{"id":37129,"date":"2018-12-16T18:35:32","date_gmt":"2018-12-16T17:35:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37129"},"modified":"2018-12-16T18:35:32","modified_gmt":"2018-12-16T17:35:32","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-luna-park-di-debora-porfiri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37129","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Luna Park&#8221; di Debora Porfiri"},"content":{"rendered":"<p>Rimanevano tre gettoni gialli accartocciati nella mano di Agata. Le lettere in rilievo si sfregavano sotto la morsa della bambina, emanando un tintinnio plasticoso che nessuno poteva udire.<\/p>\n<p>Ogni gettone avrebbe aperto la porta a una gioia temporanea, a dei brividi effimeri, a delle goccioline di sudore che si sarebbero evaporate in un batter d\u2019occhio, o forse sarebbero volate vie con il <em>phon<\/em> di quella sera.<\/p>\n<p>Quei gettoni non sarebbero serviti, non quella sera, anzi, mai pi\u00f9. Sarebbero finiti prima in una tasca, in seguito in un cassetto, per l\u2019anno successivo. Per poi finire in un sacchetto della spazzatura, inceneriti in chiss\u00e0 quale discarica della regione: triste epilogo per tre gettoni vagabondi portatori di promesse da 2 franchi l\u2019uno.<\/p>\n<p>Agata li stringeva stretti, stretti nella sua manina. Non era ancora entrata nella casa degli specchi e aveva lasciato per ultima la sua attrazione preferita. Chiamarla giostra sarebbe stato esagerato: non c\u2019erano meccanismi elettronici, qualche lucina qua e l\u00e0, ma niente di <em>funzionale<\/em>. Tre scivoli, qualche zerbino da mettere sotto le chiappe e dei sacchi di sabbia per attutire il colpo. Ad Agata non piaceva l\u2019alta velocit\u00e0, n\u00e9 l\u2019oscurit\u00e0 e ancor meno l\u2019altezza. Forse erano brividi troppo grandi per lei. Aveva paura di avere paura.<\/p>\n<p>Come ogni estate, il luna park si era insediato vicino al campeggio, in riva al lago. L\u2019appuntamento era regolare, Agata non lo avrebbe perso per niente al mondo. Malgrado l\u2019anno in pi\u00f9 maturato dalla volta precedente, la bambina aspettava con ansia gli stessi momenti: gli specchi e gli scivoli. Quella sera era l\u2019ultima, dopodich\u00e9 gli orsetti che nessuno pesca mai sarebbero migrati verso nuovi lidi e nuove facce deluse.<\/p>\n<p>Agata e la sua famiglia erano appena tornati dalle vacanze al mare, il sapore del sole ancora fresco sulla pelle. Pap\u00e0 ci porti al luna park? aveva chiesto insistentemente la piccola. Nonostante le ore passate a guidare, il pap\u00e0 non voleva deludere Agata e sua sorella, gi\u00e0 pronte vicine alle valigie ancora da disfare. La mamma non ci sarebbe andata, figurati, il bucato non si fa mica da solo e poi hanno annunciato temporali, fareste meglio a stare a casa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E proprio al momento di entrare nella casa degli specchi, eccolo quel vento energizzante che preannuncia scompiglio. Agata l\u2019aveva sentito entrarle sotto la pelle, sembrava acqua con le bollicine. Non avevano neanche avuto il tempo di rifugiarsi in macchina: il cielo si era aperto su di loro, solo per dare ragione alla mamma, aveva pensato Agata. Il suolo non era stato in grado di assorbire tant\u2019acqua, cos\u00ec il Luna Park si era trasformato in pochi minuti in una piscina attraversata da cavi e tuoni. Il pap\u00e0 aveva preso Agata in braccio, mentre sua sorella correva nel fango, a piedi nudi per non rovinare i sandaletti appena comprati sul lungomare. La mamma lo avrebbe strozzato, gliel\u2019aveva detto o no che davano temporali? Agata stringeva il collo del suo pap\u00e0 tra i suoi gomiti, e i gettoni restanti nella sua mano destra. Le dispiaceva per sua sorella e i suoi sandaletti comunque fradici, ma la prossimit\u00e0 con il suo pap\u00e0 non aveva prezzo, neanche quello dell\u2019amore fraterno.<\/p>\n<p>Mentre l\u2019acqua non dava segno di smettere, i tre avevano trovato riparo sotto la pensilina del <em>punching ball<\/em>, ormai spento. Sotto ogni giostra si potevano intravvedere gruppuscoli inzuppati, non necessariamente nuclei familiari, eppure bagnati uguali, quasi euforici di aver condiviso un\u2019attrazione imprevista. Che fosse in occasione dell\u2019ultima serata?<\/p>\n<p>Anche Agata provava un\u2019ebbrezza inaudita, un misto di libert\u00e0 e trasgressione che per anni avrebbe associato all\u2019estate. Guardando alternativamente suo padre e sua sorella, cercava di carpirne i veri sentimenti, non quelli rassicuranti che volevano trasmettere a lei, la piccola di casa, un po\u2019 paurosa e dalla lacrima facile. Il divertimento iniziale aveva lasciato spazio a un\u2019inquietudine serpeggiante, l\u2019acqua continuava a scendere e a salire lungo le caviglie. Era tardi ormai, la mamma doveva essere preoccupata da morire, bisognava rientrare ed affrontare il torto marcio.<\/p>\n<p>Nel frattempo, Agata aveva cominciato a tremare in braccio al suo pap\u00e0. Le lacrime facevano tutt\u2019uno con le gocce di pioggia calde e graffianti. Era stanca, voleva tornare a casa anche se sapeva benissimo che cosa li aspettava. Allora il pap\u00e0 aveva deciso di correre, correre, correre fino al posteggio sterrato dall\u2019altra parte della strada. Dopo qualche breve istruzione, il trio si era tuffato nella pioggia, sulla strada buia illuminata solo dai fari e dai lampi, dentro alle pozze senza confini. Agata &#8211;\u00a0 dalla sua postazione privilegiata &#8211; poteva quasi immaginare il piacere di saltare in quelle pozzanghere, e <em>splish<\/em> e <em>splash. <\/em>Non vedeva l\u2019ora di arrivare alla macchina, per placare la paura che sentiva crescere attorno a lei, e al tempo stesso desiderava che quella corsa non finisse mai, che rimanessero loro tre con quell\u2019elettricit\u00e0 nell\u2019aria e quell\u2019odore di temporale estivo che scompiglia i piani e d\u00e0 ragione alla mamma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_37129\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"37129\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rimanevano tre gettoni gialli accartocciati nella mano di Agata. 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