{"id":36946,"date":"2018-11-14T12:45:05","date_gmt":"2018-11-14T11:45:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36946"},"modified":"2019-02-25T16:17:33","modified_gmt":"2019-02-25T15:17:33","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-seicento-passi-dal-portone-di-michele-emidi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36946","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Seicento passi dal portone&#8221; di Michele Emidi"},"content":{"rendered":"<p>Dove vivevano Dario, Luigi e Sofia era assolutamente vietato anche solo toccare quel portone, figuriamoci aprirlo.<\/p>\n<p>Era sempre stato cos\u00ec, la gente di l\u00ec lo sapeva e non osava farlo. Non ne parlava nemmeno.<\/p>\n<p>Ma da un po&#8217; di tempo a questa parte i bambini, i bambini erano curiosi, soprattutto i tre. Come succede quando una cosa viene vietata, accresce la curiosit\u00e0, l&#8217;interesse e il sano senso di pericolo per il proibito.<\/p>\n<p>Il portone era come molti se ne vedevano da quelle parti. Oscuro, cupo, enorme e gigantesco, <em>annerito e screpolato come una miseria.<\/em><\/p>\n<p>Si erano gi\u00e0 avvicinati molte altre volte al portone, sempre a debita distanza, ma i grandi vi troneggiavano intorno e non poterono mai tentare di aprire il portone.<\/p>\n<p>Il desiderio di farlo era sempre pi\u00f9 crescente, soprattutto, a parte il divieto, per il mistero che questo celava. Chiss\u00e0 cosa si nascondeva dentro e dietro quel portone. Perch\u00e9 i grandi non volevano che si aprisse? Non consentivano di farlo da sempre o c&#8217;era stato un periodo per cui si poteva? Secondo i bambini si, c&#8217;era stato un periodo in cui era consentito aprirlo o era stato fatto, anche perch\u00e9 se no di conseguenza non ci sarebbe stato il derivato divieto.<\/p>\n<p>Qualcuno doveva pur sapere cosa occultava, qualcuno molto tempo prima di allora deve aver visto cosa appariva dentro.<\/p>\n<p>Come fare per entrare? Quando farlo? Sicuramente il frangente migliore era la notte fonda o il mattino prestissimo, prima dell&#8217;alba.<\/p>\n<p>I tre bambini, Dario, undici anni, Luigi, nove anni, e Sofia, otto anni, erano tutti e tre magri, pallidi e smunti, con grandi occhi, azzurri chiari quelli di Luigi e Sofia e neri quelli di Dario.<\/p>\n<p>Luigi e Sofia avevano entrambi capelli biondi cenere, folti e quasi ispidi mentre quelli di Dario erano neri, ricci e arruffati, per quanto potessero essere i suoi capelli tagliati cortissimi.<\/p>\n<p>Dario, Luigi e Sofia erano piazzati proprio davanti a quel portone, quando pass\u00f2 una vecchia magra, pallida e gibbosa, dal mento appuntito, con i capelli giallicci quasi grigi sulla fronte rugosa e vacillante sulle gambe, gli occhi chiari di vetro, che appena li vide mormor\u00f2 qualcosa su come il passato torna sempre a galla e chiede il conto, o qualcosa del genere, del profeta Isaia.<\/p>\n<p>Poi la vecchia si chin\u00f2 e prosegu\u00ec il suo tragitto, la bocca le tremava per il gelo.<\/p>\n<p>I tre ragazzini, vestiti tutti uguale, fecero una risata maliziosa e poi disparirono e scapparono via.<\/p>\n<p>Il giorno dopo si avvicinarono sempre di pi\u00f9 a quel portone fino a quando la sua sagoma si profil\u00f2 davanti loro.<\/p>\n<p>I tre bambini indugiavano davanti al portone, guardandosi, con le braccine penzoloni lungo i fianchi, immobili e infreddoliti.<\/p>\n<p>Dario allora prov\u00f2 a spronare Sofia, la pi\u00f9 piccola, perch\u00e9 aprisse il portone ma lei aveva paura e ne era intimorita.