{"id":37151,"date":"2018-12-20T18:31:09","date_gmt":"2018-12-20T17:31:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37151"},"modified":"2018-12-20T18:31:09","modified_gmt":"2018-12-20T17:31:09","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-vladimir-il-diavolo-e-la-camicia-rosa-di-lucia-la-macchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37151","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Vladimir, il diavolo, e la camicia rosa&#8221; di Lucia la Macchia"},"content":{"rendered":"<p>Io non so voi<br \/>\nMa io<br \/>\nIo<br \/>\nL&#8217;ho visto.<br \/>\nIl Diavolo intendo.<br \/>\nE di certo non lo dimentico.<\/p>\n<p>La giornata era iniziata come tante altre. Una rottura di coglioni come sempre.<br \/>\nAlle cinque del mattino la pastorino a raccogliere l&#8217;immondizia.<br \/>\nMa non capiscono che alle cinque del mattino la gente dorme? O almeno ci prova.<br \/>\nIo infatti ci stavo provando, compatibilmente con l&#8217;odore di marciume che emanava dai miei pensieri.<br \/>\nRien de fair, ci ho riprovato a ripiombare nell&#8217;obblio, ma ormai il danno era fatto.<br \/>\nLa barba, no. Chissenefrega della barba.<br \/>\nOmbroso dentro e ispido fuori.<br \/>\nNon lascio spazio alla bellezza, se mai trovasse la strada verso me. E si che una volta ci tenevo ad essere sempre perfetto. Principe di Galles mi chiamavano.<br \/>\nEro la finezza in persona. Come ho fatto a ridurmi cos\u00ec?<\/p>\n<p>Mi sono infilato la camicia. Quella che mi aveva regalato lei. Ricordo ancora quel giorno come fosse ieri.<br \/>\nNon ho potuto resistere, l&#8217;ho vista e ho pensato a te&#8230;sta bene con i tuoi occhi,<br \/>\nMi aveva detto.<br \/>\nIo ero rimasto allibito e non rispondevo. Era rosa, mi aveva regalato una camicia rosa!<br \/>\nSe c&#8217;era una cosa che mi caratterizzava, era la mia mascolinit\u00e1. Ero il tipico macho, l&#8217;uomo, quello che non doveva chiedere, mai! E mai avevo pensato di potermi infilare in una camicia rosa.<br \/>\nMa lei era cos\u00ec carina, piena di entusiasmo. Allora le ho dato un bacio sulla guancia e ho detto : La metter\u00f2 grazie.<br \/>\nE invece non l&#8217;ho mai messa, almeno finch\u00e9 c&#8217;\u00e8 stata lei. Poi lei \u00e9 sparita, si \u00e9 rotta le balle di starmi dietro, io ho cancellato tutto ci\u00f2 che ero, ed eccomi qua.<br \/>\nNudo e crudo. Niente ha pi\u00f9 importanza. Tanto meno il colore di una camicia.<\/p>\n<p>Ho infilato la camicia rosa e i jeans. Ho preso le sigarette e sono uscito.<br \/>\nIl bar all&#8217;angolo era gi\u00e0 aperto. Ho ordinato il caff\u00e8 e ho acceso una sigaretta.<br \/>\nEro l&#8217;unico l\u00e1 dentro con la camicia rosa. Ovviamente.<br \/>\nE mi \u00e9 venuto da ridere, se ridere ancora so.<\/p>\n<p>Ecco se non conoscete il Diavolo vi d\u00f2 un indizio per individuarlo.<br \/>\nIl Diavolo ha l&#8217;odore dell&#8217;alba in un fetido bar, confusione di tabacco e odore di caff\u00e9.<\/p>\n<p>Appena il caff\u00e8 ha toccato lo stomaco, eccolo, il piragna che me lo mangia, il coccodrillo che con la testa sotto la sabbia rode rode, si, eccola la mia fedele compagna, ve la presento, a voi miss gastrite!<br \/>\nDevo prendermi un pantorc 40. Uno al giorno mi ha detto il medico.<br \/>\nMa le medicine avvelenano, meglio un p\u00f2 di alcol.<br \/>\nOrdino un Martini<\/p>\n<p>Ecco se non conoscete il diavolo vi d\u00f2 un altro indizio<br \/>\nAggiungete il puzzo del fiato di un bevitore mattutino di Martini a quanto sopra.<\/p>\n<p>Erano circa le sei e gi\u00e0 ero in giro.<br \/>\nLa camicia rosa cominciava a scurirsi sotto le ascelle.<br \/>\nSi prevedeva nettamente che ci sarebbe stato un caldo porco.<\/p>\n<p>Fuori sul marciapiede c&#8217;era la mia vicina. Anche quella mattina era rimasta chiusa fuori. Lei e il suo cane che camminava saltellando sulle punte.<br \/>\nMaledette porte a chiusura a scatto ti si chiudono dietro che \u00e9 una bellezza.<br \/>\nSicurezza contro i ladri, diceva l&#8217;amministratore<br \/>\nEra in panico totale mentre stava facendo passare tutti i campanelli.<br \/>\nNon le apriva mai nessuno, figuriamoci poi a quell&#8217;ora, se la mangiavano tutti di male parole.<br \/>\nSolo io l&#8217;adoravo.<br \/>\nSe non fosse stato per lei che mi dava una scossa, non so proprio come sarebbero potute finire certe mattine&#8230;<br \/>\nLei rompendo i coglioni mi ha riportato alla vita.<br \/>\nIl suo : Aiuto sono rimasta chiusa fuori , \u00e9 stato terapeutico.<br \/>\nAprirle la porta ha dato un senso al mio risveglio.<\/p>\n<p>Le apro il portone con le mie chiavi<br \/>\nOh grazie signor Patan\u00e9, mi ha detto.<br \/>\nSi, io mi chiamo Vincenzo Patan\u00e8 e questa \u00e9 la storia mia e di quella terribile mattina<br \/>\nQuando ho incontrato il Diavolo.<\/p>\n<p>Allora ho aperto con le mie chiavi il portone alla tipa col cane.<br \/>\nLei mi ha sorriso Oh meno male che ho incontrato lei, nessuno che mi apre!<br \/>\nE portarsi dietro le chiavi? Forse sono stato un p\u00f2 burbero<br \/>\nHa ragione ma sa, mio marito \u00e8 morto da poco&#8230; Mi apriva sempre lui, la buonanima&#8230;ora sono persa senza di lui.<br \/>\nL&#8217;ho guardata<br \/>\nOcchietti azzurri come un cielo annebbiato. C&#8217;era foschia in quegli occhi.<\/p>\n<p>Mi guardava fisso, e in quel momento \u00e8 passata una macchina, il riflesso dell&#8217;incontro delle lamiere con un raggio di sole l&#8217;ha colpita negli occhi<br \/>\nE la sua pupilla &#8230;si, l&#8217;ho vista com&#8217;era in realt\u00e0. Era rossa, e si apriva e si restringeva come quella di un gatto.<br \/>\nC&#8217;era un contrasto enorme fra quella pupilla e il resto della donna.<br \/>\nPiccola, spalle strette e braccia rinsecchite, la vita era abbastanza modellata per una della sua et\u00e1 e si andava a piantare fra due fianchi larghi e rotondi che traballavano a destra e a sinistra mentre camminava sulle corte gambette.<br \/>\nIl cane, era un cirneco dell&#8217;Etna. Lo conoscevo bene, una razza che mi \u00e9 sempre piaciuta molto.<br \/>\nIl cane Sembrava guardare altrove, ma non era vero, non perdeva niente di me.<br \/>\nLa signora stava immobile fra il portone semiaperto e me.<br \/>\nMi scrutava. Scrutava la mia barba lunga, i miei capelli spettinati, le rughe che affollavao i miei occhi.<br \/>\nPoi ha cominciato a fissare la mia camicia rosa : Bella camiciola codesta&#8230;bel tessuto, bella fattura, dimostra una certa cura che tu non hai Figliolo&#8230;o che ti prende?<br \/>\nAveva cambiato voce, ora, e accento&#8230;.mentre i suoi occhi venivano attraversati da nuvole, oddio, stava parlando con la voce della suora che mi faceva il catechismo da piccolo, quella toscana, di Prato era.<br \/>\nMentre parlava toccava il tessuto. Lo accarezzava. Lo valutava. Il cirneco sembrava sorridere, o forse sembrava a me.