{"id":37219,"date":"2019-01-14T12:39:25","date_gmt":"2019-01-14T11:39:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37219"},"modified":"2019-01-14T12:39:25","modified_gmt":"2019-01-14T11:39:25","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-umanita-in-corsia-di-maria-pia-acquistucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37219","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Umanit\u00e0 in corsia&#8221; di Maria Pia Acquistucci"},"content":{"rendered":"<p>Appartenevo a un\u2019equipe di dottori, in un ospedale della<\/p>\n<p>mia citt\u00e0, Roma. Il lavoro mi dava molta soddisfazione e con i<\/p>\n<p>colleghi c\u2019era molta intesa. Lavoravo dalla mattina fino alla sera<\/p>\n<p>e non mi stancavo mai. Ero nel reparto oncologico pediatrico.<\/p>\n<p>I bambini malati erano molti e a volte mi arrabbiavo con me<\/p>\n<p>stesso nel vedere tutta questa ingiustizia umana. Il reparto era<\/p>\n<p>ben affiatato dal primario alla pi\u00f9 piccola infermiera. Ma per i<\/p>\n<p>bambini tutti si prodigavano. Un giorno arriv\u00f2 al reparto una<\/p>\n<p>bambina africana, era ridotta male, la sua famiglia era emigrata<\/p>\n<p>in Italia per lavoro. Estelle, cos\u00ec si chiamava la bambina, aveva<\/p>\n<p>due occhioni grandi e molto espressivi, che s\u2019intravedeva la<\/p>\n<p>malinconia. La visitai e parlai un p\u00f2 con lei:<\/p>\n<p>\u201cSenti Estelle, vai a scuola?\u201d dissi.<\/p>\n<p>\u201cSi dottore, nel mio Paese. Sono la pi\u00f9 brava delle mie amiche\u201d<\/p>\n<p>Volevo un p\u00f2 capire la psicologia della bambina. Feci delle<\/p>\n<p>analisi e scoprimmo che aveva una leucemia, ma presa in tempo<\/p>\n<p>ce la dovevamo fare. I bambini mi erano sempre piaciuti, quindi<\/p>\n<p>avevo una particolarit\u00e0 nei modi di trattarli.<\/p>\n<p>La mattina seguente vennero i genitori, le dovevo dare notizie<\/p>\n<p>della malattia, ero un p\u00f2 perplesso, se fosse stato per un<\/p>\n<p>adulto l\u2019impatto sarebbe pi\u00f9 violento, mentre per una bimba<\/p>\n<p>era pi\u00f9 traumatico. Vidi fuori al corridoio i genitori, mi avviai<\/p>\n<p>verso di loro e dissi:<\/p>\n<p>\u201cBuongiorno signori Gaspar, la vostra bambina ha una<\/p>\n<p>leucemia, ma con le cure dovute ce la faremo\u201d<\/p>\n<p>Ero stato troppo brusco e i genitori rimasero senza fiato, poi<\/p>\n<p>entrarono nella stanza della figlia. La famiglia di Estelle era a<\/p>\n<p>Roma perch\u00e9 il padre lavorava presso l\u2019ambasciata del suo Paese.<\/p>\n<p>Entrati nella stanza trovarono la bambina che giocava con il suo<\/p>\n<p>smartphone. Era allegra, non sembrava per niente fosse malata.<\/p>\n<p>\u201cMamma, pap\u00e0 &#8211; disse Estelle &#8211; grazie per la visita\u201d.<\/p>\n<p>\u201cEcco &#8211; disse la mamma &#8211; ti abbiamo portato dei giornalini<\/p>\n<p>e dolci, cos\u00ec potrai distrarti\u201d.<\/p>\n<p>La figlia abbracci\u00f2 entrambi e li baci\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cSai mamma, il dottor Francesco che vi ha parlato mi<\/p>\n<p>vuole molto bene e ha detto che presto guarir\u00f2\u201d.<\/p>\n<p>Finite le visite tornai a casa. Non ero sposato, vivevo con mia<\/p>\n<p>madre vedova, quindi avevo avuto un\u2019educazione un p\u00f2 rigida e<\/p>\n<p>cristiana. Oltre al lavoro in ospedale, studiavo per perfezionare<\/p>\n<p>la mia carriera.