{"id":370,"date":"2008-12-26T19:26:35","date_gmt":"2008-12-26T18:26:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=370"},"modified":"2008-12-26T19:26:35","modified_gmt":"2008-12-26T18:26:35","slug":"il-faro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=370","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Il Faro&#8221; di Lorenzo Mannella"},"content":{"rendered":"<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><strong>I. L\u2019ago di pietra<\/strong><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Hans! Diavolo, Hans! Ma cosa fai, dormi?<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Come? Io? No, non io, stavo solo facendo riposare gli occhi.<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\">Hans scosse stancamente il capo e si pass\u00f2 una mano sul volto impiastricciato dalla salsedine. Oltre il parapetto, una ventina di metri pi\u00f9 sotto, il mare si gettava sulle rocce con cupi ululati, mordendo con rabbia spumeggiante lo scoglio solitario su cui sorgeva il faro, un ago di pietra incastonato sul dorso del mondo, esposto alla furia dell\u2019oceano, suppliziato dalla impietosa grandezza del cielo. Neri banchi di nubi si estendevano fino all\u2019orizzonte, soffocavano il tramonto e presagivano, agli occhi arrossati dei due guardiani, che presto la notte avrebbe scatenato la propria tempesta. Jacob sput\u00f2 verso il mare con innato disgusto, gettando poi alle spalle della propria saliva una buona dose di bestemmie.<\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Maledetto Oceano, il Diavolo lo inghiotta! Si prepara un bel fortunale, lass\u00f9 fra quelle nubi! Cosa farai Hans\u2026 riuscirai ad addormentarti con la faccia picchiettata dalla grandine?<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\">Jacob scoppi\u00f2 in una fragorosa risata e, venti metri sopra l\u2019oceano, scopr\u00ec i denti marci in un crudele sorriso di sfida. Sput\u00f2 ancora, imprecando ad alta voce. Hans si strinse nell\u2019abbraccio della pesante pelliccia e rimase a contemplare il cielo plumbeo che divorava l\u2019orizzonte, trafitto dagli ultimi bagliori di un tramonto sopito. Diede le spalle al parapetto e si volt\u00f2 verso la costa, dove l\u2019alta scogliera frastagliata offriva riparo alla chiassosa e biancheggiante comunit\u00e0 dei gabbiani. Le eleganti ali degli uccelli si affrettavano a raggiungere i nidi a picco sul mare. Dopo un lungo silenzio Hans trov\u00f2 infine le parole giuste, o forse quelle meno inadatte.<\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Tutte le notti, dopo il mio ultimo turno, vengo visitato da un incubo. Non ho neppure il tempo di toccare le coperte, cado addormentato, come se stessi morendo. Ogni notte lo stesso incubo mi tormenta. Mi sveglio urlando, il mare copre la mia voce, e non riesco pi\u00f9 ad addormentarmi.<\/em><\/p>\n<p><em><\/em>Jacob contrasse i lineamenti del volto, ascoltava le parole di Hans senza battere ciglio, e come egli ebbe terminato si schiar\u00ec la gola ed emise un profondo sospiro. Non era la prima volta che capitava di udire questa storia dalle labbra di Hans, sarebbe forse stato il caso di prestarvi ascolto.<em><\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Hans\u2026dovresti smetterla di attaccarti alla bottiglia, questo \u00e8 il tuo vero problema. Sei un povero ubriaco!<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; No! Non si tratta di questo! Bevevo, si, molti anni fa\u2026 ma ora \u00e8 diverso. <\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>-Tu\u2026 bevevi? Diciamo piuttosto che ti ubriacavi peggio di un cane. Visto che ti piace raccontare le tue storie, perch\u00e9 non mi rinfreschi la memoria? Non fosti tu il timoniere di quel naviglio che si aren\u00f2 sulle secche quando ancora il sole segnava il mezzod\u00ec? <\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Quella \u00e8 una storia di quindici anni fa.<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Se fosse l\u2019unica ti potrei dare ragione, ma ce ne sono altre. Molte altre. Non cercare di ingannare te stesso. Sei un ubriaco. Sei solo un vecchio marinaio ubriaco. <\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Ti diverte cos\u00ec tanto prenderti gioco di me?<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Si.<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\">Jacob ridacchi\u00f2 mostrandogli il sorriso giallastro, sapeva bene che il vecchio Hans era un tipo strano, avanti con gli anni, il cervello forse compromesso dai fumi dell\u2019alcol. Si limit\u00f2 ad assestargli una sgradevole pacca sulla spalla e si diresse verso la porta che introduceva all\u2019interno del faro. Si volt\u00f2 per salutarlo e lasciarlo al suo turno. Le nubi si addensarono in cielo ed i primi tuoni riecheggiarono in lontananza, sopra il mare, prorompendo in assordanti echi che si diffusero fino al limitare delle scogliere, dove la prolifica colonia dei gabbiani si trovava instancabilmente in pieno fermento.