<br \/>\nLe dita della donna scottavano sotto la leggera stoffa, ed io mi sono ritratto, ero confuso.<br \/>\nBel colore..Sta bene con i tuoi occhi&#8230;stava dicendo ora. E la sua voce era fresca, giovane, era la voce di lei, dell&#8217;unica donna che avevo amato e lasciato scappare via.<br \/>\nVieni Vladimir, entra, il signore \u00e8 gentile, ci fa entrare.<br \/>\nIl signore \u00e8 nostro amico, Vladimir, ricordalo. Il signore pu\u00f2 chiederci quello che vuole, vero Vladimir?<br \/>\nGli occhi le lampeggiavano mentre parlava, nere nubi ci si alternavano dentro mentre la pupilla si contraeva, si allargava e si restringeva.<br \/>\nSignori, era spaventosa. Una vecchina davvero mostruosa.<br \/>\nLa voce, quella la cambiava continuamente. Ora era roca, da vecchio fumatore incallito, ogni sua parola era accompagnata da un puzzo di tabacco orrendo, lo stesso che esce da una vecchia pipa dimenticata per anni in un cassetto .<br \/>\nLa mia camicia rosa era diventata rossa.<br \/>\nSudavo, gocce sgorgavano dalla fronte e la camicia assorbiva litri del sudore del mio corpo<br \/>\nIo volevo solo uscire da quella caspita di situazione, qualunque cosa fosse. Volevo andare via . Ma non riuscivo a muovermi. Tutto intorno a me, ogni cosa era immobile..<br \/>\nTutto si era fermato in un alone grigio.<br \/>\nVladimir si era accucciato al miei piedi ed anche lui emanava calore.<br \/>\nEro in un inferno e non riuscivo a tornare padrone di me.<br \/>\nLa donna ora aveva in mano le mie chiavi.<br \/>\nLe sue dita si muovevano veloci su di esse, e le chiavi perdevano forma e poi si rimodellavano, sembrava stesse giocando col pongo.<br \/>\nPoi finalmente si fermano, e tre piccole chiavi sono ora nelle sue mani :<br \/>\nQueste sono per te.Tre. Lo sai, tre \u00e8 il numero perfetto. Persino Dio ha deciso tutto in tre. Si, tre chiavi, forgiate col calore dell&#8217;inferno.<br \/>\nTi faranno compagnia<\/p>\n<p>Oh Dio, mentre parla, ora, all&#8217;improvviso, quella cosa cambia faccia davanti a me.<br \/>\nE vedo&#8230; Vedo un&#8217;altro viso, ed \u00e8 quello di un mio amico.<br \/>\nEravamo bambini, Filippo era il suo nome, Filippo u picciriddu. Quanto tempo \u00e9 passato. Una gita al fiume, ricordo come eravamo eccitati. Lui pi\u00f9 di tutti e appena arrivati si \u00e8 tuffato dentro.<br \/>\nTre cerchi nell&#8217;acqua tutto ci\u00f2 che \u00e8 rimasto di lui.<br \/>\nE ora \u00e8 qui, mi parla e mi porge le chiavi e Vladimir si struscia su di lui.<br \/>\nLe prendo allora le chiavi, calde, appena finite di essere forgiate.<br \/>\nEntrano in qualsiasi serratura, mi dice, pensa che figata, puoi aprire tutto ci\u00f2 che vuoi<br \/>\ne comunque devi sapere che sono vive. Le tre Salamandre, le elementali del fuoco, vi dimorano dentro. In ogni chiave, una salamandra. Sono al tuo servizio, ora, infondono coraggio e spingono all&#8217;azione. Ricordatene nel momento opportuno.<br \/>\nPoi la faccia di Filippo u picciriddu mi strizza l&#8217;occhio e il suo viso sparisce.<br \/>\nDavanti a me c&#8217;\u00e9 ancora la signora col suo cane, un incubo.<br \/>\nLa donna allunga la mano verso la mia camicia. La tocca ancora, sento il calore arrivare sulla mia pelle. Brucia.<br \/>\nVedo che parla ma non sento ci\u00f3 che dice. Mi sembra di essere in un film muto<br \/>\nPoi piano piano la sua voce arriva :<br \/>\nGiovanotto!! Ma santo cielo, dico io, me la apre o no quella porta?\u00e8 mezz&#8217;ora che sta imbambolato qua in mezzo.<br \/>\nLa guardo, sembra tutto normale.<br \/>\nLei d\u00e0 una scrollata ai fianchi e comincia a muoversi, mi passa oltre<br \/>\nPoi prima di voltare l&#8217;angolo si gira ed il bagliore delle sue pupille mi fa vacillare.<br \/>\nE una voce, forse la Sua vera voce e ha niente di umano, credetemi, \u00e9 una cosa che mette i brividi e ti fa ballare le viscere, te le scodella come fossero spaghetti al sugo, poi si attorcigliano, dolgono, stimolando una impellente evacuazione&#8230;.ecco, la voce di colui che tutti temono si rivolge proprio a me:<br \/>\nSignor Vincenzo Patan\u00e9<br \/>\nla tua camicia rosa.<br \/>\nLa voglio.<\/p>\n<p>Poi la vecchia sale su per le scale. Vladimir saltellando sulle punte sale i gradini.<br \/>\nEd io allora mi rendo conto.<br \/>\nSignori, lei \u00e8 il diavolo, ed abita al terzo piano.<\/p>\n<p>Quel giorno passa in un attimo.<br \/>\nNon ci crederete, non ricordo davvero quello che ho fatto.<br \/>\nSo che la sera ero nel ristorante sotto casa, elegante, la mia camicia rosa perfettamente pulita e stirata, sbarbato e con un nuovo taglio di capelli.<br \/>\nProfumato come un damerino.<br \/>\nVincenzo, ma che, ti sposi?<br \/>\nMi prendevano in giro i ragazzi, abituati com&#8217;erano a vedermi trascurato nell&#8217;aspetto ultimamente.<br \/>\nMi portano ad un tavolo&#8230;.Ma chi \u00e9 quella, Vinc\u00e9? \u00e8 mezz&#8217;ora che ti aspetta.<br \/>\nIo non lo sapevo, ero nel ristorante, perfettamente ripulito, avevo un aspetto troppo figo, mi ero visto di sfuggita nello specchio all&#8217;ingresso.<br \/>\nEd ero atteso. E da una donna a quel che sembra.<br \/>\nLa donna la vedevo di spalle, e le spalle erano davvero interessanti.<br \/>\nLa scollatura sopratutto, se dietro la tipa era cos\u00ec scollata, immagino davanti.<br \/>\nIl suo profumo arrivava fino a me, un mix di vaniglia cannella e frutta.<br \/>\nIl davanti era ancora meglio.<br \/>\nSorbole se era bella.<br \/>\nUltimamente avevo messo da parte velleit\u00e1 di conquista, le donne manco le guardavo pi\u00f9.<br \/>\nE loro non guardavano me.<br \/>\nChiuso argomento.<br \/>\nMa stasera chiunque sia questa sono disposto a riaprirlo l&#8217;argomento, altroch\u00e9.<br \/>\nMi ha sorriso.<br \/>\nSiediti, mi ha detto.<br \/>\nBravo, vedo che hai la camicia rosa, mi piaci.<br \/>\nIn effetti \u00e9 cos\u00ec, dico. Sembra che non riesca pi\u00f9 a togliermela questa benedetta camicia.<br \/>\nE non devi, tesoro. Non finch\u00e9 non te lo dir\u00f2 io.<br \/>\nE chi sei tu, le chiedo.<br \/>\nNon avere fretta, Vincenzo. La fretta non \u00e9 mai una buona consigliera.<br \/>\nE allora non ho pi\u00f9 chiesto niente.<br \/>\nHo mangiato, a fine cena le ho messo un braccio attorno alle spalle e l&#8217;ho condotta fuori.<br \/>\nSentivo che stavano tornando tutte le mie voglie. E avevo solo voglia di riprendermi la vita.<br \/>\nIl nome almeno puoi dirmelo, le ho chiesto. Eravamo gi\u00e0 fuori, vedevo la finestra della mia camera, strano, era illuminata.<br \/>\nIl nome? Io non ho nome ne ho tanti di nomi, e sorrideva con i suoi denti bianchissimi.<\/p>\n<p>Ecco, se non conoscete in diavolo vi d\u00f2 un indizio per individuarlo<br \/>\nIl diavolo \u00e9 donna, \u00e8 bionda, profuma di cannella vaniglia e frutta, porta vestiti scollati, e vi sorride<br \/>\nIl diavolo pu\u00f2 essere davvero affascinante.<\/p>\n<p>Perch\u00e8 lei era il diavolo. Era lei, la mia vicina del terzo piano, quella delle chiavi.