<\/p>\n<p>Una mattina arrivai presto in ospedale e lungo il corridoio<\/p>\n<p>vidi un manifesto che diceva che chi avesse voluto partecipare<\/p>\n<p>come volontario in Africa avrebbe potuto farlo senza retribuzione,<\/p>\n<p>ma la sua carriera sarebbe stata arricchita di umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Entrai nel mio reparto. Estelle mi venne subito a salutare.<\/p>\n<p>\u201cCiao dottore\u201d mi disse.<\/p>\n<p>\u201cCiao Estelle. Raccontami cosa hai fatto\u201d<\/p>\n<p>\u201cHo letto e giocato, poi \u00e8 venuta mia madre e mio padre<\/p>\n<p>a far visita.\u201d<\/p>\n<p>\u201cSono molto contento &#8211; dissi &#8211; preparati perch\u00e9 andremo<\/p>\n<p>a fare degli esami\u201d.<\/p>\n<p>\u201cVa bene dottore\u201d disse Estelle.<\/p>\n<p>L\u2019accompagnai in laboratorio. Erano analisi non facili ma la<\/p>\n<p>bambina era coraggiosa e si sottopose a qualsiasi cosa. Ritornato<\/p>\n<p>in reparto, andai nel mio studio. Mi misi a leggere dell\u2019Africa.<\/p>\n<p>Entr\u00f2 un\u2019infermiera.<\/p>\n<p>\u201cFrancesco hai letto quel manifesto che \u00e8 in corridoio?\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec &#8211; risposi &#8211; sto pensandoci, ancora non sono deciso\u201d<\/p>\n<p>\u201cPiacerebbe anche a me\u201d rispose l\u2019infermiera.<\/p>\n<p>Poi ognuno continu\u00f2 col proprio lavoro. Intanto nel corridoio<\/p>\n<p>si sent\u00ec un baccano terribile. Erano i clown che portavano<\/p>\n<p>un p\u00f2 d\u2019allegria ai bambini malati. I bambini gli andarono tutti<\/p>\n<p>intorno e felici si misero a giocare.<\/p>\n<p>Uscii dall\u2019ospedale e tornai a casa. Mia madre mi accolse<\/p>\n<p>con un abbraccio.<\/p>\n<p>\u201cFrancesco perch\u00e9 questa sera non andiamo al cinema?\u201d<\/p>\n<p>\u201cVa bene mamma\u201d dissi.<\/p>\n<p>\u201cQui vicino danno un bel film\u201d.<\/p>\n<p>Uscimmo e andammo al cinema.<\/p>\n<p>Mia mamma si commuoveva quando vedeva qualche scena<\/p>\n<p>delicata. E\u2019 stato bello, mi era piaciuto. Andammo dopo a bere<\/p>\n<p>qualcosa e qui incontrai Liliana, un\u2019amica di corso, la salutai e<\/p>\n<p>ci mettemmo a parlare. Salut\u00f2 anche mia madre. Ero stanco,<\/p>\n<p>ritornammo a casa, la mattina dopo dovevo andare a lavorare<\/p>\n<p>e per di pi\u00f9 avevo un intervento molto delicato. Salutai mia<\/p>\n<p>madre e andai a dormire. Il giorno seguente arrivai presto in<\/p>\n<p>ospedale, passai a salutare Estelle. Quella bambina mi dava una<\/p>\n<p>carica che non me l\u2019aspettavo, non so cosa avesse, pensavo tra<\/p>\n<p>me che fosse un angelo. Entrai nella sua camera, lei mi sorrise<\/p>\n<p>e mi disse:<\/p>\n<p>\u201cBuongiorno, dottor Francesco\u201d.<\/p>\n<p>\u201cBuongiorno Estelle\u201d le risposi.<\/p>\n<p>\u201cDottore guarda che bel disegno ho fatto, te lo regalo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cGrazie, \u00e8 molto bello\u201d.<\/p>\n<p>\u201cRappresenta la mia terra\u201d disse Estelle.<\/p>\n<p>C\u2019erano giraffe e piante di banani, un cielo azzurro meraviglioso<\/p>\n<p>e qualche capanna.