{"id":37602,"date":"2019-03-03T18:36:52","date_gmt":"2019-03-03T17:36:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37602"},"modified":"2019-03-03T18:36:52","modified_gmt":"2019-03-03T17:36:52","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-il-segreto-di-matilde-di-claudia-quintieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37602","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Il segreto di Matilde&#8221; di Claudia Quintieri"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 difficile conoscere il segreto di Matilde. Sempre custodito in una scatolina con una madonnina dipinta sopra, come se fosse credente, e non lo \u00e8. Ma i principi morali s\u00ec, imprescindibili, per poter illudersi di non arrecare dolore, per poter illudersi di non provare dolore.<\/p>\n<p>Altalenante scia emotiva che ha guidato la sua vita fino a qui: non sapere mai chi sei, come se un vento rutilante potesse sempre farti ripiombare nel tuo segreto, reso imperscrutabile.<\/p>\n<p>E quel tremolio di mani che suggerisce una difficolt\u00e0 nella serenit\u00e0, chi lo coglie? Chi lo decodifica? Chi lo interpreta con la gioia della sensibilit\u00e0?<\/p>\n<p>Chi \u00e8 nel mondo per capirlo? Chi ne ha bisogno e insieme lo rifugge? Chi lo sente con difficolt\u00e0?<\/p>\n<p>E quando, dopo esserne fuggiti, si torna ricaricati per aver rimesso i propri segreti nelle proprie scatole, si acuisce la sensibilit\u00e0 non pi\u00f9 tremolante? E cosa succede?<\/p>\n<p>Non si sa mai.<\/p>\n<p>Denunciare o omettere?<\/p>\n<p>E Matilde cosa avrebbe fatto del suo segreto e di quella scatolina?<\/p>\n<p>Quando li avrebbe buttati nel pi\u00f9 profondo dei mari affinch\u00e9 non giungessero mai a terra? Cosicch\u00e9 solo un marinaio senza dimora potesse capire. Un marinaio che osa negli oceani per sfidare quel sentimento che Matilde sente dentro. Cullandolo con la propria vela, facendolo crescere nel proprio stomaco come un pap\u00e0 sente il figlio nel grembo della propria moglie. Ma quell\u2019emotivit\u00e0 nascosta potr\u00e0 mai essere un frutto maturo e prolifico? Per mettere al mondo la voglia di positivit\u00e0, tappando i fossi della carenza d\u2019affetto?<\/p>\n<p>E il marinaio avrebbe tremato difronte alla possibilit\u00e0 di incontrare anche solo una volta Matilde? Avrebbe immaginato il suo volto, il suo sorriso, il suo ventre luminoso? La sua candidezza di spirito e la sua purezza che rendono pulito anche il proibito? Le avrebbe suggerito di lasciarsi andare alle maree intimamente latrici di conchiglie da dove giunge l\u2019eco dell\u2019amore indiscusso? Anche se lei non lo sa. Forse non lo saprebbe comunque, neanche se avesse davanti lui, cieca nell\u2019immenso, spaventata dal sentimento. Ogni cosa potrebbe essere, e potrebbe essere il contrario. Nell\u2019indecisione non decidere: ed \u00e8 una scelta, che diventa catalessi di vita, ma che pu\u00f2 volgere altrove le proprie emozioni per tornare con il pensiero al tronco dell\u2019albero della vita.<\/p>\n<p>E, come se uccidesse un uomo, Matilde uccide la speranza di giocare con la felicit\u00e0. Aggredita dalle sue debolezze richiude le voragini, i tumulti dello spirito in quella scatolina, e in altre meno preziose ripone sentimenti meno dolorosi. E a loro si vuole abbandonare, per sentirli appieno e poi distruggerli per un po\u2019.<\/p>\n<p>Quanto tempo? Quanto profondamente? Matilde non lo sa.<\/p>\n<p>E a volte si pu\u00f2 gridare con forza alla sparizione del dolore.<\/p>\n<p>Ma quel segreto la fa sempre ripiombare in una voragine profonda.<\/p>\n<p>Cosa pu\u00f2 capire l\u2019umanit\u00e0 pi\u00f9 ricorrente di difficolt\u00e0 che sembrano invisibili?<\/p>\n<p>Quasi niente.<\/p>\n<p>Difficolt\u00e0 endemiche del relazionarsi con la comunit\u00e0 arrivano da un\u2019ignoranza poco comprensiva che allerta ancor di pi\u00f9 la paura di essere nel mistero.<\/p>\n<p>A volte la girandola dell\u2019emotivit\u00e0 si conclama vincitrice, a volte \u00e8 mortuaria. Ma, alla fine forse si allontaner\u00e0 la mestizia irriverente?<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 neanche la sicurezza di comprenderlo subito, ma ben presto anche gli occhi rideranno.<\/p>\n<p>\u00c8 come oltrepassare l\u2019adolescenza, reiteratamente, ed ogni giorno succede di nuovo. Sar\u00e0 la luce quando tinte tenui accompagneranno le passeggiate divenute serene in mezzo alla gente che noi guarderemo in maniera rinnovata nella verit\u00e0 pi\u00f9 discreta.