<\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Vado a coricarmi. Questa nottata tocca a te solo, mi devi ancora ripagare il favore.<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Si, certo.<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Stai attento alla lanterna, gli schermi sono ancora da riparare. Basta una ventata, od anche uno spiffero per spegnerla.<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Far\u00f2 attenzione.<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Ah, dimenticavo! Se ti capita di vedere il Capitano, porgigli i miei ossequi!<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\">Con un tonfo richiuse la porta dietro le proprie spalle. La sua greve risata di scherno riecheggi\u00f2 per tutto il faro, rimbombando fra le pareti di pietra. Hans rimase in silenzio, mormor\u00f2 qualche parola fra le labbra. Il vento stava rinforzandosi, il mare mugghiava ai piedi del faro, si muoveva come se avesse voluto soverchiare gli scogli e divorare la distanza che lo separava dalla fredda e balenante luce della lanterna.<\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\">\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\">\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><strong>II. La tempesta<\/strong><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\">Venne infine la tempesta. Esplose in tutta la propria furia e scaten\u00f2 i fulmini sul ventre scosso del mare, grid\u00f2 con la voce del tuono ed attese la risposta fragorosa delle onde. Hans percepiva il sublime terrore della natura penetrargli fin dentro le ossa, e non si trattava solamente della fitta pioggia gelida. La tempesta era ovunque. In mare il cielo riversava la propria anima, le onde sembravano risalire fino ad esso, sfiorare le nubi, per poi precipitare ancora in una immensa cascata e riprendere la propria danza vorticosa. Il vento trasportava la voce della tempesta, l\u2019acqua graffiava la pelle, gli occhi socchiusi desistevano dal continuare a guardare, eppure non potevano farne a meno. Hans riusc\u00ec ad alzarsi e a sporgersi appena con il busto dal parapetto: gli scogli alla base del faro erano scomparsi, inghiottiti dalle onde che ora lambivano le pietre dell\u2019ingresso. Le scogliere si stagliavano in lontananza, figure tremolanti in un mare di ombre spezzate dalle saette. Appena sopra la testa di Hans, la luce della lanterna fiammeggiava amplificata dal gioco di specchi curvi. Gli schermi sembravano reggere pi\u00f9 che bene l\u2019assalto della tempesta. Stranamente, il globo di luce sembrava non risentire delle perturbazioni, splendeva di una luce spettrale ed intangibile, come se fosse il parto di una stella ultraterrena, il cui pallido sembiante appare agli occhi dei mortali dimezzato, ed ancora dimezzato, per non dire ridotto di altre innumerevoli grandezze. Hans socchiuse le palpebre, poi le riapr\u00ec. Due, tre, quattro volte. La tempesta gli concesse un breve attimo di tregua ed i suoi occhi poterono accorgersi di una luce tremolante che lentamente si materializzava fra le onde. Scomparve in un baleno, prima ancora che egli potesse rendersi conto di averla effettivamente vista. Riapparve subito dopo,\u00a0 seguendo il moto delle onde sal\u00ec sulla gobba di un cavallone e si gett\u00f2 a capofitto nelle viscere del mare. Riemerse. Ancora, ed ancora. Si avvicinava, divenendo sempre pi\u00f9 nitida e intensa. Hans cerc\u00f2 conferma di ci\u00f2 che aveva intravisto sporgendosi ancor pi\u00f9 dal parapetto, quando un boato cupo e assordante colm\u00f2 tutto il cielo, sopprimendo ogni altra voce della tempesta, che al suo pari pareva quasi il fremere di uno stelo. Pietrificato, Hans si accasci\u00f2 a terra coprendosi il capo con le braccia e temette per un attimo che il mondo si fosse spezzato sotto il peso dei colpi dell\u2019uragano. Non sbagliava affatto. Alle sue spalle, le scogliere erano scomparse sotto un muro d\u2019acqua dalla portata immensa, il livello stesso dell\u2019oceano sembrava essersi decuplicato tutto d\u2019un tratto per sommergere la terra. Ora la incombente massa d\u2019acqua si allargava fino ad oscurare l\u2019orizzonte gi\u00e0 tetro, seppur si limitasse nel mantenere una certa distanza dal faro. Circondato dall\u2019oceano, il sottile ago di pietra si ritrov\u00f2 ad essere soverchiato dalla tempesta, e il boato si fece talmente forte che ogni altro rumore perdette di significato. La lanterna del faro non risentiva