disse l\u2019altro\nmostrando ancor meglio il braccio \u201cLo ha disegnato un bambino che ho conosciuto\ne che dipingeva molto bene\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tiziano non scroll\u00f2 gli occhi di\ndosso dalla stella, era attratto da lei come se fosse magnetica. I due ragazzi\ndecisero di abbandonare quel luogo e dirigersi verso un nuovo Punto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019 ultimo era di colore Nero,\ncircondato da nuvole scure, ed appena planato Tiziano not\u00f2 che aveva difficolt\u00e0\na distinguere le figure che gli si paravano davanti. La pioggia battente e la\nnebbia lo confondevano. Ad un certo punto not\u00f2 un enorme secchio a terra, ed un\nuomo che lo fissava con cupidigia: \u201cAh! Nessuno riuscir\u00e0 a racimolare pi\u00f9 acqua\ndi me, Matteo il Plebeo! Tutti gli altri mi guarderanno con invidia, perch\u00e9 di\ncerto vincer\u00f2! Loro non riuscirebbero ad accumulare pi\u00f9 acqua di me nemmeno con\ntremila secchi! Sono il migliore, ne sono consapevole!\u201d si lodava fissando il\nsuo viso riflesso sull\u2019 acqua.&nbsp; Anche gli\naltri uomini presenti si contemplavano ammirandosi nell\u2019 acqua dei loro secchi:\n\u201cBrutte gocce! L\u2019 acqua dovrebbe stare ferma, piatta! Come osate brutte gocce\nrovinare il riflesso del meraviglioso volto di Cristiano il Villano?\u201d diceva un\naltro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSe l\u2019acqua fosse davvero ferma\nsarebbe peggio per te. Sai benissimo che non esiste nessuno pi\u00f9 bello di me,\nRenato il Maleducato\u201d. Si scatenavano insulsi battibecchi fra quegli strani\npersonaggi che, come aveva notato Tiziano, tendevano sempre a ripetere il loro\nnome. <\/p>\n\n\n\n<p>Anche qui il solito cartello con\na lato il solito schermo \u201c<em>Arroganza. Caro\nscrittore, guarda come si vive male troppo pieni di s\u00e9. Eccoti, ma c\u2019\u00e8\nancora&nbsp;&nbsp; l\u2019ultimo viaggio, il pi\u00f9\nimportante\u2026.!\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tiziano continuava a non capire,\nperch\u00e9 quell\u2019 insulso viaggio? Perch\u00e9 quelle scene gi\u00e0 viste? Dove voleva\narrivare l\u2019artefice di quei cartelli? Incuriosito si avvicin\u00f2 ad uno dei secchi\nche quei personaggi stravaganti avevano abbandonato e guard\u00f2 il suo riflesso\nnell\u2019 acqua e\u2026. per lo spavento di quello che vide, balz\u00f2 all\u2019 indietro\nvelocemente, rischiando di cadere a terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Si mise la mano sul cuore dalla\npaura e cerc\u00f2 con lo sguardo Mattia Armonia, per trovare delle risposte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIo\u2026.\u201d balbett\u00f2 \u201cIo\u2026. ho visto\nuna cosa impossibile!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQui non esiste la parola\nimpossibile\u201d rispose calmo e sorridente Mattia Armonia \u201cRicorda che le persone\nche passano per la tua strada sono anche quelle che passano per il tuo cuore. E\nse riesci a vedere dentro il tuo cuore, riesci anche a vedere le persone che lo\npopolano, perch\u00e9 la loro dimora \u00e8 l\u00ec, dentro di te, e l\u00ec rester\u00e0 per sempre!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tiziano, commosso e incredulo,\nsi riavvicin\u00f2 al secchio, senza timore, e riapparvero i volti di due bambini\nquasi identici nelle forme e nelle movenze: Tiziano e Sebastiano. Tutto come\nera stato, tutto come se il tempo non fosse mai passato. Poi d\u2019 improvviso\nricord\u00f2: \u201cTu\u2026.