<\/p>\n<p>Poi andai nella stanza dei dottori per incominciare la giornata<\/p>\n<p>lavorativa. Mi chiamarono finalmente per l\u2019intervento.<\/p>\n<p>Era un bambino. Misi il camice e entrai in sala operatoria con<\/p>\n<p>il primario. Prima di iniziare l\u2019intervento mi feci il segno della<\/p>\n<p>croce. Mentre il primario ci spiegava il problema dell\u2019intervento<\/p>\n<p>io ero vicino ad un mio collega e guardavo.<\/p>\n<p>Poi il primario si gir\u00f2 verso di me e mi disse:<\/p>\n<p>\u201cFrancesco, satura tu il bambino\u201d.<\/p>\n<p>Io tremavo, ma ce la feci. Ero soddisfatto, il primo intervento<\/p>\n<p>era riuscito. Uscii dalla sala operatoria e il primario mi segu\u00ec.<\/p>\n<p>\u201cFrancesco, sono un p\u00f2 di giorni che penso a te come<\/p>\n<p>dottore\u201d mi disse.<\/p>\n<p>\u201cSignor primario, che cosa vuole dirmi?\u201d chiesi dubbioso.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 non prendi in considerazione il Progetto Africa?<\/p>\n<p>Vorrei mandare te, vedo che sei capace e hai fascino sui bambini\u201d.<\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che partii per l\u2019Africa. Mia madre era rimasta un p\u00f2<\/p>\n<p>dispiaciuta , ma la chiamavo ogni sera al telefono.<\/p>\n<p>L\u2019Africa era una terra magnifica, aveva un cielo che andava<\/p>\n<p>dall\u2019azzurro al rosso fuoco di sera, un profumo di pulito, per\u00f2<\/p>\n<p>molta miseria. Presi alloggio in una missione. Ci diedero il<\/p>\n<p>benvenuto alcuni missionari e questi la mattina seguente ci fecero<\/p>\n<p>visitare l\u2019ospedale. Mancava di tante cose, lavoravamo con<\/p>\n<p>strumenti rudimentali, mentre in Nairobi avevano strumenti<\/p>\n<p>pi\u00f9 moderni. Gli interventi che facevamo erano confrontati con<\/p>\n<p>pi\u00f9 dottori venuti da ogni parte del mondo, ognuno dava la sua<\/p>\n<p>collaborazione ed esperienza. Nelle giornate libere, che erano<\/p>\n<p>ben poche, andavo a visitare villaggi, fatti di capanne con tetti<\/p>\n<p>di sterco e gente che ci abitava. Una mattina mentre ero in giro,<\/p>\n<p>arrivai in un mercato. Le cose che vendevano erano prodotti<\/p>\n<p>della terra, quindi pomodori, insalata e manioca. Io comprai<\/p>\n<p>qualcosa, poi arrivai ad un banco dove vendevano delle spezie.<\/p>\n<p>Mi fermai e scattai un p\u00f2 di foto per mandarle a mia madre. Ritornai<\/p>\n<p>in missione, il pomeriggio dovevo lavorare.<\/p>\n<p>Mentre stavo lavorando, venne di corsa un volontario e mi disse:<\/p>\n<p>\u201cFrancesco corri! Vieni subito! Due bambini si sono azzuffati<\/p>\n<p>e sono feriti!\u201d<\/p>\n<p>\u201cCome \u00e8 successo?\u201d chiesi.<\/p>\n<p>\u201cHanno trovato un\u2019arma e giocando \u00e8 accaduto questo\u201d.<\/p>\n<p>Andai subito alla stanza che era destinata al pronto soccorso<\/p>\n<p>e vidi i due bambini pieni di sangue, li medicai e li feci mettere<\/p>\n<p>su un lettino, erano tramortiti dalla paura, ma niente di irreparabile.<\/p>\n<p>Finito il mio lavoro, uscii dall\u2019ospedale presi la jeep,<\/p>\n<p>dirigendomi verso la prima cittadina. Era sera e l\u2019Africa di sera<\/p>\n<p>\u00e8 di un incanto, i colori del cielo di un blu cobalto, tutto era<\/p>\n<p>magico. Arrivato in citt\u00e0 entrai in un locale etnico, chiesi se si<\/p>\n<p>potesse mangiare e mi risposero che proponevano solo cucina<\/p>\n<p>locale e io risposi di s\u00ec. Venne verso di me una ragazza con abiti<\/p>\n<p>africani, mi port\u00f2 da bere, un t\u00e8 alla menta fantastico, e della<\/p>\n<p>carne di elefante. Era squisita, non l\u2019avevo mai mangiata.