della presenza opprimente del muro d\u2019acqua, ma conservava una purezza nitida ed irreale. Una seconda luce si accese a pochi metri, nell\u2019ombra annichilente dell\u2019immenso oceano. Apparve una nave, la cui prua solcava i flutti piegandoli con la forza di mille mostri. L&#8217;immenso scafo dallo scuro fasciame scivolava sulla cresta dell\u2019onda lasciando una ferita che mai si sarebbe rimarginata. La nave stessa era immensa, come la tempesta che la cullava. Gli alberi velati di neri lembi stracciati, scossi e seviziati dal vento, imprimevano un\u2019innaturale e irrefrenabile propulsione al vascello, ornato di minuziosi e sofisticatissimi fregi che lo rendevano una visione unica ed angosciante. Il ponte desolato non ospitava nessun membro dell\u2019equipaggio. Solo sulla prua, l\u00e0 dove una polena dalle fattezze grottesche si protendeva fieramente in avanti, si intravedeva una figura rischiarata da un bagliore. Hans lev\u00f2 lo sguardo inebetito proprio in quella direzione, ed incroci\u00f2 gli occhi di colui che portava la lanterna gemella, fonte irreale di una luce simile a quella del faro. Bulbi rossastri, sanguigni, risplendevano nelle orbite scure e scavate di un volto scarnificato, un teschio dal morso calcificato e cadente, intagliato intorno ad un sorriso beffardo ed allo stesso tempo crudele. Questi era il Capitano, signore delle tempeste. Una figura agghiacciante, dalle vesti logore e consunte, divorate dal tempo e dalla Morte stessa. Scheletrico invero nelle proprie fattezze, eppure cos\u00ec imponente e viscerale. Miasmi nefandi proruppero dalla sua carcassa immonda quando dischiuse le fauci e punt\u00f2 il dito indice in direzione del corpo inerme di Hans, mirando all\u2019altezza del suo cuore. In risposta al suo gesto di comando il cielo collass\u00f2 su se stesso e crepit\u00f2 in un\u2019esplosione di luce. Un fulmine spezz\u00f2 le nubi e si abbatt\u00e9 sulla cima del faro.<\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\">Hans si svegli\u00f2 urlando, accasciato contro la porta del faro, le mani protese disperatamente di fronte a s\u00e9 per difendersi dall\u2019orrore dell\u2019incubo. Hans poteva chiaramente distinguere il sudore gelido che gli imperlava la fronte dal piacevole tocco della pioggia invernale, i suoi occhi sconvolti fissarono a lungo l\u2019oceano ed il vuoto oltre il parapetto. La tempesta e la notte avevano oscurato il cielo, il cupo rintocco delle onde sugli scogli scandiva quelle che erano le ore pi\u00f9 buie. Hans riusc\u00ec ad alzarsi in piedi strusciando con la schiena sulla parete di pietra, accarezzata disperatamente per accertarsi di non aver perduto l\u2019unica difesa che gli era rimasta contro il mare. Il vento fischiava sul suo volto sferzandolo, la tempesta gorgogliava incessantemente spandendo ovunque una pioggia fitta e battente, mentre tuoni e fulmini in lontananza minacciavano di avventarsi sul solitario scoglio del faro. Il mare mosso dalle alte onde ruggenti si dimenava conflagrando su se stesso con furia rinnovata, eppure alle spalle di Hans le scogliere non erano state ancora vinte. Il dorso nero delle rocce si affacciava sul teatro della tempesta senza prendere parte allo spettacolo. La luce della lanterna balenava invincibile sulla sommit\u00e0 del faro, rifrangendosi nella pioggia in miriadi di gocce incandescenti. Hans si trovava ora in piedi, con i gomiti appoggiati al parapetto ed il volto perso nel vortice della tempesta.<\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\">\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><strong>III. Il Capitano<\/strong><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Diamine! Sono ancora vivo!<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\">Esclam\u00f2 infine liberandosi del pastoso silenzio che gli aveva serrato le labbra per alcuni minuti. Con la mano destra si strinse il cuore, ed avvert\u00ec i suoi battiti frenetici rallentare a poco a poco. La porta alle sue spalle si spalanc\u00f2 accompagnandosi con il gracchiante gemito rugginoso dei cardini. Jacob apparve sulla soglia, rattrappito e imbacuccato nella propria pelliccia, lo sguardo torvo parve presagire la breve ma concitata serie di bestemmie che sarebbe prorotta a momenti dalla sua bocca distorta.<\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Il Diavolo ti stramaledica, Hans! Con le tue urla sei riuscito a svegliarmi nel mezzo di una tempesta. Cosa ti prende? Sei di nuovo ubriaco? Diavolo! Guardati! Hai la faccia stravolta! Vecchio pazzo!<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Jacob, sei tu. Posso spiegarti. L\u2019incubo, l\u2019incubo del Capitano!