{"id":37554,"date":"2019-03-01T18:30:41","date_gmt":"2019-03-01T17:30:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37554"},"modified":"2019-03-06T12:52:25","modified_gmt":"2019-03-06T11:52:25","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-il-sogno-di-betta-di-carlo-bardelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37554","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Il sogno di Betta&#8221; di Carlo Bardelli"},"content":{"rendered":"<p>Lago Maggiore, novembre 2007.<\/p>\n<p>Un cielo grigio foriero di pioggia accende le prime luci di Intra. L\u2019imbarcazione dei Vigili del Fuoco \u00e8 ferma a 300 metri da Punta Castagnola, il Nucleo Sommozzatori \u00e8 impegnato in un\u2019esercitazione con l\u2019utilizzo di sofisticate apparecchiature, obiettivo \u00e8 trovare il relitto del battello MILANO affondato nel \u201944.<\/p>\n<p>L\u2019atmosfera a bordo \u00e8 tranquilla, Luca l\u2019operatore sonar, sfoglia distratto le pagine di Tuttosport, all\u2019improvviso il bip bip dello strumento accelera la sua cadenza.<\/p>\n<p>Getta il giornale dietro di s\u00e9:<\/p>\n<p>&#8211; Comandante, il sonar rileva!<\/p>\n<p>Sul monitor appaiono le prime immagini dal Prometeo, un robot sottomarino per l\u2019esplorazione in acque profonde. Nel buio dell\u2019abisso, 238 metri sotto la chiglia, il faro illumina minuscoli detriti che brillano come piccole stelle in un cielo nero.<\/p>\n<p>&#8211; Tienilo pi\u00f9 alto &#8211; mormora l\u2019ufficiale &#8211; non voglio materiale in sospensione.<\/p>\n<p>Luca, col joystick, muove il mezzo con destrezza. Anche gli altri in plancia accorrono, l\u2019ansia cresce.<\/p>\n<p>Nello schermo si materializza una contorta struttura metallica, poi degli obl\u00f2, piccole e inquietanti orbite nere, una battagliola, delle catene.<\/p>\n<p>&#8211; Vai cos\u00ec, bravo\u2026 ecco, ora avvicinalo un po\u2019.<\/p>\n<p>Quando la telecamera inquadra le lettere sulla prua del relitto il dubbio diventa certezza e un urlo squassa il silenzio:<\/p>\n<p>&#8211; Eccolo, trovato!<\/p>\n<p>In plancia la tensione si scioglie in gioia, solo Luca rimane immobile. Tutti conoscono la storia dello sfortunato battello, lui pi\u00f9 degli altri e trova fuori luogo questa esultanza, il MILANO aveva portato gi\u00f9 con s\u00e9 molte vite, un attimo di rispetto per loro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I media danno grande risalto alla notizia, il Comune di Verbania e i Vigili del Fuoco organizzano una conferenza stampa.<\/p>\n<p>La signora Adele accetta l\u2019invito del nipote, non pu\u00f2 mancare. Luca \u00e8 il primo nipote avuto dalla figlia Clara, al quale fin da piccolo, aveva raccontato di quel battello perduto in fondo al lago.<\/p>\n<p>&#8211; Nonna, da grande far\u00f2 il palombaro, te lo trover\u00f2 io.<\/p>\n<p>Fu buon profeta, era proprio lui ai comandi del \u201cPrometeo\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La sala consiliare del Municipio di Verbania \u00e8 affollata, appese a dei pannelli molte fotografie e documenti riguardanti il piroscafo MILANO.<\/p>\n<p>Adele, a braccetto del nipote, rivede in quelle sbiadite immagini lo scafo bianco e nero, i posti a sedere sul ponte, il salone vetrato, la timoneria, l\u2019alto fumaiolo e a poppa il grande tricolore al vento.<\/p>\n<p>Nelle giornate di sole era bello star fuori e farsi spettinare dalla brezza, quasi dimenticavi che c\u2019era la guerra.<\/p>\n<p><em>&#8211; L\u2019era propi bell, <\/em>lo chiamavano <em>el casciavitt<\/em> &#8211; dice Adele, poi indica una foto dove una densa colonna di fumo si alza dal battello &#8211; ecco, io, la Mina e la Betta eravamo sedute proprio l\u00ec!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La fissa immobile, la mano appoggiata sulla guancia. Gli occhi vedono oltre la parete, il pensiero oltrepassa il tempo, le parole escono piano.<\/p>\n<p>&#8211; All\u2019imbarcadero di Laveno erano le otto e dieci, dovevamo andare al lavoro. Io, la Mina Lischetti e la Betta lasciamo gi\u00f9 le biciclette, in pi\u00f9 dei soliti <em>gh\u2019era una quarantina de suld\u00e0<\/em>.\u00a0 Uno di loro disse che tornavano da un corso a Varese, erano legionari del battaglione Venezia Giulia.<\/p>\n<p>Alle nove meno un quarto non eravamo ancora partiti. Betta era nervosa, non stava ferma un attimo.<\/p>\n<p>\u201cEcco\u201d ripeteva \u201cse lui esce non lo vedo pi\u00f9 fino a domani.