<\/p>\n<p>Cos\u00ec Dario le dette un buffetto sulla spalla, simile ad un offesa, come per scansarla ed esclam\u00f2 con modi sprezzanti: <em>\u00ab<\/em>Levati dai, guarda come si fa, cosa ci vorr\u00e0 tanto ad aprire questo portone!<em>\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>La bambina arross\u00ec e abbass\u00f2 gli occhioni e quando Dario si accorse di averla offesa si scus\u00f2 con lei.<\/p>\n<p>Poi si avvicin\u00f2 al portone, con gesti beffardi, sotto lo sguardo sorpreso e impaurito degli altri due, abbass\u00f2 la maniglia, prov\u00f2 a spingere in senso opposto ma il portone improvvisamente cigol\u00f2 e scricchiol\u00f2, lancinante e straziante. Da qualche parte arriv\u00f2 il grido irrequieto di un uccello misterioso che vaneggiava, un gemito mesto, incerto e vago: un crocidare rauco e stridente come un carro appesantito da un pesante carico.<\/p>\n<p>Immediatamente i tre bambini balzarono indietro con gli occhi scintillanti e si spaventarono, anche Dario, il pi\u00f9 grande ed apparentemente il pi\u00f9 coraggioso, lasci\u00f2 la presa sul portone, e iniziarono a correre nel senso opposto del portone per scappare percorrendo i seicento passi che li separavano, veloci come dei proiettili.<\/p>\n<p>La sera con i loro genitori non fecero parola di niente.<\/p>\n<p>Ma fu la madre di Dario che, mentre mangiavano, disse: <em>\u00ab<\/em>Sembra che ieri sera qualcuno abbia provato ad aprire il portone!<em>\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Dario se ne stava a testa bassa davanti al piatto. La madre continu\u00f2 e lo incalz\u00f2: <em>\u00ab<\/em>Ne sai niente tu?<em>\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab<\/em>No&#8230;<em>\u00bb <\/em>rispose epigrafico e lapidario il bambino.<\/p>\n<p><em>\u00ab<\/em>Sicuro?<em>\u00bb lo rintuzz\u00f2 la madre.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab<\/em>Si. Perch\u00e9?<em>\u00bb le domand\u00f2 Dario con stupore sugli <\/em><em>occhi svegli.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab<\/em>Perch\u00e9 si da il caso&#8230;, sembra che la signora Luzzatti vi abbia visto ieri nel tardo pomeriggio proprio intorno al portone<em>\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab<\/em>E che c&#8217;entra? Stavamo giocando l\u00ec intorno. E poi quella mamma lo sai, \u00e8 vecchia e rincoglionita<em>\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abDario <\/em>non ti permetto di parlare cos\u00ec. La signora Luzzatti non \u00e8 vecchia, e nemmeno anziana, purtroppo \u00e8 rimasta vedova da poco, lo sappiamo tutti cosa \u00e8 successo a suo marito, perci\u00f2&#8230;<em>\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab<\/em>Si mamma, scusa, hai ragione, comunque non noi c&#8217;entriamo niente con il portone, si sar\u00e0 sbagliata, avr\u00e0 visto qualche altro bambino, ce ne sono tanti qua!<em>\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab<\/em>Va bene Dario ti credo ma mi raccomando! Non vi dovete neppure avvicinare a quel portone!<em>\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab<\/em>D&#8217;accordo mamma<em>\u00bb promise Dario con l<\/em><em>\u2019espressione supplichevole di non essere punito.<\/em><\/p>\n<p>Segu\u00ec un profondo silenzio. Fuori la neve cadeva a fiocchi grossi e il gelo era forte.<\/p>\n<p><em>\u00ab<\/em>Mamma, me la dici una cosa?<em>\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab<\/em>Dimmi&#8230;<em>\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab<\/em>Ma perch\u00e9 non ci si pu\u00f2 avvicinare a quel portone? E perch\u00e9 non si pu\u00f2 assolutamente aprire?