<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Taci, vecchio ubriacone, stai delirando! <\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Jacob, ascoltami&#8230;questo \u00e8 un segno. Lui verr\u00e0!<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Non voglio starti a sentire. Vattene! Vattene a dormire! Al faro ci penso io!<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Jacob!<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Vai, ho detto! E ritieniti fortunato che la lanterna non si sia spenta, vedo la luce di una nave, laggi\u00f9.<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\">Jacob si avvicin\u00f2 al guardiano e protese la mano per indicare un bagliore sommesso che si faceva strada fra le onde. Scomparve fra i flutti, riapparve, si inabiss\u00f2 e poi riemerse. Attirata dal bagliore del faro la seconda luce sembrava muoversi proprio nella direzione dei due guardiani. Un fulmine attravers\u00f2 il cielo diffondendo per un attimo la luce nel vortice inchiostrato della tempesta. Il volto di Hans, contratto in una maschera di insano terrore, fu quasi scavato dalla luce del lampo, infossato e teso nei propri lineamenti, reso spettrale e tremante dalle ombre che si addensavano negli occhi dilatati dalla pazzia.<\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Hans, che succede?<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; E\u2019&#8230; \u00e8 Lui!<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Chi?<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; E\u2019 Lui!<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Hans, tu sei malato.<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Il Capitano!<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Hans, non dire idiozie!<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; No, non mi avr\u00e0 mai!<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Hans!<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\">Hans scontr\u00f2 con furia la spalla di Jacob e si lanci\u00f2 verso l\u2019ingresso del faro incespicando sulla soglia. Cadde precipitosamente in avanti e, abbattendosi di peso sulla porta, la dischiuse. Si appese goffamente alla maniglia per non cadere, annaspando ancora prima di rimettersi in piedi e imboccare le ripide scalette di pietra che conducevano in alto. Urlava come un pazzo. Jacob si gett\u00f2 alle sue spalle nel tentativo di fermarlo, non sapeva bene fino a che punto sarebbe potuto spingersi. Trov\u00f2 il tempo per masticare una bestemmia a denti stretti, lanciandosi poi anch\u2019egli oltre la porta, su per le scale. Al termine della breve rampa di scale a chiocciola, allocata su una vera e propria piattaforma, si trovava la piccola stanza della lanterna, il culmine assoluto del faro, a cui si accedeva tramite una botola ricavata dalle assi del robusto pavimento. Uno spazio angusto, dominato dal bagliore di una voluminosa lanterna ad olio circondata da una serie di specchi argentati. La luce, amplificata, confluiva grazie ad un gioco di riflessi fuori dalle vetrate a tutto tondo, schermate da vetri smerigliati, malamente incastonati sugli scheletri di robusti infissi di ferro. Hans stava quasi per varcare il bordo della botola, quando si sent\u00ec afferrare e trattenere saldamente per una gamba. Cadde rumorosamente sulle assi del pavimento, sbattendo la faccia sul legno umido, mentre ancora scalciava furiosamente nel vano tentativo di liberarsi. Jacob non mollava la presa, si iss\u00f2 oltre la botola immobilizzando entrambe le gambe del compagno, ridotto cos\u00ec all\u2019impotenza. Poteva vederlo, ora, mentre cercava di trascinarsi in avanti, forzando sui gomiti, per raggiungere la luce della lanterna. Annaspava in preda alle convulsioni, protendeva le mani verso la luce nel tentativo di ghermirla e farla sua. Jacob non desistette, guadagn\u00f2 una migliore presa sulle ginocchia di Hans e si impunt\u00f2 sul bordo del pavimento per impedirgli di muoversi.<\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Hans, fermati! Hans! Diavolo, ma cosa ti \u00e8 preso?<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; No. No. No.<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Hans, calmati\u2026 guardami, sono io!<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; No. No. No.<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Hans!