<br \/>\nSolo che era diventata figa.<br \/>\nEd ora era accanto a me, e mi accarezzava.<br \/>\nVeramente accarezzava la mia camicia, sentivo il calore delle sue mani trapassare il tessuto, la mia pelle diventava bollette.<br \/>\nOra basta, dai&#8230;minchia, ero scoraggiato, non c&#8217;era interesse per me, solo per quella maledetta camicia.<br \/>\nSenti, facciamola finita, vuoi la mia camicia, giusto? Prenditela!<br \/>\nAvevo appena iniziato a slacciare i bottoni, quando un artiglio mi ha afferrato il polso.<br \/>\nI miei occhi fissavano quella cosa orribile che teneva bloccato il mio polso, una specie di mano nera, al posto delle dita, numerosi artigli.<br \/>\nUn anello con uno smeraldo nell&#8217;artiglio centrale.<br \/>\nLa mia bella compagna era sparita.<br \/>\nSono io che conduco i giochi, Vincenzino! Non ti azzardare pi\u00f9.<br \/>\nNon osavo alzare gli occhi, non osavo guardare, non volevo vedere che viso avesse quell&#8217;orribile specie di mano che mi teneva stretto, che dico, strettissimo il polso.<br \/>\nIntanto qualcuno si era affacciato alla mia finestra illuminata<br \/>\nEra ancora lei, la vecchietta delle chiavi<br \/>\nVincenzo, vieni su.<br \/>\nL&#8217;artiglio era sparito. La bella donna era scomparsa. Lei, la vecchia era nella mia camera.<br \/>\nSalendo le scale, sentivo Vladimir abbaiare.<br \/>\nE si sentiva una musica, era il suono di un violino.<\/p>\n<p>Se non avete mai visto il Diavolo, vi d\u00f2 un giusto indizio per individuarlo<br \/>\nIl diavolo \u00e9 subdolo, \u00e8 mancino, e suona il violino ( da Lode all&#8217;Inviolato. F. Battiato)<\/p>\n<p>Il suono era delizioso, inondava le scale, la porta della mia camera era aperta<br \/>\nVladimir era sdraiato sull&#8217;uscio. L&#8217;ho scavalcato e sono entrato.<br \/>\nDentro non c&#8217;era nessuno.<br \/>\nSolo il mio letto perfettamente rifatto, tutto era in perfetto ordine.<br \/>\nSul comodino, dei biscotti un bicchiere di zibibbo e le tre chiavi.<br \/>\nHo pucciato i biscotti nello zibibbo<br \/>\nMi sono sdraiato cos\u00ec com&#8217;ero sul letto e mi sono addormentato.<\/p>\n<p>Al mattino, il sole inondava la stanza.<br \/>\nUn profumo di bucato aleggiava nell&#8217;aria.<br \/>\nSu un omino appesa la camicia rosa.<br \/>\nLavata, stirata, nuova, pronta ad essere indossata.<\/p>\n<p>Era tanto che non dormivo cos\u00ec bene, devo ammetterlo.<br \/>\nNiente camion dell&#8217;immondizia a rompere. Niente pensieri.<br \/>\nA proposito..dove erano andati i miei pensieri?<br \/>\nPer un attimo ho provato un senso di panico&#8230;per quanto mi sforzassi non avevo pensieri.<br \/>\nDetto cosi sembra bello, ma credete a me che l&#8217;ho provato, stare senza pensieri \u00e9 snervante. Ti senti come un bign\u00e8 senza crema, vuoto asciutto e insipido.<br \/>\nQuindi non pensavo.<br \/>\nLe cose avvenivano cosi, da sole.<br \/>\nE spesso non ricordavo neanche di averle fatte.<br \/>\nLa barba per esempio, sono sicuro che non la facevo, per\u00f2 ero sbarbato.<br \/>\nE se non avevo pensieri, come facevo a scrivere i miei articoli?<br \/>\nGi\u00f9 al giornale ora mi adoravano. I miei articoli arrivavano puntuali e precisi e talvolta quasi in concomitanza con i fatti avvenuti e denunciati.<br \/>\nIo non facevo niente, non pensavo, e tutto succedeva.<br \/>\nScendendo le scale mi sono inciampato in Vladimir.<br \/>\nEra sdraiato sotto l&#8217;ultimo gradino.<br \/>\nPorco cane!!! Mi \u00e8 proprio uscito spontaneo.<br \/>\nVladimir senza neanche scomporsi pi\u00f9 di tanto mi ha morsicato alla caviglia.<br \/>\nBeh, a qualcosa poteva essere servito l&#8217;incontro col diavolo, gente, non sentivo il dolore&#8230;Sissignori, quello mi aveva morsicato ed io non ho sentito niente.<\/p>\n<p>Cominciavo a dubitare di essere vivo.<br \/>\nEssere vivo implica una serie di cose, oltre al piacere. Implica provare dolore, piangere, imprecare, avvertire caldo, freddo.<br \/>\nIo non provavo niente di niente.<br \/>\nIndossavo la mia camicia rosa e tutto andava come doveva andare.<br \/>\nUscivo di casa al mattino lindo e pulito e ci ritornavo la sera.<br \/>\nNel mezzo non so cosa succedesse..no, non ricordo bene.<\/p>\n<p>Ricordo per\u00f2 un giorno. Avevo messo la camicia rosa e in tasca le tre chiavi.<br \/>\nNon so cosa facessero quelle nelle mie tasche, ma si muovevano .<br \/>\nIo le sentivo.<br \/>\nNon sentivo i miei pensieri ma quelli delle chiavi si.<br \/>\nSi, mi suggerivano cose. Ed io le facevo.<br \/>\nMi spronavano, mi davano coraggio. Io ubbidivo.<br \/>\nSo che avevo sempre le tasche piene di soldi e in banca mi facevano saltare la fila, signore di qua, signore di l\u00e0.<br \/>\nPrima, a calci in culo mi buttavano fuori.<br \/>\nOra, miracolosamente era tutto in ordine. E tutto, solo per aver aperto una porta al diavolo!<br \/>\nSe avessi avuto autonomia di pensiero e di decisione questa sarebbe stata una bella vita.<br \/>\nQuel giorno lo ricordo perch\u00e8 ho donato una delle chiavi.<br \/>\nMi ero ritrovato al mare, non so neanche io come. Faceva caldo, ma non lo sentivo. Lo vedevo per\u00f2 dalla camicia rosa, era bagnata.<br \/>\nMi sono tolto le scarpe e mi sono lasciato cadere sulla sabbia.<br \/>\nIl mare, il cielo&#8230;tutte cose che anche quando volevo morire mi toccavano il cuore.<br \/>\nOra&#8230;Zero assoluto.<br \/>\nNon so quanto ci sono rimasto&#8230;So solo che ad un certo punto un ragazzo con la maglietta rossa con su scritto bagnino \u00e9 arrivato a dirmi Signore ha bisogno di qualcosa?<br \/>\nEro rosso come un peperone, e scottavo. Ma non provavo niente.<\/p>\n<p>Mi ha aiutato ad alzarmi . Io sentivo il contatto della sua mano. Una sensazione bellissima.<br \/>\nMi parlava, ed aveva la voce di mio padre.<br \/>\nQuanto avevo amato quell&#8217;uomo. Era succube di mia madre, lei urlava lui ubbidiva.<br \/>\nMa di nascosto a lei, era un compagno di giochi meraviglioso.<br \/>\nSu bambino mio&#8230; Guarda un p\u00f2 che scottata ti sei preso.<br \/>\nPap\u00e0, perch\u00e9 hai la maglietta rossa? Gli chiedevo<br \/>\nVieni, vieni figlio mio..l&#8217;ho seguito fino ad un bar<br \/>\nE ricordo che tanti sono venuti intorno a me. Mi davano acqua e io bevevo.<br \/>\nMi hanno tolto la camicia e hanno versato acqua sulle mie spalle.<br \/>\nDicevano che ero ustionato.<br \/>\nIo sorridevo a tutti, ebete, e specialmente al mio pap\u00e0 con la maglietta rossa.<br \/>\nPoi ho sentito abbaiare. Le chiavi nella tasca hanno cominciato ad agitarsi.<br \/>\nHo messo le mani in tasca e ne ho preso una, quella che faceva pi\u00f9 casino di tutte.<br \/>\nE le ho detto e finiscila! Basta! Che cazzo vuoi!?<br \/>\nLei mi \u00e9 schizzata via dalle mani come una biscia impazzita, mi ha colpito in fronte poi \u00e9 caduta.<br \/>\nHo visto mio padre che si chinava a prenderla, penso che scottasse, perch\u00e9 l&#8217;ha lasciata cadere, poi l&#8217;ha presa e messa in tasca.