<\/p>\n<p>Nel bene e nel male, Matilde va sempre alla ricerca di qualcuno che le tenga una mano mentre attraversa la strada dell\u2019esistenza, perch\u00e9 forse non sar\u00e0 mai adulta.<\/p>\n<p>Quella mano \u00e8 al femminile, quando la realt\u00e0 porta alla ricerca di una figura materna.<\/p>\n<p>E la madre \u00e8 come il respiro, indispensabile alla vita, anche quando non c\u2019\u00e8, ora e mai. Indelebilmente. Nella concatenazione di tutti i possibili eventi, il suo consiglio, magari s\u00ec, \u00e8 essenziale.<\/p>\n<p>Allontanata dalla madre per necessit\u00e0, nasce il compiacimento di sbagliare per paura di ci\u00f2 che sar\u00e0. Mai lusingarsi della paura, \u00e8 contro la necessit\u00e0, ma a volte il carattere cede e cade, come sempre, nell\u2019errore.<\/p>\n<p>Per paura di fallire si fallisce.<\/p>\n<p>E lei si ritrova nell\u2019isolamento forzato dalla vergogna di aver generato discrepanze emotive e di giudizio, ma a chi? Andando indietro con la memoria Matilde ricordava.<\/p>\n<p>Ricordava il suo distacco pianificato dall\u2019amicizia per non soffrire poi.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, negli anni, erano accaduti tanti distacchi, per non soffrire dopo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Matilde era diventata adulta nel coacervo delle sue insicurezze. Amava l\u2019arte sopra ogni altra cosa, forse anche sopra l\u2019amore.<\/p>\n<p>Rutilava sempre nella sua testa il suo non detto, ogni tanto cercava di aprire la scatolina ma non ci riusciva e la guardava. Forse il suo segreto era gi\u00e0 in mezzo al mare.<\/p>\n<p>Com\u2019era possibile che lo avesse tenuto custodito tutto questo tempo senza spiegare mai a nessuno perch\u00e9 fosse cos\u00ec importante per lei?<\/p>\n<p>Eppure era successo, senza s\u00e9 e senza ma.<\/p>\n<p>Era tanto invisibile quanto grave\u2026<\/p>\n<p>\u2026 difficile da capire\u2026<\/p>\n<p>Eppure c\u2019era qualcosa che le premeva nel petto.<\/p>\n<p>Qualcosa di imperscrutabile.<\/p>\n<p>Si domandava dentro.<\/p>\n<p>Forse doveva rinunciare a una parte di s\u00e9, o quantomeno ad una parte che era visibile agli altri in modo diverso da ci\u00f2 che sarebbe stato in futuro, dopo la confessione.<\/p>\n<p>Si arrovellava continuamente, anche se mano mano che andava avanti faceva meno fatica.<\/p>\n<p>Ma era possibile che la visione del mondo sua e degli altri potesse essere influenzata in maniera cos\u00ec categorica da una rivelazione tanto sconvolgente? Tanto quanto ingenua?<\/p>\n<p>Eppure era cos\u00ec, non poteva essere altrimenti: una volta che si fa una scelta non si pu\u00f2 tornare indietro. \u00a0E ci\u00f2 faceva piombare Matilde in un dubbio profondo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec nelle decisioni\u2026 o gioia o dolore\u2026 e non si conosce il responso.<\/p>\n<p>L\u2019altro da s\u00e9\u2026 che mistero\u2026<\/p>\n<p>Avrebbero reagito o sarebbero rimasti indifferenti, che forse \u00e8 anche peggio?<\/p>\n<p>Il dubbio l\u2019attanagliava, ma la faceva avanzare spiritualmente, sentiva che, svelandosi, si sarebbe elevata di un po\u2019.<\/p>\n<p>Forse, parlando, si sarebbe sentita veramente accettata da se stessa, nella sua discrezione.<\/p>\n<p>Vette irraggiungibili, incedere zoppo, claudicazione mentale, sospensione verbale, tutte interrogazioni surrogate.<\/p>\n<p>Non sapeva proprio come districarsi in tutte queste peregrinazioni che si affastellavano e non la rendevano lucida e presente sulle cose che doveva fare. Era diventato un chiodo fisso, l\u2019unica preoccupazione che le premeva, l\u2019unica realt\u00e0 veramente importante in quel momento.<\/p>\n<p>Terrore, horror psicologico, scadenza emotiva e divagazione inconcludente. Spaesamento irreprensibile condotto sulle scie delle stelle inesistenti gi\u00e0 diventate meteore che vanno a finire.<\/p>\n<p>E il dilemma la corrodeva. Si stava consumando.<\/p>\n<p>La confessione stava diventando imprescindibile.<\/p>\n<p>Solo all\u2019idea di affacciarsi al mare, con le sue increspature che accompagnano navi forestiere, tremava; aveva timore di trovarsi al cospetto del marinaio immaginario che la esortasse in pertugi ambivalenti e sostenuti nella sua voglia di dire. Irridere il prossimo, dominarlo da una posizione di svantaggio apparente nella profondit\u00e0 che il malessere amplifica, decuplica, lasciando indietro le piaghe da decubito. Sarebbe mai giunto? Lana sulla pelle pizzica, ma forse \u00e8 il solo vestito che pu\u00f2 portare un marinaio.