{"id":37668,"date":"2019-03-07T18:09:37","date_gmt":"2019-03-07T17:09:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37668"},"modified":"2019-03-07T18:09:37","modified_gmt":"2019-03-07T17:09:37","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-la-bibliotecaria-di-alessandro-cirillo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37668","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;La bibliotecaria&#8221; di Alessandro Cirillo"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\">Era la prima volta che la vedevo in biblioteca. Era una nuova bibliotecaria, perch\u00e9 d&#8217;allora cominci\u00f2 a venire spesso.<br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5;\">Ci scambiammo qualche occhiata. Vestivo bene e lei era curiosa, voleva guardarmi meglio. Non tutti portano abiti che gli risaltano addosso.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">Ci guardavamo ogni volta, con intenzione. Ci scherzai quasi per caso un giorno. Fin\u00ec l\u00ec.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">Giorni dopo parlammo a causa di un libro, per il quale avevamo riso. Era stato difficile reperirlo, e divertente: non mi era affatto necessario ma tutto il personale della biblioteca si era impegnato per concedermi la lettura in sede come se fosse assolutamente importante che il libro arrivasse a me.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">Ci baciammo. Lei mi condusse al primo piano in un corridoio con stanze antiche che non venivano mai aperte. Spost\u00f2 dei pannelli di legno di una panchina a muro e divennero una porta scorrevole che si apriva in un corridoio buio.<br \/>\n<\/span>Mi prese per mano e mi condusse nell&#8217;oscurit\u00e0. Accese la fiamma di un accendino per fare luce, mi baci\u00f2 e mi trasse ancora a s\u00e9. Mi spinse via ridendo. Si alz\u00f2 la gonna, non aveva le mutande.<br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5;\">Trasse fuori un coltellino e cerc\u00f2 di colpirmi, le bloccai i polsi e lei si strofin\u00f2 sul mio bacino, stringeva i denti determinata a uccidermi, quasi un sorriso sotto i baffi.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">La feci girare e le cadde il coltellino. La bloccavo, le sue braccia non mi sfuggivano. Le fui addosso contro il muro e le alzai la gonna. Mi sbottonai la cerniera e la scopai facendole il favore di venirle sulla pancia calda. Non osava gridare. Aveva perso.<br \/>\n<\/span>Dopo quel giorno, la guardavo con aria di vittoria, lei uno sguardo assassino.<br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5;\">La incrociai per la biblioteca.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">\u00abMamma me l&#8217;aveva detto di non fidarmi degli sconosciuti, gli avrei potuto fare del male\u00bb le dissi.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">\u00abLe mamme lo dicono sempre, ma se lo sconosciuto ha scelto il suo bambino prima o poi&#8230;\u00bb con il pollice tracci\u00f2 una linea lungo il collo.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">Sapevo che voleva uccidermi. Da allora non parlammo pi\u00f9. Mi guardavo le spalle. Ero curioso di sapere come ci avrebbe provato.<br \/>\n<\/span>Passavano i giorni e ci lanciavamo sguardi rapidi ancora, con intenzione. Macchinavamo entrambi.<br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5;\">Lei mi piaceva. Sarei voluto venirle sulla pancia un&#8217;altra volta. La volevo bloccare sotto il mio corpo.<br \/>\n<\/span>Pensai a come attirarla. Scelsi un altro libro difficile da procurarmi e chiesi specificatamente a lei aiuto. Non riuscivamo a nascondere i sorrisi maligni. \u00abSenz&#8217;altro\u00bb mi disse.<br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5;\">Compilai freneticamente delle scartoffie e lei le deposit\u00f2.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">\u00abPrego.\u00bb La feci andare avanti come fosse stato un gesto da gentiluomo.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">Avevo controllato: la stanza in cui il libro giaceva nella sua vetrina era vuota.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">Non c&#8217;era molta gente nella biblioteca. Se l&#8217;attaccavo al muro probabilmente non mi avrebbe visto nessuno.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">Entrammo.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">Lei al centro della stanza si gir\u00f2 verso di me. \u00abAllora?\u00bb Mi sfidava.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">Chiusi la porta alle mie spalle. Aspettavo che uscisse qualche arma. L&#8217;avrei bloccata e scopata di nuovo, esattamente come la prima volta.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">\u00abMi vuoi scopare, vero?\u00bb Alz\u00f2 la gonna ancora.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">Non aveva armi, n\u00e9 mutande.<br \/>\n<\/span>\u00abMi vuoi uccidere, vero?\u00bb<br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5;\">Fece spallucce e danz\u00f2 per la stanza facendo svolazzare il vestito. Svelava le cosce lisce come bagliori a intermittenza.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">Tira fuori il coltello, pensavo. Forza. Che aspetti.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">\u00abQuesto \u00e8 il tuo libro.