<br \/>\nChe buon pro ti faccia, ho pensato.<br \/>\nE quello \u00e8 stato il primo mio pensiero da giorni e giorni.<br \/>\nVedi a non pensare?<br \/>\nQuando poi ti succede capisci quanto pu\u00f2 essere bello.<br \/>\nIl cane abbaiava sempre pi\u00f9 vicino. Io sapevo chi era. Ovvio. Era Vladimir. Con lui, ovvio, c&#8217;era il diavolo.<br \/>\nCerto veniva a controllare che non dimenticassi la sua camicia.<\/p>\n<p>Per chi non conosce il diavolo, vi d\u00f2 un indizio. \u00c9 sempre preceduto dall&#8217;abbaiare di un cane. Poi, lui, il diavolo si avvicina e senti che tutto diventa elettrico, i peli ti si rizzano addosso, il cervello si confonde, e al novanta per cento l&#8217;emozione ti strizza le viscere costringendoti a defecare.<\/p>\n<p>Mi sono risvegliato a casa, pulito, nessuna scottatura sulla pelle.<br \/>\nHo avuto solo per un attimo un ricordo, la mano di mio padre che mi aiutava a tirarmi su.<br \/>\nE credo di aver perso due lacrime.<br \/>\nChe sensazione meravigliosa.<\/p>\n<p>Mi rimanevano due chiavi.<br \/>\nErano sul comodino, e la mia camicia rosa era sull&#8217;omino, pulita e profumata.<br \/>\nIn un barlume di coscienza mi \u00e8 esploso un pensiero:<br \/>\nIl diavolo&#8230;Era la mia camicia che voleva.<br \/>\nMa perch\u00e8 non se la prendeva punto e basta? L&#8217;ho capito dopo, perch\u00e9.<br \/>\nIl diavolo, lui, comunque \u00e8 un gran signore, avr\u00e0 pure dei modi diciamo discutibili di porsi, ma un signore rimane.<br \/>\nAdesso, uno solo perch\u00e8 \u00e8 il diavolo mica si mette a fare le pentole e pure i coperchi.<br \/>\nHa un&#8217;etica da rispettare, Do ut Des, io do affinch\u00e8 tu dia.<br \/>\nVuole prima darmi una sicurezza, danaro e quant&#8217;altro e poi, come compenso, prender\u00e0 la mia camicia.<br \/>\nBene.<br \/>\nChe si compia il tutto, che si prenda la camicia e mi lasci nella mia vita di merda.<\/p>\n<p>Avevo appena osato pensare tutto ci\u00f2 che si \u00e8 aperta la porta. Vladimir. lo odiavo,<br \/>\nAnche se amavo i cirnechi, Vladimir era antipatico davvero. Cane borioso, se la tirava cos\u00ec tanto solo perch\u00e8 era il cane del diavolo.<br \/>\nE Vladimir, eccolo l\u00e0<br \/>\nUn attimo dopo \u00e8 entrata lei, la vicina del terzo piano, alias il diavolo.<br \/>\nPensi troppo ragazzo, mi dice subito.<br \/>\nPer\u00f2 hai pensato giusto. Sar\u00f2 bellissimo con la tua camicia rosa&#8230;<br \/>\nE dicendo questo ecco che cambia sembianze.<br \/>\nSignori miei, di bei ragazzi ne ho visti tanti, ma quello che \u00e8 apparso al posto della vicina era un figo pazzesco, il pi\u00f9 bel moraccione mai visto.<br \/>\nle sopracciglia ad ali di gabbiano incorniciavano due occhi neri e brillanti.<br \/>\nMi fissavano.<br \/>\nDue tizzoni che dire ardenti \u00e9 dire poco.<\/p>\n<p>Se per caso non conoscete il diavolo, vi d\u00f2 un indizio importante per capire che l&#8217;avete trovato&#8230;guardatelo negli occhi. Se rimarrete intontiti ed avvertirete un irresistibile impulso a voler obbedire facendovi comandare, siete arrivati a lui.<br \/>\n\u00c8 maestro nell&#8217;arte del sottomettere.<\/p>\n<p>Cosa ne dici? La camicia si intoner\u00e0 con i miei occhi?<br \/>\nSorrideva il diavolo mentre mi parlava.<\/p>\n<p>Se per caso incontrerete mai il diavolo, ricordate<br \/>\n\u00c8 tremendamente vanitoso.<\/p>\n<p>Io ero completamente preso da lui, giuro che mi sono sempre piaciute le donne<br \/>\nMa avrei potuto innamorarmi di uno cos\u00ec.<br \/>\nPer fortuna mentre ero l\u00ec imbambolato a guardarlo ha iniziato una nuova trasformazione.<br \/>\nLa pelle si \u00e8 ricoperta di squame, e a vista d&#8217;occhio si formavano, come crateri di un vulcano, dei bubboni purulenti<br \/>\nAd uno ad uno esplodevano sul viso che era ora di un colore verde marcio.<br \/>\nE puzzava. Dio che odore.<br \/>\nMa quando finir\u00e0 questa penitenza.<br \/>\nUna risata grassa e sibillina ha invaso la stanza, e mentre rideva schizzi di catarro color limone acerbo uscivano dalla sua bocca e dal suo naso.<\/p>\n<p>Se non conoscete il diavolo, vi do un indizio<br \/>\n\u00c8 verde marcio e soffre di bronchite catarrale.<\/p>\n<p>Dovevo rimanere presente a me stesso il pi\u00f9 possibile, dovevo tirarmi fuori da questa situazione.<br \/>\nI miei pensieri andavano e venivano.<br \/>\nSi susseguivano periodi di buio assoluto a periodi nei quali qualcosa riuscivo a pensare.<br \/>\nDovevo sfruttare questi rari momenti<br \/>\nMa perch\u00e8 non si prendeva ci\u00f2 che voleva? Voleva la camicia? Eccola!<br \/>\nNo, me la lavava, stirava e voleva che la indossassi, ogni giorno.<br \/>\nPerch\u00e9? Si divertiva a vedermi in suo potere. E beveva la mia anima&#8230;Lui ogni due per due mi portava via l&#8217;anima.<br \/>\nE questo non mi piaceva.<br \/>\nMi dava fastidio, mi faceva sentire meno di un oggetto.<br \/>\nE pure Vladimir in quel frangente mi pisciava sui piedi.<br \/>\nNon lo sopportavo Vladimir.<\/p>\n<p>Se non conoscete il diavolo, vi d\u00f2 un indizio.<br \/>\nPu\u00f2 essere uomo, donna, vecchio, pu\u00f2 essere qualunque persona<br \/>\nMa lo riconoscete dal suo cane.<br \/>\nSi chiama Vladimir, ed \u00e9 un fottuto cirneco dell&#8217;Etna.<\/p>\n<p>Mi faceva bene rimanere concentrato. Era uno sforzo enorme, che mi lasciava esausto.<br \/>\nNella giornata avevo sempre momenti in cui qualche pensiero mi attraversava la mente, e stavo imparando a concentrarli i miei pensieri e a farli fruttare.<br \/>\nDovevo liberarmi del diavolo.<br \/>\nDiciamo che mi aveva agevolato, almeno dal punto di vista materiale. Io poi ero fortunato.<br \/>\nAvevo la camicia rosa. E lui si era innamorato di lei a prima vista. E lei era il mio passaporto per la libert\u00e1.<br \/>\nPer cui, per la sua politica del do ut des, una volta avuta la camicia avrebbe dovuto lasciarmi libero.<br \/>\nPensavo, e le chiavi ribollivano nelle mie tasche.<br \/>\nPer fortuna che i miei pensieri duravano poco.<\/p>\n<p>Ero tranquillo sul mio divano.<br \/>\nLa testa era vuota. Ma il mio cuore pesava.<br \/>\nMi sentivo perso senza la compagnia dei miei pensieri. Ero un uomo che aveva sempre pensato tanto. Pensare era per me un modo di andarmene.<br \/>\nEra la via dei sogni.<\/p>\n<p>Ed ecco che la porta si spalanca.<br \/>\nUn alito di vento caldo come l&#8217;inferno entra nella stanza.<br \/>\nTutti i fogli sulla mia scrivania si sollevano aspirati dal vento bollente e cominciano a volteggiare.<br \/>\nAlcuni prendono fuoco mentre sono ancora in aria ed io, come un ebete, perch\u00e8 ebete sono cos\u00ec senza i miei pensieri, fisso i pezzetti di carta incenerita che cadono sul pavimento.<br \/>\nSi apre la finestra, le sedie cominciano a tremare e dagli scaffali cascano libri e oggetti.<br \/>\nSono impotente davanti a tutto ci\u00f2.<\/p>\n<p>Se voi non avete mai visto il diavolo, vi d\u00f2 un indizio.