{"id":37385,"date":"2019-02-10T18:42:34","date_gmt":"2019-02-10T17:42:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37385"},"modified":"2019-02-10T18:42:34","modified_gmt":"2019-02-10T17:42:34","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-io-il-cucciolo-alfredo-e-quelli-di-sotto-di-paolo-puliti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37385","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Io, il cucciolo Alfredo e quelli di sotto&#8221; di Paolo Puliti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Non ho mai avuto un cane, nemmeno da piccolo. Anche quando avevamo il giardino nessuno della mia famiglia ha mai espresso il desiderio di possederne uno e forse \u00e8 stato meglio cos\u00ec; ho sempre pensato ai cani come animali degni del massimo rispetto e quindi della giusta e doverosa attenzione, cosa che nessuno di noi era evidentemente in grado di dare. Adesso per\u00f2 ne vorrei uno, subito. Non per dargli il mio affetto, sia chiaro, e nemmeno per riempire quel vuoto ormai incolmabile di tutti questi anni in cui ho vissuto senza un animale, ma semplicemente perch\u00e9 ho una missione da compiere e da solo non ce la posso fare. Mi ci vorrebbe proprio un cane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono in camera, seduto alla scrivania di fronte alla finestra, il computer \u00e8 acceso e sto provando, come sempre durante il fine settimana, a scrivere qualcosa di decente, ma \u201cquelli di sotto\u201d non fanno altro che gridare, litigare e mandarsi a quel paese, spazzando via dalla mia mente anche il pi\u00f9 piccolo pensiero, la pi\u00f9 banale costruzione grammaticale: soggetto-verbo-complemento; niente da fare, proprio non mi viene. Ci tengo a specificare, anche se credo non ce ne sia bisogno, che \u201cquelli di sotto\u201d sono i miei vicini di casa che di sicuro avranno anche un nome, ma io non ne sono al corrente e comunque non m\u2019interessa, non lo voglio sapere, per me saranno sempre e solo \u201cquelli di sotto\u201d. Ricapitoliamo: nell\u2019appartamento sotto al mio, abitato da questi strani esseri dalle sembianze antropomorfe, gi\u00e0 da questa mattina si sta consumando una tragedia infinita in cui la figlia, un metro cubo di bambina di circa dieci anni, non ne vuole sapere di vestirsi come la madre le sta dicendo ormai da ore. La piccola ribelle sembrerebbe molto pi\u00f9 attratta da quello che passa in televisione, tenuta ovviamente a volume altissimo, mentre la mamma \u00e8 perennemente impegnata a pulire casa con un\u2019aspirapolvere industriale, uno di quelli che vengono usati di solito per ripulire le strade dopo la sfilata dei carri al carnevale di Viareggio e per superare il rumore del motore, innalza la voce fino a raggiungere i decibel di un jet supersonico in fase di decollo. La figlia, dal canto suo, non la considera per niente e qualunque sia la richiesta della madre, le risponde sempre gridando: \u201cdooo-pooo!!\u201d. Ed \u00e8 cos\u00ec per tutta la mattina e probabilmente proseguir\u00e0 alla stessa maniera anche nel pomeriggio. Devo assolutamente fare qualcosa per sbloccare la situazione ma per riuscirci ho bisogno di un cane e cos\u00ec ho deciso, me ne invento uno come mi pare e piace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi giro verso l\u2019armadio e lui adesso \u00e8 l\u00ec, un bastardino di taglia media, colore bianco sporco con la classica macchia nera sull\u2019occhio che ispira tanta tenerezza. \u00c8 proprio bellino, mi piace, ho deciso: sar\u00e0 lui il mio cane. Anche il cagnolino sembra contento di me e muove la coda felice del suo nuovo padrone, forse si aspetta una carezza ma non posso farlo, sarebbe ridicolo, \u00e8 un cane immaginario, anche se un po\u2019 mi dispiace. Per il nome ho gi\u00e0 deciso, non ho voglia di stare qui ad arrovellarmi il cervello per trovare quello adatto, cos\u00ec ne prendo uno gi\u00e0 fatto. Lo chiamer\u00f2 Alfredo, sar\u00e0 lui il mio cucciolo Alfredo quello \u201c<em>avvilito e appuntito, con i denti da lupo tradito<\/em>\u201d proprio come nella vecchia canzone di Lucio Dalla. Adesso ho proprio tutto, ho il mio cane immaginario, che ovviamente posso vedere solo io e che ora ha anche un bellissimo nome e poi, cosa fondamentale, ho un piano, un piano infallibile che forse non risolver\u00e0 tutti i problemi di convivenza ma almeno mi dar\u00e0 una piccola soddisfazione e perch\u00e9 no, anche un giusto senso di vendetta. Il piano d\u2019azione \u00e8 gi\u00e0 deciso e non ho bisogno di ripeterlo, Alfredo non \u00e8 mica un cane addestrato \u00e8 solo il frutto della mia fantasia, per cui non c\u2019\u00e8 da spiegargli niente, se \u00e8 chiaro per me sar\u00e0 gi\u00e0 tutto chiarissimo anche per lui. Mi alzo dalla sedia e lui mi segue; \u00e8 molto bello avere un cane che ti viene dietro, ti fa sentire importante, ma ti d\u00e0 anche