{"id":3750,"date":"2010-05-20T19:09:37","date_gmt":"2010-05-20T18:09:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3750"},"modified":"2010-05-20T19:09:37","modified_gmt":"2010-05-20T18:09:37","slug":"io-e-il-mio-corpo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3750","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Io e il mio corpo&#8221; di Antonella Maria Schirru"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0<\/p>\n<p>Io e mio corpo siamo due persone diverse.<\/p>\n<p>Non so se sia sempre stato cos\u00ec o se la scissione sia avvenuta a seguito dei fatti che racconter\u00f2.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>1998<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;acqua tiepida scorre sul mio corpo mentre canto a squarciagola <em>strangers in the night <\/em>sulle note che trasmette la radio impermeabile a forma di pesce chirurgo attaccata saldamente alle pareti della doccia con due piccole ma potenti ventose. Quando Max l&#8217;ha vista ha detto sorridendo: &#8220;Ecco un&#8217;altra delle tue trovate! Durer\u00e0 s\u00ec e no un paio di giorni poi me la ritrover\u00f2 in mille pezzi sotto i piedi!&#8221; \u00a0E&#8217; l\u00ec da un anno, e lui scettico sostiene che gli abbia messo l&#8217;attack!<\/p>\n<p>Sono appoggiata al muro e mi godo pigramente gli ultimi minuti di benessere prima di iniziare una solita giornata frenetica. Gli occhi chiusi rivivono la notte appena trascorsa: sesso, amore, divertimento, fusi in un connubio perfetto, quasi da non crederci. Siamo sposati da cinque anni e le cose funzionano a meraviglia. Abbiamo spostato il letto di fronte alla finestra per poter vedere il cielo nelle notti serene e la spalanchiamo anche in pieno inverno infilandoci nudi sotto le coperte per poter sentire lo sciabordio dell&#8217;acqua del fiume&#8230;<\/p>\n<p>Max si affaccia in bagno: &#8221; Anto sbrigati, fai tardi.&#8221; \u00a0Guardo l&#8217;ora:otto meno un quarto! Cristo! Ma perch\u00e8 mi sveglio all&#8217;alba e poi sono sempre in ritardo? Mi asciugo e mi vesto rapidamente, i capelli bagnati raccolti in uno chignon, tanto siamo in estate, afferro le chiavi e la borsa, saliamo insieme sull&#8217;ascensore: &#8221; Ciao amore, buona giornata&#8221;e dandomi un bacio ben poco casto continua &#8220;stasera pizza e tanga?&#8221; Lo saluto con uno scappellotto e ci separiamo per salire ognuno sulla propria auto.<\/p>\n<p>Mentre guido avverto di nuovo quel fastidioso pizzicore\u00a0 misto a bruciore gi\u00e0 provato durante la doccia&#8230; sar\u00e0 un irritazione,penso ridacchiando,stanotte ho dormito poco&#8230;o forse sono i jeans troppo stretti, mah, oggi pomeriggio metter\u00f2 la gonna.<\/p>\n<p>Arrivo al lavoro e durante la mattinata la situazione peggiora: a fatica riesco a stare in piedi,ad ogni movimento corrisponde una stilettata. Mi sembra di avere una manciata di chiodi infilati l\u00ec sotto, sento tutta la parte pulsare e il dolore sordo si \u00e8 esteso alle cosce . A fatica arrivo a fine mattinata, dico alla mia collega che quasi sicuramente nel pomeriggio non ci sar\u00f2 e mi avvio verso casa. Guidare \u00e8 un&#8217;esperienza allucinante: ogni cambio di marcia, frenata o accelerazione imprime al mio corpo una scudisciata che dal mio sesso si dirama in tutto l&#8217;organismo. Sono spaventata e preoccupata. Ma che cos&#8217;ho? Non \u00e8 un&#8217;irritazione questa&#8230;Intanto sono arrivata, parcheggio ma scendere dalla macchina come salirci peraltro, non \u00e8 un&#8217;operazione facile. Ci metto molto tempo, lo vedo dal trascorrere dei minuti sull&#8217;orologio dell&#8217;auto. Ogni volta che cerco di spostare la gamba mi sento lacerare quindi rimango con le ginocchia serrate. Mi viene da piangere. Cos&#8217;\u00e8 successo? Come arrivo fino a casa? Una vicina mi vede e mi viene incontro. Mi chiede se ho bisogno di aiuto, mi appoggio a lei senza riuscire a trattenere un lamento, \u00e8 preoccupata vuole chiamare un&#8217;ambulanza, no dico, chiamer\u00f2 il mio medico, voglio solo stendermi sul letto al pi\u00f9 presto.<\/p>\n<p>Sono stravolta, non riesco nemmeno a parlare, la ringrazio ma non vedo l&#8217;ora che se ne vada via. Chiudo la porta e mi accascio sul tappeto dell&#8217;ingresso. Rimango l\u00ec in terra esausta . Gli occhi vagano nella stanza alla ricerca di una spiegazione. Cerco di decodificare i sintomi e ricondurli a una diagnosi. Nulla. Buio. Smarrimento.