{"id":3694,"date":"2010-05-18T18:55:41","date_gmt":"2010-05-18T17:55:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3694"},"modified":"2010-05-18T18:55:41","modified_gmt":"2010-05-18T17:55:41","slug":"la-vendetta-di-bacco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3694","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;La vendetta di Bacco&#8221; di Federico Toniolo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"URW Chancery L;\">Non voglio pi\u00f9 pensare ai suoi occhi rubati al cielo,<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"center\"><span style=\"URW Chancery L;\">ai suoi capelli color del fieno.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"center\"><span style=\"URW Chancery L;\">Voglio il tuo veleno.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"center\"><span style=\"URW Chancery L;\">Sono liquide le ali che mi si spiegano tra le mani,<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"center\"><span style=\"URW Chancery L;\">volano oltre la paura del domani<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"center\"><span style=\"URW Chancery L;\">grazie al tuo veleno.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"center\"><span style=\"URW Chancery L;\">Oh tu dio che balli solitario nell\u2019Olimpo,<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"center\"><span style=\"URW Chancery L;\">tu che bagnandomi asciughi le lacrime sul mio volto:<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"center\"><span style=\"URW Chancery L;\">raccontami un\u2019altra storia!<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"center\"><span style=\"URW Chancery L;\">Corrompimi la memoria!<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"center\"><span style=\"URW Chancery L;\">Fammi ridere,ridere,ridere\u2026<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"center\"><span style=\"URW Chancery L;\">Affogare di gioia.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"center\"><span style=\"URW Chancery L;\">Quando il vetro torna nudo e trasparente<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"center\"><span style=\"URW Chancery L;\">Alle mie spalle non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"center\"><span style=\"URW Chancery L;\">Resto preda di un presente rosso veleno.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"center\"><span style=\"URW Chancery L;\">Fammi ridere,ridere,ridere&#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\">\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">Ho solo due certezze:la prima \u00e8 che quella che ho stappato \u00e8 la mia ultima bottiglia,la seconda \u00e8 che ho appena ucciso un uomo.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">Mentre la pura trasparenza del vetro si tinge di un corposo rosso rubino,penso che sono passati pi\u00f9 di quaranta giorni dall\u2019ultima volta che ho versato del vino in un bicchiere;dico penso perch\u00e9 di quell\u2019ultima volta,ora penultima,non ricordo assolutamente se io come un pittore abbia usato questo medesimo colore o se quel giorno il quadro che mi rappresentava risplendeva di una tonalit\u00e0 ambrata come cognac o di una lucida patinatura come grappa\u2026non ricordo nulla.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">Ci\u00f2 che ricordo \u00e8 che mi svegliai due giorni dopo in ospedale:il medico disse che se volevo continuare a vivere avrei dovuto smettere immediatamente con l\u2019alcol. Me n\u2019ero convinto,non appena uscito comprai una gran quantit\u00e0 di barattoli in latta di fagioli e ceci,scatole di sardine,sgombro e carne in gelatina,cinque o sei sacchetti di riso e quattro stecche di sigarette nazionali,una volta tornato a casa chiusi la porta giurando a me stesso di riaprirla soltanto quando mi fossi sentito libero da quel vizioso cappio che si stava stringendo sempre di pi\u00f9 ma dal quale volevo scappare.