<br \/>\n\u00c8 leggero come il vento, bollente come il fuoco dell&#8217;Etna e ballerino come il terremoto.<\/p>\n<p>Il mattino dopo ho indossato la camicia rosa<br \/>\nEd essendo in uno stato meno confusionale del solito ho deciso di andare da un prete. Da uno che pu\u00f2 conoscere la materia meglio di me.<br \/>\nIl prete mi ha ricevuto con un certo sospetto, non la finiva pi\u00f9 di guardare Ia mia camicia.<br \/>\nTranquillo padre, anche se la mia camicia appare un po&#8217; equivoca, no no, sono a posto da quel lato.<br \/>\n\u00c9 il diavolo che mi da noia, mi ossessiona, vuole gestire la mia vita, nel bene e nel male. Vorrei provare ancora la libert\u00e0 dell&#8217;anima e del corpo.<br \/>\nE se devo ammazzarmi o continuare a vivere, lo vorrei decidere da solo.<br \/>\nIl prete mi ha guardato strano.<\/p>\n<p>Il diavolo dici figliolo?<br \/>\nGli occhi del prete si sono illuminati.<br \/>\nVorrei innanzi tutto ricordarti figliolo, siediti l\u00e0 per\u00f2, ecco, bravo.<br \/>\nAllora, ci tengo a farti presente una cosa fondamentale : la parola Diavolo e la parola Divino provengono entrambe dalla stessa radice, Dev. Questo, nell&#8217;antica lingua Sanscrita. Si, hanno entrambe lo stesso significato.<br \/>\nEpper\u00f2, ecco che tutti ce l&#8217;hanno con il diavolo!!!!<br \/>\nIl Diavolo, caro mio, ci hai mai pensato? \u00e9 stato il primo grande rivoluzionario. Si certo, come no?<br \/>\nE il suo crimine? quello di ribellarsi a Dio!<br \/>\nEra un angelo, questo lo sai, vero? Ma era pi\u00f9 intelligente degli altri angeli assoggettati, aveva una mente rivoluzionaria, lui. Era uno che andava oltre, e non ammetteva di avere padroni.<br \/>\nAllora \u00e8 stato cacciato e tacciato come malvagio.<br \/>\nE questo, Cristo Santo, solo perch\u00e9 era un tipo che aveva delle idee!!!<br \/>\nQuindi quando pensiamo al diavolo a chi dobbiamo pensare se non a un tipo intraprendente, intelligente, che non ha bisogno di qualcuno che decida per lui.<br \/>\nIo personalmente lo ritengo un portento, uno sicuramente degno della mia pi\u00f9 grande ammirazione, se non altro per il modo come ha convinto Eva!<br \/>\nE siccome se c&#8217;\u00e8 un Diavolo si presuppone che ci sia un Dio, parliamo quindi di Dio.<br \/>\nEcco. Per quel che mi riguarda, Dio non esiste.<br \/>\nDio non \u00e9 una persona, \u00e9 una qualit\u00e0. Un Dio lassu nell&#8217;alto dei cieli? No, caro.<br \/>\n\u00c9 un Dio fasullo.<br \/>\nDio \u00e8 il Divino, come il diavolo \u00e9 il Divino. Dio lo incontri dentro di te, \u00e9 qualcosa di personale.<br \/>\nAnche il Diavolo lo incontri dentro di te, \u00e9 qualcosa di personale<br \/>\nQuando raggiungi il punto estremo dell&#8217;esistenza, cosa ti credi?<br \/>\nNon ci sar\u00e0 un Dio ad accoglierti e a darti il benvenuto, e non ci sar\u00e0 il diavolo a spingerti nelle fiamme<br \/>\nCi sarai solo tu nella tua essenza divina.<\/p>\n<p>Ero ancora pi\u00f9 confuso e glielo ho detto.<br \/>\nAh ah ah ! Sghignazzava ora il padre.<br \/>\nFigliolo, la confusione \u00e9 una grande opportunit\u00e0.<br \/>\nLe persone che non sono confuse hanno un serio problema: pensano di sapere e non sanno.<br \/>\nGli idioti invece sono molto chiari, nel senso che non hanno l&#8217;intelligenza per percepire la confusione.<br \/>\nSentire la confusione richiede una grande intelligenza, solo le persone intelligenti si sentono confuse.<br \/>\nI mediocri, quelli continuano a muoversi nella vita, a sorridere, accumulare denaro, potere e fama&#8230;Benedetta sia la tua confusione, quindi.<br \/>\nPadre, ma tutto ci\u00f2 che mi ha detto, cosa vuole dire? Che sono io che mi sono immaginato il diavolo?<br \/>\nDiciamo che ti stai illuminando.<br \/>\nL&#8217;illuminazione \u00e9 solo per coloro che sono coraggiosi, estremamente coraggiosi.<br \/>\nE richiede innocenza.<br \/>\nL&#8217;illuminato ritorna bambino, ritorna a fare collezione di sassi, di pietruzza, di conchiglie sulla spiaggia&#8230;Illuminarsi \u00e9 tutto un processo di perdita e quando non c&#8217;e pi\u00f9 nulla da perdere, ecco il Nirvana!<br \/>\nC&#8217;\u00e8 chi si illumina andando verso l&#8217;idea di Dio, chi andando verso l&#8217;idea del Diavolo!<\/p>\n<p>Gli occhi del prete erano diventati pi\u00f9 grandi ora, le sopracciglia si erano arcuate,<br \/>\nMio Dio, eccolo, ci risiamo, pure lui, cazzo, stava diventando il diavolo.<br \/>\nMancava solo Vladimir.<\/p>\n<p>Ora mi guardava, sardonico :<br \/>\nTesorino sei tu stesso il diavolo, non ti accorgi? Sei pieno della sua essenza, il tuo cuore \u00e9 il Diavolo, il tuo cervello \u00e9 il diavolo, e vedi diavoli ovunque.<br \/>\nAnche me, guardami, non mi stai vedendo Diavolo?<br \/>\nSe vuoi trovare Dio, non \u00e9 dentro di te che lo troverai. L&#8217;hai mandato in vacanza da un pezzo.<br \/>\nNon hai scampo, tu mi darai la tua bellissima camicia, poi, ti lascer\u00f2<br \/>\nLampi uscivano dai suoi occhi<br \/>\nIo, seguendo antichi retaggi, ho preso una manciata di acquasanta e gliela ho tirata addosso.<br \/>\nFriggeva la pelle del prete, ma lui rideva, rideva.<\/p>\n<p>Se non avete mai visto il diavolo, bene, aspettatevi di trovarlo ovunque, anche nel vostro prete.<br \/>\nMa sopratutto in voi stessi.<\/p>\n<p>L&#8217;idea che mi stavo illuminando nel nome di Satana per raggiungere il Nirvana, non so se mi piacesse o no.<br \/>\nMa tant&#8217;\u00e8, c&#8217;ero dentro ormai.<br \/>\nL&#8217;illuminazione in cambio della mia camicia rosa.<br \/>\nDiavolo vanitoso.<br \/>\nLe Salamandre nelle mie tasche si agitavano e chiacchieravano.<\/p>\n<p>Vladimir abbaiava come un pazzo, lass\u00f9 al terzo piano.<br \/>\nDopo un&#8217;ora ero davvero snervato, disturbava i miei tentativi di mettere insieme pensieri.<br \/>\nAllora ho deciso di andare a vedere. Era ormai quasi rauco, ma per me quello poteva anche strozzarcisi con la sua stessa saliva.<br \/>\nHo fatto di malavoglia le scale, cazzo che rottura di palle.<br \/>\nLa porta era socchiusa e Vladimir era sull&#8217;uscio che ululava disperatamente.<br \/>\nSpostati deficente, gli ho urlato.<br \/>\nMi ha morsicato, ovviamente. Le salamandre hanno vociferato&#8230;no vincenzo, pi\u00f9 tatto perdinci!<br \/>\nMi ha morsicato ancora, Tanto non sento male, cretino.<br \/>\nLa vecchia era per terra.<br \/>\nBlu.<br \/>\nSi era tutta blu.<br \/>\nE morta.<br \/>\nCazzo, \u00e8 morta.<br \/>\nVladimir era ora vicino a me, guaiva, e mi leccava con la sua lingua umida e ruvida l\u00e1, dove prima mi aveva morsicato.<br \/>\nSei solo un paraculo, gli ho detto di cuore. E lui, niente, continuava a leccarmi.<br \/>\nHo chiuso le palpebre alla tipa, non volevo pi\u00f9 vedere quegli occhi. Erano spalancati nel vuoto, ma non avevano pi\u00f9 l&#8217;iride rossa.<br \/>\nOra era solo una povera vecchia blu, e grazie a qualche colpo apoplettico o gi\u00f9 di li.