<em>\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab<\/em>Non lo so Dario, non lo sappiamo nessuno, \u00e8 cos\u00ec e basta. \u00c8 sempre stato cos\u00ec. Da sempre!<em>\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab<\/em>Non ti credo!<em>\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab<\/em>Non credi a tua madre? E a tuo padre?<em>\u00bb e<\/em>sclam\u00f2 il padre che sino a quel momento se ne era rimasto zitto assorto nei suoi pensieri con le spalle curve.<\/p>\n<p><em>\u00ab<\/em>No non vi credo! Voi lo sapete perch\u00e9 nessuno si pu\u00f2 avvicinare, ma non me lo volete dire!<em>\u00bb disse Dario <\/em><em>con voce velata di delusione e quasi rotta dal pianto imminente.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab<\/em>Non ti permetto di parlare cos\u00ec a tua madre!<em>\u00bb. <\/em>I due genitori si guardarono con espressione neutra.<\/p>\n<p>Non fin\u00ec neppure di mangiare quel piatto frugale che Dario si alz\u00f2 e quasi con le lacrime agli occhi and\u00f2 a dormire, con la precisa e motivata intenzione per\u00f2 di l\u00ec a qualche giorno di andare ad aprire quel maledetto portone. Ormai si erano avvicinati cos\u00ec tanto che non potevano mollare proprio adesso, pensava Dario.<\/p>\n<p>Avrebbero fatto passare un paio di giorni per non destare sospetti e poi si sarebbero avvicinati di nuovo al portone e lo avrebbero aperto definitivamente. Se lo promise con tenacit\u00e0. Una sorta di tacita promessa per Luigi e Sofia. Contro tutto e contro tutti.<\/p>\n<p>Il giorno dopo, quando si incontr\u00f2 con gli altri due bambini, ne parlarono e decisero che avrebbero agito il mattino seguente, all&#8217;alba, per non farsi vedere da nessuno.<\/p>\n<p>Parlavano tra di loro, con la testa bassa e le braccia rigide abbandonate sui fianchi.<\/p>\n<p><em>\u00ab<\/em>Ma sei proprio sicuro Dario di farlo? I grandi ce lo hanno sempre vietato\u00bb gli chiese Luigi, sempre pi\u00f9 pensieroso.<\/p>\n<p>\u00abCosa fai, ti tiri indietro proprio adesso che ci siamo quasi riusciti? Non fare il fifone Luigi. E tu Sofia, ci stai?\u00bb le domand\u00f2 lui con tono sempre pi\u00f9 persuasivo.<\/p>\n<p>La bambina nutriva un affetto sconfinato per lui. \u00abSi\u00bb rispose con voce sottile Sofia, bianca e graziosa\u00a0 come un narciso. Poi inclin\u00f2 la testina di lato e guard\u00f2 Dario con un&#8217; infantile espressione, mite e perplessa.<\/p>\n<p>\u00abSe lo sanno i grandi ci ammazzano!\u00bb si era messo a farfugliare Luigi, balbettando, ma dopo l&#8217;adesione di Sofia sempre pi\u00f9 vicino a farsi convincere.<\/p>\n<p>\u00abNon lo sapranno mai\u00bb rimarc\u00f2 Dario spostando il peso del corpo da una gambina all\u2019altra.<\/p>\n<p>\u00abVa bene, ci sto pure io allora!\u00bb disse Luigi dopo un altro attimo di esitazione.<\/p>\n<p>\u00abAllora siamo d&#8217;accordo, domani mattina prestissimo andiamo!\u00bb concluse Dario con un gran sorriso sulle labbra.<\/p>\n<p>Pianificarono tutto nei minimi dettagli. Non potevano e non volevano tornare indietro.<\/p>\n<p>Arriv\u00f2 finalmente il grande giorno. All&#8217;alba si trovarono tutti e tre, vestiti uguali, direttamente davanti al portone.<\/p>\n<p><em>\u00ab<\/em>Ci siamo<em>\u00bb<\/em> bisbigli\u00f2 Dario guardandoli con sguardo penetrante.<\/p>\n<p>Si avvicinarono sempre di pi\u00f9 fino a toccarlo. Toccava a Luigi aprirlo, il pi\u00f9 grande, il pi\u00f9 coraggioso, il pi\u00f9 scafato. Fece un respiro profondo. Gli altri due gli stavano vicino, accarezzando il portone come se fosse di velluto.