{"id":37653,"date":"2019-03-06T18:41:35","date_gmt":"2019-03-06T17:41:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37653"},"modified":"2019-03-06T18:41:35","modified_gmt":"2019-03-06T17:41:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-biro-e-il-temporale-di-maury-incen-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37653","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Biro e il temporale&#8221; di Maury Incen (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>Biro era un piccolo gatto nero, con una macchia bianca proprio sulla punta della coda. Aveva anche la zampetta anteriore sinistra completamente bianca, tanto che pareva fosse inciampato in un calzino. A Biro piacevano il latte fresco nella sua ciotola ogni mattina e le carezze sulla schiena. Ogni volta che il suo padroncino Marco gliene faceva, Biro chiudeva gli occhi e faceva tante fusa. Ma non appena la mano del bambino si allontanava, lui alzava il musetto e spalancava gli occhi, come a chiedere \u201cBeh? Non ce n\u2019\u00e8 pi\u00f9?\u201d A volte Biro aspettava proprio che la mano del suo padroncino fosse a portata di salto, magari mentre faceva i compiti o stava disteso sul divano a leggere, e con un balzo si ritrovava proprio sotto al suo palmo per sgraffignare qualche carezza in pi\u00f9.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, non \u00e8 che a Biro mancasse nulla: viveva in una bella famiglia, con un Pap\u00e0, una Mamma e un Marco, tutti si occupavano di lui e correvano quando miagolava. Proprio per questo, forse, Biro era un gattino un po\u2019 viziato e se la prendeva piuttosto comoda. Non gli piaceva uscire dalla finestra, saltare sui tetti dei palazzi vicini, e nemmeno dare la caccia ai topi (non che se ne vedessero molti in citt\u00e0) n\u00e9 andare a strillacchiare serenate lagnose sotto la finestra di qualche gattina. Insomma, era il perfetto gatto di casa, e in quel piccolo mondo fatto di quattro mura e tre umani, lui era il principe.<\/p>\n<p>C\u2019era solo una cosa che a Biro non piaceva, anzi che detestava con tutto s\u00e9 stesso: il temporale. Quando i suoi baffetti vibravano e la sua coda diventava dritta come un bastoncino di liquirizia intinto nella panna, Biro si innervosiva e cominciava a cercare un posticino dove nascondersi. Nonostante conoscesse a memoria la casa, non era mai riuscito a trovare un angolo abbastanza lontano e isolato da non fargli sentire tutto quel frastuono che proprio non sopportava: il cielo diventava grigio, inghiottiva il sole e lo digeriva con un gran rumore di tuoni, starnutendo fulmini e pioggia. I suoi umani domestici (che chiss\u00e0 perch\u00e9, si accorgevano del temporale solo quando ormai era bello che scoppiato) lo cercavano per tutta la casa, e quando lo trovavano se ne inventavano di tutti i colori per cercare di farlo uscire.<\/p>\n<p>Croccantini, latte, perfino il suo pupazzetto preferito a forma di topo, ma niente: Biro non ne voleva sapere. Se ne restava tutto appallottolato nel suo angolo (sotto il divano, dietro l\u2019attaccapanni, una volta perfino dentro il cesto dei panni sporchi, facendo prendere uno spavento alla Mamma) e non c\u2019era verso di tirarlo fuori. Solo quando il temporale si calmava, Biro metteva fuori la testolina color inchiostro e, dopo uno sguardo a destra e uno a sinistra, si decideva a tornare a farsi vedere.