<br \/>\nPoi ho pensato<br \/>\nE adesso?<br \/>\nEro contento di aver risolto i miei problemi, il diavolo era morto stecchito ed io ero libero.<br \/>\nLe due salamandre si contorcevano nelle mie tasche e lanciavano dei fastidiosi striduli lamenti<br \/>\nCosa succede piccoline? \u00c9 morto pap\u00e0? Ridevo, mi sentivo finalmente libero.<\/p>\n<p>Ho fatto in discesa i gradini che portavano al mio appartamento e Vladimir \u00e8 sceso con me.<br \/>\nEra gi\u00f9 di tono, si vedeva. Mi stava appiccicato come un francobollo.<br \/>\nHo chiuso la porta e l&#8217;ho lasciato fuori. Mi sono sdraiato sul letto, mi sentivo esausto<br \/>\nE ora? Mi chiedevo<br \/>\nHo sentito un qualcosa di viscido, caldo e ruvido sulla mia mano.<br \/>\nVladimir.<br \/>\nEra lui che mi leccava&#8230;come diavolo aveva fatto ad entrare? E perch\u00e9 mi stava cos\u00ec appiccicato?<br \/>\nVladimir ed il diavolo erano una cosa sola, era cosa consolidata questa.<br \/>\nCosa ci azzecca con me?<\/p>\n<p>Le piccole salamandre danzano nelle mie tasche<br \/>\nEccolo eccolo oh ecco che arriva, dicono tutte eccitate.<br \/>\nPettegole.<br \/>\nMa veggenti.<\/p>\n<p>Il mio letto vibra, il pavimento trema.<br \/>\nUn terremoto in piena regola, sembra di essere a San Francisco.<br \/>\nE appare Lui.<br \/>\nRegale nella sua forma originaria. Magnifico, avvolto nello splendore mesmerico dei suoi occhi.<br \/>\nEccolo qua, \u00e8 arrivato. Signori, sua maest\u00e1 il Diavolo.<\/p>\n<p>Se dovessi mai rinascere \u00e8 come lui che vorrei essere.<br \/>\nFigo cos\u00ec.<\/p>\n<p>E lui invece voleva essere me.<br \/>\nMa \u00e8 proprio vero che a questo mondo non si \u00e8 mai contenti!<br \/>\nProprio cos\u00ec.<br \/>\nVincenzo, mi ha detto,<br \/>\nOra basta giochini, veniamo al dunque. Tu lo hai gi\u00e0 capito, di me si dicono peste e corna.<br \/>\nL&#8217;unico che ha avuto un po&#8217; di misericordia \u00e9 stato il tuo amico prete. E Dante Alighieri<br \/>\nLui si che ha capito tutto di me, e mi ha dato soddisfazione.<br \/>\nLui pone la terra al centro dell&#8217;universo, l&#8217;inferno al centro della terra, e me al centro dell&#8217;inferno.<br \/>\nInsomma, mi ha messo al centro di tutto.<br \/>\nE poi, Emil Cioran, anche lui ha apprezzato il lavoro di Dante su di me:<br \/>\n&#8221; L&#8217;Inferno, esatto quanto un verbale.<br \/>\nIl Paradiso, sfoggio di invenzioni e di insulsaggini.<br \/>\nLa trilogia di Dante \u00e9 la maggiore riabilitazione del diavolo che un cristiano abbia intrapreso &#8220;.<br \/>\nCito questo perch\u00e9 sono stufo di sentire una sola campana, quella dei cattolici pi\u00f9 ottusi.<br \/>\nLui l&#8217;ha capito.<br \/>\nIo sono nella mente degli uomini, radicato, mi ci hanno ficcato dentro, per far apparire bello e buono quell&#8217;altro l\u00e0&#8230;guarda, mi fa male anche solo nominarlo. Si, parlo del tuo Dio&#8230;.Una vecchia tecnica di voi umani, usata per dominare le masse, storia antica.<br \/>\nLa gente pu\u00f2 essere ridotta in schiavit\u00f9 e controllata dal potere ecclesiastico solo se Dio rappresenta il potere Supremo.<br \/>\nDio deve essere onnipotente, nessuno pu\u00f2 essere pi\u00f9 potente di Dio.<br \/>\nLui \u00e8 puro potere<br \/>\nE questa \u00e8 la strategia del prete per schiavizzare la gente: se Dio \u00e9 potere, puro potere, tutto ci\u00f2 che ti rimane \u00e8 essere suo schiavo.<br \/>\nCercare di scappare \u00e9 inutile, essere indipendente \u00e8 impossibile.<br \/>\n\u00c8 meglio servirlo, Non essere altro che un servo.<br \/>\nLa storia del cristianesimo \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi esempi di come il credere di essere gli unici possessori della verit\u00e0, di essere nel giusto, possa distorcere il comportamento umano e le azioni fino alla follia.<br \/>\nPer secoli torturare o bruciare viva la gente, quando la sua opinione divergeva dalla dottrina della Chiesa o da una interpretazione limitata dalle Scritture ( la Verit\u00e0 per la Chiesa ) fu ritenuto giusto in quanto le vittime &#8221; avevano torto &#8221;<br \/>\nSi, erano cos\u00ec in torto che bisognava ucciderle.<br \/>\nSi, storie vecchie<br \/>\nIo ora, sto molto terra terra, e ti dico,<br \/>\nNon mi frega niente di dimostrarti chiss\u00e0 che<br \/>\nIo sono qua io sono la&#8230;<br \/>\nIo sono, punto.<br \/>\nE soprattutto, sono testardo e mi sono invaghito della tua camicia, tutto qua.<br \/>\nTu ora mi vedi&#8230;questo sono io, questa \u00e9 ora la mia immagine&#8230; Ma io sono fatto di spirito, di pura energia, e per frequentare il tuo mondo ho bisogno di un corpo.<br \/>\nAltrimenti come potrei mai in queste condizioni indossarla, quella camicia cos\u00ec sexy&#8230;<br \/>\nMa tu puoi. Tu hai un corpo<br \/>\nD&#8217;ora in poi sarai tu il mio involucro, il mio contenitore e mi porterai in giro con la camicia ogni volta che vorr\u00f2.<br \/>\nE tu ascolta, Vladimir, questo da adesso in poi, sar\u00e0 il tuo uomo.<\/p>\n<p>Se non conoscete il diavolo, non allarmatevi&#8230; Da un momento all&#8217;altro potreste trovarvi nei suoi panni!!!!<\/p>\n<p>Essere il diavolo non \u00e8 roba di tutti i giorni. E non \u00e8 semplicissimo esserlo su questa terra.<br \/>\nFaceva presto lui, sua signoria. Certo, quando lo decideva, arrivava dalle sue fantastiche dimensioni, dove un corpo non serve<br \/>\nSempre senza preavvisi e quando meno me l&#8217;aspettavo. E senza tanti preamboli, mi piombava dentro.<br \/>\nOgni volta era uno shock&#8230;provate voi ad essere li belli tranquilli senza un se e senza un ma, e sentirvi invadere da un fuoco che sembra corrodere le carni&#8230;<br \/>\nQuando mi svegliava cosi mi imbestialivo, ma senza darlo a vedere, sia mai.<br \/>\nAllora indossavo la mia camicia rosa e andavamo in giro.<br \/>\nLui era eccitato come un bambino, mi faceva fare cose assurde.<br \/>\nLe donne poi mi cadevano ai piedi. Ma era lui che le incantava, le fagocitava e poi le possedeva totalmente.<br \/>\nRiusciva a penetrare nelle loro menti, diventandone padrone.<br \/>\nCollezionava le menti delle sue donne, il mio signore.<br \/>\nLa mente, era la loro mente che voleva. Non certo il cuore.<br \/>\nLa mente \u00e8 piena di demoni, \u00e8 il regno di tutte le esperienze acquisite, \u00e8 farcita di tutto ci\u00f2 che \u00e9 passato, di tutto ci\u00f2 che \u00e9 gi\u00e0 morto, condizionata dal passato, dalla maniera in cui siamo stati educati, dalla cultura, dalle situazioni.<br \/>\nLa mente, ci obbliga a pensieri ripetitivi, ed a emozioni gi\u00e0 vissute.<br \/>\nE tutti noi, poveri imbecilli, si, certo, crediamo di essere noi a pensare, ma va l\u00e0!!!<br \/>\nSe vogliamo continuare ad illuderci va bene, ma la verit\u00e0 \u00e8 che seguiamo solo uno schema mentale condizionato.<br \/>\nE continuiamo a portarcelo dietro, sempre, e non ci permette di essere presenti, di essere intelligenti.