\u201d disse osservando Mattia Armonia \u201cTu\u2026 sei un personaggio dei\nmiei racconti, ti ho creato io, ma certo! Lo scrittore dei cartelli, lo\nscrittore sono io!\u201d. Tolse lo zaino che teneva sulle spalle dall\u2019 inizio del\nviaggio, lo apr\u00ec e con commozione tir\u00f2 fuori il vecchio diario che si era\nportato dietro, che non avrebbe mai lasciato incustodito. Lo sfogli\u00f2 ed in\nprima pagina troneggiavano due nomi: DIARIO di TIZIANO e SEBASTIANO \u2013 I nostri\nmondi\u201d. Era quello il titolo della loro fiaba, scritta da Tiziano ed illustrata\nda Sebastiano, il suo fratello gemello.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLe persone possono lasciarci\u201d\ndisse Mattia Armonia guardando Tiziano negli occhi \u201cMa i testi e i disegni sono\neterni ed indelebili per chi resta\u201d il quale era chiaramente raffigurato in un\nbellissimo schizzo di Sebastiano in seconda pagina. Poi le parole scritte sul\ndiario da Tiziano:&nbsp; \u201cMattia Armonia non\nsi dava pace. Voleva conoscere il segreto della vita. Cre\u00f2 un mezzo di\nlocomozione trainato da palloncini gonfiati ad elio. Vol\u00f2 sul pianeta della\ngelosia e rimase sconcertato nel vedere il comportamento dei suoi abitanti che\nprendevano oggetti da un albero. Quando qualcuno riusciva a prenderne uno gli\naltri si lamentavano perch\u00e9 l\u2019oggetto era pi\u00f9 bello del loro e dalla rabbia\nrompevano quello nelle loro mani\u2026.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Tiziano leggeva incredulo quelle\npagine, quella storia che lui ora stava vivendo in prima persona. Tastava i\nfogli accarezzandoli, annusando l\u2019odore della carta e dell\u2019inchiostro\nmescolati, toccando ogni pagina come se fosse sacra. Continu\u00f2 a sfogliare e a\nleggere, finch\u00e9 arriv\u00f2 al punto dove la loro fiaba si interrompeva: \u201cProvavano\npiacere quegli uomini che vedevano riflessa la loro immagine nell\u2019 acqua delle\nbacinelle\u2026. Il cartello con le parole vanit\u00e0 ed arroganza e il solito\nschermo\u2026.\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il seguito non era mai stato scritto,\nil tempo aveva interrotto la loro storia di bambini. Tiziano ripens\u00f2 a tutti\nquegli schermi e nella sua testa si materializz\u00f2 un\u2019idea da illustrare a Mattia\nArmonia. Ora per\u00f2 era rimasta l\u2019ultima tappa del suo viaggio attuale e doveva\nassolutamente raggiungerla. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVogliamo ripartire?\u201d chiese\nMattia Armonia. \u201cCertamente\u201d rispose Tiziano \u201cMa hai notato le iniziali dei\ncartelli posti nei punti che abbiamo visitato? G\u2026 gelosia, I\u2026incoscienza, O\u2026.\nopportunismo\u2026. I\u2026. Insofferenza\u2026. A\u2026. arroganza\u2026 non \u00e8 una combinazione a caso\u2026\ncapisci, cosa vuol dire esattamente?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSei tu lo scrittore, lo chiedi\na me?\u201d rispose ancora Mattia Armonia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFinora tu ti sei comportato\ncome se conoscessi gi\u00e0 il finale della mia&nbsp;\navventura\u2026..\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mattia Armonia aveva un velo di\nmalinconia negli occhi \u201cAppunto\u2026. della tua. Della mia avventura non conoscer\u00f2\nmai il finale, \u00e8 questo il destino dei personaggi dei racconti incompiuti.\nAppassiscono nella polvere e lentamente\u2026. muoiono\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo ora Tiziano not\u00f2 che Mattia\nArmonia, che all\u2019inizio del viaggio aveva vestiti brillanti ed una pelle rosea\nperfetta, ora appariva cinereo e dai contorni sfocati: \u201cPresto amico! Facciamo\nsubito l\u2019 ultimo viaggio, ti devo salvare!