<\/p>\n<p>I suoi umani non capivano perch\u00e9 Biro avesse cos\u00ec paura del temporale. E Biro stesso, dal canto suo, non capiva perch\u00e9 loro non ne avessero. Ma come si faceva a rimanere tutti belli calmi e tranquilli quando sembrava che un tuono potesse buttare gi\u00f9 la casa da un momento all\u2019altro? Biro non lo sapeva, e ogni volta che il cielo borbottava, lui sfrecciava a nascondersi come uno di quei fulmini che tanto gli facevano paura, rischiando anche di mandare a gambe all\u2019aria il povero Pap\u00e0 che tornava a casa dal lavoro. Marco ogni tanto lo prendeva anche in giro: \u2018Ma di che cosa hai paura? \u00c8 solo un temporale!\u2019 Solo?! Solo?! Eppure anche gli umani ne avevano, di paure assurde: stavano per ore a fissare una specie di quadro luminoso (che Biro aveva sentito loro chiamare \u201ctelevisione\u201d) e ogni tanto anche loro facevano dei balzi spaventosi se qualcuno strillava dentro quel rettangolo appeso alla parete. Biro non capiva, ma non ci dava peso. A lui interessava solo nascondersi abbastanza lontano quando arrivava il temporale.<\/p>\n<p>Ma ci fu una sera diversa dalle altre. Stava arrivando il temporale, Biro aveva gi\u00e0 sentito i primi ruggiti in lontananza, e subito era corso all\u2019angolo che tutto sommato gli sembrava il pi\u00f9 affidabile: un piccolo spazio che sembrava fatto apposta per lui, una minuscola nicchia tra la lavatrice e il muro. Ma arrivato l\u00ec, trov\u00f2 il suo spazio occupato da dei panni sporchi che gli impedivano il passaggio e dovette rinunciare. Allora ripieg\u00f2 verso il retro della libreria, dove tra l\u2019altro c\u2019era sempre un buon odore di carta che gli piaceva tanto. Ma anche l\u00ec, un\u2019amara sorpresa: un\u2019enorme ragnatela, sulla quale il legittimo proprietario passeggiava avanti e indietro, per raccogliere i bocconcini di mosca che vi si erano incastrati durante la giornata. Biro prov\u00f2 a chiedere: \u2018\u00c8\u2026 permesso?\u2019 Il Signor Ragno non sembrava averlo sentito, e per forza!, visto che Biro aveva cos\u00ec tanta paura che aveva miagolato pianissimo. Allora Biro riprov\u00f2, un po\u2019 pi\u00f9 forte: \u2018\u00c8 permesso?\u2019 A quel punto il Signor Ragno, che stava proprio in quel momento srotolando una mosca dalla sua tela, alz\u00f2 i suoi occhiacci rossi e gialli e rispose: \u2018E tu che cosa vuoi?\u2019 \u2018Volevo soltanto nascondermi qui.\u2019 \u2018Nasconderti? E da cosa?\u2019 fece il Signor Ragno. A Biro, in verit\u00e0, scocciava un po\u2019 ammettere di avere paura. Si sentiva un gatto grande ormai, e i gatti grandi non possono aver paura dei temporali. \u2018C\u2019\u00e8 per caso un cane che ti segue?\u2019 insistette il Signor Ragno. \u2018No, \u00e8 che\u2026 sto dando la caccia a un topo e volevo nascondermi qui per prenderlo di sorpresa quando esce.\u2019 \u2018Un topo, eh?\u2019 disse il Ragno, asciugandosi un filo di bava con una delle sue otto zampe. \u2018S\u00ec, esatto, un topo!\u2019 disse Biro gonfiando il petto e cercando di darsi un\u2019aria da gran cacciatore. Ma il suo orecchio cominciava gi\u00e0 a sentire le prime gocce di pioggia: non restava molto tempo. Doveva nascondersi, o il temporale l\u2019avrebbe sorpreso. \u2018Ma chi vuoi prendere in giro?\u2019 strill\u00f2 il Signor Ragno avvicinandosi minacciosamente, chiudendo rapidamente le tenaglie che (Biro lo not\u00f2 solo in quel momento) spuntavano sotto la sua bocca. \u2018Tu hai paura dei tuoni, e dei lampi, e della pioggia! Ma credi che non ti abbia mai visto? Non ho cominciato ieri a fare ragnatele\u2026 e adesso sparisci!\u2019 grid\u00f2 il Signor Ragno quasi sputando la sua bava viscida sul naso di Biro, che sempre pi\u00f9 impaurito, fugg\u00ec via dalla libreria.