{"id":37028,"date":"2018-11-27T13:01:24","date_gmt":"2018-11-27T12:01:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37028"},"modified":"2018-12-03T18:14:40","modified_gmt":"2018-12-03T17:14:40","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-wesolych-swiat-buon-natale-di-lukas-bernardini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=37028","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Wesolych Swiat!&#8221; (Buon Natale) di Lukas Bernardini"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 la neve tutto intorno. La slitta corre veloce nell\u2019aria tagliente, fra gli alberi spogli e grigi, come grigia \u00e8 la luna a cui cantano i lupi. Le nuvole nere hanno bordi argentati. Stride il metallo scivolando sul ghiaccio, le renne sbuffano. I colpi sordi dei loro zoccoli sulla neve battuta si susseguono a ritmo serrato.<\/p>\n<p>Ha lo sguardo torvo il grande uomo vestito di rosso. La barba ispida nero-grigiastra incornicia labbra carnose, piegate all\u2019ingi\u00f9 in una smorfia severa. Le sopracciglia sono folte, unite al centro, una spessa linea nera che sovrasta gli occhi. Ma gli occhi si vedono appena. Sono piccoli fuochi in fondo a due caverne buie. Porta un cappello, questa specie di orco, di un rosso cupo bordato di bianco. Fa schioccare la frusta e le renne spingono, attraverso la calma ovattata del bosco. Accanto all\u2019uomo, sul sedile della slitta, \u00e8 appoggiato un grosso e paffuto sacco marrone, legato a un\u2019estremit\u00e0 con un laccio.<\/p>\n<p>La neve si fa morbida, fra salite e discese, e poi di nuovo dura, nel lungo tragitto. L\u2019uomo si riscalda bevendo vodka da una fiaschetta di vetro. Di colpo tira con forza le redini e le renne frenano. La slitta si ferma davanti a una casetta isolata. Una rossa luce intermittente proviene dall\u2019interno. L\u2019uomo barbuto d\u00e0 un ultimo sorso dalla fiaschetta, poi si accorge che \u00e8 vuota e la getta con disappunto al suolo. Una delle sue renne scorreggia. L\u2019uomo si limita a lanciarle un\u2019occhiata, senza dire nulla. Dal suo lungo gabbano rosso estrae un vecchio libretto nero e controlla se l\u2019indirizzo della casa \u00e8 quello giusto. Afferra il grosso sacco marrone e si avvicina alla porta d\u2019entrata. Fa per entrare, ma con sua grande sorpresa la porta \u00e8 chiusa a chiave. Insiste per un po\u2019, strattonando la maniglia con vigore, si arrabbia. Si mette a imprecare a voce alta, in una lingua che suona come il russo o il polacco. Torna deciso alla sua slitta e dalla parte posteriore estrae una sbarra di ferro, in tutto simile a un piede di porco, e si rif\u00e0 sulla porta.\u00a0 La apre con un colpo secco. Entra. Attraversa un corridoio ed arriva nel salotto.<\/p>\n<p>\u00c8 un salotto caldo, accogliente, con la brace ancora rovente nel camino e un grazioso albero di natale, folto di foglie e pieno di stelle, con delle grosse palle colorate attaccate ai rami, alcune delle quali si accendono e si spengono, ritmicamente, assieme ad altre lucette sparse. L\u2019uomo apre il suo sacco marrone e tira fuori un paio di regali infiocchettati. Li depone sotto l\u2019albero. Si guarda intorno e comincia ad aprire tutti gli sportelli dei mobili del salotto, febbrilmente, senza curarsi del tramestio nel silenzio della casa addormentata. All\u2019improvviso il suo volto si illumina e gli sfugge un lungo sospiro profondo:<\/p>\n<p>? Oooh\u2026<\/p>\n<p>Ha trovato il mobile degli alcolici. Prende una bottiglia e ne controlla l\u2019etichetta avvicinandola alla fievole luce dell\u2019albero. Vodka. La apre. D\u00e0 una lunga sorsata. \u00c8 scosso da un brivido, fa schioccare la lingua. Afferrato il sacco, con aria soddisfatta esce dalla casa chiudendo malamente la porta sfasciata dietro di s\u00e9.<\/p>\n<p>La slitta riparte, le renne tornano a correre sotto i colpi della frusta, mentre l\u2019uomo accompagna il suo cammino alternando ai sorsi di vodka le parole confuse di una stonata nenia natalizia. Sullo sfondo si distinguono le luci di un vicino villaggio.