{"id":37748,"date":"2019-03-18T12:08:41","date_gmt":"2019-03-18T11:08:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37748"},"modified":"2019-03-18T12:08:41","modified_gmt":"2019-03-18T11:08:41","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-la-musica-del-silenzio-di-elisabetta-innocenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37748","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;La musica del silenzio&#8221; di Elisabetta Innocenti"},"content":{"rendered":"<p><em>\u00a0\u00a0 Mei si sveglia nel suo letto di vimini. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Dalla finestra entra una brezza tiepida e leggera. Il profumo di fiori si sparge in tutta la stanza, dove le altre bambine, per fortuna, ancora dormono. Sempre assonnata, si sposta dal letto sulla sedia, con la sola forza delle piccole braccia &#8211; gli occhi a mandorla ancora chiusi come strette fessure in una tunica di seta nel volto ovale, i capelli neri e lisci arruffati sulle spalle.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Mei ama il silenzio<strong>.<\/strong> Gira le rotelle in direzione della finestra, sperando che non cigolino troppo. Non ha ancora voglia di sentire gli schiamazzi e i gridolini acuti delle compagne. Tutte le volte, si deve tappare le orecchie e gridare a sua volta per farsi sentire.\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 E\u2019 l\u00ec praticamente da quando \u00e8 nata, dal giorno in cui i suoi genitori l\u2019hanno dovuta abbandonare. Ogni giorno si chiede perch\u00e9. Saranno stati poveri e avranno avuto tanti altri figli a cui badare.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Menomale che quando arriva Lin, la nuova direttrice, cala il massimo silenzio; cos\u00ec, pu\u00f2 tornare ai suoi pensieri in libert\u00e0: lei che corre a perdifiato in un prato, lei che coglie i fiori da mettere in un vaso di porcellana sul tavolo di cucina, sua madre che la ringrazia, suo padre che l\u2019accarezza con mani ruvide. Si immagina i loro volti sconosciuti, lo sguardo dolce, il naso piccolo e leggermente schiacciato come il suo.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Tante volte ha chiesto a Lin chi sono i suoi genitori, ma lei cambia sempre discorso; cerca di distrarla, raccontandole di quando era piccola e correva lungo il fiume col suo aquilone. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Le piacerebbe cos\u00ec tanto costruirne uno e osservarlo mentre si agita nel vento, fino a toccare le nuvole.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 La direttrice si veste sempre di nero; forse perch\u00e9, essendo piuttosto giovane, vuole essere rispettata. In effetti, \u00e8 temuta da tutte, dalle bambine e, soprattutto, dalle inservienti, anche le pi\u00f9 anziane; mentre Mei no, lei non ha paura. Riesce a conquistarla ogni volta con un semplice sorriso. Le basta essere tranquilla e ubbidiente come le \u00e8 stato insegnato. Lin, nonostante lo sguardo severo, la ricambia con altrettanta calma e serenit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Mei si solleva appena sulla sedia con la sola forza delle braccia. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Vuole vedere il sole sorgere e illuminare i fiori di loto che spuntano qua e l\u00e0 sul laghetto sottostante in un mosaico di colori; vuole respirare a pieni polmoni l\u2019aria fresca, l\u00e0, sulla collina di Hangzou. Da lass\u00f9 si vede il grande Lago dell\u2019Ovest che si estende assonnato nella valle a perdita d\u2019occhio. Fra gli alberi, si intravede la Pagoda delle Sei Armonie. Quando il vento \u00e8 particolarmente forte, Mei, ogni tanto, riesce a sentire il suono dei suoi numerosi campanelli, ma la vera magia \u00e8 quando tutto tace, gi\u00f9 nella valle. Senza che lei se ne renda conto, il silenzio \u00e8 un canto nascosto ma potente, come un richiamo che la raggiunge fin l\u00ec, fino al vecchio edificio della Casa Comune. Ogni volta che riesce ad avvertirlo, ha la sensazione che qualcosa presto cambier\u00e0 nella sua vita.\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Oggi \u00e8 il giorno dei colloqui per le adozioni. Mei sa di avere meno possibilit\u00e0 degli altri, ma ogni volta spera di essere accolta in una vera famiglia. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 La penultima volta, hanno preso Bao, la sua migliore amica. Nove anni, proprio come lei. Tutte e due sono nate sotto il segno del Drago. Si ricorda ancora il suo sguardo, timoroso ma pieno di speranza, mentre la salutava. Mei ha pianto per una notte intera ma, il giorno dopo, Lin l\u2019ha calmata dicendole che, un giorno, l\u2019amica sarebbe sicuramente tornata a trovarla e, poi, avrebbe potuto scriverle delle lettere lunghissime. Da poco avevano pure comprato un computer e lei avrebbe potuto imparare a scrivere con la tastiera. Ha seguito il suo consiglio e, un bel giorno ha ricevuto un disegno di Bao: lei, sorridente e ben vestita, fra un uomo e una donna &#8211; in lontananza un bosco di baobab altissimi.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Bao ha un particolare dono per il disegno; non come lei che riesce a malapena a disegnare una piccola pianta del t\u00e8 o un gatto con gli occhi storti.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Mei adora due cose: la musica e il silenzio. Entrambi racchiudono la stessa magia.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 La direttrice le ha insegnato le basi del Qin, uno strumento antico di almeno duemila anni, posto in orizzontale come una cetra. La bambina adora pizzicare delicatamente le corde con le dita della mano destra, mentre lascia scivolare gentilmente la sinistra. Gli accordi si alternano a pause di suono in un glissando melodioso. <\/em><\/p>\n<p><em> \u201cBrava, Nelumbo<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><strong>[1]<\/strong><\/a>!\u201dle dice ogni volta Lin, cercando di nascondere la sua emozione.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Oggi, Mei \u00e8 piuttosto malinconica: le manca l\u2019amica Bao, pensa ai suoi veri genitori. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Perch\u00e9, poi, gli altri possono camminare, mentre a lei tocca stare sempre seduta su quella sedia? Va bene, ha le rotelle, ma non sono come le gambe forti e robuste che hanno le altre! Con quelle s\u00ec che potrebbe correre sui prati ed essere veramente libera. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Adesso, per\u00f2, non c\u2019\u00e8 tempo per i cattivi pensieri! E\u2019 l\u2019ora dei colloqui. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Si sposta lentamente verso la finestra. Sorride abbassando lo sguardo, come le hanno insegnato fin da piccola. Le sue compagne, invece, saltellano tutte intorno. Vogliono farsi notare dalle coppie estranee che entrano, una dopo l\u2019altra, nella grande stanza.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 La maggior parte delle volte, in inverno, le mogli occidentali indossano la pelliccia oppure, durante la mezza stagione, una giacca e una gonna stretta fin sotto il ginocchio; le spose cinesi, usano vestiti tradizionali di seta o di raso; gli uomini, di qualsiasi origine e provenienza, portano preferibilmente abiti scuri o grigi, qualche volta, con la cravatta o un papillon \u2013 una specie di farfalla di stoffa.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 Mei si affaccia alla finestra. Non sente pi\u00f9 gli schiamazzi delle compagne. Ammira soltanto il Feng Huang &#8211; la Montagna Gialla \u2013 in tutto il suo splendore, poco prima che tramonti il sole.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Io sono nata nella Terra di Mezzo, meglio nota come Cina, nei dintorni di Changshu, in un vasto territorio costeggiato dal Mar Giallo ad est e attraversato dal fiume Azzurro a sud, al confine con Shangai.<\/p>\n<p>Sono la pi\u00f9 piccola dei Chen, dopo i miei fratelli: Long e Jie.<\/p>\n<p>La nostra era una famiglia modesta, ma dignitosa. Mio padre lavorava per ore in campi sconfinati che non gli appartenevano; ogni sera, ritornava esausto e bruciato dal sole. Se solo qualche volta provavo a rivolgergli la parola, mi azzittiva con lo sguardo.<\/p>\n<p>Mia madre &#8211; esempio perfetto di sottomissione e rispetto &#8211; si occupava in prevalenza dei lavori domestici, aiutata da mia nonna che procedeva a fatica fra le mura domestiche a causa dei \u201cpiedi di loto\u201d, fasciati accuratamente sin dalla tenera et\u00e0.