<\/p>\n<p>Schizzando via, Biro si ritrov\u00f2 al centro del salotto. Inoltre era buio pesto, perch\u00e9 i suoi umani quella sera non erano in casa, e l\u2019avevano lasciato l\u00ec tutto solo. Non sapeva pi\u00f9 che cosa inventarsi: ormai i tuoni stavano gi\u00e0 brontolando, e il temporale era gi\u00e0 cominciato. Non avendo dove nascondersi, Biro si appallottol\u00f2 l\u00ec in mezzo al soggiorno come una pallina di carbone. Chiuse gli occhi, come se farlo lo avesse potuto trasportare altrove. E proprio mentre aspettava tremante il primo urlo di fulmine, accadde una cosa che lo lasci\u00f2 con un palmo di muso: sent\u00ec una vocina canticchiare. Una vocina chiara, limpida, quasi un bicchiere d\u2019acqua di fonte versata in un ruscello trasparente. Biro apr\u00ec subito gli occhi, pensando che fossero tornati i suoi umani. Ogni tanto la Mamma canticchiava prima di aprire la porta. Ed in effetti la vocina somigliava proprio a quella della Mamma. Ma non veniva dalla porta, no\u2026 piuttosto da una delle finestre. Pur tremando sulle quattro zampette, Biro si fece forza e saltell\u00f2 fino alla finestra pi\u00f9 vicina, che tra l\u2019altro i suoi umani avevano pure lasciato aperta. Appiccic\u00f2 la schiena contro la parete, e prese un lungo respiro prima di guardare fuori. Del resto era anche un po\u2019 curioso di quello che avrebbe visto: non aveva mai guardato fuori dalla finestra durante un temporale. Si era sempre nascosto il pi\u00f9 lontano possibile, e non gli era mai parso di aver sentito una cosa simile: una vocina Mamma che cantava! Che cosa mai avesse potuto significare, non lo sapeva.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, dopo un respiro profondo, Biro si decise e guard\u00f2 fuori: tutto quello che vide fu una nuvolotta piuttosto piena, con gli occhietti chiusi e la bocca che canterellava soavemente, una melodia piccola piccola, come un minuscolo sciame di perle. Biro rimase stupito, ma d\u2019altra parte quello che stava vedendo non gli faceva paura. Rimase per un po\u2019 a guardarla con la testa piegata da un lato, come a voler studiare questa strana presenza. Ma forse indugi\u00f2 un momento di troppo, perch\u00e9 improvvisamente la nuvolotta apr\u00ec gli occhi e si guardarono: lei aveva gli occhi nocciola, e quelli verdi di Biro non ne avevano mai visti di simili. Poi la nuvolotta gli sorrise, e anche questo per Biro fu una sorpresa. Un suo sorriso era come mille carezze sulla schiena, tanto che la sua coda si abbass\u00f2 e le sue orecchie vibrarono quando lei gli parl\u00f2: \u2018Ciao, micetto!\u2019 Visto che non gli venne in mente alcuna risposta intelligente, la nuvola continu\u00f2: \u2018Che cosa fai l\u00ec tutto solo? Perch\u00e9 non esci fuori a giocare?\u2019 \u2018A giocare?\u2019 , rispose Biro talmente sorpreso da dimenticarsi quasi tutto il resto, \u2018Ma cosa dici? C\u2019\u00e8 il temporale, e io ho paura! Non so nemmeno dove andare<\/p>\n<p>a nascondermi!\u2019 \u2018Paura? Nasconderti?\u2019 fece la nuvola con uno sguardo interrogativo, \u2018Ma se siamo tutte qui a giocare, io e le mie sorelle!\u2019 Biro drizz\u00f2 la coda, \u2018A giocare?\u2019 \u2018A giocare, s\u00ec! Cosa pensavi, che venissimo a mangiare i gatti?\u2019 la nuvola lo prese in giro facendogli l\u2019occhiolino. \u2018E se non ci credi, salta sulla mia schiena, ti porto a fare un giro. Cos\u00ec lo vedi da te!