<\/p>\n<p>Poi entrarono dei musicisti, suonavano le percussioni con<\/p>\n<p>una certa abilit\u00e0 che facevano incantare la gente che era l\u00ec.<\/p>\n<p>Uscii dal locale che era tardi, quando fui sulla porta, la ragazza<\/p>\n<p>che mi aveva servito mi raggiunse e mi disse:<\/p>\n<p>\u201cSignore \u00e8 stato contento della cena?\u201d<\/p>\n<p>\u201cMolto\u201d risposi.<\/p>\n<p>\u201cSa, le dico questo perch\u00e9 \u00e8 straniero e ci teniamo a far<\/p>\n<p>bella figura. Come si chiama?\u201d Chiese la ragazza.<\/p>\n<p>\u201cMi chiamo Francesco. Sono un medico oncologo e presto<\/p>\n<p>servizio nell\u2019ospedale della Missione\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIo mi chiamo Christine e lavoro nel ristorante\u201d.<\/p>\n<p>\u201cComunque verr\u00f2 spesso a mangiare da voi\u201d dissi e andai via.<\/p>\n<p>Ritornato alla Missione andai in camera mia. Incontrai nel<\/p>\n<p>corridoio un missionario, si chiamava frate Paolo ed era di Firenze,<\/p>\n<p>lo salutai e lui mi disse:<\/p>\n<p>\u201cFrancesco, sei uscito questa sera?\u201d<\/p>\n<p>\u201cSi padre, sono andato a cena fuori, per conoscere meglio<\/p>\n<p>questo continente\u201d risposi.<\/p>\n<p>\u201cHai fatto bene\u201d, poi, sempre rivolto verso di me, continu\u00f2<\/p>\n<p>\u201cche rapporti hai con la tua fede?\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa non so spiegarle, padre. Ho un rapporto conflittuale,<\/p>\n<p>specialmente quando curo un bambino che non riesco a dargli<\/p>\n<p>quello che mi sono ripromesso Frate Paolo. Quanto tempo<\/p>\n<p>\u00e8 che lei si trova in questa Missione?\u201d<\/p>\n<p>\u201cSono molti anni, figliuolo\u201d rispose il missionario.<\/p>\n<p>\u201cQuindi lei ne deve aver viste di ogni specie.\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec &#8211; rispose &#8211; l\u2019Africa \u00e8 una terra magnifica dal punto di<\/p>\n<p>vista geografico, ma economicamente \u00e8 povera e martoriata.\u201d<\/p>\n<p>Dopo quella conversazione mi ritirai nella mia stanza.<\/p>\n<p>Il giorno seguente ripresi a lavorare, ero alle prese con i vaccini.<\/p>\n<p>Un\u2019infermiera venne verso di me con delle provette per<\/p>\n<p>poi portarle in laboratorio, dove sarebbero state esaminate con<\/p>\n<p>cura dai nostri colleghi virologhi.<\/p>\n<p>\u201cCiao dottore &#8211; mi disse lei &#8211; cosa hai fatto ieri sera?\u201d<\/p>\n<p>\u201cSono andato a mangiare fuori, a visitare un p\u00f2 la citt\u00e0.<\/p>\n<p>E\u2019 stato molto bello\u201d dissi.<\/p>\n<p>Dopodich\u00e9 l\u2019infermiera and\u00f2 in laboratorio e io continuai<\/p>\n<p>con il mio lavoro. Stando l\u00ec, nelle ore libere mi appassionai allo<\/p>\n<p>sport. Correvo con un gruppo del posto, certo loro erano molto<\/p>\n<p>pi\u00f9 allenati di me e a volte mi prendevano in giro. Ci fu una<\/p>\n<p>gara e partecip\u00f2 anche la Missione dove ero alloggiato. I frati<\/p>\n<p>fecero tutti il tifo per i partecipanti e vincemmo.