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Betta era innamorata persa di un ragazzo di Intra, lui aveva la barca ormeggiata a fianco del pontile dove arrivava il MILANO. Per questo lei voleva stare sempre sulla destra del battello, cos\u00ec quando si attraccava poteva vedere il suo giovanotto.<\/p>\n<p>Tra noi era la pi\u00f9 giovane, aveva 19 anni e l\u2019argento vivo addosso, una testona, voleva sempre avere ragione, su tutto.<\/p>\n<p>Pensa, si metteva un foulard giallo e un cappellino dello stesso colore per farsi notare da lui. \u201cSenn\u00f2 come fa a vedermi?\u201d Diceva.<\/p>\n<p>E noi: tira via la camicetta che ti vede di sicuro.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Luca sorride.<\/p>\n<p>&#8211; Non volevano farci partire perch\u00e9 il giorno prima degli aerei avevano affondato due battelli, il GENOVA e il TORINO.<\/p>\n<p>\u201cDovete attendere il buio\u201d dicevano dalla capitaneria.<\/p>\n<p>Ma i militari avevano talmente insistito che, alla fine, ci imbarcarono. Verranno mica anche oggi.<\/p>\n<p>Come sempre, Betta si mise a destra, indoss\u00f2 foulard e cappellino e pavoneggiandosi inton\u00f2 la solita tiritera \u201cEh gi\u00e0, voi mi prendete in giro ma sar\u00f2 io la prima ad avere il moroso e sar\u00e0 lui, quel bel morettino di Intra, presto mi stringer\u00e0 e mi abbraccer\u00e0 forte\u201d<\/p>\n<p>Ma muchela scema, le dicevo io, non sai nemmeno il suo nome.<\/p>\n<p>\u201dAh, perch\u00e9 tu lo sai?\u201d<\/p>\n<p>Certo che lo so, si chiama Glauco. L\u2019avevo chiesto al caporeparto della filatura, era il figlio del suo amico Bianchi.<\/p>\n<p>\u201cGlauco, oh che bel nome\u2026 lui mi porter\u00e0 con s\u00e9 e nel sole mi bacer\u00e0, saremo per sempre insieme, vedrete se non ho ragione io\u201d<\/p>\n<p>Ma muchela\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Adele trema, premuroso Luca la fa accomodare in prima fila.<\/p>\n<p>&#8211; Dai nonna vieni a sederti.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Dopo la presentazione al pubblico di come si \u00e8 arrivati al ritrovamento del battello, il comandante dei Vigili del Fuoco invita il signore seduto accanto a lui ad alzarsi.<\/p>\n<p>&#8211; Io vi ho raccontato la storia, lui, invece, l\u2019ha vissuta. All\u2019epoca dei fatti era un sommozzatore portuale ed era presente, ascoltiamolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le parole di quell\u2019uomo grande e grosso dai capelli bianchi non hanno bisogno del microfono, sono chiare, precise, spietate:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211; Erano tre, Spitfire, venivano da Cannobio. Volavano alti, a trecento metri dal loro bersaglio il primo si abbass\u00f2 e inizi\u00f2 a sparare.<\/p>\n<p>Sull\u2019acqua vedevo gli spruzzi dei proiettili che si avvicinavano rapidamente alla fiancata destra del battello fino ad abbattersi sulla coperta e sulla timoneria.<\/p>\n<p>Fu un attimo, non si era ancora alzato il primo che gi\u00e0 aveva aperto il fuoco il secondo, poi tocc\u00f2 al terzo, si riunirono sopra Stresa e tornarono tempestando di nuovo i ponti del povero MILANO e poi ancora. Solo quando finirono le munizioni fecero rotta verso Baveno scomparendo dietro le colline.<\/p>\n<p>Guardai col binocolo, a bordo del battello c\u2019era l\u2019inferno. L\u2019imbarcazione era fuori controllo. Il comandante e il timoniere erano stati falciati dalla prima raffica, lo scafo sbandato a dritta. Poi la prua punt\u00f2 verso di noi, qualcuno aveva preso il timone portando il battello ad arenarsi a Punta Castagnola. Accorsero subito molti civili e militari della Decima Mas, legarono la prua del MILANO agli alberi della riva, in modo da poter sbarcare pi\u00f9 persone possibile. La poppa era semisommersa, io e altri due sommozzatori cercavamo di salvare chi fosse finito sotto lo scafo. Purtroppo portammo su solo corpi bruciati e irriconoscibili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cVia, via tutti\u2026 le cime stanno cedendo!\u201d<\/p>\n<p>Il grido venne da un tenente della Decima, il peso della poppa che continuava ad imbarcare acqua, stava trascinando il battello verso il largo, le corde erano pericolosamente tese, anch\u2019io mi allontanai. Avevo gi\u00e0 le mani sulla barca per salire, quando successe una cosa che ricordo come fosse ieri. Due donne da riva mi urlano: l\u00e0, l\u00e0, dietro di te, guarda, dove c\u2019\u00e8 quel\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211; Quel cappellino giallo, vai a vedere\u2026 lei dev\u2019essere l\u00ec.