<\/p>\n<p>Si guard\u00f2 il braccio sinistro e si fece forza. Si fece il segno della croce. Ad un tratto si decise. Afferr\u00f2 la maniglia e la strinse con forza, spinse forte il battente del portone nella direzione opposta alla sua, era pesante, ma spingeva sempre pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p><em>\u00ab<\/em>Forza!<em>\u00bb<\/em> lo incit\u00f2 Luigi.<\/p>\n<p><em>\u00ab<\/em>Non rinunceremo proprio adesso!<em>\u00bb<\/em> convenne Dario sicuro e risoluto.<\/p>\n<p>Sofia lo ammirava con le pupille dilatate, senza fiatare per l&#8217;emozione, rivolgendogli uno sguardo di gioia e paura.<\/p>\n<p>Poi Luigi e Sofia, ormai completamente eccitati, lo aiutarono a spingere, met\u00e0 del portone era aperta, spingevano sempre pi\u00f9 forte, e sollevavano e abbassavano le loro sottili gambine quasi correndo, finch\u00e9, cigolando e scricchiolando come la volta precedente, il portone non si apr\u00ec completamente del tutto. I loro cuori battevano forte e sembrava di udirli in quel cupo silenzio.<\/p>\n<p>La prima cosa che fecero tutti e tre fu di strizzare gli occhi perch\u00e9 abbagliati. Poi spalancarono la bocca e rimasero letteralmente a bocca aperta. Tutto spiccava abbacinante e incandescente. Rabbrividirono.<\/p>\n<p>Sofia sgran\u00f2 i suoi grandi occhi che erano diventati come il carbone, e contempl\u00f2 lo scenario che le era apparso davanti.<\/p>\n<p>Luigi, anche se era pi\u00f9 piccolo di Dario, era il pi\u00f9 sveglio dei tre e per certi aspetti pi\u00f9 intelligente e osservatore. Si chiese subito del perch\u00e9 sembrasse che al di la del portone non ci fossero muri, o solai, dietro e oltre un portone di solito ci sono questi elementi strutturali&#8230;pens\u00f2. Ma poi i suoi pensieri vennero improvvisamente spenti perch\u00e9 fu preso da Dario e da Sofia e scaraventato in mezzo a loro, iniziarono a correre, a saltare, a spingersi, giocavano e si strattonavano, tutti e tre vestiti uguali.<\/p>\n<p>La neve scricchiolava sotto i loro piedini e si rallegrarono quando li sentirono affondare nella neve. Gettarono via i loro berretti di tela, felici come pasque, gioiosi e soddisfatti per l&#8217;emozione di aver realizzato il loro desiderio mentre il bagliore continuava.<\/p>\n<p>Tutto intorno era vuoto e silenzioso come un cimitero e desolato come un campo minato.<\/p>\n<p>A seicento passi di distanza i genitori dei tre bambini non vedendoli rientrare per l&#8217;ora di pranzo si preoccuparono e si inquietarono e la paura li <em>assal\u00ec immediatamente fino a <\/em>stringere loro il cuore.<\/p>\n<p>Gli sguardi sospettosi e allarmanti dei grandi caddero immediatamente in direzione del portone.<\/p>\n<p>I genitori pensarono al peggio. Cominciarono a cercarli da tutte le parti, anche tutti gli altri, i grandi, si misero a cercarli, aiutati a sua volta.<\/p>\n<p>I tre bambini erano arrivati sull\u2019alto dirupo che segnava i confini. All&#8217;una e quarantadue del pomeriggio furono trovati su un alto promontorio che si affacciava sul mare, davanti ad una magnifica vista mozzafiato, a due chilometri di distanza.<\/p>\n<p>Erano stati fucilati, erano vestiti tutti e tre uguali, a righe, con il numero identificativo cucito sopra il cuore e marchiato sul braccino sinistro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_36946\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"36946\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dove vivevano Dario, Luigi e Sofia era assolutamente vietato anche solo toccare quel portone, figuriamoci aprirlo. 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