<\/p>\n<p>Il premio consisteva in una donazione all\u2019ospedale.<\/p>\n<p>A fare il tifo c\u2019era anche Christine. Appena mi vide venne<\/p>\n<p>verso di me sorridendo.<\/p>\n<p>\u201cDottor Francesco, anche lei qui?\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec Christine &#8211; dissi &#8211; sa, qui c\u2019\u00e8 in palio un premio interessante<\/p>\n<p>e per l\u2019ospedale abbiamo bisogno di fondi\u201d.<\/p>\n<p>Poi ci dirigemmo verso il campo dove si correva. Finalmente<\/p>\n<p>il premio era nostro. Dopo la corsa andammo a festeggiare,<\/p>\n<p>nella Missione avevano preparato t\u00e8 e biscotti per i bambini.<\/p>\n<p>Io salii in camera, volevo telefonare a mia madre, per avere sue<\/p>\n<p>notizie, ma mentre stavo per farlo, il telefono squill\u00f2. Era lei,<\/p>\n<p>mi aveva preceduto.<\/p>\n<p>\u201cOh mamma, ti stavo giusto chiamando, come stai?\u201d<\/p>\n<p>\u201cBene figlio mio. Mi manchi tanto, quando torni?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon te lo so dire mamma, qui c\u2019\u00e8 molto da fare, ma forse<\/p>\n<p>una scappata la far\u00f2. &#8211; dissi &#8211; Sai mamma, l\u2019Africa \u00e8 una terra<\/p>\n<p>meravigliosa, da mille sfaccettature di colori, per non parlare<\/p>\n<p>poi della natura, animali che stanno allo stato brado, ma sono<\/p>\n<p>mansueti e indisturbati. Vorrei che tu vedessi tutto questo.\u201d<\/p>\n<p>Salutai e riattaccai il telefono. Era ora di cena, scesi in sala<\/p>\n<p>da pranzo e incontrai altri medici che alloggiavano l\u00ec. Ci mettemmo<\/p>\n<p>a conversare e il discorso volse al metodo di cure dell\u2019ospedale.<\/p>\n<p>Per avere un ospedale pi\u00f9 efficiente, ci volevano molte<\/p>\n<p>donazioni, erano tutti d\u2019accordo con me.<\/p>\n<p>Una volta rientrato in camera mi venne in mente la bambina<\/p>\n<p>che avevo curato a Roma, non seppi pi\u00f9 nulla di lei, cos\u00ec telefonai<\/p>\n<p>all\u2019ospedale per sapere che fine avesse fatto.<\/p>\n<p>\u201cPronto? Sono il dottor Francesco dall\u2019Africa, con chi<\/p>\n<p>parlo?\u201d Dissi al telefono.<\/p>\n<p>\u201cSono un\u2019infermiera, si ricorda di me, dottore?\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, certo. Vorrei sapere di Estelle, come va la sua cura?\u201d<\/p>\n<p>\u201cDottore la bambina sta meglio, \u00e8 uscita dall\u2019ospedale,<\/p>\n<p>per\u00f2 ogni tanto viene per fare i controlli.\u201d<\/p>\n<p>\u201cMe la saluti, la prego\u201d e riattaccai.<\/p>\n<p>Mi misi a leggere e dopo un p\u00f2 mi addormentai.<\/p>\n<p>La mattina seguente andai in ospedale, vidi davanti al cortile<\/p>\n<p>una folla e vidi tra di loro anche Christine.<\/p>\n<p>\u201cDottore stiamo distribuendo del pasto caldo per i malati\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAh, bene Christine, una di queste sere usciremo insieme,<\/p>\n<p>ho desiderio di sapere e conoscere tutto di questo continente\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMa, dottore, non \u00e8 troppo precipitoso?\u201d Disse lei.