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\">\n<p style=\"0cm;\">\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">Fu dura. Nei primi giorni di battaglia all\u2019astinenza crisi isteriche degne di una donna al nono mese di gravidanza si alternavano ad interminabili minuti di depressione acutissima ed attacchi d\u2019ansia che mi facevano stendere supino in cerca di ossigeno e con le unghie che raschiavano il pavimento;spesso dopo questi picchi di panico rimanevo cos\u00ec,immobile per ore,disteso a terra con lo sguardo fisso al soffitto,la mente attenta a percepire ogni lieve rumore o fruscio dall\u2019esterno,ma il pi\u00f9 delle volte mi ritrovavo ad ascoltare solo il battito del mio cuore mentre le gocce di sudore che scendevano dalla fronte fluivano nelle lacrime formando un rigagnolo che finiva accarezzandomi i lobi delle orecchie.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">Con il passare dei giorni cominciai a sentirmi meglio,o almeno a sforzarmi di convincermi di questo:la nausea spar\u00ec lasciando spazio ad un timido appetito e cercai di limitare l\u2019uso delle sigarette che nei giorni precedenti era stato a dir poco esagerato,tanto che riuscivo a sentire l\u2019odore del tabacco sulle dita anche dopo che rimanevo immerso nella vasca da bagno per lunghi lassi di tempo. Gi\u00e0\u2026il tempo.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">L\u2019unico orologio lo ruppi al settimo giorno di clausura lanciandogli addosso una lattina di ceci durante un assalto d\u2019isterismo e da l\u00ec mi regolai con una vecchia clessidra che tenevo come soprammobile:aveva una struttura di legno color rovere che sosteneva la parte in vetro a sua volta contenente una finissima sabbia bianco perla,e,devo confessare,fu proprio quella clessidra ad indicarmi che tutto quel che stavo patendo portava nella direzione giusta.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">Lo capii quando guardando la sabbia che scorreva da un\u2019ampolla all\u2019altra notai la somiglianza tra la fluidit\u00e0 di quei piccoli frammenti minerali ed un liquido che scende dal collo di una bottiglia per colmare un bicchiere:nella clessidra una volta riempito un recipiente basta girarla sottosopra ed il tempo riparte,nella bottiglia una volta che il recipiente \u00e8 vuoto non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente da fare,il tempo \u00e8 sparito,ed io,disgraziatamente ne avevo perso veramente troppo.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">Questo ragionamento mi diede forza,era la prima volta che mi rendevo conto che stavo finalmente utilizzando il tempo per qualcosa di utile,per ritrovare la libert\u00e0 che avevo perso diventando schiavo di un vizio che mi aveva tolto troppe giornate in cui potevo dedicarmi a qualcosa che avrebbe potuto rendermi un uomo migliore. Da quel momento cominciai a farlo.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">Solo Dio sa quanto adorassi girare la clessidra tra le dita,quanto sentissi mio ogni granello di sabbia che conteneva;cominciavo ad essere padrone di me stesso.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\">\n<p style=\"0cm;\">\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">I numeri sul calendario si susseguivano,le crisi di nervi sparirono cos\u00ec come dalla finestra vedevo scomparire il sole dietro ai tetti delle case che con la loro ombra oscuravano la mia,mi sentivo pi\u00f9 energico,allo specchio mi vedevo pi\u00f9 bello e quando mangiavo il riso con i fagioli o con lo sgombro non sentivo pi\u00f9 la mancanza di una bottiglia di vino al posto della caraffa dell\u2019acqua.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">Tuttavia non ero ancora sicuro di essere guarito:il pensiero di uscire mi creava dell\u2019ansia,mi domandavo se un volta fuori potevo resistere alla tentazione che mi avrebbe fatto ricadere nel baratro,ma pi\u00f9 guardavo la clessidra pi\u00f9 mi rendevo conto che il tempo passava e,come tutti sanno,il buon Dio ci cre\u00f2 perfetti ma non infiniti. Era ora di prendere un po\u2019 d\u2019aria.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">Aspettai la notte,le ore scure e silenziose,quelle in cui ogni uomo si pone domande cercando di trovare risposte nel bagliore della luna;appena varcai la porta respirai a pieni polmoni,l\u2019aria era fresca,buona,aria di rinascita,di una nuova vita.