{"id":37643,"date":"2019-03-06T18:30:11","date_gmt":"2019-03-06T17:30:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37643"},"modified":"2019-03-06T18:30:11","modified_gmt":"2019-03-06T17:30:11","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-marina-canale-di-linda-barbarino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37643","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Marina Canale&#8221; di Linda Barbarino"},"content":{"rendered":"<p>A Marina Canale mangiare non era mai piaciuto, se c\u2019era una cosa che detestava erano le cene, i libri di cucina e le abbuffate.<\/p>\n<p>Non beveva perch\u00e9 soffriva d\u2019insonnia e andava a letto presto. Un buon sonno sazia pi\u00f9 di ogni altra cosa, le diceva sempre sua nonna.<\/p>\n<p>Lei seguiva il consiglio alla perfezione perch\u00e9 non usciva mai, tutti in ufficio sapevano che alle dieci, Marina, con la retina in testa, mezzo bicchiere di latte in una mano e la sveglia puntata nell\u2019altra, se ne andava a letto.<\/p>\n<p>Portava la pancera Marina Canale e la maglia di lana e si lavava il reggipetto a mano.<\/p>\n<p>Le colleghe le chiedevano qualche volta di uscire con loro, ma Marina andava solo ai concerti, quelli delle sette e mezza di sera, la domenica.<\/p>\n<p>Era brava Marina Canale: le carte sempre a posto, i fogli timbrati, anni di onorato servizio e abnegazione.<\/p>\n<p>Parlava bene Marina Canale: completate le elementari dalle suore e le scuole magistrali col massimo dei voti, aveva preso anche il diploma di ragioniera, cosa che le dava una marcia in pi\u00f9 sui suoi colleghi, oltre agli anni di servizio naturalmente.<\/p>\n<p>Era puntuale Marina Canale: la lacca sui capelli e la borsa a tracolla, era la prima ad entrare e chiudersi dentro a sistemare le piantine grasse e mettersi a lavorare.<\/p>\n<p>Il giorno in cui arriv\u00f2 il nuovo collega, in ufficio Marina non c\u2019era, assente per malattia, cosa che di solito non succedeva mai.<\/p>\n<p>Non sapeva che si era sistemato nella stanza accanto alla sua. Colse un profumo strano rientrando in ufficio, mentre passava in corridoio per consegnare il certificato e il visto del medico fiscale.<\/p>\n<p>Non c\u2019aveva mai pensato Marina Canale, a quanto le pareti fossero sottili, ci lavorava da vent\u2019anni in quel vecchio edificio.<\/p>\n<p>Le capitava di sentirlo tossire il nuovo collega e ticchettare sul computer, e lo sfrigolio dell\u2019accendino.<\/p>\n<p>Col bel tempo il fumo arrivava fin l\u00ec, quando teneva la finestra aperta, fino alla scrivania dove restava seduta.<\/p>\n<p>Le aveva dato sempre fastidio il fumo, i colleghi lo sapevano.<\/p>\n<p>Si schiar\u00ec la voce Marina Canale, forte, mentre s\u2019avvi\u00f2 a chiudere la finestra.\u00a0 Fece per sbattere l\u2019imposta per dar segno di un gesto stizzito, poi s\u2019accorse del braccio peloso, la manica di una camicia arrotolata fino al gomito, un braccialetto vezzoso e le vene gonfie di una mano forte che teneva la sigaretta e premeva sul davanzale accanto al suo.<\/p>\n<p>In fondo non era vietato gettare il fumo fuori, pens\u00f2.<\/p>\n<p>Amava la pulizia Marina Canale. Ogni luned\u00ec portava nella sua stanza i detersivi pi\u00f9 profumati, cominciava a sgrassare tutto: le sedie, la scrivania, gli armadi, metteva una pezza su una scopa e si dava a cacciare la polvere dai quadri, dalle pareti. Si era accorta cos\u00ec di un buco su in alto: to\u2019 guarda, pens\u00f2, qualche stupido prima di lei aveva deciso di spiare i colleghi al lavoro.<\/p>\n<p>Amava la radio Marina Canale, cercava una musichetta allegra ogni tanto, un po\u2019 di pausa dalle carte non le faceva male; anche lui dall\u2019altra parte ascoltava la musica, metteva le cuffie persino mentre lavorava. L\u2019aveva visto lei, dal buco.<\/p>\n<p>Si dava da fare Marina Canale, appena arrivava apriva le imposte e dava l\u2019acqua alle piante, lui era gi\u00e0 l\u00ec o arrivava dopo, non si erano mai visti in corridoio e nessuno li aveva fatti incontrare.<\/p>\n<p>Appena lo sentiva fuori dalla stanza, a volte pensava di uscire con la scusa del bagno, ma poi ci ripensava, mica poteva fare la stupida Marina Canale.<\/p>\n<p>Ogni tanto comprava un dolcetto, che c\u2019era di male? Il bab\u00e0 alla crema: se lo tirava piano col cucchiaino gironzolando per la stanza.<\/p>\n<p>Il lavoro di scartoffie lo sbrigava presto Marina Canale.