<\/p>\n<p>Mentre parlava la guardavo, aveva due fossette che le infiammavano<\/p>\n<p>il viso e due occhi neri che erano lo specchio<\/p>\n<p>della lealt\u00e0. Incominciava a solleticarmi l\u2019idea di conoscerla<\/p>\n<p>meglio. Prendemmo a uscire insieme. Christine era un turbinio<\/p>\n<p>di idee, non sapevo dove prendesse tutta questa carica.<\/p>\n<p>Le dissi che l\u2019avrei portata con me a Roma. Una sera la invitai<\/p>\n<p>a cena, ma non al locale dove lei lavorava, andammo in un<\/p>\n<p>locale sul fiume, era meraviglioso. Il locale aveva un viale con<\/p>\n<p>delle torce accese, sembrava di essere in una fiaba, era un<\/p>\n<p>capannone tipico e due indigeni che invitavano ad entrare.<\/p>\n<p>Ci accompagnarono al tavolo e ringraziammo.<\/p>\n<p>\u201cChristine \u00e8 bello qui. Raccontami di te\u201d dissi.<\/p>\n<p>\u201cSai Francesco, sono nata qui, i miei genitori vivevano<\/p>\n<p>nelle capanne lungo il fiume, ora sono morti con una brutta<\/p>\n<p>infezione. Solo io sono sopravvissuta e perci\u00f2 quando posso<\/p>\n<p>aiuto i miei fratelli africani.\u201d<\/p>\n<p>\u201cMi piaci &#8211; dissi accarezzandole una mano &#8211; sei molto umana.<\/p>\n<p>Ora dimmi qual \u00e8 il piatto tipico di questo ristorante etnico.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCarne di elefante con verdure e dolce con banane<\/p>\n<p>caramellate.\u201d<\/p>\n<p>\u201cOttimo\u201d io le risposi.<\/p>\n<p>Cos\u00ec mangiammo con gusto. Finita la cena andammo a passeggiare,<\/p>\n<p>l\u2019avvolsi con un braccio verso di me, lei non fece resistenza.<\/p>\n<p>Poi le diedi un bacio.<\/p>\n<p>\u201cSai Christine cosa penso? Il destino ci ha fatto incontrare,<\/p>\n<p>forse vuole delle risposte da noi, che ancora non so spiegare.\u201d<\/p>\n<p>\u201cAnch\u2019io la penso alla stessa maniera. &#8211; rispose lei &#8211;<\/p>\n<p>Francesco mi sei piaciuto dal primo momento che sei venuto<\/p>\n<p>nel ristorante, per\u00f2 non osavo dirtelo perch\u00e9 tu sei un dottore<\/p>\n<p>e io una cameriera meticcia e povera.\u201d<\/p>\n<p>\u201cChristine io non do importanza a queste cose. Gli uomini<\/p>\n<p>sono fatti per vivere insieme a differenza di colore e cultura,<\/p>\n<p>senn\u00f2 che pace \u00e8.\u201d<\/p>\n<p>Poi ci abbracciamo, la riaccompagnai e rientrai in missione.<\/p>\n<p>Quella sera il mio cuore andava a mille, non mi era mai capitato<\/p>\n<p>che l\u2019Africa, i bambini, Christine mi facessero cos\u00ec felice.<\/p>\n<p>Era domenica, avevo un p\u00f2 di ore libere e volevo partecipare<\/p>\n<p>ad un safari. Contattai degli esploratori, cos\u00ec, tutti attrezzati,<\/p>\n<p>partimmo ad esplorare la giungla, anche se era pericolosa. Andammo<\/p>\n<p>con la jeep fino ad una spianata, poi ci inoltrammo nei<\/p>\n<p>meandri della vegetazione pi\u00f9 fitta ed insidiosa. Eravamo tutti<\/p>\n<p>vicini, quando spunt\u00f2 un serpente, aveva due occhi di fuoco e<\/p>\n<p>in bocca sputava del veleno, io indietreggiai, ma un altro esperto<\/p>\n<p>lo uccise, pi\u00f9 avanti incontrammo delle scimmie bertucce, che<\/p>\n<p>mangiavano banane. Ero emozionato ma nello stesso tempo avevo<\/p>\n<p>paura. Ancora pi\u00f9 avanti trovammo una radura, mangiammo<\/p>\n<p>qualche panino e mentre ci stavamo rilassando ci si presentarono<\/p>\n<p>degli indigeni, abitanti di una trib\u00f9 primordiale. Erano nudi, sul<\/p>\n<p>volto avevano dei segni colorati e in mano una lancia fatta di legno<\/p>\n<p>con la punta infuocata. Ci presentarono al capo. La nostra<\/p>\n<p>guida spieg\u00f2 che era un safari, organizzato dalla Missione. Visitammo<\/p>\n<p>le loro capanne. In una di queste c\u2019era una donna malata.