<\/p>\n<p>Fantasie languide e circoscritte, nella piccolezza di un corpo minuto dai colori neri, Matilde.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Forse doveva consultare la sua scatolina con la madonna dipinta sopra.<\/p>\n<p>Finito di piangere l\u2019aveva presa in mano e l\u2019aveva guardata.<\/p>\n<p>L\u2019aveva interrogata: cosa devo fare?<\/p>\n<p>Quel giorno aveva visto quel marinaio. Nella sua immaginazione? Riflesso in un sogno? Matilde si trovava nella piazza su cui si posava candida neve in una giornata nitida. Il marinaio molti anni prima aveva solcato i mari disseminati di ghiaccio dell\u2019Antartide. Si era tuffato nell\u2019acqua sotto uno di quei ghiacciai ed aveva trovato una scatolina con una madonnina disegnata sopra. Non l\u2019aveva mai aperta, ne aveva paura. Ad un tratto aveva desiderato pi\u00f9 di ogni altra cosa conoscere di chi fosse. All\u2019improvviso aveva visto apparire un\u2019epifania, il volto di Matilde. E lei lo aveva immaginato. Nessun gesto, nessun batter d\u2019occhi, ma l\u2019aria si era congiunta attraverso i mari. Di fronte allo sguardo del marinaio galleggiava l\u2019epifania e aveva chiuso nel suo pugno la scatolina con la madonnina disegnata su: aveva allungato la mano per sfiorare quel volto, ma quel volto non esisteva gi\u00e0 pi\u00f9.<\/p>\n<p>Dopo i primi momenti di fragilit\u00e0, Matilde un rossore.<\/p>\n<p>Ora.<\/p>\n<p>Si sentiva forte e consapevole, come fosse arrivato il momento di capire cosa succede nella realt\u00e0 e con la giusta forza per dichiararsi.<\/p>\n<p>Ed era sconvolgente.<\/p>\n<p>Aveva ricominciato a non piangere. Puntellata nella sua caparbiet\u00e0.<\/p>\n<p>Aveva aspettato un altro po\u2019 ed aveva deciso.<\/p>\n<p>Era l\u2019incompiuto che si svelava.<\/p>\n<p>Era un\u2019irrefrenabile cagionevole fortificato.<\/p>\n<p>Un s\u00ec deciso armava guerriglie interne.<\/p>\n<p>Ancora e ancora Betlemme candida.<\/p>\n<p>Sognante di regalit\u00e0 povera.<\/p>\n<p>E non sapeva se quel marinaio sarebbe arrivato. Sentiva la sua pelle arsa dal sole che remava verso il centro della sua citt\u00e0 su di un galeone invisibile quanto lui sarebbe stato, forse, vero. Apparentemente irraggiungibili si sentivano vicini. Lei persa nello sguardo straniero di lui, altrettanto nero di carnagione. Coraggioso nei marosi della psiche quanto in onde di marosi da tempesta. Accogliente nella sua rozzezza che tace sulla sua vera nobilt\u00e0 d\u2019animo. Infinita. Enigmatica. Attenta. Goccia d\u2019acqua che titilla nel vulcano in eruzione e ne spegne magicamente i flussi doloranti come una Pompei salvata.<\/p>\n<p>Matilde voleva vivere tutta se stessa fino agli sgoccioli dei suoi limiti. Sperando nell\u2019amore anche solitario e discontinuo; vedeva vagheggiare davanti a s\u00e9 quella figura misteriosa che forse l\u2019avrebbe salvata nell\u2019intimit\u00e0.<\/p>\n<p>E attraverso l\u2019arte esprimeva la sua capacit\u00e0 alla confidenza: il trovare un canale narrativo nel quale portare a consapevolezza il filo dei propri tormenti.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 le accadeva di stare nel mondo, pi\u00f9 viveva in bilico.<\/p>\n<p>Poi un giorno di marzo aveva guardato dentro una pozzanghera e aveva visto il volto riflesso del marinaio. Il suo amore lontano e che giudicava impossibile. Era un riflesso, ma presente, concreto, da abbracciare, fisico. Era venuto a prenderla. Conosceva le sue fragilit\u00e0 perch\u00e9 aveva aperto quella scatolina. Ma l\u2019amore era superiore.<\/p>\n<p>La scatolina. Trovata nel mare. Scrigno di un sentimento ancora non consumato. Promessa di futuro. Portatrice di sensazioni assolute volute solo con lo scambio, intercontinentale.<\/p>\n<p>Matilde e il marinaio si erano buttati nel mare alla ricerca di una barca e avevano trovato, nell\u2019acqua, la pace: assoluta, innegabile, altera nella sua grazia, piena di sole e sale vitali, rinnovata ogni giorno, semplice.<\/p>\n<p>VITA.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_37602\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"37602\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 difficile conoscere il segreto di Matilde. 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