<\/p>\n<p>Appena riacquisto \u00a0un po&#8217; di forze mi aggrappo al termosifone e con uno sforzo immane mi rimetto in piedi. Vado in bagno, mi slaccio i pantaloni, con rabbia me ne libero insieme agli slip. Prendo uno specchio, mi siedo sul bidet, allargo\u00a0 le gambe e guardo. Rossa, gonfia, tumefatta, mucose tese e lucide. Una spaccatura verticale con lembi netti, come fosse stata fatta da una forbice, parte dalla forchetta e arriva gi\u00f9 fino quasi all&#8217;orifizio anale. Sembra un&#8217;episiotomia non suturata. Non sanguina, o meglio, non pi\u00f9. C&#8217;\u00e8 un piccolo grumo di sangue rappreso proprio al vertice del taglio. Appoggio lo specchio in terra, apro il rubinetto sperando che il contatto con l&#8217;acqua mi dia un po&#8217; di sollievo. Mossa sbagliata. Il getto mi colpisce come un manipolo di minuscoli aghi. Lancio un grido di dolore e ricomincio a piangere.<\/p>\n<p>Mi asciugo tamponando la parte delicatamente ; mi trascino verso il letto dove una volta stesa mi abbandono ad un\u00a0 sonno profondo ma non ristoratore.<\/p>\n<p>Mi sveglio al suono del telefono, sono troppo intontita, non rispondo tanto c&#8217;\u00e8 la segreteria.<\/p>\n<p>Il dolore \u00e8 diminuito lievemente. Decido di andare dal mio ginecologo anche senza appuntamento. La segretaria \u00e8 stronza ma fa sempre passare le urgenze.<\/p>\n<p>Mi infilo velocemente qualcosa addosso, uno sguardo allo specchio: faccio piet\u00e0. Trucco sfatto, i capelli arruffati, fa niente, li raccolgo con un fermaglio e mi metto gli occhiali cos\u00ec sono meno evidenti le occhiaie, spero. Il mio unico pensiero adesso \u00e8 che passi presto questo supplizio.<\/p>\n<p>Sono sul lettino ginecologico gi\u00e0 da qualche minuto. Il medico sta in silenzio. Sento che armeggia con qualcosa e di l\u00ec a poco vedo sul video alla mia sinistra l&#8217;immagine dei miei organi genitali .<\/p>\n<p>&#8220;Sembrerebbe una violenta reazione allergica, ma non ne sono tanto sicuro; dobbiamo anche tener conto dell&#8217;episodio di sclerodermia , voglio approfondire con esami clinici&#8221;.<\/p>\n<p>Esco dallo studio con meno certezze di quando ci sono entrata. Ho in mano le richieste per una sfilza infinita di accertamenti diagnostici e la ricetta per un rimedio locale.\u00a0 Il male \u00e8 di nuovo aumentato.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>2001<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Sto girovagando per la casa cercando un modo per arrivare al fondo di questa giornata inutile.<\/p>\n<p>La notte passer\u00e0 se riuscir\u00f2 a dormire ma domani non sar\u00e0 cambiato niente.<\/p>\n<p>Sto male.\u00a0<\/p>\n<p>Non avrei mai immaginato di riuscire a sopportare un dolore fisico cos\u00ec intenso e prolungato.<\/p>\n<p>Il fisico resiste ma\u00a0 la mente\u00a0 non ce la fa pi\u00f9.<\/p>\n<p>Continuo a pensare che voglio morire.<\/p>\n<p>Non ha senso portare avanti un&#8217;esistenza in queste condizioni.<\/p>\n<p>Sono una larva. Il mio corpo minuto ma armonioso \u00e8 sfatto.<\/p>\n<p>Pesavo quarantotto chili, ora quasi sessantacinque grazie a tutto il cortisone che ho ingurgitato in questi anni e ai lunghi periodi di inattivit\u00e0.<\/p>\n<p>Non posso pi\u00f9 lavorare, non posso pi\u00f9 uscire,\u00a0 non guido, non faccio l&#8217;amore, non posso avere un figlio.<\/p>\n<p>Sono disperata. Io non sono pi\u00f9 io.<\/p>\n<p>Biopsie, toccature di nitrato d&#8217;argento, pseudofarmaci dagli effetti ignoti. Questo e molto altro ha fatto s\u00ec che mi trasformassi in quella che vedo ma che non sono. Voglio morire, ma non \u00e8 facile trovare il modo per farlo. E poi ci vuole coraggio. Certe volte guardo la finestra e penso che non sarebbe complicato saltare gi\u00f9 ma la forza per farlo davvero non la trovo. O magari ci vuole solo pi\u00f9 rabbia, ma quella la sfogo su Massimo. \u00a0<\/p>\n<p>Litigo con lui tutti i giorni: voglio lasciarlo, non ha senso continuare a stare insieme. Non sono una moglie, non sono la persona che ha sposato.