<\/p>\n<p>I miei doveri erano andare a scuola e cucinare. Sin da piccola, conoscevo gli alimenti ying \u2013 femminili &#8211; umidi e teneri, e gli alimenti yang \u2013 maschili &#8211; fritti e speziati; cos\u00ec, un giorno, sarei diventata una donna da prendere in sposa. Il matrimonio doveva essere per sempre; meglio se con uno sposo benestante e scelto dai genitori.<\/p>\n<p>Da bambina, io non pensavo al futuro; semplicemente adoravo la libert\u00e0 e osservare la natura in tutta tranquillit\u00e0 ma, con una famiglia cos\u00ec all\u2019antica, non era cos\u00ec facile neppure allontanarsi da casa. L\u2019unico modo era fermarsi all\u2019andata e al ritorno da scuola.<\/p>\n<p>\u201cMuoviti, sorella!\u201d mi gridavano, una volta Long, una volta Jie, quando mi attardavo a ritornare a casa. \u201cSenn\u00f2 chi lo sente nostro padre!\u201d<\/p>\n<p>Invece di ascoltarli, estraevo il mio aquilone ben piegato nel sacco dei quaderni e delle matite e correvo facendolo volare lungo il fiume. Mi sentivo cos\u00ec felice quando lo guardavo sollevarsi e resistere al vento forte. Mi sentivo cos\u00ec libera quando mi scompigliava i capelli!<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 delle volte il sole mi accecava; io mi stropicciavo gli occhi e il povero aquilone perdeva quota ma, dopo un po\u2019, si risollevava vibrando lass\u00f9 in alto, in cima al filo.<\/p>\n<p>Un giorno, allo stagno, guardavo le canne di bamb\u00f9 agitarsi nella brezza del mattino. Il loro movimento produceva un fruscio leggero, a intervalli regolari: silenzio e suono, suono e silenzio.<\/p>\n<p>Mi avvicinai e raccolsi una piccola canna, come una sorta di cannuccia, spezzata dal vento. La osservai con attenzione e cominciai a soffiare nella cavit\u00e0, prima debolmente, poi con tutta la forza che avevo. Usc\u00ec un suono cupo e ovattato, niente di particolare, ma per me fu come una rivelazione. Avevo scoperto che la natura, oltre a offrire grandiose immagini di bellezza, specialmente all\u2019alba e al tramonto, poteva riprodurre suoni che richiamavano la vera essenza della vita. Avevo scoperto l\u2019incanto della musica.<\/p>\n<p>\u201cMamma, io voglio suonare uno strumento!\u201d dichiarai con tono grave, appena rientrata a casa. La mia espressione sar\u00e0 stata davvero molto convincente, perch\u00e9 mia madre mi prese subito sul serio, commentando che, s\u00ec, mi capiva, perch\u00e9 anche lei da ragazza aveva suonato uno strumento, come sua madre e sua nonna e generazioni di donne prima di loro, ma che adesso era chiuso in una scatola polverosa nella rimessa perch\u00e9, col matrimonio e i figli, si sa, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo da dedicare alle proprie passioni.<\/p>\n<p>Insistetti talmente tanto che, il giorno dopo, lo strumento a corde, ben ripulito e lucidato, fu posizionato in bella mostra in un angolo della cucina, l\u2019unica stanza che avesse ancora un po\u2019 di spazio disponibile nella nostra umile casa.<\/p>\n<p>Nonostante le proteste di mio padre e dei miei fratelli, la parte femminile della famiglia ebbe la meglio, almeno in quell\u2019occasione. Mi sembr\u00f2 di capire che mia madre avesse pure minacciato mio padre di una strana forma di sciopero notturno. Allora, non capii bene cosa intendesse, ma accettai di buon grado la sua docilit\u00e0 inconsueta.<\/p>\n<p>Passavo delle ore a esercitarmi, con l\u2019aiuto di mia madre o di mia nonna. Ogni volta che suonavo, rimanevo sorpresa da quelle armoniose melodie, come se una forza superiore mi guidasse.<\/p>\n<p>Ogni tanto, per\u00f2, fra un\u2019esercitazione musicale e la preparazione di un nuovo piatto, riuscivo ad allontanarmi verso la campagna. Correvo a perdifiato lungo le risaie per raggiungere le mie amiche Hua e Jian. Giocavamo sempre in disparte. Non ci era permesso familiarizzare con i maschi, finch\u00e9, un giorno, mio malgrado, conobbi Huan Wang.<\/p>\n<p>Era un ragazzino di qualche anno pi\u00f9 grande di me, alto e smilzo, che faceva volare, pure lui, il suo aquilone. Era cinese, ma aveva la pelle pi\u00f9 chiara e gli occhi di un blu intenso come se qualche suo lontano parente provenisse dai paesi remoti del Nord Europa.