\u201d disse afferrando velocemente i\npalloncini. <\/p>\n\n\n\n<p>I due partirono, mentre Tiziano,\ncon estrema difficolt\u00e0 nel tenersi appeso ai palloncini, scriveva sul suo diario:\n\u201cMattia Armonia part\u00ec per il suo ultimo viaggio. Il suo scopo era quello di\nportare pace e serenit\u00e0, o come lui diceva, allegria. Su quell\u2019 ultimo pianeta\nMattia Armonia trov\u00f2 una telecamera\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Le frasi non erano scritte a\ndovere, non avevano un senso univoco, ma ora il suo scopo era salvare Mattia e\nl&#8217; unico modo era quello di continuare il diario. Tiziano lo osserv\u00f2 e not\u00f2 che\nla sua pelle stava tornando rosea come un tempo. I due scorsero l\u2019ultimo Punto,\nquello corrispondente al pianeta che Tiziano non aveva mai descritto e\nSebastiano mai raffigurato. L\u2019 oscurit\u00e0 lo dominava ma la superficie era\npopolata da infinite lucciole. Tiziano atterrando lasci\u00f2 che gli insetti si\nposassero su di lui. C\u2019era la luna, proprio come sulla Terra, una luna\nincredibilmente vicina, e qualche enorme sequoia a macchia sparsa. <\/p>\n\n\n\n<p>Sotto la sequoia pi\u00f9 grande un\nbambino, circondato da un alone bianco azzurrino, brillava nel buio della\nnotte. Si alz\u00f2 guardando i due nuovi arrivati. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSebastiano!\u201d grid\u00f2 Tiziano\ncorrendo affannosamente verso di lui. Quando fu sufficientemente vicino tent\u00f2\ndi stringerlo in un enorme abbraccio ma\u2026 cadde a terra, ai piedi della sequoia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon sei abituato ai fantasmi?\u201d\nrise Sebastiano. La sua risata stridula riecheggi\u00f2, facendo volar via i rapaci\nnotturni che popolavano quei rari alberi. Tiziano lo guard\u00f2: non era mai\ncresciuto, era rimasto come lo aveva lasciato, ma poteva riconoscere in lui s\u00e9\nstesso qualche anno prima. Tiziano si rialz\u00f2, mentre Mattia Armonia osservava\nla scena senza interferire e singhiozz\u00f2: \u201cPerch\u00e9 \u00e8 successo?\u201d disse\nrivolgendosi a quella figura.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon addolorarti fratello, forse\nera destino. Ma posso rassicurarti: non \u00e8 stata colpa tua, so che tu credi il\ncontrario, ma non \u00e8 cos\u00ec\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tiziano si era sempre sentito un\nenorme peso sulla coscienza: il giorno dell\u2019incidente il fratello lo aveva\nseguito, quindi si sentiva responsabile dell\u2019accaduto e non era mai riuscito a\ndarsi pace: \u201cTi vorrei raggiungere, se questo \u00e8 l\u2019 unico modo per restare\nancora con te!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon dirmi questo\u201d rispose\nsorridendo Sebastiano \u201cContinua a vivere, tu che ne hai l\u2019opportunit\u00e0. Io credo\nche il segreto della vita sia\u2026.&nbsp; la vita\nstessa. Dipende da te, cerca di dare sempre il massimo e assaporare ogni\nistante ci\u00f2 che ti circonda.&nbsp; Questo \u00e8 il\nsegreto, che io non ho avuto il tempo di scoprire. Ora lo dico a te, perch\u00e9\nvoglio che tu abbia una vita fantastica!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Sebastiano porse al fratello una\npenna trasparente e luminosa: \u201cPer scrivere le ultime parole del nostro\nracconto utilizza questo inchiostro. E\u2019 come il nostro rapporto\u2026. indelebile\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGrazie fratello\u2026.