{"id":37300,"date":"2019-01-22T18:50:03","date_gmt":"2019-01-22T17:50:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37300"},"modified":"2019-01-22T18:51:49","modified_gmt":"2019-01-22T17:51:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-un-sabato-qualunque-di-andrea-polini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37300","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Un sabato qualunque&#8221; di Andrea Polini"},"content":{"rendered":"<p>Stupido. Stronzo. Sfigato. Tre epiteti, neppure tra i peggiori, apparsi sui social riguardo Andrea. Non \u00e8 che uno mette al mondo un figlio per vederlo trattare cos\u00ec. O, talvolta, per sentirgli dire che i cosiddetti bulli sono passati dalle parole alle vie di fatto dentro un\u2019aula scolastica. Certo, vedo anch\u2019io che Andrea non \u00e8 bello, non \u00e8 brillante, non va bene a scuola. Ma chi lo deride ha poi queste qualit\u00e0? O non ha che la vecchia cattiveria che spinge l\u2019uomo a rifarsela con chi \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 debole per riscattarsi dalle proprie frustrazioni? Sono sicuro che riguardo Andrea le cose stiano cos\u00ec, ed internet e i suoi social non siano che strumenti al servizio di una rabbia atavica.<\/p>\n<p>Ed oggi, in questo Occidente cos\u00ec decaduto nei beni e nei valori, non mancano i risentimenti e per converso le loro vittime sacrificali. E quando passo da qui, come quasi ogni sabato, davanti a questo palazzo pi\u00f9 alto e pi\u00f9 moderno delle case circostanti, palazzo che nella mia fantasia di bambino e di adolescente faceva tanto America, la mente corre all\u2019undici settembre di diciassette anni fa, quando al momento del crollo delle torri simbolo di New York e dell\u2019America stessa mi trovavo proprio in un appartamento di questo palazzo per aiutare mio padre nel suo lavoro di imbianchino. C\u2019era da tinteggiare l\u2019intero appartamento perch\u00e9 cambiava l\u2019inquilino, e invece quel giorno cambi\u00f2 la storia. Crollavano le torri simbolo di quell\u2019America ricca e luccicante che faceva sognare, pure se il suo sfarzo non era certo per tutti.<\/p>\n<p>E continuando a camminare in questo quartiere di periferia illuminato dalla modesta luce dei lampioni mi domando se l\u2019inizio del crollo di quell\u2019America ricca e luccicante e dell\u2019Occidente che a lei faceva capo non sia iniziato invece due decenni prima, quando prendeva corpo l\u2019era della cosiddetta globalizzazione, che poi altro non era che lavoro che se ne andava, il triste fenomeno che avremmo conosciuto pi\u00f9 tardi col termine di delocalizzazioni.<\/p>\n<p>Mi avvio verso la zona pi\u00f9 trafficata del quartiere, ora incrocio anche pi\u00f9 pedoni, come me incuranti del freddo, e soprattutto pi\u00f9 macchine, specie nella vasta piazza vicino l\u2019ospedale. Vetrine illuminate contornano i platani che sorgono al centro della piazza, in alcuni negozi scorgo da lontano un affollamento che sembra riaffiorare da altre epoche. Poco dopo l\u2019incrocio tra la piazza e una delle strade principali della zona staziona il giovane senegalese che da qualche tempo l\u00ec vende accendini, fazzoletti di carta e pochissimo altro, proprio di fronte le vetrine della pasticceria. Mi saluta con un sorriso e un \u201ccome stai?\u201d, d\u2019altra parte ormai mi conosce, vengo qui quasi ogni sabato. In vetrina una morbida luce avvolge presepi di cioccolata arrampicati sulla sommit\u00e0 di panettoni dall\u2019aspetto invitante. La porta a vetri automatica si apre ed entro nel negozio, subito prendo il numero e sento la commessa mora chiamare il settantacinque.<\/p>\n<p>Guardo il mio bigliettino. Ho venti clienti davanti, e pi\u00f9 o meno lo stimo anche ad occhio. Resto vicino la porta scorrevole, tra me e il banco un paio di file di uomini e donne di tutte le et\u00e0. Qualcuno fa spese importanti, senz\u2019altro regali per le feste imminenti. A mano a mano che i clienti sono serviti e sfollano riesco a vedere le leccornie disposte dietro il vetro del banco, e davanti ad esso la fila di panettoni, ricciarelli ed altri dolci di stagione confezionati con motivi natalizi.<\/p>\n<p>Una commessa chiama il mio numero. &lt;Giovanni, tre diplomatici, al solito?&gt; fa, sapendo cosa di solito acquisto quando vengo qui il sabato.<\/p>\n<p>&lt;S\u00ec, al solito,&gt; faccio io con l\u2019accenno di un sorriso, e lei svelta e ordinata dispone i diplomatici in un vassoietto di cartone color oro. Mi consegna una tessera magnetica col logo della pasticceria, vado a pagare alla cassa e torno al banco con lo scontrino.<\/p>\n<p>&lt;Grazie. Ciao, Giovanni, a sabato prossimo,&gt; fa la solita commessa mentre mi porge le paste incartate in un foglio color crema punteggiato anch\u2019esso dal logo della Casa.<\/p>\n<p>&lt;A sabato. Ciao,&gt; rispondo io, e intanto che mi avvio verso la porta mi do un\u2019occhiata attorno e mi sembra che nel negozio i clienti gi\u00e0 serviti siano stati sostituiti gi\u00e0 da almeno altrettanti avventori. Sul marciapiede passo di nuovo davanti la vetrina dove una decina di Ges\u00f9, Giuseppe e Maria di cioccolato osservano dal loro mondo di dolcezza il via vai sulla strada. Il ragazzo di colore \u00e8 ancora l\u00ec con le sue poche cose che quasi nessuno compra. \u201cCiao, capo, come stai?\u201d mi domanda, e intanto sorride. So che fa cos\u00ec per accattivarsi la mia simpatia, spera che gli compri qualcosa. Penso che nel mondo c\u2019\u00e8 sempre qualcuno che sta peggio di te. Io imbianchino mezzo disoccupato che compro tre paste a settimana, tre euro di spesa, per me, per mia moglie e per mio figlio, mi sento quasi un privilegiato.<\/p>\n<p>Io che, figuriamoci, mi concedo questo piccolo lusso con i soldi di mia moglie, del suo lavoro interinale come donna delle pulizie. Non compro niente, ma prendo nel portafoglio cinquanta centesimi e li do al ragazzo. \u201cGrazie, capo,\u201d fa lui, e sorride. Non mi sembra invero buona cosa che qualcuno stia davanti i negozi quasi ad elemosinare, e a dirla tutta l\u2019Italia ha offerto una vita dignitosa a ben poche persone venute da fuori, anche quando si cullava in una ricchezza che per\u00f2 aveva i piedi d\u2019argilla, era soprattutto illusione. Mi tornano in mente gli epiteti offensivi rivolti a Andrea postati sui social. Stupido, stronzo, sfigato.<\/p>\n<p>Non so come si sente chi scrive queste cose. A me invece quei miseri cinquanta centesimi dati a chi sta peggio mi fanno felice.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_37300\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"37300\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stupido. 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