<\/p>\n<p>Sfoggiai il mio aquilone con orgoglio. Avevo costretto Jie \u2013 l\u2019unico artista della famiglia \u2013 a disegnarvi un drago rosso \u2013 chiamato Long, proprio come il nome di mio fratello maggiore &#8211; segno di coraggio, saggezza e fortuna. Huan, invece, vi aveva disegnato un fiore giallo, simbolo del centro e dell\u2019equilibrio. Seppi, poi, che suo padre lavorava come giardiniere presso una ricca famiglia della zona e aveva educato il figlio ad amare i fiori e la terra.<\/p>\n<p>Fra impegni e giochi, il tempo passava e noi crescevamo senza rendercene conto finch\u00e9, lentamente, i miei sentimenti verso Huan, e i suoi verso di me, cambiarono. Un giorno notai che i suoi brufoli erano scomparsi, un altro che aveva messo una leggera peluria sul viso. Stava diventando un uomo, fra l\u2019altro molto atletico e attraente. Io ero piccola e piuttosto magra ma \u2013 dicevano &#8211; avevo la pelle di ambra, le guance morbide come polpa di pesca; le labbra, rosse e carnose, sembravano un fiore di ibisco, il naso era piccolo e ben fatto e il seno stava ancora crescendo. Notavo che i ragazzi che in passato mi passavano a debita distanza, magari facendomi una smorfia o lanciandomi dei sassi, adesso mi guardavano con particolare attenzione.\u00a0\u00a0 Io abbassavo gli occhi senza dare loro soddisfazione, come mi era stato insegnato ma, a dire il vero, quando Huan mi sorrideva, mi faceva talmente piacere che arrossivo senza pudore.<\/p>\n<p>Ormai, ci incontravamo quasi tutti i giorni, io e lui da soli, sulla collina di Changshu.<\/p>\n<p>Da lass\u00f9, il mondo era ai nostri piedi. Amavamo parlare del pi\u00f9 e del meno, di come passavamo le ore nelle rispettive scuole e, soprattutto, dei nostri sogni. Huan, in particolare, raccontava di luoghi lontani che avevano conosciuto i suoi avi e che intendeva visitare lui stesso. Parlavamo del nostro futuro, di quando saremmo andati, insieme, alla scoperta del mondo. Io avrei studiato musica e avrei insegnato ai bambini della scuola elementare; lui avrebbe studiato economia e avrebbe contribuito allo sviluppo della Grande Cina.<\/p>\n<p>Mia madre si era accorta che qualcosa era cambiato in me. Ero diventata distratta e un giorno mi parl\u00f2 seriamente dicendo di fare attenzione ai ragazzi. Io le confidai il mio sentimento e lei disse che, s\u00ec, lo comprendeva, ma io, bella com\u2019ero, potevo meritare un partito migliore e non un semplice figlio della terra. Se mio padre si fosse accorto dei nostri incontri, poi, mi avrebbe immediatamente spedito da suo fratello e dalla moglie a Shangai, e non l\u2019avrei pi\u00f9 visto.<\/p>\n<p>Le sue parole furono come foglie d\u2019autunno, portate via dal vento dell\u2019ovest.<\/p>\n<p>Non solo non ascoltai il suo consiglio ma continuai a vedere Huan in modo sempre pi\u00f9 assiduo.<\/p>\n<p>Una sera di fine settembre, poco prima del tramonto, ci trovammo di nuovo sulla nostra collina; mi accorsi subito che il suo sguardo era diverso, pieno di amore e desiderio.<\/p>\n<p>Ci sedemmo sul nostro giaciglio, fatto di rami e foglie, seminascosto fra gli alberi di betulle, le cui abbondanti chiome fremevano nel vento. Io sentivo il pulsare della terra, il respiro degli alberi, come se avessero avuto un\u2019anima; poi, una quiete improvvisa, come se tutte le cose intorno a me si fossero fermate, l\u00ec, in quel momento.<\/p>\n<p>Huan si avvicin\u00f2 e mi offr\u00ec una rosa. Era color cremisi, lo stesso colore del coraggio e della felicit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cQuesta \u00e8 per te.\u201d sussurr\u00f2 disponendola con delicatezza fra i miei capelli scuri, lisci come seta.<\/p>\n<p>Immagino che il rossore delle mie guance si confondesse col colore purpureo del fiore e, ancora di pi\u00f9, del cielo che volgeva al tramonto. Non ce la feci a dire di no.<\/p>\n<p>Quella sera, prima di lasciarci, mi disse che, se mai un giorno ci avessero separati, una volta raggiunta la maggiore et\u00e0, lui si sarebbe recato ogni primo giorno dell\u2019 anno, a mezzogiorno preciso, alla Testa del Vecchio Drago, presso la piccola citt\u00e0 di Shanhaiguan, proprio nel punto dove la Grande Muraglia incontra il mare.