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">Le vie del paese erano deserte ed io percorrendole mi sentivo un forestiero che le imboccava per la prima volta,notai scorci e particolari ai quali in tanti anni non feci mai caso.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">Fu attraversando il ponte che incrociai quell\u2019uomo:barcollava vistosamente e rideva apparentemente senza senso,man mano che mi avvicinavo a lui si faceva pi\u00f9 evidente un alone di piscio che gli bagnava il cavallo dei pantaloni e nell\u2019aria si spandeva un marcato fetore di alcool;quando si accorse di me si ferm\u00f2,mi guard\u00f2 e mi chiese una sigaretta,io non risposi,pensavo alla clessidra,al tempo perso in passato quando anch\u2019io mi riducevo cos\u00ec,lui rise ancora,perse l\u2019equilibrio e nonostante fosse caduto continuava a ridere. Continuando a guardarlo mi venne in mente che pure io quand\u2019ero ubriaco provavo un gusto indescrivibile nel ridere,passavo notti intere a ridere senza saperne il motivo ma provando un senso di benessere che da giorni non sentivo pi\u00f9,da quando mi chiusi in casa non risi una volta ed anche in quel momento,sforzandomi,non ci fu verso di trovare gli stimoli per una risata,nemmeno per aprire una lieve fessura tra le due labbra accennando un sorriso.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">Non riuscivo pi\u00f9 a ridere:stando isolato non me ne resi conto ma la realt\u00e0 esterna mi croll\u00f2 addosso con tutto il suo peso non appena tornai ad assaporarla;e lui rideva con quella sua faccia sformata da smorfie animalesche,non lo sopportavo pi\u00f9,lo invidiavo,lo odiavo:gli diedi una forte pedata sul costato,poi un\u2019altra,una ogni volta che cercava di rialzarsi,i suoi storcimenti di bocca chiedevano aiuto ma in quegli attimi di foga mi sembr\u00f2 di vederlo ancora ridere,lo feci tornare in piedi e strinsi con tutta la mia forza le mie mani attorno al suo collo fino a quando non si dimen\u00f2 pi\u00f9,lo mollai di colpo e cominciai a correre come un cavallo in preda alla follia.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">Una volta stanco andai all\u2019osteria che apriva all\u2019alba,presi una bottiglia di vino ed ora eccomi qui,che finisco di scrivere la mia confessione con davanti quella stessa bottiglia ormai vuota.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">Ho ridotto la clessidra in mille pezzi,tanto ora il tempo non mi serve pi\u00f9,e,dato che quel tempo era mio,ho solo fatto si che nessun altro possa utilizzarlo.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">Non appena finir\u00f2 di scrivere anche la bottiglia finir\u00e0 in frantumi:user\u00f2 il frammento pi\u00f9 tagliente per recidermi i polsi,il rosso del vino e quello del sangue si uniranno un\u2019ultima volta\u2026e forse allora riuscir\u00f2 a ridere.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\">\n<p style=\"0cm;\">\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">Alla stazione di polizia il sole faceva brillare l\u2019opaco vetro delle finestre.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">-\u201cCommissario,abbiamo trovato un cadavere,si tratta di suicidio. La vittima ha lasciato uno scritto,vuole leggerlo?\u201d<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">-\u201cMa figurati!Butta via,saranno le solite stronzate:la donna l\u2019avr\u00e0 lasciato,la vita non aveva pi\u00f9 senso,bla bla bla,bla bla bla\u2026\u201d<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">-\u201cOk\u2026Ah!nei pressi del ponte c\u2019era il solito barbone,aveva dei lividi e continuava a dire di essere stato aggredito da un pazzo che voleva ucciderlo.\u201d<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\"><span style=\"medium;\">-\u201cMa vaffanculo va!Che beva di meno quel randagio. Se qualcuno lo ammazzasse ci farebbe solo un piacere\u2026Portami un caff\u00e8 va,stanotte ho dormito proprio male\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"0cm;\">\u00a0<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3694\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3694\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non voglio pi\u00f9 pensare ai suoi occhi rubati al cielo, ai suoi capelli color del fieno. 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