<\/p>\n<p>\u201cSono un medico. &#8211; le dissi &#8211; Posso visitarla?\u201d<\/p>\n<p>Mi avvicinai a lei e le presi le mani. Era molto calda, aveva<\/p>\n<p>la febbre, poi parlai con il capo trib\u00f9, perch\u00e9 la donna doveva<\/p>\n<p>andare all\u2019ospedale, forse qualche infezione, non so, dovevo<\/p>\n<p>fargli una diagnosi pi\u00f9 precisa. La caricammo sulla jeep e la trasportammo<\/p>\n<p>in Missione dove c\u2019erano pi\u00f9 cure.<\/p>\n<p>Cos\u00ec fin\u00ec la mia escursione nella giungla.<\/p>\n<p>Appena arrivati, la donna venne subito visitata e messa in<\/p>\n<p>isolamento, poi incominciammo a curarla, ci disse che giorni<\/p>\n<p>avanti venne morsa da una specie di serpente velenoso ed essa<\/p>\n<p>stessa con coltelli rudimentali si era tagliata per farsi uscire il<\/p>\n<p>veleno, ma questo non era uscito completamente.<\/p>\n<p>Mentre ero nella stanza del pronto soccorso entr\u00f2 Christine.<\/p>\n<p>\u201cFrancesco, come sta la donna?\u201d disse.<\/p>\n<p>\u201cSi sta riprendendo, \u00e8 un\u2019infezione da avvelenamento\u201d<\/p>\n<p>\u201cSenti Christine, tra un\u2019ora sar\u00f2 libero cos\u00ec possiamo<\/p>\n<p>andare a pranzo.\u201d<\/p>\n<p>\u201cVa bene\u201d rispose Christine.<\/p>\n<p>Una mattina venne un ordine da Roma del mio ospedale.<\/p>\n<p>Dovevo rientrare per motivi che non sto a spiegare.<\/p>\n<p>Andammo a pranzo con Christine e le feci leggere<\/p>\n<p>la lettera. Lei era rimasta un p\u00f2 perplessa, poi le dissi:<\/p>\n<p>\u201cChristine, vuoi venire con me a Roma?\u201d<\/p>\n<p>Allora sul suo volto apparve un sorriso, capii subito che<\/p>\n<p>accettava e ne rimasi contento. La settimana dopo partimmo<\/p>\n<p>tutti e due per Roma. L\u2019Africa mi aveva lasciato un\u2019esperienza<\/p>\n<p>magnifica e mi aveva fatto riflettere molto sulla vita della gente.<\/p>\n<p>Entrai in casa, mia madre mi venne a salutare:<\/p>\n<p>\u201cMamma, ho un\u2019ospite con me\u201d dissi.<\/p>\n<p>\u201cLo vedo, figlio mio, preparo la stanza per gli ospiti.\u201d<\/p>\n<p>\u201cGrazie!\u201d dissi.<\/p>\n<p>Intanto Christine aiut\u00f2 mia madre e si misero a parlare, poi<\/p>\n<p>scesero per la cena. Le raccontai dell\u2019esperienza che avevo fatto,<\/p>\n<p>della povert\u00e0 che avevo incontrato, ma che mi aveva arricchito<\/p>\n<p>come uomo e infine dell\u2019amore che avevo trovato, Christine.<\/p>\n<p>La mattina, prima di andare a lavoro, feci conoscere Roma<\/p>\n<p>a Christine, lei sembrava entusiasta, non aveva mai viaggiato e<\/p>\n<p>non aveva mai visto Roma. Entrammo in un negozio e le regalai<\/p>\n<p>un bel vestito, al momento non voleva accettarlo ma poi lo grad\u00ec.<\/p>\n<p>Nel pomeriggio andai insieme all\u2019ospedale ed entrammo nel<\/p>\n<p>reparto dove lavoravo. Subito i miei amici vennero a salutarmi.<\/p>\n<p>\u201cBuona sera, dottor Francesco, bentornato!