<\/p>\n<p>Allora non capii il senso di quelle parole, mentre adesso le conservo nel mio cuore come pietre preziose.<\/p>\n<p>Il tempo passava e noi ci incontrammo ancora qualche volta sulla collina di Changshu. Dopo alcuni mesi mi accorsi che qualcosa stava cambiando in me. La nausea della mattina e le mie insolite rotondit\u00e0 chiarirono qualsiasi dubbio. Pur con vergogna, lo dissi a mia madre, che ne parl\u00f2 a mio padre. La sera stessa, partimmo per Shangai, dove agli zii fu ordinato di tenermi segregata fino alla nascita del bambino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La levatrice arriv\u00f2 di notte. I dolori erano talmente forti che credetti di morire.<\/p>\n<p>Il parto era tra i pi\u00f9 difficili mai visti: il bambino era podalico, la ragazza non ce l\u2019avrebbe mai fatta\u2026 dicevano, credendo che non li sentissi; invece and\u00f2 tutto bene.<\/p>\n<p>La mia bambina, Mei, aveva sofferto durante il parto, ma il suo volto, rotondo come una mela, era la cosa pi\u00f9 bella che i miei occhi avessero mai visto.<\/p>\n<p>Mentre l\u2019allattavo, anche se mi mancavano Huan e la mia famiglia, ero di nuovo felice!<\/p>\n<p>Purtroppo, per\u00f2, una mattina, appena mi svegliai, allungai la mano sulla culla per accarezzarla e la bimba non c\u2019era pi\u00f9. Al suo posto c\u2019erano i miei genitori che mi guardavano dall\u2019alto in basso.<\/p>\n<p>\u201cDove l\u2019avete portata?\u201d chiesi con un filo di voce.<\/p>\n<p>\u201cNon piangere, figlia mia\u2026\u201d esclam\u00f2 mia madre con gli occhi lucidi \u201c\u2026 l\u2019 abbiamo fatto per te.\u201d<\/p>\n<p>\u201cPreparati. Torniamo a casa!\u201d esclam\u00f2 mio padre, con tono deciso.<\/p>\n<p>Fu come se fossi morta in quel momento. Gridai, piansi, continuai a chiedere dove l\u2019avessero portata, ma loro si allontanarono, senza fiatare, verso la porta di uscita. Mio padre strattonava mia madre e le ordinava di tacere premendole l\u2019indice sulla bocca.<\/p>\n<p>Quando ritornai a Changshu, corsi a casa di Huan, bussai pi\u00f9 volte alla porta, ma nessuno mi apr\u00ec. Una donna anziana si affacci\u00f2 a una delle finestre del primo piano e, con un filo di voce fra i denti radi, disse che la famiglia per cui lavorava il Sig. Wang si era trasferita a nord portando con s\u00e9 il giardiniere, con moglie e figlio a carico. Chiesi quale fosse la destinazione, ma non fu in grado di rispondermi. Provai a chiedere ad altri vicini, ma nessuno sapeva niente. La famiglia Wang era scomparsa nel nulla!<\/p>\n<p>Tornai a casa con la morte nel cuore. Salutai a malapena i miei fratelli, che mi guardarono rattristati, salutandomi con un cenno della mano. Ormai non ero pi\u00f9 pura. Mio padre a stento mi parlava. Mia madre e la nonna, invece, si rivolgevano a me con insolita dolcezza, ma il mio unico pensiero era solo per Mei, mia figlia. Mi chiedevo dove si trovasse, immaginavo il suo volto, il suo carattere. Immaginavo somigliasse a me bambina.<\/p>\n<p>Rimasi chiusa in casa per mesi. Non riuscivo pi\u00f9 neppure a cucinare.<\/p>\n<p>Ormai non suonavo pi\u00f9 il Guqin. Ogni volta che sfioravo le corde, era come se mi ferissi le dita; finch\u00e9 un giorno, mentre passeggiavo vicino allo stagno, sentii le canne di bamb\u00f9 muoversi di nuovo nel vento: silenzio, suono, suono, silenzio. In quell\u2019esatto momento, ebbi la chiara visione di quello che dovevo fare.<\/p>\n<p>Ripresi a suonare e cominciai a seguire lezioni di solfeggio. Subito dopo, iniziai a frequentare un corso di educazione dell\u2019infanzia. Adoravo i bambini e, poi, sentivo che solo cos\u00ec mi sarei potuta avvicinare a mia figlia.<\/p>\n<p>Erano passati quasi sette anni, ma io non avrei mai smesso di cercarla e, ne ero sicura, prima o poi, l\u2019avrei trovata. Fosse stato pure dopo venti di anni!<\/p>\n<p>Nonostante le proteste dei miei, mi trasferii definitivamente dagli zii, non certo per ringraziarli, ma perch\u00e9 mi offrivano una stanza, un piatto di riso e una tisana al giorno pagando una minima quota. Trovai un lavoro part time in un negozio di abbigliamento in centro e, intanto, la sera e parte della notte, studiavo. Non ero certo fatta per il caos cittadino, ma riuscii ad adattarmi e a laurearmi.