\u201d mormor\u00f2\nTiziano aprendo nuovamente il diario ed impugnando la penna fra le dita.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMattia Armonia!\u201d chiam\u00f2\n\u201cGuarda, una telecamera su quel cavalletto!\u201d esclam\u00f2 indicando l\u2019oggetto a\npochi passi dalla sequoia. Il giovane si avvicin\u00f2 \u201cCosa devo fare, scrittore?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSebastiano sar\u00e0 il nostro\nregista. Se il tuo compito \u00e8 quello di portare allegria, questo \u00e8 il momento di\ndimostrarlo\u201d disse.<\/p>\n\n\n\n<p>Sebastiano si avvicin\u00f2 alla\ntelecamera pronto per azionarla con la forza della mente, non potendo\nutilizzare la forza del corpo. Mattia Armonia si prepar\u00f2 davanti all\u2019 obiettivo\ne simultaneamente, in tutti i Punti che avevano visitato nel loro viaggio, la\nsua immagine apparve sugli schermi. Contemporaneamente il tempo si blocc\u00f2, gli\noggetti cessarono di cadere dagli alberi, i fuochi si spensero, le barche si\nfermarono, gli uccelli smisero di cantare, la pioggia si arrest\u00f2 e tutti gli\nuomini furono costretti da una forza eterea a rivolgere il loro sguardo verso\ngli schermi. Mattia Armonia doveva assolvere il suo compito: quello di portare\npace e serenit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUomini gelosi\u201d inizi\u00f2 il suo\ndiscorso gesticolando con le mani e le braccia per attirare l\u2019attenzione \u201cA\ncosa porta il vostro comportamento? Ad odio e inimicizia. Voi gelosi vi dovete\nabituare a dare e non ricevere, e ad essere soddisfatti di ci\u00f2 che vi regala la\nvita. Non avete il diritto di lamentarvi, avete il dovere di vivere!\u201d e fece\nuna breve pausa. \u201cUomini incoscienti, per quale motivo create quei roghi? Quel\nfuoco \u00e8 una forza distruttiva e rappresenta la vostra distruzione interiore.\nOra fate un unico fal\u00f2, e bruciate ci\u00f2 che utilizzate per accendere i fuochi!\u201d.\nMattia Armonia sospir\u00f2, prima di riprendere: \u201cUomini opportunisti, mai fidarsi\ndelle apparenze e cambiare idea solo per necessit\u00e0. Non seguite solo la corrente\nper poi perdervi dentro di essa. Non \u00e8 questo il senso della vita!\u201d. Gli\nspettatori dei vari schermi fissavano Mattia Armonia senza fiatare, e lui\nproseguiva: \u201cUomini insofferenti, invece di lamentarvi dei versi degli uccelli,\nperch\u00e9 non utilizzate i vostri pifferi per creare un suono migliore? Forse\nanche gli uccelli udendo quel suono armonioso si faranno incantare dalla\nmelodia. Non avete mai cercato una soluzione, lamentarsi \u00e8 molto pi\u00f9\nsemplice!\u201d. Mattia Armonia proseguiva spedito, fissando la telecamera come se\nstesse parlando ad ogni singolo essere in ascolto. Il suo sguardo era intenso e\nconvincente: \u201cUomini arroganti, la pioggia che cade rappresenta il vostro\nanimo. Quando smetterete di vantarvi e di ritenervi superiori ai vostri simili,\nil sole splender\u00e0 sul vostro pianeta ed asciugher\u00e0 quei secchi, mettendo fine\nalla vostra presunzione ed al vostro inutile gioco\u201d. Mattia Armonia si ferm\u00f2,\nlasciando ad ognuno il tempo di riflettere sulle sue parole. Intanto lo\nspilungone aveva consegnato il proprio orologio all\u2019uomo basso, qualcuno aveva\nbuttato nel rogo il proprio accendino, alcuni erano saliti sulla zattera,\navevano preso a suonare lo zufolo e rovesciato a terra l\u2019acqua contenuta nelle\nbacinelle. Mattia Armonia riprese la sua orazione: \u201cIl mio compito \u00e8 quello di\nportare l\u2019allegria, \u00e8 quello di aiutarvi. I sentimenti negativi sono presenti\nin ogni essere umano e non possono essere cancellati, ma i sentimenti positivi\nli possono sovrastare. Coraggio, mani in aria, e\u2026 un nuovo inizio!