<\/p>\n<p>Si metteva scalza, chiudeva la porta e saliva su una sedia: il buco stava pi\u00f9 in alto.<\/p>\n<p>Rimaneva l\u00ec a guardare Marina Canale. In quei momenti la maglia di lana le dava fastidio e mangiare il bab\u00e0 le dava energia.<\/p>\n<p>La pancera scordava di metterla.<\/p>\n<p>Ora andava ai concerti del sabato sera, Marina Canale, quelli delle nove. Aveva anche visto dei reggiseni molto carini dentro la vetrina di un negozietto vicino all\u2019ufficio; di quelli che vanno anche bene in lavatrice.<\/p>\n<p>Un giorno pens\u00f2 che aveva voglia di entrarci in quella stanza.<\/p>\n<p>Tutti avevano familiarizzato col nuovo arrivato, tranne lei, e le colleghe non le avevano pi\u00f9 chiesto di uscire con loro.<\/p>\n<p>Conosceva perfettamente i suoi orari.<\/p>\n<p>Si fece coraggio Marina Canale.<\/p>\n<p>L\u2019odore intenso di tabacco e di profumo maschile in agguato dietro la porta la fecero oscillare, meno male che faceva sempre colazione Marina Canale.<\/p>\n<p>La stanza non era pulita come la sua, si vedeva, ma anche lei da un po\u2019 di tempo affidava il compito alla donna delle pulizie e trascurava lo straccio.<\/p>\n<p>Era cambiata Marina Canale.<\/p>\n<p>Le cicche dentro il posacenere erano tante, lei tocc\u00f2 solo le pi\u00f9 recenti, prese quella che le sembr\u00f2 la pi\u00f9 umida, un mozzicone consumato fin dove iniziava il filtro, coi segni delle dita l\u00e0 dove era stato schiacciato e delle labbra dove era pi\u00f9 umido.<\/p>\n<p>Marina Canale cerc\u00f2 di indovinarne ogni odore, lo fece scorrere delicatamente sulle labbra, lo tast\u00f2 con la punta della lingua, le parve di trovare un sapore di menta, forse dentifricio o il retrogusto del tabacco.<\/p>\n<p>Si accorse di alcune bottiglie di vino, Marina Canale. Avrebbe dovuto tenerle pure lei, pens\u00f2, che ci fa un goccetto ogni tanto?<\/p>\n<p>La poltrona di pelle dietro la scrivania era quella che vedeva da lass\u00f9, dal buco, sembrava pi\u00f9 consumata da vicino, pi\u00f9 vissuta. Sulla spalliera alcuni tagli e sfilacciamenti della stoffa lasciavano intravedere l\u2019imbottitura.<\/p>\n<p>Si sedette Marina Canale, un colpetto coi piedi e ruot\u00f2 leggermente, poi poggi\u00f2 le mani sui braccioli e avvert\u00ec un brivido che cominci\u00f2 dalla schiena, part\u00ec da sotto le mani; cos\u00ec stava seduto anche lui, pens\u00f2, le sue mani sentivano quel che sentivano le sue: la similpelle rugosa, le parti in ferro e legno. Accarezz\u00f2 tutto il bracciolo, sopra e sotto ripetutamente, come aveva visto far lui dal buco. Tastandolo ancora sprofond\u00f2 con le dita nell\u2019imbottitura dentro un taglietto della stoffa, ci infil\u00f2 un dito e ci gioc\u00f2 dentro Marina Canale, come aveva visto fare a lui. Si alz\u00f2 il vestito dietro Marina Canale, apr\u00ec leggermente le cosce perch\u00e9 il suo corpo aderisse perfettamente, sent\u00ec immediatamente il calore, quella pelle che diventava la sua pelle, e la sensazione che la poltrona l\u2019afferrasse forte, che la sua pelle si strappasse e lei tutta si facesse male appena cercava di muoversi. Tra poco avrebbe sudato. Pens\u00f2 che se avesse avuto un perizoma di quelli esposti nel negozietto accanto all\u2019ufficio, avrebbe sentito di pi\u00f9 dietro, il contatto, \u00a0e anche le calze autoreggenti che ce l\u2019avevano pure nel negozietto.<\/p>\n<p>Si tolse i collant Marina Canale, li sfil\u00f2 gi\u00f9 fino al ginocchio. Con le dita cerc\u00f2 di infilarsi le mutande nell\u2019incavo dei glutei, abbandon\u00f2 di pi\u00f9 la schiena e apr\u00ec le cosce ma le mutande le davano fastidio, allora se le tolse Marina Canale, le butt\u00f2 da una parte e afferr\u00f2 la bottiglia di vino, poi si guard\u00f2 il reggipetto, aveva uno di quelli che si lavano a mano, si sbotton\u00f2 la camicetta e cerc\u00f2 di sfilarselo.<\/p>\n<p>In quel momento si apr\u00ec la porta, senza scampo, era lui che tornava. La vide cos\u00ec Marina Canale, come un fiore aperto: la bottiglia e un mozzicone di sigaretta spento tra le labbra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_37643\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"37643\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Marina Canale mangiare non era mai piaciuto, se c\u2019era una cosa che detestava erano le cene, i libri di cucina e le abbuffate. 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