<\/p>\n<p>Di casa in casa, questo Babbo Natale alquanto insolito, ubriacone e dai modi rozzi, va ripartendo i suoi regali sotto gli alberi illuminati, lasciando ovunque pesanti tracce del suo passaggio e afferrando una bottiglia ogni volta che ha finito la precedente, mentre il suo canto si fa sempre pi\u00f9 allegro e confuso.<\/p>\n<p>La renna scorreggia nuovamente.<\/p>\n<p>?<em>Boze! <\/em>? esclama l\u2019uomo, divertito. Poi le domanda qualcosa e, ridendo, riprende il cammino. Il villaggio sembra immerso in un sonno profondo, mentre la slitta attraversa la piazza deserta. L\u2019orologio del campanile segna le tre. La finestra della vecchia taverna \u00e8 illuminata, qualche ubriaco sta intonando un canto di soldati, fra le risa e gli strilli delle donne.<\/p>\n<p>La slitta rallenta. Si arresta. Il grande sacco marrone \u00e8 ormai quasi vuoto, e gli occhi profondi dell\u2019uomo si soffermano sulla vecchia taverna. Li pu\u00f2 vedere, l\u00e0 dentro, mentre brindano con i grossi boccali pieni di birra, le donnacce poco vestite e troppo truccate, le bottiglie di vodka rovesciate sui tavoli.<\/p>\n<p>Guarda di nuovo l\u2019orologio della chiesa. Apre il grande sacco e lo fruga con il braccio. Non rimane che un regalo. L\u2019ultimo. L\u2019uomo dice qualcosa alle renne e, sceso dalla slitta, si avvia verso la taverna.<\/p>\n<p>Apre la porta con violenza. Sulla taverna scende il silenzio. I suoi passi pesanti risuonano nell\u2019aria viziata ed asprigna. L\u2019uomo tuona il suo ordine all\u2019oste guercio e panciuto che lo guarda con sospetto. Questi con riluttanza gli serve un grosso boccale di birra.<\/p>\n<p>Non passa molto tempo che nella taverna si \u00e8 tornati a cantare e a brindare. Con la sua voce profonda e possente l\u2019uomo racconta e racconta, un attimo ride e il successivo inveisce, si arrabbia, grida, scalcia, prende gli uomini per le orecchie, afferra le donne per la vita e le siede sulle sue forti ginocchia, poi le spinge via e si mette a cantare, in russo e in polacco, vecchie canzoni che lo commuovono.<\/p>\n<p>Presto gli animi si surriscaldano e gli altri uomini della taverna, stanchi delle prepotenze di questo orco venuto dal bosco che vuole per s\u00e9 tutta l\u2019attenzione e sembra venuto apposta per rovinargli la festa, si mettono d\u2019accordo e lo attaccano, tutti insieme, simultaneamente. E volano le botte. Le donne gridano spaventate.<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019alba. I raggi di un pallido sole fanno capolino fra i tetti bianchi delle case del villaggio. L\u2019uomo barbuto emette un lungo gemito. Apre gli occhi, con fatica. Il suo volto \u00e8 arrossato, un po\u2019 di sangue rappreso gli incrosta i baffi sotto le narici, ha qualche graffio e un occhio semichiuso bordato di viola. \u00c8 sdraiato nella parte posteriore della sua slitta. Le due renne sono ancora attaccate. L\u2019uomo si tira su con la schiena, facendo una smorfia di dolore e portandosi le mani sui reni. La piazza \u00e8 sempre deserta. La taverna \u00e8 chiusa e l\u2019interno \u00e8 buio.<\/p>\n<p>L\u2019uomo si guarda intorno.\u00a0 L\u2019orologio del campanile segna le sette e un quarto. Sgrana gli occhi, ha un sussulto. Afferra il sacco marrone, lo apre e infila dentro le mani. Il regalo \u00e8 ancora l\u00ec.<\/p>\n<p>Parte come un fulmine, frusta alla mano, imprecando a voce alta fra le vie del villaggio. Lo attraversa tutto fino alla zona pi\u00f9 povera, dove le case sono fatte di legno e sulle finestre non ci sono vetri, per le vie ci sono i rottami di vecchie slitte, e qualche cane magro si aggira in cerca di un osso spolpato. L\u2019uomo estrae dal gabbano il suo libretto e controlla l\u2019indirizzo. Il nome della via \u00e8 scritto a mano con vernice nera su due pezzi di legno inchiodati insieme.