\u201d.\nContemporaneamente in tutti i Punti gli schermi si spensero e milioni di\nbraccia si alzarono, insieme ai nuovi ideali. Tiziano trascrisse velocemente le\nparole di Mattia Armonia con la penna omaggiata dal fratello che, considerando\nche non erano state scritte in precedenza, furono la dimostrazione di come il\npersonaggio di Mattia Armonia fosse stato creato talmente bene dai due gemelli\nda essere in grado di continuare anche da solo nella sua missione. Sebastiano\nsi allontan\u00f2 dalla telecamera, ognuno aveva assolto splendidamente il suo\ncompito. Tiziano lo guard\u00f2 stringendo la penna al petto e porgendo al fratello\nla foto che custodiva gelosamente nel suo zainetto. Sapeva che sarebbe stato il\nsolo a ritornare a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cA me non occorre\u201d rispose\nSebastiano allontanandosi \u201cIo ti vedo sempre, ogni giorno, e tu non sei pi\u00f9\nquello della fotografia\u201d. Tiziano annu\u00ec con il capo trattenendo le lacrime e\nfece un cenno di saluto al fratello che, contraccambiando, torn\u00f2 a sedere sotto\nla grande sequoia. Tiziano trattenne a stento le lacrime, separarsi nuovamente\ndal suo gemello era un dolore profondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tiziano e Mattia Armonia si\nalzarono nuovamente in volo con i loro palloncini, questa volta la direzione\nera la superficie del lago, nel bosco. \u201cLa nostra avventura termina qui\u201d disse\nTiziano rivolgendosi a Mattia \u201cLa mia vorrai dire\u201d rispose il giovane \u201cSe\nseguirai i consigli di tuo fratello, vivrai una nuova avventura ogni giorno\u201d.\nLa luce del cielo terrestre filtrava dalla superficie del lago, i palloncini lo\nportarono fin su, per poi smaterializzarsi al contatto con la superficie\ndell\u2019acqua. \u201cArrivederci, scrittore!\u201d url\u00f2 Mattia Armonia tornando verso il\nfondo \u201cArrivederci, paladino del mio racconto!\u201d rispose Tiziano uscendo lentamente\ndalle acque del lago. Il ragazzo si sedette sulle sponde, le cime dei monti\nerano gi\u00e0 illuminate da un timido sole. Il buio ad ovest si stava dileguando,\nil cielo era color del mare: difficile ammirare un\u2019alba simile in montagna. La\nneve sulle vette scintillava sotto i raggi del sole e sulla superficie del\nlago. Il lago ora sembrava&nbsp; una\nnormalissima distesa d&#8217;acqua dolce, ma Tiziano conosceva la verit\u00e0, e non l\u2019avrebbe\nfacilmente dimenticata.<\/p>\n\n\n\n<p>In paese sicuramente il\npanettiere sarebbe gi\u00e0 stato al lavoro, Tiziano era affamato, e fra i suoi\npensieri apparve anche quello di una focaccia fumante.&nbsp; Il sole ora si era alzato sull\u2019 orizzonte, il\nprato rigoglioso e l\u2019ombra di Tiziano che si formava sull\u2019 erba bagnata. La\nosserv\u00f2, stupito\u2026. &nbsp;quell\u2019 ombra\u2026 non era\nla sua. Era quella di un giovane pi\u00f9 basso di lui, i capelli talmente pi\u00f9 corti\ndei suoi che non si muovevano nella brezza mattutina. Si mosse, e quell\u2019 ombra\nlo imit\u00f2. Si diresse al lago e si specchi\u00f2 sulla superficie, il volto era il\nsuo. \u201cLe persone scompaiono, ma i testi e i disegni sono eterni ed indelebili\nper chi resta\u201d ricord\u00f2 le parole di Mattia Armonia. Indelebili, proprio cos\u00ec.