<br \/>\n\u00c9 una nuvola che ci circonda: non puoi vedere attraverso, tutto quanto appare distorto<br \/>\nLa mente \u00e8 viziata. La mente pu\u00f2 fare di un uomo un genio o un pirla. \u00c9 attraverso la mente che ti riveli al mondo.<br \/>\nMa ci\u00f3 che realmente siamo \u00e9 talmente pi\u00f9 nascosto, pi\u00f9 segreto, pi\u00f9 intimo, il vero \u00e9 difficile da raggiungere.<br \/>\nLa mente \u00e9 come un occhiale sporco, annebbia la nostra essenza, e permette di vedere solo cio che vuole,<br \/>\nmai cio che \u00e9.<br \/>\nLa mente, \u00e8 questa la dimora che preferisce<br \/>\nE il cibo di cui si nutre il mio signore.<\/p>\n<p>Solo se riesci ad andare oltre la mente<br \/>\nSolo se riesci ad alleggerire il tuo bagaglio,<br \/>\nSi solo cos\u00ec puoi andare verso l&#8217;alto.<\/p>\n<p>Me lo sussurravano spesso le mie piccole salamandre, mi incitavano a farlo:<br \/>\nVinc\u00e9&#8230;dai dai che puoi farcela<br \/>\nSi si si<br \/>\nIn pianura, oh si,<br \/>\nIn pianura si si, puoi portare con te molte valigie<br \/>\nMa se vai verso le alture, andrai, ahi ahi ahi ci\u00f2 che non \u00e9 necessario<br \/>\nSi si, Lo lascerai.<br \/>\nCos\u00ec \u00e9 cos\u00ec sar\u00e0<br \/>\nEt voila, padrone per te mai pi\u00f9 ci sar\u00e0<\/p>\n<p>Now,<br \/>\nla mia vita in apparenza era una meraviglia.<br \/>\nEro figo, ricco e carismatico.<br \/>\nTutti mi invidiavano.<br \/>\nMa tutto ci\u00f2 che facevo, per me non aveva sapore.<br \/>\nOgni cosa era a beneficio del mio padrone.<br \/>\nSe scopavo una donna, era il mio corpo quello che compiva l&#8217;atto, ma il piacere, l&#8217;estasi che ne derivava, quella, non era per me.<br \/>\nAlla lunga era davvero frustrante, credetemi.<br \/>\nMa niente potevo fare<br \/>\nE sopratutto, mio malgrado, dovevo pure farmi andare bene Vladimir.<br \/>\nQuel cane era di un&#8217;invadenza cosmica.<br \/>\nQuando non c&#8217;era il suo padrone mi scrutava con quegli occhi bui&#8230;Mi invadeva l&#8217;anima, mi incasinava la mente, mi procurava eclissi improvvise.<br \/>\nNon mi permetteva di potermi allontanare da lei, Io questo avevo capito:<br \/>\nLasciare la mente<br \/>\nQuella era la via per resettare tutti i programmi che mi erano stati inculcati e che avevano dato vita e forma ai miei incubi.<\/p>\n<p>\u00c8 la non conoscenza che porta verso la liberazione<br \/>\nBisogna abbandonare ogni sapere, tutte le teorie e dottrine<br \/>\nLa mente, quella, via, via, metterla da parte,<br \/>\nIl tempo, non esiste, non \u00e8 pi\u00f9 importante,<br \/>\nSolo il presente, questo che conta.<\/p>\n<p>Questo lo avevo capito, ma come fare?<\/p>\n<p>Le mie giornate passavano, e viste dal di fuori anche molto bene.<br \/>\nCazzo, hai visto Vincenzo?<br \/>\nChe, avr\u00e0 vinto il superenalotto?<br \/>\nSempre tutto tirato, macchine, belle donne&#8230;<br \/>\nManculicani che culo stu figghiu &#8216;ntrocchia.<br \/>\nIo ero triste invece.<br \/>\nPerch\u00e9 non ero io che avevo costruito tutto. Io ero vuoto. Solo un sacco che serviva da contenitore, dal quale entrava ed usciva a suo piacimento sua maest\u00e0 il demonio.<br \/>\nQuando c&#8217;era lui dentro di me, si capiva al volo<br \/>\nIndossavo la stramaledetta camicia rosa.<\/p>\n<p>Se non avete mai visto il diavolo, seguite questo indizio per individuarlo<br \/>\nIl Diavolo indossa sempre una camicia rosa.<\/p>\n<p>Un giorno, oh lo ricordo bene quel giorno.<br \/>\nL&#8217;ho incontrata. Non era una donna, era la donna. L&#8217;anima del mondo, la guaritrice di tutti i mali.<br \/>\nPerch\u00e9 il femminile, quando \u00e9 cos\u00ec puro, pu\u00f2 salvare il mondo.<br \/>\nLei, la Dea.<br \/>\nD come Donna<br \/>\nD come Dea<br \/>\nQuesto dualismo scorreva in lei come un fiume sotterraneo<br \/>\nScorreva sotto la crosta delle convenzioni, delle dimenticanze volute.<br \/>\nScorreva, nonostante tutto quello che nel corso dei secoli \u00e8 stato fatto per cancellarne la realt\u00e1.<br \/>\nLa sua forza era reale, autentica, indissolubile.<br \/>\nLei, il femminismo sacro.<br \/>\nLei, la Donna, l&#8217;altra met\u00e0 del cielo<br \/>\nLei, figlia della Ishtar babilonese, colei che cammina sul mare, la Regina del cielo<br \/>\nDea da secoli, quando come Dea suprema aveva la stessa dignita e lo stesso potere di Dio.<\/p>\n<p>A prima vista non avevo recepito tutto ci\u00f2.<br \/>\nAvevo per\u00f3 recepito la sua forza femminile<br \/>\nnei suoi occhi luminosi la certezza di aver ritrovato qualcosa di caro.<br \/>\nNon so perch\u00e9, ma era come se l&#8217;avessi gi\u00e0 conosciuta. In un&#8217;altra vita forse?<br \/>\nCi siamo fissati, ed una forza magnetica ci attirava l&#8217;uno verso l&#8217;altro.<br \/>\nIn un primo momento ho avvertito come uno sbandamento, temevo di crollare per terra.<br \/>\nPoi, mi si sono drizzati i peli delle braccia, mentre non riuscivo a staccare gli occhi dai suoi.<br \/>\nE quel giorno non avevo la camicia rosa.<br \/>\nQuel giorno ero io.<br \/>\nE lei \u00e8 di me che si \u00e9 innamorata.<\/p>\n<p>Non so se i suoi genitori l&#8217;avevano chiamata cos\u00ec perch\u00e9 sapevano, oppure \u00e8 stato solo frutto di un caso, un&#8217; inspirazione in una notte di luna.<br \/>\nSelene si chiamava.<br \/>\nE come la luna aveva un carattere duplice, era dispensatrice di luce e di buio.<br \/>\nPoteva darmi la vita o sospendermela, e questo solo con un sorriso o con un broncio.<br \/>\nEro totalmente preso da lei. E con lei ho ricominciato a vivere.<br \/>\nHo riscoperto l&#8217;attesa, l&#8217;ansia, la gioia, ed anche il sorriso ed il pianto.<br \/>\nTutte cose aliene ormai per me, povero guscio vuoto. Lei mi aveva ridato sangue ossigeno e respiro, e sono tornato ad essere una persona.<br \/>\nLa sua energia sembrava neutralizzare in parte il potere che il diavolo aveva su di me.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, il diavolo<br \/>\nPreso come ero da lei quasi lo stavo dimenticando.<br \/>\nEra un po&#8217; che non veniva ad indossare la camicia rosa.<br \/>\nStavo pensando questo quando le salamandre cominciarono a mugolare<br \/>\nSi si<br \/>\nSi si si colpa di chi, colpa di chi?<br \/>\nDi lei di lei, colpa di lei oh si<br \/>\nSelene ene a con la sua energia forza ti da<br \/>\nSi si si Il tuo corpo pi\u00f9 vibrante \u00e9<br \/>\nOhi ohi ohi<br \/>\nLui lui&#8230;Fa fatica ad entrare in te<br \/>\nAhi ahi ahi arrabbiato \u00e9<\/p>\n<p>Caspita<br \/>\nCerto.<br \/>\nQuando ero ridotto peggio di un colabrodo, lui non ha fatto nessuna fatica a prendersi me<br \/>\nOra io ho lei e lei mi ama. Lei Possiede la forza e l&#8217;energia, ha viaggiato, esplorato la sua oscurit\u00e0 e ora \u00e8 qui, a celebrare la sua luce<br \/>\nConosce la magia, i luoghi misteriosi, i luoghi sacri e li custodisce dentro di s\u00e9.<br \/>\nQuando cammina in qualsiasi luogo uomini e donne avvertono la sua presenza.