\u2019 Biro a quel punto, pens\u00f2 che la nuvola era proprio pazza. Sembrava cos\u00ec morbida e leggera che non avrebbe mai potuto reggere il suo peso. Ma lei lo spron\u00f2: \u2018Dai, avanti, non aver paura! Guarda, vengo a prenderti io\u2026\u2019 ed in effetti, balzell\u00f2 nel cielo fino ad arrivare proprio sotto il davanzale della finestra. A quel punto Biro allung\u00f2 la sua zampetta bianca, e la tocc\u00f2. \u2018Ihihihi\u2019, fece lei, \u2018piano che mi fai il solletico!\u2019. Anche a Biro scapp\u00f2 un sorriso. La nuvola era morbida, ma sembrava solida. Fu cos\u00ec che Biro si fece coraggio e salt\u00f2 sulla schiena della sua inaspettata visitatrice. \u2018Adesso tieniti forte,\u2019 canterell\u00f2 lei, \u2018ti porto dalle mie sorelline!\u2019 E via, inizi\u00f2 a sfrecciare nel cielo notturno, su, su, pi\u00f9 in alto delle sue sorelle, e Biro pot\u00e9 ben vedere che tutte avevano occhietti giocosi e sorrisi aperti.<\/p>\n<p>Ma nessuna di loro, almeno per quanto Biro riusc\u00ec a scorgere, aveva lo stesso sorriso della sua nuova amica, e nessuna canticchiava come lei. Canticchiava anche mentre volavano, ma a un certo punto si interruppe e disse \u2018Adesso ti voglio far vedere una cosa, micio fifone!\u2019 \u2018Non sono un micio fifoneeeeee\u2026\u2019 Biro dovette urlare l\u2019ultima parola, perch\u00e9 la sua nuvola acceler\u00f2 improvvisamente verso l\u2019alto, portandolo oltre le teste delle altre sorelle. Qui Biro dovette socchiudere gli occhietti verdi, perch\u00e9 improvvisamente la notte gli era svanita attorno, e c\u2019era un sole limpido e puro, come non aveva mai visto nemmeno d\u2019estate. \u2018Ma dove siamo, qui?\u2019 \u2018Oltre le nuvole! Lo vedi? Anche quando c\u2019\u00e8 il temporale, non \u00e8 che il sole scompaia. Ci siamo solo noi davanti. Solo per un po\u2019, poi ve lo ridiamo! \u00c8 tutto vostro, non preoccupatevi!\u2019 ridacchi\u00f2 la nuvola, canterellando ancora. Poi inizi\u00f2 a ridiscendere e tutto si fece di nuovo buio, ma Biro ormai si guardava intorno con occhi diversi. Arrivati sul davanzale della sua finestra, il gatto saltell\u00f2 verso casa sua, ma prima di rientrare si rivolse un\u2019ultima volta alla nuvola, e le domand\u00f2: \u2018Ma come ti chiami tu?\u2019 \u2018Oh scusa!\u2019, fece lei, \u2018non mi sono presentata! Mi chiamo Lilla, e tu?\u2019 \u2018Biro,\u2019 miagol\u00f2 lui, \u2018ma ci rivedremo ancora? Mi sono divertito, con te.\u2019 \u2018Certo che ci rivedremo! Basta solo che ogni volta che viene un temporale, tu non vada a nasconderti. Senn\u00f2 io come ti trovo?\u2019 disse Lilla con un dolce occhiolino. Poi, voltandosi per andarsene, canterell\u00f2 \u2018A presto, gattino Biro!\u2019 Ed il cielo si apr\u00ec, lasciando spuntare le stelle.<\/p>\n<p>Da quella notte, Biro divenne un gatto nuovo. Tanto per cominciare, aiut\u00f2 i suoi umani domestici a stanare il Signor Ragno (che si scopr\u00ec aveva diverse ragnatele in giro per casa, ma nulla che lo spazzolone della Mamma non potesse raggiungere), e soprattutto, ogni qual volta i suoi baffi vibravano e la coda si rizzava come un fuso, Biro non correva pi\u00f9 a nascondersi, ma si sedeva vicino alla finestra. Mamma, Pap\u00e0 e Marco non lo capivano: ma come, se prima quel rumore lo spaventava? Quello che non potevano sapere era che da una certa, dolce notte, il rumore del temporale per Biro significava una sola cosa: che la sua amica Lilla era tornata.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_37653\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"37653\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Biro era un piccolo gatto nero, con una macchia bianca proprio sulla punta della coda. 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