{"id":37723,"date":"2019-03-14T18:23:06","date_gmt":"2019-03-14T17:23:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37723"},"modified":"2019-03-14T18:23:06","modified_gmt":"2019-03-14T17:23:06","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-25-donne-e-marinadelmar-di-patrizia-fistesmaire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37723","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;25 donne e Marinadelmar&#8221; di Patrizia Fistesmaire"},"content":{"rendered":"<p>Il dovere di raccontare a te i fatti della storia mi spinse a riemergere dai fondali, dove, tutto sommato, stavo ormai abbastanza comoda.<\/p>\n<p>Sono Marinadelmar, una giovane donna.<\/p>\n<p>Erano i primi giorni di novembre e sopra il mare l\u2019aria frizzava sulla pelle. Ma il freddo dur\u00f2 giusto il tempo di un ricordo poi mi sentii meglio.<\/p>\n<p>Tra le cosce fertili della Posidonia trovai un giaciglio sicuro e mi parve di essere a casa. Divisi il riparo con una famiglia di gnacchere. Nemmeno io sapevo chi fossero, perdonatemi. Si tratta di<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>molluschi bivalvi che spesso ospitano in grembo piccoli granchi. Sono amorevoli creature del mare, ancorate alla sabbia dai filamenti che in passato vennero addirittura usati per tessere.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Ebbi dunque la compagnia migliore che potesse capitarmi.<\/p>\n<p>Dopo tutto, gi\u00e0 mi incontr\u00f2 la mala sorte, che questa volta mi meritavo un riscatto.<\/p>\n<p>Ebbene s\u00ec.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio questo che vado cercando.<\/p>\n<p>E oltre all\u2019etica che mi spinge su spero ancora che il tempo si possa interrompere.<\/p>\n<p>Con le mie compagne, che per un po\u2019 divennero amiche, il viaggio si trasform\u00f2 e anzich\u00e8 raggiungere terra diventammo creature del mare.<\/p>\n<p>In sostanza ci and\u00f2 bene, giacch\u00e8 se fossimo volate via, il respiro del cielo ci avrebbe disperse. Di sicuro non avremmo potuto far nascere i nostri bambini, gli angeli sono gi\u00e0 abbastanza.<\/p>\n<p>Invece nell\u2019acqua fu un modo indolore di dare la vita.<\/p>\n<p>Io, Osaro, A\u2019isha, Khadija, Yaa, Nafisah, Kubra, Maryam e Samirah diventammo madri per la prima volta con il tocco del mare che gentilmente decise per noi.<\/p>\n<p>Le nostre gravidanze esplosero senza il tempo della terra ma in un ritmo diverso e subito la vita conobbe la luce.<\/p>\n<p>Mi sdraiai sulla spugna nella penombra di una grotta. Sentivo il suo respiro mentre inalava l\u2019acqua dai pori minuscoli e con gentilezza la espelleva. Fu come un massaggio che concili\u00f2 il sonno e cos\u00ec nacque mia figlia.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Come mi accorsi che era femmina?<\/p>\n<p>Non so, ma fui certa che lo fosse.<\/p>\n<p>Come and\u00f2 alle altre non saprei raccontarti ma quello che accadde s\u00ec, invece, che lo ricordo.<\/p>\n<p>Ad un certo punto una luce brill\u00f2 sul fondale. I miei occhi erano chiusi perch\u00e9 si erano gi\u00e0 abituati alla notte. Feci uno sforzo.<\/p>\n<p>Le triglie luccicavano nelle distese sabbiose. I barbigli biancastri parevano fluorescenze e tutte insieme mi coprirono il ventre. Anche le altre furono omaggiate di coperte di triglia, come regine del mare.<\/p>\n<p>Il pianto dei nostri bambini se lo ingoll\u00f2 l\u2019acqua che li avvolse in un flusso. Pensai in quell\u2019attimo alle creature che regalammo al mare. Preziose.<\/p>\n<p>Per questo volli ricevere in cambio qualcosa. E chiesi al mare di spingermi su per tornare da voi, giusto il tempo di aiutarvi a capire.<\/p>\n<p>Fummo noi, 26 donne inghiottite dalle onde, nel tentativo di varcare la vostra terra.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>In parte profughe in parte no, perch\u00e9 non arrivammo mai.<\/p>\n<p>Avevamo bambine e bambini che potevano nascere e forse un giorno li avreste incontrati.