<br \/>\nLei ha il potere e l&#8217;arrendevolezza, ed ha un corpo che ama, e questo \u00e9 comprensibile dal modo in cui si muove e in cui lo vive<br \/>\nIl suo corpo<br \/>\nLei desidera la bellezza, la luce, l&#8217;amore e fluisce con grazia nella vita.<br \/>\nHa una ferocia sensuale ed erotica che mostra senza paura, e il sesso \u00e8 il modo con cui condivide, con chi ama, il tocco del Divino.<br \/>\nConosce la fragilit\u00e0 e sa riconoscerla in me.<br \/>\nConosce il potere curativo dell&#8217;amore e sa che, insieme, si possono curare tutte le ferite,<br \/>\nE sa che io sono smarrito<br \/>\nE spaventato<br \/>\n\u00c8 qui per sanare le mie cicatrici poich\u00e9 lei cambia tutto ci\u00f2 che tocca<br \/>\nNon \u00e8 pi\u00f9 mente, solo Cuore.<br \/>\n\u00c9 una Dea.<\/p>\n<p>E non avendo mente, lui nulla pu\u00f2 contro di lei<\/p>\n<p>Io la guardavo e mi nutrivo di lei.<br \/>\nE prendevo forza, crescevo in consapevolezza.<br \/>\nAvevo capito che vivere non era nutrirsi del passato e neanche aspettare il futuro<br \/>\nVivere era ogni giorno Vivere il giorno<br \/>\nE accorgersi di come ogni cosa era incredibile, era incredibile aprire e chiudere gli occhi<br \/>\nMuovere le dita<br \/>\nRiuscire a sentire che i fiori hanno un profumo<br \/>\nLei mi faceva accorgere di cose che io ritenevo scontate da sempre.<br \/>\nE ora capivo che invece erano doni.<\/p>\n<p>Per chi non ha mai visto il diavolo<br \/>\nNon lo vedr\u00e0 se la sua mente liberer\u00e0<\/p>\n<p>La camicia rosa era appesa sul suo omino.<br \/>\nVladimir era accucciato accanto. Mi guardava torvo, e mi ringhiava.<br \/>\nLe salamandre squittivano spettegolando fra loro, e cantavano le stupidine<br \/>\nSelene ene a<br \/>\nCome era bello quando non eri qua<br \/>\nSelene ene a<br \/>\nVai vai<br \/>\nVai via di qua&#8230;<br \/>\nErano innocue. Solo un p\u00f2 deluse, non riuscivano pi\u00f9 a sentirsi utili da quando era arrivata la mia Dea.<br \/>\nTanto era cambiato, ero pi\u00f9 forte, pi\u00f9 consapevole.<br \/>\nNon ero pi\u00f9 preda dei miei incubi<br \/>\nE nei miei incubi c&#8217;era lui, il Diavolo.<\/p>\n<p>Ma ero ancora fragile, specie se lei non era con me.<br \/>\nEra dovuta partire, un problema con i suoi, che so!<br \/>\nFatto sta che era andata, nel tripudio generale delle salamandre e di Vladimir.<\/p>\n<p>\u00c9 andata via \u00e9 andata via<br \/>\nEhi ehi hai capito? \u00c9 andata via<br \/>\nSelene ene a<br \/>\nDi sicuro non \u00e9 qua&#8230;<\/p>\n<p>Pettegole&#8230;<br \/>\nAnche Vladimir era pi\u00f9 a suo agio, i suoi occhi neri lampeggiavano di gioia.<br \/>\nEro triste.<br \/>\nMille pensieri hanno cominciato ad affollare la mia mente. Paranoie su paranoie hanno cominciato a sporcarla<br \/>\nE la mente ingorda se ne \u00e8 nutrita, nutrita. Lei \u00e8 cresciuta, diventata appetibile,<br \/>\nE lui se n&#8217;\u00e8 accorto, ha sentito il suo invitante profumo<br \/>\nEd eccolo. \u00c8 arrivato sorridendo, e mi si \u00e8 ficcato dentro con una sonora risata.<br \/>\nHo sentito male.<br \/>\nLa testa mi scoppiava. Urlavo per i dolori lancinanti.<br \/>\nPoi, improvvisamente il silenzio ha accompagnato le sue parole<br \/>\nVincenzino caro<br \/>\nMio povero ridicolo Vincenzino<br \/>\nMa tu davvero credevi di poterti liberare di me&#8230;<br \/>\nIlluso<br \/>\nMi \u00e8 bastato far prendere un colpo al suo vecchio, e la tua bella non ci ha pensato un attimo a mollarti<br \/>\nDai, mettiti sta camicia che sono in astinenza.<\/p>\n<p>Quella notte<br \/>\nGovernato dal diavolo, non mi sono fatto mancare niente.<br \/>\nAlcol, donne,<br \/>\nDonne&#8230;parola grossa&#8230;fantasmi, sacchi vuoti rispetto alla mia Selene.<br \/>\nMa me ne sono fatte almeno cinque, e loro impazzivano di piacere con me e il diavolo dentro<br \/>\nDevo essermene portate a casa almeno due di loro<br \/>\nALmeno questo ho sentito che diceva secca la Selene, guardandomi severa.<br \/>\nUna era buttata sul divano, nuda, una nel letto con me&#8230;questo ha visto Selene al suo rientro.<br \/>\nPerch\u00e8 lei era tornata, e per me.<br \/>\nIo la guardavo, vedevo le sue labbra. Da come si muovevano credo che urlasse.<br \/>\nIo ero intontito. Ero sempre cos\u00ec quando lui mi lasciava, come sotto l&#8217;effetto di una droga.<br \/>\nE lei era li davanti a me, gesticolava, gli occhi lanciavano strali.<br \/>\nNon aveva niente della mia Dea in quel momento. Mi disturbava.<br \/>\nE cosi le ho messo una mano sulla bocca. Si divincolava.<br \/>\nE basta, voglio dormire, pensavo.<br \/>\nAllora ho stretto il suo collo<br \/>\nZitta sta zitta<br \/>\nLei mi guardava e i suoi occhi erano diventati enormi<br \/>\nPieni com&#8217;erano di un&#8217;insolita meraviglia, quella meraviglia che si prova entrando nella dimensione successiva alla vita.<\/p>\n<p>Penso di averla uccisa.<br \/>\nCredo di si<br \/>\nNon si muove pi\u00f9, ha la bocca spalancata e gli occhi sbarrati.<br \/>\nIo sono stanco. Vorrei solo dormire. Ma quelle due, le salamandre, dico, stanno urlando.<br \/>\nDio come stridono. Le afferro mentre si muovono sul comodino. Alla fine sono solo due fottute chiavi, le butto fuori dalla finestra.<br \/>\nVladimir mi guarda<br \/>\nGuaisce. Non mi fa paura. Gli do un calcio<br \/>\nScappa con la coda in mezzo alle gambe. In fondo \u00e8 solo uno stupido cane.<br \/>\nFantasie tutte fantasie. Lui il diavolo, lei, la mia dea.<br \/>\nPer\u00f2 lei ora \u00e9 li per terra<br \/>\nLe aggiusto il vestito, cos\u00ec, si ora va bene.<br \/>\nBella, composta e serena<br \/>\nDormi, dormi, guarda, mi sdraio qui, accanto a te.<br \/>\nOh che bel fresco, ti piace? Dormo con te, tesoro.<br \/>\nAspetta, una cosa ancora. Spoglio la camicia rosa. Che bel colore, sta bene con i miei occhi. Ma non mi serve pi\u00f9 ora.<br \/>\nCerco l&#8217;accendino. Cazzo dov&#8217;\u00e9? Quando cerchi una cosa non la trovi mai&#8230;eccolo.<br \/>\nD\u00f2 fuoco alla camicia e la butto sul divano.<br \/>\nDalla finestra entra una folata di vento. Il fuoco si arrampica anche sulle tende, lingue immense di fuoco sulle pareti, verso il soffitto.<br \/>\nScenografico.<br \/>\nOh, ecco l&#8217;inferno, penso.<br \/>\nE mi sdraio vicino a lei.<br \/>\nLe prendo la mano e chiudo gli occhi.<br \/>\nSono cos\u00ec stanco&#8230;.<\/p>\n<p>Se non avete mai incontrato il diavolo, non perdete le speranze.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_37151\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"37151\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Io non so voi Ma io Io L&#8217;ho visto. Il Diavolo intendo. E di certo non lo dimentico. La giornata era iniziata come tante altre. Una rottura di coglioni come sempre. Alle cinque del mattino la pastorino a raccogliere l&#8217;immondizia. Ma non capiscono che alle cinque del mattino la gente dorme? O almeno ci prova. 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