{"id":37405,"date":"2019-02-13T18:05:21","date_gmt":"2019-02-13T17:05:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37405"},"modified":"2019-02-13T18:05:21","modified_gmt":"2019-02-13T17:05:21","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-non-poterne-fare-a-meno-di-silvia-schiavo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37405","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Non poterne fare a meno&#8221; di Silvia Schiavo"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">Le prime volte era appena un ragazzino: i suoi amici non erano tipi da voler sperimentare certe cose, cos\u00ec lo faceva da solo. A casa si chiudeva in camera, a volte si nascondeva gi\u00f9 in cantina, dove nessuno lo avrebbe cercato o disturbato. Suo padre non avrebbe capito, gli avrebbe dato del debole, gli avrebbe detto \u201cSe sei un uomo vieni con me a lavorare e ad affrontare il mondo vero!\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">A quei tempi lo tirava su dopo un brutto voto, o una presa in giro, o gli impediva di sentire le discussioni tra i suoi, che lo stancavano e deludevano talmente tanto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Abitudine, hobby, vizio&#8230;? A lui piaceva considerarla una passione. Si sentiva capace, potente, il re di quel mondo, poteva scegliere come, quando&#8230;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per lungo tempo non conobbe nessuno a cui piacesse lo stesso genere di cose, finch\u00e9 non incontr\u00f2 Anna: amava ricordarla seduta nel secondo banco, il primo giorno di scuola alle medie, aveva una lunga treccia bionda, lo sguardo angelico, ma l&#8217;aria da furbetta. Non ci volle molto per diventare grandi amici, cos\u00ec sent\u00ec di poterle confidare il suo segreto, per scoprire che anche lei amava farlo. Alle superiori si fidanzarono, trascorrevano molto tempo insieme, a volte si estraniavano dal gruppo di amici, gli altri scuotevano la testa, ma loro non gli davano importanza, l&#8217;essenziale era poter condividere la stessa passione: concedersi mondi alternativi, creare parentesi di tregua dalla vita, immaginare realt\u00e0 solo a loro conosciute.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Alla sonora et\u00e0 di quarant&#8217;anni, sposato, con un lavoro stabile, ne sentiva ancora spesso la necessit\u00e0: dopo una pessima giornata in ufficio, una rimbrottata da quel cinico del suo capo o i conti che non tornavano.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anna era diventata sua moglie, ad unirli, in et\u00e0 adulta, oltre all&#8217;amore erano i figli e la quotidianit\u00e0: il lavoro, le faccende, gli impegni dei bambini, la stanchezza. Era diventato molto difficile ritagliarsi degli spazi, figuriamoci poi quel tipo di spazi l\u00ec. Eppure quella sera, uscendo dall&#8217;ascensore della ditta, a malapena salut\u00f2 il portiere, concentrato sulla voglia di concedersi quel momento tutto suo. Anna forse lo avrebbe rimproverato, pi\u00f9 volte gli aveva detto che anche a lei sarebbe piaciuto, ma non era pi\u00f9 il caso. Quando entr\u00f2 in casa sua moglie stava finendo di preparare la cena, gli dette un bacio sincero (non lo vedeva dalla mattina), ma frettoloso: a breve avrebbe dovuto togliere la pentola dal fuoco, far lavare le mani ai bambini. Questi corsero incontro al padre, uno gli salt\u00f2 al collo, uno si attacc\u00f2 ai pantaloni. Li abbracci\u00f2 con affetto, ma la loro gioia non bast\u00f2 a rasserenarlo del tutto, cos\u00ec inizi\u00f2 a percepirlo sempre pi\u00f9 come un bisogno irrefrenabile, sapeva che solo quello lo avrebbe aiutato a cancellare la giornata \u201cno\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cCinque minuti e la cena \u00e8 pronta\u201d. Sua moglie aveva riconosciuto quello sguardo, spinse delicatamente i bambini in bagno e gli disse avvicinandosi \u201cPerlomeno aspetta che si siano addormentati dopo cena, cos\u00ec dedichi prima loro del tempo e, se proprio devi, dopo avrai il tuo necessario spazio, senza rischi di inopportune interruzioni\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anna era combattuta tra sentimenti contrastanti: a volte sembrava invidiarlo, perch\u00e9 ne trovava modo e tempo, al contrario di lei. In numerose occasioni, per\u00f2, cercava comunque di supportarlo, perch\u00e9, del resto, era stata la loro passione, quella che li aveva uniti e fatti crescere insieme, riconosceva inoltre che dopo era pi\u00f9 rilassato, sereno, quasi felice.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La cena fu consumata abbastanza rapidamente. Dedic\u00f2 del tempo ai suoi figli, giocando con loro sul divano, dove in seguito, colti da improvvisa stanchezza, si addormentarono nel giro di pochi minuti. Li prese in braccio uno per volta e li mise nei rispettivi letti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Pass\u00f2 poi direttamente nel suo studio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si sedette alla scrivania, mise per un lungo minuto la testa tra le mani: non si ricordava nemmeno quando era stata l&#8217;ultima volta, quasi fremeva. Apr\u00ec il cassetto, indugi\u00f2 con le mani sul contenuto, sorridendo, poi lo estrasse e lo pos\u00f2 sulla scrivania. Dovette concentrarsi per sapere da che parte iniziare, decise quindi di ripensare alla giornata, a come si era sentito in ufficio, a quanto si meritava invece di stare bene, a quanto si era sentito bene le prime volte, da giovane, cos\u00ec trov\u00f2 il coraggio e l&#8217;ispirazione. Tolse il cappuccio dalla stilografica, apr\u00ec il suo vecchio quaderno a una pagina nuova e cominci\u00f2, finalmente, a scrivere:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<i>Le prime volte era appena un ragazzino: i suoi amici non erano tipi da voler sperimentare certe cose, cos\u00ec lo faceva da solo&#8230;\u201d.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Non sapeva che Anna lo stava osservando dalla porta, pensando che, s\u00ec, avrebbe ritrovato del tempo pure lei, prima o poi! Magari quando i bambini sarebbero stati pi\u00f9 autonomi. Lo lasci\u00f2 continuare senza disturbarlo, immaginandolo piacevolmente immerso in una storia, in un racconto, come quelli che scrivevano anni addietro a quattro mani.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Lo capiva bene, sapeva che per chi ha la scrittura nel cuore, non \u00e8 facile poterne fare a meno.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_37405\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"37405\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le prime volte era appena un ragazzino: i suoi amici non erano tipi da voler sperimentare certe cose, cos\u00ec lo faceva da solo. 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