<\/p>\n<p>Abbiamo cambiato casa qualche anno fa sperando, chiss\u00e0, che il cambiamento avvenisse anche nel mio corpo ma non \u00e8 successo. Anzi, le cose sono peggiorate. E&#8217; rimasto al mio fianco tutto il tempo, rassicurandomi, cercando di infondermi fiducia , credendo prima di me in ogni nuovo tentativo di cura. E continua a sperare, \u00e8 convinto che troveremo il modo di uscire da quest&#8217;incubo.<\/p>\n<p>Domani vuole portarmi da un altro medico. Io sono stufa di spiegare .<\/p>\n<p>Sono loro che devono spiegarmi cosa \u00e8 accaduto. Nessuno sa darmi una spiegazione.<\/p>\n<p>Tutte le mucose del mio corpo sono alterate: escoriazioni, ragadi, tumefazioni. Sembra che qualcuno mi stia picchiando dall&#8217;interno.<\/p>\n<p>Un dottore mi ha detto di andare a Lourdes. Ridendo.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>2002<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il numero di telefono scritto su un post-it \u00e8 appiccicato al monitor del computer da due giorni.<\/p>\n<p>&#8220;Hai chiamato? Se non lo fai tu oggi telefono io domani&#8221; incalza Massimo.<\/p>\n<p>E&#8217; passato da casa per un saluto veloce, dice lui, in realt\u00e0 cos\u00ec ha la certezza che almeno il succo di frutta l&#8217;ho mandato gi\u00f9.<\/p>\n<p>Ci ho messo venti minuti ma ce l&#8217;ho fatta. Da sola, l&#8217;avrei gettato nel gabinetto.<\/p>\n<p>Lo saluto dal vetro della finestra, lui mi manda un bacio dalla macchina.<\/p>\n<p>Mi avvicino al telefono rigirando fra le dita il foglietto. Non ho voglia di chiamare, lo faccio per non dare un dispiacere a Max.<\/p>\n<p>&#8220;Pronto? Sono la dottoressa Spano,chi parla?&#8221; Rimango un attimo interdetta dal suono dolce e affabile di quella voce. &#8220;Pronto?&#8221; Ripete. &#8221; Buongiorno, non mi conosce, &#8230;mi chiamo Antonella S. ,vorrei un appuntamento&#8230;&#8221; Le mie parole si interrompono bruscamente,comincio a singhiozzare in modo convulso,\u00a0 mi sento ridicola, vorrei riattaccare. Sto piangendo a dirotto al telefono con una persona che non conosco. La voce dall&#8217;altra parte del filo riprende:&#8221; Stia tranquilla, si sfoghi pure, non c&#8217;\u00e8 problema. Se preferisce pu\u00f2 richiamarmi pi\u00f9 tardi&#8221;. &#8221; No,no,grazie-rispondo-va gi\u00e0 meglio&#8221;. Mi chiede di spiegarle il motivo del mio stato d&#8217;animo. Bastano poche parole e mi dice che il quadro \u00e8 chiarissimo. Fissa l&#8217;appuntamento per sabato mattina alle nove. Riappendo la cornetta e guardo il calendario:oggi \u00e8 gioved\u00ec.<\/p>\n<p>La visita \u00e8 molto lunga e accurata. La dottoressa conferma la sua giovialit\u00e0. Lo studio \u00e8 luminoso ma spoglio. Senza computer, annota le mie parole su un foglio di carta con una matita. Fa strani segni, sembra stenografia. E&#8217; calma, rilassata e il suo modo d&#8217;essere mi contagia. Fa domande che nessuno ha mai posto, man mano che il colloquio procede anticipa le mie risposte .<\/p>\n<p>Mi sento capita.<\/p>\n<p>Per la prima volta, dopo cinque anni di tentativi falliti, parlo con una persona che sa ci\u00f2 che sto vivendo e ho vissuto.<\/p>\n<p>&#8220;So che cos&#8217;ha &#8211; mi dice- \u00e8 una malattia rara. Dovremo fare delle ricerche accurate per averne la conferma, ma sono gi\u00e0 sicura della diagnosi &#8220;. Massimo ed io ci guardiamo increduli . \u00a0Lei sorride rassicurante, con voce ferma continua: &#8220;Non si pu\u00f2 eliminare perch\u00e9 l&#8217;origine \u00e8 genetica, ma si possono controllare i sintomi e ridurre quasi totalmente, oserei dire azzerare, in alcuni casi, il dolore che ne deriva. \u00a0Il percorso \u00e8 lungo ma nel giro di dieci mesi, un anno a dir tanto, star\u00e0 meglio. Se risponde bene alle cure, forse anche prima.<\/p>\n<p>\u00a0Si volta con la sedia girevole verso la parete alle sue spalle: guarda il calendario e noi con lei senza capire. Indica il mese in corso con la matita: &#8220;Siamo a Gennaio, se mi dar\u00e0 fiducia, il prossimo aprile sar\u00e0 una donna nuova.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>2003<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>11 Aprile. Ore 1.44. E&#8217; nata Virginia.\u00a0 Mia figlia.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3750\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3750\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Io e mio corpo siamo due persone diverse. 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