<\/p>\n<p>Ogni tanto andavo a trovare i miei. Anche se ce l\u2019avevo con loro per quello che avevano fatto, in fondo, erano pur sempre la mia famiglia.<\/p>\n<p>Purtroppo, la nonna ci lasci\u00f2 una mattina di novembre, quando io ero in citt\u00e0. Aveva compiuto da poco i novanta anni. Dissero che aveva appena preso il suo solito t\u00e8 verde con i dolci della Luna di Taiwan quando la trovarono riversa sul tavolo, con un\u2019espressione serena sul volto.<\/p>\n<p>Subito dopo il funerale, mi avvicinai a mia madre e le porsi un fiore di Loto, che avevo colto sulla riva dello stagno. Era bianco &#8211; il colore del lutto e, al tempo stesso, della purezza &#8211; con delle leggere venature viola al centro \u2013 come segno di armonia.<\/p>\n<p>\u201cTi prego, mamma. Te lo chiedo per l\u2019ultima volta, in nome della nonna! Dove hanno portato Mei?\u201d<\/p>\n<p>Lei si volt\u00f2 con gli occhi pieni di lacrime e mi sussurr\u00f2 qualcosa nell\u2019orecchio, facendo attenzione a non essere vista da mio padre.<\/p>\n<p>Le misi il fiore fra i capelli e l\u2019abbracciai.<\/p>\n<p>Finalmente, un giorno, l\u2019ho ritrovata! Non ho avuto ancora il coraggio di parlarle ma, adesso che \u00e8 gi\u00e0 un po\u2019 che sono qui come direttrice, penso che sia giunto il momento di dirle che sono sua madre. Oggi \u00e8 il giorno dei colloqui per le adozioni e Mei, come al solito contempla la Montagna Gialla in silenzio. La osservo, preoccupata e, al tempo stesso, sollevata. Mei non riesce a camminare, ma \u00e8 come se avesse le ali! Quando la guardo, \u00e8 come se vedessi me bambina. Ha lo stesso amore per la natura e la stessa fiducia nella vita che avevo anch\u2019io. Riesco a vedere anche la somiglianza con Huan: gli stessi occhi blu come il mare di notte, le stesse ciglia lunghe, morbide come il velluto.<\/p>\n<p>Lei \u00e8 il mio fiore di Loto, la mia purezza\u2026 non posso aspettare oltre! Mi avvicino e glielo sussurro, nell\u2019orecchio. Lei si volta verso di me, non troppo sorpresa, e mi getta le braccia al collo.<\/p>\n<p>\u201cMadre\u2026 lo sapevo!\u201d<\/p>\n<p>Mentre asciugo le sue lacrime, grido con una gioia incontenibile: \u201cPresto conoscerai anche tuo padre. Il viaggio sar\u00e0 lungo e difficile, ma.. pensa\u2026 amore mio\u2026 appena arriveremo\u2026 non ci sar\u00e0 bisogno di parole. Ascolteremo la Musica del Silenzio, proprio dove la Grande Muraglia incontra il mare, e faremo volare gli aquiloni, su in alto, fino a toccare le nuvole!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Fiore di loto<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_37748\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"37748\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0 Mei si sveglia nel suo letto di vimini. \u00a0\u00a0 Dalla finestra entra una brezza tiepida e leggera. Il profumo di fiori si sparge in tutta la stanza, dove le altre bambine, per fortuna, ancora dormono. Sempre assonnata, si sposta dal letto sulla sedia, con la sola forza delle piccole braccia &#8211; gli occhi a [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_37748\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"37748\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":15913,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[532],"tags":[],"class_list":["post-37748","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2019"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37748"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/15913"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=37748"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37748\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37776,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37748\/revisions\/37776"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=37748"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=37748"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=37748"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}