<\/p>\n<p>La casa che cercava \u00e8 una baracca, con il tetto di lamiera e i buchi nelle pareti, qualche vecchio straccio fa da tenda nei vani usati come finestre, la porta d\u2019ingresso \u00e8 tutta storta e sconquassata. L\u2019uomo scende dalla slitta e si avvicina alla casa. Sposta leggermente uno degli stracci e d\u00e0 una sbirciata all\u2019interno. \u00c8 il luogo pi\u00f9 misero che si possa immaginare, non c\u2019\u00e8 nulla alle pareti e una sola candela illumina fievolmente l\u2019ambiente. Un bambino, sui sette anni, magro e mal vestito, siede per terra abbracciandosi le ginocchia con aria triste e sconsolata, davanti a un sottile tronco spoglio conficcato in un vaso, con un ramo che spunta a un lato e a cui \u00e8 appesa una vecchia pallina natalizia, tutta scolorita e con un buco. Ai piedi del suo povero albero nessun regalo.<\/p>\n<p>All\u2019uomo si stringe il cuore. Si porta una mano alla bocca e guarda in giro sgranando gli occhi. Poi torna a sbirciare dalla finestra.\u00a0 \u00c8 apparsa una donna nella stanza, la madre del piccolo, anch\u2019essa vestita di stracci e segnata da anni di miseria. Si avvicina al bambino gli mette una mano sulla spalla, dice qualche parola, cercando di consolarlo, ma \u00e8 tutto inutile. Allora afferra una specie di coperta e se la getta sulle spalle, quindi si avvia verso la porta. L\u2019uomo corre a nascondersi dietro l\u2019angolo, biascicando parole incomprensibili.<\/p>\n<p>Non appena la donna si \u00e8 allontanata l\u2019uomo si affaccia alla finestra e vede che il bambino sta camminando mestamente verso un\u2019altra stanza. In tutta fretta l\u2019uomo si precipita alla slitta e afferra il sacco marrone poi, con cautela, apre la porta e s\u2019infila dentro abbassandosi per non sbattere con la testa. Arrivato davanti all\u2019albero infila silenziosamente il braccio nel sacco per estrarre il regalo. Ma in quell\u2019istante una voce infuriata e squillante lo paralizza in quel gesto. L\u2019uomo si gira lentamente con lo sguardo intimorito. Il bambino lo fissa con gli occhi lucidi e pieni di collera. Le mani chiuse a pugno sui fianchi.<\/p>\n<p>? <em>O Boze, Boze! Gdries ty bye? Czekam i czekam! <\/em><\/p>\n<p>L\u2019uomo cerca di giustificarsi, ma il bambino \u00e8 furioso e non sente ragioni, continua a gridargli addosso. Allora estrae dal sacco il regalo e lo porge al bambino. Questi si zittisce all\u2019improvviso e, come colpiti da un lampo, i suoi occhi si infiammano. Avvicina le manine al pacco, con esitazione, quindi lo afferra e lo porta a s\u00e9. Con lo sguardo pieno di meraviglia comincia a sciogliere il fiocco, senza fretta per prolungare il piacere. Intanto l\u2019uomo raggiunge lentamente la porta ed esce con discrezione, sapendo che ormai l\u2019attenzione del bambino \u00e8 tutta concentrata sul regalo. Rimonta sulla sua slitta e con uno schiocco di frusta fa ripartire le renne, dopo aver concesso una dolce carezza ad entrambe.<\/p>\n<p>Tolta la carta il bambino scopre una scatola. Colmo di emozione comincia ad aprirla, sempre con gesti lenti. Guarda dentro. Per un momento resta fulminato. Poi il suo volto si scioglie in un enorme sorriso di stupore. Infine, preso come da una strana frenesia, il bambino comincia a ridere incontrollatamente.<\/p>\n<p>Mentre sulla slitta il grande uomo ha ripreso a cantare la sua nenia natalizia sfrecciando fra le ultime case del villaggio, la madre del bambino fa ritorno verso casa tristemente, a mani vuote. Ma poco dopo \u00e8 anche lei nella misera stanza, insieme al figlio, scossa dai tremiti dello stesso delirio, incapace di smettere di ridere, con le lacrime agli occhi. I due si abbracciano ridendo.<\/p>\n<p>Babbo Natale \u00e8 ormai lontano, ma il suo canto non cessa di echeggiare fra gli alberi innevati del bosco. Il sole splende nel cielo terso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_37028\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"37028\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 la neve tutto intorno. 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