\u00bb Lo prese dallo scaffale e me lo diede. Fece per andarsene ma la strinsi a me. Non ce la facevo pi\u00f9.<br \/>\n<\/span>\u00abAh. Ah. Le regole&#8230;\u00bb mi rimprover\u00f2 sorridendo. \u00abMi metto a urlare.\u00bb<br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5;\">La fissai qualche attimo e la lasciai scivolare via.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">Siamo sul tetto. Non so nemmeno come ha fatto a portarmici. Vento freddo d&#8217;autunno e cielo grigio. Tira aria di pioggia.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">Sono quasi impazzito in questi giorni. Sfogliavo per finta le pagine dei manuali e l&#8217;osservavo cos\u00ec a lungo da beccarmi gli sguardi beffardi degli altri ragazzi. Camminavo avanti e indietro, un caff\u00e8 dopo l&#8217;altro, la scusa di andare alle macchinette o al bagno. Mi lavavo la faccia e mi guardavo allo specchio sperando che mi attaccasse alle spalle.<br \/>\n<\/span>Niente.<br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5;\">Lei cammina lungo la balaustra. \u00abSe mi prendi sono tua\u00bb mi dice. La percorre in punta di piedi, l&#8217;uno davanti all&#8217;altro.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">Salgo anch&#8217;io. Ti prendo dalle spalle, penso, e poi&#8230; ti avr\u00f2.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">Le sto dietro, lei si gira a guardarmi.<br \/>\n<\/span>Si stende lungo la balaustra. Un ginocchio alzato, sembra una studentessa di un college americano. Ha il suo coltellino nero e lo agita nell&#8217;aria, provocante.<br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5;\">Le saltai addosso e la disarmai. Fu fin troppo facile, come fu fin troppo facile spingermi appena di lato per farmi volare gi\u00f9.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">In fondo lo volevo.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">E lei non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Lei non c&#8217;\u00e8 mentre passo per i corridoi sulla sedia a rotelle. Guardo dove sedeva e mi viene da piangere, o da sorridere. La gente sa che sono \u201cquello che si \u00e8 buttato\u201d e mi evita. Poco fa avrei detto che me lo merito.<br \/>\n<\/span>Lo sapevo in fondo.<br \/>\nVolevo morire. Volevo darmi la morte, lo sapevo in fondo, mi odiavo. Lei era perfetta per questo.<br \/>\nIl solo pensiero di lei, nuda, immobile mi dava l&#8217;adrenalina, mi permetteva di evitare di pensarci, pensare di uccidermi ogni qual volta me ne veniva voglia. Ma lo sapevo in fondo, quanto ancora avrei potuto evitare di uccidermi scopando un fantasma?<br \/>\nDi tutto questo me ne rendo conto mentre cado, non per ragionamenti o deduzioni, ma un&#8217;unica vera scintilla che mi esplode in testa come quando l&#8217;atomo esplose nel Big Bang e divenne l&#8217;universo.<br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5;\">Mentre rantolo a terra mi viene da ridere e scommetto che da fuori, tra le contrazioni doloranti del viso e le risa, ho un&#8217;espressione mostruosa, folle. Il pensiero mi fa ridere di pi\u00f9 e mi fa male tutto. Potrei morire dalle risate. Morire per davvero dalle risate, penso e rido ancora.<br \/>\n<\/span>Quando sono uscito dall&#8217;ospedale stavo peggio di un pezzo di merda sotto la suola di una scarpa da trekking.<br \/>\n<span style=\"line-height: 1.5;\">A volte mi vorrei ammazzare ma non \u00e8 facile su una sedia a rotelle. Tutti ti prestano attenzione e ovviamente, non ti puoi alzare. Qualche volta lo ritengo un vantaggio, la vita non \u00e8 sempre cos\u00ec male, anche da una sedia a rotelle. Mia madre si occupa dolcemente di me. A volte le faccio saltare in aria le sue zuppe di merda e la mando a fare in culo. A volte le chiedo scusa e le dico che la verit\u00e0 \u00e8 che vorrei solo morire, per un attimo ripenso alla bibliotecaria, e poi piango.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">Mi sento liberato da quei pianti penosi, contengono i sali della conciliazione.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">La immagino ancora saltellare in biblioteca, per i corridoi. Ma come dicevo lei non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Sono frammenti di lei che vagano ancora quando mi viene il mio desiderio speciale.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">Io e mamma abbiamo trovato un compromesso: mi paga una puttana una volta a settimana, me la porta a casa. Lo facciamo in camera mia. Chiss\u00e0 che pensa la gente quando vede mia madre guidare teneramente per la citt\u00e0 con una puttana russa in macchina.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">A volte chiedo alle puttane di strangolarmi mentre siamo a letto. Si sentono a disagio e spero smetter\u00f2 un giorno di mescolare questi due aspetti.<br \/>\n<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">Per ora trovo i piccoli compromessi una strada stabile, non voglio far finta che per me non sia cos\u00ec, che non voglio morire, che non evito questo desiderio con il pensiero del sesso. Ora lo so che \u00e8 solo un pensiero, seppur molto potente.<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_37668\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"37668\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era la prima volta che la vedevo in biblioteca. 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