<\/p>\n<p>La voce arriva dal pubblico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019uomo toglie gli occhiali e fissa incredulo quella signora seduta in prima fila, chi \u00e8? Come pu\u00f2 sapere? A giudicare dall\u2019et\u00e0 doveva essere una ragazza allora.<\/p>\n<p>Tutti guardano l\u2019anziana signora, l\u2019uomo esita, con un cenno della mano tacita il mormorio in sala.<\/p>\n<p>&#8211; Non so come, ma credo lei conosca bene la storia che sto raccontando &#8211; poi con un sorriso di assenso &#8211; s\u00ec \u00e8 vero, fu proprio cos\u00ec. Mi girai e vidi il cappellino, prima non c\u2019era, forse il battello muovendosi l\u2019aveva fatto arrivare in superficie, cos\u00ec mi immersi. La luce della torcia scorreva lo scafo, a un tratto nell\u2019acqua torbida vidi qualcosa di chiaro. Era un foulard giallo al collo di una giovane donna, aveva gli occhi aperti e le braccia protese verso l\u2019alto, sembrava che mi aspettasse.<\/p>\n<p>La tirai verso di me ma qualcosa faceva resistenza, un tubo le aveva trapassato il petto, cos\u00ec dovetti abbracciarla e stringerla forte, provai e riprovai fino a che, con l\u2019aiuto di un altro scossone dello scafo, riuscii a liberarla e risalire.<\/p>\n<p>Sulla riva ci accolse il sole. Cercai le due donne ma non c\u2019erano pi\u00f9.<\/p>\n<p>Deposi il suo corpo sull\u2019erba. Non potevo lasciarla sola, restai l\u00ec con lei, era cos\u00ec giovane, le chiusi gli occhi. La morte l\u2019aveva presa all\u2019improvviso, senza darle il tempo di soffrire.\u00a0In quel momento le cime si ruppero di schianto e il battello si stacc\u00f2.<\/p>\n<p>A 100 metri da riva, le caldaie esplosero spezzando lo scafo in due.<\/p>\n<p>Con un lungo gemito il MILANO si inabiss\u00f2 insieme a molte persone.<\/p>\n<p>L\u2019uomo sospira &#8211; tu no &#8211; e portando una mano al cuore &#8211; tu sei rimasta qui.<\/p>\n<p>La sala \u00e8 di ghiaccio.<\/p>\n<p>&#8211; Poi vennero per portarla via.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un lungo applauso liberatorio riporta al presente, tutti sono in piedi.<\/p>\n<p>L\u2019uomo scende tra il pubblico, cerca l\u2019anziana signora e quando sono di fronte le porge la mano:<\/p>\n<p>&#8211; Scusi, ma come fa lei a sapere? Non ho mai raccontato a nessuno questa cosa e quel giorno, in quella confusione, non credo che qualcuno ci abbia fatto caso.<\/p>\n<p>&#8211; So perch\u00e9 ero una delle due donne sulla riva. Mi chiamo Adele, l\u2019altra era la Mina, che oggi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Anche a nome suo ora posso ringraziarla per quello che ha fatto per la nostra amica Betta, grazie, grazie tanto ancora signor\u2026<\/p>\n<p>&#8211; Bianchi, Glauco Bianchi<em>.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rimasero abbracciati a lungo e quando si lasciarono la giacca di lui si apr\u00ec leggermente, un lampo di colore attrasse lo sguardo di Adele.<\/p>\n<p>Accuratamente piegato, dal taschino interno faceva capolino un foulard giallo vivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Adele sorrise, pens\u00f2 al sogno di Betta.<\/p>\n<p>&#8211; Quando sar\u00e0 il momento di riunirmi alle mie amiche mi toccher\u00e0 sopportarla ancora, dir\u00e0\u2026 visto? <em>Gh\u2019avevi rasun m\u00ec,<\/em> lo dicevo io che col giallo\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Era il 26 settembre 1944 quando aerei inglesi, decollati da una pista preparata dai partigiani di Domodossola, mitragliarono e affondarono il battello MILANO durante la traversata Laveno Intra.<\/p>\n<p>Il 7 Novembre 2007, i Vigili del Fuoco di Verbania e il Nucleo Sommozzatori della Regione Lombardia, dopo lunghe ricerche localizzarono lo scafo sul fondo del lago.<\/p>\n<p>Il 10 Maggio 2008, tre coraggiosi subacquei (2 italiani e 1 olandese) esperti in discese a grandi profondit\u00e0, stabiliscono il record mondiale di immersione scendendo a -238 metri sul relitto del battello.<\/p>\n<p>A bordo del MILANO, quel lontano giorno del \u201944, molte storie di amicizia, amore e sogni di vita verranno spenti per sempre.<\/p>\n<p>Una per\u00f2, sopravvivr\u00e0 anche alla morte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_37554\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"37554\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lago Maggiore, novembre 2007. 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