\u201d<\/p>\n<p>\u201cGrazie. &#8211; risposi &#8211; Amici sono passato per dirvi che ancora<\/p>\n<p>oggi sar\u00f2 dei vostri, in pi\u00f9 avremo una nuova recluta.\u201d<\/p>\n<p>Guardammo tutti la ragazza che era con lui. Lei si limit\u00f2 a<\/p>\n<p>salutare educatamente, poi ce ne andammo. La mattina seguente<\/p>\n<p>parlai con il direttore dell\u2019ospedale di Christine, e mi disse:<\/p>\n<p>\u201cVa bene, Francesco, purch\u00e9 faccia qualche corso da<\/p>\n<p>infermiera\u201d<\/p>\n<p>\u201cGrazie direttore\u201d<\/p>\n<p>Io e Christine oramai eravamo una coppia collaudata e pensavo<\/p>\n<p>al matrimonio. Una sera, mentre eravamo a cena, le regalai<\/p>\n<p>un anello, lei rimase senza parole.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 molto bello Francesco, non credo ai miei occhi\u201d disse.<\/p>\n<p>\u201cMi vuoi sposare, Christine?\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec!\u201d disse lei. E le spunt\u00f2 una lacrima dai suoi begli occhi,<\/p>\n<p>poi la baciai. Vennero i preparativi per il matrimonio, saremmo rimasti<\/p>\n<p>ad abitare con mia madre, perch\u00e9 lei era rimasta sola. A Christine<\/p>\n<p>questo non dava fastidio, lei e mia madre andavano d\u2019accordo.<\/p>\n<p>Venne il fatidico giorno, tutti emozionati, invitai la cr\u00e8me dell\u2019ospedale<\/p>\n<p>e qualche amico, la cerimonia fu meravigliosa, venne anche<\/p>\n<p>Estelle, oramai una signorina, mi port\u00f2 di regalo un mazzo<\/p>\n<p>di rose bianche con una sciarpa di seta, segno di amicizia e riconoscenza.<\/p>\n<p>La salutai e le presentai Christine, poi proseguimmo la cerimonia.<\/p>\n<p>Finita la festa partimmo per l\u2019Africa, dove avremmo fatto della<\/p>\n<p>nostra vita una missione, e con noi anche la mamma, che si rivel\u00f2<\/p>\n<p>un vero aiuto per molti bambini bisognosi d\u2019affetto.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_37219\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"37219\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Appartenevo a un\u2019equipe di dottori, in un ospedale della mia citt\u00e0, Roma. Il lavoro mi dava molta soddisfazione e con i colleghi c\u2019era molta intesa. Lavoravo dalla mattina fino alla sera e non mi stancavo mai. Ero nel reparto oncologico pediatrico. I bambini malati erano molti e a volte mi arrabbiavo con me stesso nel [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_37219\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"37219\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":18603,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[532],"tags":[],"class_list":["post-37219","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2019"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37219"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/18603"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=37219"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37219\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37222,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37219\/revisions\/37222"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=37219"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=37219"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=37219"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}