<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Non voglio morire\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\">Una voce raggiunse Hans: era la tempesta, che si era insinuata fin dentro il faro per sussurrargli all\u2019orecchio. Il fulmine fece il resto, sfior\u00f2 la sommit\u00e0 del faro colpendo, chiss\u00e0 poi dove, nelle immediate vicinanze. Gracchi\u00f2 esplodendo nella sua luce accecante, ed invest\u00ec la piccola stanza della lanterna, sciamando prepotentemente fra le fessure degli infissi. I vetri si incendiarono di un riflesso bruciante, ed Hans vide giungere la luce del Capitano, insinuarsi fra le pietre del faro e penetrare fino alla lanterna gemella che giaceva all\u2019interno. Parve quasi per un attimo che i due bagliori si cercassero e si rispondessero di comune accordo, compenetrandosi l\u2019uno nell\u2019altro. Tutto fu pieno di luce, nella stanza. Ogni cosa apparve pi\u00f9 chiara e nitida sotto l\u2019influsso della luce assoluta. Il volto contratto di Jacob, la voragine della botola, gli specchi d\u2019argento, la sagoma della lanterna. La ruvida sensazione del legno grezzo sulle dita. Hans trov\u00f2 con la mano la pesante estremit\u00e0 di un bastone abbandonato chiss\u00e0 come a terra. Strinse i denti e lo sollev\u00f2, per poi scivolare sul proprio fianco e percuotere selvaggiamente l\u2019aria di fronte a s\u00e9. La luce scomparve, ed il rombo del tuono scosse i vetri ancora impressionati dal bagliore, a tal punto che Hans non avvert\u00ec lo sciogliersi della presa sulle sue gambe. La stanza non risuonava pi\u00f9 della concitazione della lotta: in una calma surreale, Jacob giaceva inerme sul limitare della botola, con il capo riverso a terra in una pozza di sangue. L\u2019estremit\u00e0 del bastone si era scheggiata, ed il sangue aveva preso a colare fino all\u2019altezza della mano di Hans, ancora stordito dall\u2019avvicendarsi dei fatti. Scosse il capo, farfugli\u00f2 qualcosa e si lev\u00f2 in piedi, stringendo il bastone con entrambe le mani, saldamente. La lanterna cedette sotto il suo primo colpo e cadde a terra in mille pezzi, estinguendo la propria fiamma nell\u2019umido mosaico di vetri infranti che venne a formarsi sulle assi del pavimento. Subito dopo, tutti gli specchi vennero incrinati e distrutti dai suoi colpi, affinch\u00e9, di quella luce, non rimanesse neppure un ricordo impresso nell\u2019argento. Quindi si ferm\u00f2, e lasci\u00f2 cadere il bastone a terra, compiacendosi febbrilmente per ci\u00f2 che aveva fatto. Senza la guida della luce del faro il Capitano non sarebbe mai riuscito a raggiungerlo.<\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\">La luce del faro si smorz\u00f2 in lontananza, ed il capitano della nave ebbe un sussulto. Si mosse appena, allontanandosi dal parapetto per conferire con il suo uomo in seconda, a cui fece cenno di avvicinarsi, affinch\u00e9 udisse il suono della sua voce, sottomesso dal ruggito della tempesta.<\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Signor Parrish, mandate qualcuno di vedetta a prua. Non possiamo permetterci di perdere di vista la luce del faro. Segnalate la nostra presenza.<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Sar\u00e0 fatto, signor capitano. Lamarck, di vedetta a prua! Garrison, mano al corno, segnalate la nostra posizione con le lanterne!<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Che Dio ce la mandi buona.<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Signor capitano\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Ditemi, signor Parrish.<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Come faremo ad evitare la cintura degli scogli senza la guida del faro? Questa tempesta non perdona.<\/em><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\"><em>&#8211; Ce la faremo, signor Parrish. Vedete, questa notte ho sognato di imbrigliare la tempesta sulla punta delle dita. <\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_370\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"370\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I. L\u2019ago di pietra &#8211; Hans! Diavolo, Hans! Ma cosa fai, dormi? &#8211; Come? Io? No, non io, stavo solo facendo riposare gli occhi. Hans scosse stancamente il capo e si pass\u00f2 una mano sul volto impiastricciato dalla salsedine. Oltre il parapetto, una ventina di metri pi\u00f9 sotto, il mare si gettava sulle rocce con [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_370\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"370\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":61,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-370","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-2009"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/370"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/61"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=370"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/370\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=370"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=370"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=370"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}