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Mi fa ridere pensare che lei, mia figlia, sarebbe stata negli occhi del tuo. Amata come una dea, mentre lui, tuo figlio, la rincorreva sulla spiaggia e lei con le gambe lisce e lunghe come il vento si divertiva ad andare lontano; nel gioco della conquista, quando le cerbiatte scappano perch\u00e9 non siano predate ma raggiunte dai loro cervi e cavalcate. Ecco anche loro avrebbero fatto l\u2019amore, stesi sulla sabbia che per un po\u2019 li ricopriva, con noncuranza. Allora tu, che non volevi che tuo figlio amasse una negra, lo avresti battuto di notte, perch\u00e9 sostituisse la ragione al desiderio.<\/p>\n<p>Oppure avresti potuto anche battere lei, mia figlia. Come gli avventori a Benin fecero con noi fin da quando eravamo bambine.<\/p>\n<p>Ma questo non voglio pensarlo.<\/p>\n<p>Sono venuta qui perch\u00e9 capissi chi siamo, non per rivangare l\u2019ingiustizia della tua disumanit\u00e0.<\/p>\n<p>Ecco ci sono cascata.<\/p>\n<p>Ma a questo punto voglio che tu sappia, chiss\u00e0, potresti essere diverso da loro. Anche in passato non furono tutti uguali: c\u2019era chi mi strapp\u00f2 la pelle con la furia di un bufalo e chi mi prese carezzando i miei riccioli.<\/p>\n<p>Credo ancora nell\u2019uomo. Infatti, ti racconto:<\/p>\n<p>Abena, Ama, Dada, Afia, Kamaria, Monifa, Nia, Abena, Baako, Chizoba, Lumusi, Dayo, Mirembe, Zuri, Omolara, Nomusa e Kagiso, loro non erano fecondate, ma avrebbero voluto esserlo, prima o poi.<\/p>\n<p>Diventammo amiche, durante il viaggio, tutte e 26.<\/p>\n<p>Anzi, prima ancora di salpare ci sentimmo unite da un mistero cos\u00ec grande che ci fece tremare. Il mondo si apriva oltre il mare e noi ci saremmo infilate dentro al suo cuore.<\/p>\n<p>Furono la speranza e la fuga dalle vostre mani a spingere il nostro viaggio.<\/p>\n<p>Se avessimo atteso ancora un p\u00f2 probabilmente non saremmo partite. Dal porto di Benin si vedevano solo fumi e arrivava odore di petrolio, chiunque sarebbe scappato. Ma bastava andare pi\u00f9 in l\u00e0, fuori dalle strade e i palazzi, che la sabbia bruciava il profumo dell\u2019Africa. Mi immergevo nel verde come ora mi \u00e8 toccato il mare. Le foglie di baobab parevano ombrelli e mi nascondevo tra le palme a sfregare il mio corpo sul tronco ruvido e sfaldato. Il piacere me lo davano la Natura e Zarif, ma entrambi mi tradirono.<\/p>\n<p>Lui, fugg\u00ec con una vecchia dalla pelle d\u2019avorio che gli compr\u00f2 l\u2019anima, la Natura invece mi risucchi\u00f3 i sogni, ed oggi, eccomi qua.<\/p>\n<p>Non va bene, volevo narrare chi ero, ma mi trovo sbronza di nostalgia e rancore.<\/p>\n<p>Me lo aveva sussurrato il mare: \u201cnon andare Marinadelmar, non tornare indietro, la terra \u00e8 crudele, uccide lo spirito\u201d.<\/p>\n<p>Vorrei che conoscessi i nostri nomi e te li ho fatti. Sarebbe stato tremendo se li avessimo persi annegando, cosa credi che sarebbe accaduto?<\/p>\n<p>Ovvio.<\/p>\n<p>Ci avresti dimenticato. Forse, pi\u00f9 lentamente, se i nostri nomi li avessi sentiti scandire, tra la testa del martello e l\u2019incudine, forgiati nella tua memoria che a volte, permettimi di dirlo, \u00e8 davvero breve.<\/p>\n<p>Adesso che vivo nell\u2019infinito del tempo ho la facolt\u00e0 di vedere oltre la storia e lo spazio.<\/p>\n<p>\u00c8 per questo che sono qui, perch\u00e9 anche tu riesca a farlo con me.<\/p>\n<p>Ci sono ombre che sporcano i popoli e distruggono il soffio dell\u2019umanit\u00e0. Queste macchie si dilatano e occorre fermarle.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Se tu non riesci a capire, se tu non riesci a vedere, chiama almeno i tuoi figli.<\/p>\n<p>Vi sar\u00e0 qualcuno che proclamer\u00e0 i nostri nomi e dopo un po\u2019, uno ad uno, il ricordo della vita che fu si scolpir\u00e0 anche nella tua mente.<\/p>\n<p>Da quel momento in poi saremo libere.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Finalmente.<\/p>\n<p>E nuoteremo come sirene danzando tra le ortiche di mare, senza temere il loro veleno.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_37723\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"37723\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dovere di raccontare a te i fatti della storia mi spinse a riemergere dai fondali, dove, tutto sommato, stavo ormai abbastanza comoda. 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