un grande senso di responsabilit\u00e0. Stiamo proprio bene insieme noi due. Siamo come Ulisse e Argo, come Rocky e Birillo, come Gianni e il magico Alvermann, insomma: siamo la coppia pi\u00f9 bella del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scendiamo le scale, suono alla porta di \u201cquelli di sotto\u201d, dopo poco la bambina mi apre. La madre ovviamente non ha sentito il campanello perch\u00e9 intenta a togliere un microgrammo di polvere che si \u00e8 impunemente depositato sul pavimento del bagno e per questo ha impostato la macchina infernale al massimo della potenza. La bimba si presenta con le scarpe tacco dodici della madre, una gonna di tulle che le arriva alle caviglie, una camicetta a fiori larghissima e le labbra mezze colorate da un rossetto nero tutto sbaffato. \u00c9 orribile, sembra una vecchia battona di paese di cinquant\u2019anni fa. Non ha il minimo gusto estetico, ora capisco la frustrazione della madre, allora non \u00e8 proprio tutta colpa sua. Comunque adesso non posso distrarmi con dissertazioni sulla moda, il piano deve andare avanti e Alfredo sa benissimo qual \u00e8 il suo ruolo in tutta questa faccenda e cos\u00ec, non appena entrato in casa, si dirige deciso verso la camera da letto. Ora la donna, chiamata da quel megafono della figlia, si accorge di me e mi d\u00e0 il buongiorno dopo aver spento l\u2019aspirapolvere, il cui tubo di aspirazione \u00e8 ormai diventato un prolungamento artificiale del suo corpo. Io le chiedo se per caso le sto dando fastidio. Lei non capisce. \u00c9 chiaro che non capisca. Ribadisco che sono l\u00ec per chiederle se per caso il mio battere insistente sulla tastiera del computer le sta dando qualche fastidio, anche perch\u00e9 sto scrivendo un pezzo quasi tutto in grassetto, con molte parole maiuscole e pieno di punti esclamativi, non vorrei disturbare pi\u00f9 di tanto, tutto qui. Lei mi guarda con lo sguardo intelligente del visitatore medio a una mostra di avanguardia astrattista: sa bene che l\u2019artista, io in questo caso, le sta dicendo qualcosa che va oltre quello che viene percepito dai suoi sensi, ma non ci ha capito una mazza. Nel frattempo Alfredo \u00e8 gi\u00e0 di ritorno e mi fa un cenno con il capo come per dire \u201cmissione compiuta\u201d e allora la mia presenza in quella casa non \u00e8 pi\u00f9 necessaria. Saluto la signora farfugliando frasi senza senso piene di parole tipo: amministratore, pulizia scale, rate condominali\u2026, lei continua a non capire. Esco sul pianerottolo insieme al mio cagnolino e sento che alle mie spalle la signora dice qualcosa alla figlia ma riesco solo a distinguere \u201cil matto di sopra\u201d. \u00c9 cos\u00ec che mi chiamano loro: \u201cil matto di sopra\u201d, il che non mi dispiace poi pi\u00f9 di tanto. Comunque la missione dovrebbe essere andata in porto, c\u2019\u00e8 soltanto da aspettare la reazione e poi valuteremo le conseguenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io e Alfredo adesso siamo di nuovo in camera, lui si \u00e8 accucciato accanto a me, socchiude gli occhi e respira regolarmente. \u00c8 proprio bravo il mio cagnolino. Di sotto tutto tace, comincio a sospettare che Alfredo non abbia portato a termine il suo compito, ma anche se cos\u00ec fosse non gliene faccio una colpa, in fondo era la prima volta che lavoravamo insieme e come in tutte le cose, ci vuole un po\u2019 di tempo per entrare in sintonia. \u201cSar\u00e0 per la prossima volta, non fa niente amico mio, se la cosa non ha funzionato vorr\u00e0 dire che ce ne andremo a fare un giro fuori, visto che qui ormai l\u2019ispirazione se n\u2019\u00e8 andata\u201d dico mentalmente al mio cane immaginario. Faccio per spengere il computer, quando dal piano di sotto sento un urlo tremendo. La bambina sta chiamando la madre e io immagino la donna che corre in camera e finalmente si accorge di tutto e grida: \u201cChe hai fatto?! Ma che hai fatto?!\u201d. Ora la figlia piange disperata e fugge dalla stanza gridando la sua innocenza mentre la madre la insegue a cavallo dell\u2019aspirapolvere fino a che la raggiunge e le fa pelo e contropelo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una cagata. Una bella cagata sul copriletto che immagino tutto bianco e ricco di preziosi ricami. \u00c8 questo che ha lasciato il buon Alfredo che, sebbene cane di pura invenzione, come nelle favole pi\u00f9 belle, ha trasformato la fantasia in realt\u00e0 e il mio desiderio di vendetta in qualcosa di reale, grosso e puzzolente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019immaginazione al potere, ora e sempre.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_37385\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"37385\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non ho mai avuto un cane, nemmeno da piccolo. 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