\nCome l\u2019inchiostro della penna che gli aveva consegnato Sebastiano e che era il\nmomento di riprendere dallo zaino, insieme al diario. Si sedette, e l\u2019ombra\nfece altrettanto, ma stavolta al suo fianco. Apr\u00ec il diario\u2026 \u201cDal diario di\nTiziano e Sebastiano, I mondi, parte finale: Mattia Armonia aveva\nriappacificato i popoli. Forse era proprio questo il segreto della vita: fare\ndel bene per s\u00e9 e per gli altri, essere positivi. I palloncini questa volta lo\ncondussero a fagli passare la barriera spazio\/tempo, rappresentata dalla\nsuperficie del lago. Ad aspettarlo sulla riva c\u2019 erano un ragazzo ed un\u2019ombra.\n\u201cRagazzi, voi?\u201d domand\u00f2 Mattia Armonia. \u201cCerto, siamo noi, i tuoi creatori\u201d\nrispose Tiziano \u201cTi avevamo dato vita per farti assolvere un compito, per\nmandare un messaggio\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cA chi?\u201d continu\u00f2 Mattia Armonia\n\u201cAl lettore\u201d rispose il ragazzo \u201cIl messaggio \u00e8 quello di vivere la vita al\nmassimo, vivere la vita nella G.I.O.I.A., ma la gioia quella vera, quella che\ntu hai gi\u00e0 restituito agli abitanti dei mondi che hai visitato, vincendo la\ngelosia, l\u2019incoscienza, l\u2019 opportunismo, l\u2019 insofferenza e l\u2019 arroganza. Perch\u00e9\n\u00e8 questo l\u2019unico modo per vivere nella gioia!\u201d Mattia Armonia era sorpreso, non\ncapita tutti i giorni di incontrare anche nella vita reale i propri creatori.\n\u201cNel dirti grazie per aver portato il nostro messaggio, ora ti invito a\nritornare definitivamente dove tutto \u00e8 iniziato\u201d disse ancora il giovane\nTiziano. Cos\u00ec Mattia Armonia, nella certezza di aver totalmente assolto il suo\ncompito, raggiunse nuovamente gli abissi del lago, con la felicit\u00e0 nel cuore. Era\ncos\u00ec che il racconto terminava, proprio cos\u00ec&#8230;.<\/p>\n\n\n\n<p>A Tiziano non restava altro che\nriporre la penna e chiudere il diario e, in quell\u2019 attimo stesso, svan\u00ec anche\nl\u2019 ombra che aveva al suo fianco. Prese il suo zaino e si alz\u00f2 lentamente,\nincamminandosi verso casa, sorridendo, sorridendo insistentemente, sorridendo\ncome non aveva mai fatto: era la gioia, ora, a troneggiare sulle sue giovani\nlabbra.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_37908\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"37908\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era una tiepida notte di settembre quando Tiziano part\u00ec. Aspett\u00f2 con pazienza in camera sua che i genitori si addormentassero, prese lo zaino dove aveva infilato una torcia elettrica, un vecchio diario, la sua penna, una barretta di cioccolato, gli spiccioli del salvadanaio, una foto per lui estremamente importante e scese con cautela le scricchiolanti [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_37908\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"37908\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":8220,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[532],"tags":[],"class_list":["post-37908","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2019"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37908"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/8220"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=37908"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37908\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37929,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37908\/revisions\/37929"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=37908"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=37908"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=37908"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}