{"id":36666,"date":"2018-10-19T16:34:27","date_gmt":"2018-10-19T15:34:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36666"},"modified":"2018-10-19T16:34:27","modified_gmt":"2018-10-19T15:34:27","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-paura-del-buio-di-gabriele-levantini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36666","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Paura del buio&#8221; di Gabriele Levantini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">I rampicanti secchi gli pungevano le mani mentre scavalcava la recinzione di Villa Hinnery, ma Mike era ormai un veterano dell\u2019<i>urbex<\/i>\u00a0e non faceva caso a certe piccolezze.<br \/>\nLa sua era una passione venuta da lontano: nata durante i lunghi, noiosi pomeriggi della sonnolenta campagna del Midwest, come un gioco di coraggio tra ragazzini. Ma quel richiamo, quel fascino del proibito e della scoperta che Mike sentiva pi\u00f9 degli altri, era cresciuto negli anni con lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Villa Hinnery era probabilmente uno degli ultimi edifici storici abbandonati in tutta la contea che Mike non avesse ancora esplorato. Un villino liberty in buone condizioni a sole due miglia da casa, con una bassa recinzione da scavalcare, eppure non ci era mai entrato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Nel 1996, Mike aveva 13 anni ed era un ragazzino vivace e intelligente. In quegli anni di prima pubert\u00e0, trascorreva gran parte del tempo libero scorrazzando in bicicletta insieme agli altri ragazzini del villaggio. Di solito arrivavano fin sulla collina, proprio davanti a Villa Hinnery. A quel punto si raccontavano qualcuna delle molte leggende su quella strana casa e si sfidavano ad entrare, ma nessuno trovava mai il coraggio.<\/i><br \/>\n<i>Fino a che, un bel giorno Erik, arrivato da poco dalla citt\u00e0, decise che sarebbe entrato lui, mostrando a quei campagnoli di essere gi\u00e0 uomo. Scomparve in fretta dietro gli arbusti ricurvi del giardino e non torn\u00f2 che dopo un\u2019ora, tra l\u2019angoscia degli altri che l\u2019aspettavano senza trovare il coraggio di fare niente.<\/i><br \/>\n<i>Ci\u00f2 che accadde rafforz\u00f2 ulteriormente le leggende sulla casa: Erik torn\u00f2 come sotto l\u2019effetto di qualche droga, confuso e delirante. Era terrorizzato e non voleva essere avvicinato da nessuno. \u201cE\u2019 buio! E\u2019 buio!\u201d continuava a ripetere singhiozzando. I suoi genitori, preoccupati, fecero intervenire lo sceriffo. Alla fine la polizia setacci\u00f2 l\u2019area senza trovare alcunch\u00e9, il ragazzino and\u00f2 in cura da uno psichiatra, e il sindaco ordin\u00f2 che il cancello fosse chiuso con delle catene e fossero messi cartelli di pericolo intorno alla casa.<\/i><br \/>\n<i>Disturbo da stress post-traumatico fu la diagnosi. Cosa fu a causare il trauma di Erik non si seppe mai, n\u00e9 lui torn\u00f2 pi\u00f9 sull\u2019argomento, nonostante le insistenze degli altri. Anzi, cominci\u00f2 a uscire sempre meno e di l\u00ec a poco la sua famiglia si trasfer\u00ec in un\u2019altra citt\u00e0.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mike conosceva Erik e ripensare a quella storia gli metteva ancora i brividi, ma ormai era diventato adulto e si era dato una spiegazione razionale di quanto successe. Era pur sempre poco pi\u00f9 di un bambino, chiss\u00e0 cosa gli aveva fatto credere all\u2019epoca la sua fantasia!<br \/>\nVisitare finalmente Villa Hinnery era quindi per lui la sconfitta definitiva delle sue paure, la vittoria totale sulla parte pi\u00f9 emotiva e irrazionale della sua mente. Vedeva questa impresa come la conclusione di un capitolo della sua vita: in un certo senso il definitivo ingresso nell\u2019et\u00e0 adulta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con un balzo fu nel prato incolto che fu un tempo il bel giardino della villa e cominci\u00f2 a farsi largo faticosamente tra i rovi e gli arbusti verso l\u2019ingresso dell\u2019edificio.<br \/>\nDalla villa proveniva di tanto in tanto un debole fischio piuttosto angosciante. Mike sapeva che era causato semplicemente dal vento che si insinuava nelle finestre rotte delle torrette decorative, eppure si sorprendeva a sentirsi a disagio davanti a quell\u2019edificio deturpato dal tempo. Aveva la sensazione di essere immerso in un\u2019atmosfera collosa, qualcosa di cupo e pesante che lo avvolgeva e lo stringeva come uno stagno oscuro.<br \/>\nDecise che si trattava di un condizionamento psicologico causato dai suoi ricordi d\u2019infanzia, e prosegu\u00ec.<br \/>\nIl pesante portone era socchiuso e il grosso lucchetto che venne installato dopo i fatti di Erik era stato rotto, chiss\u00e0 quando chiss\u00e0 da chi. Mike sper\u00f2 che gli interni non fossero stati eccessivamente vandalizzati, per poter scattare qualche bella foto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La porta si apr\u00ec cigolando: al di l\u00e0 un buio intenso e fitto e un deciso odore di muffa. Accese la torcia, mentre i suoi occhi lentamente si abituavano all\u2019oscurit\u00e0.<br \/>\nLa sensazione di oppressione che aveva provato fin dall\u2019inizio non accennava a diminuire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il salone d\u2019ingresso era ancora in buono stato, sebbene all\u2019esterno della casa aveva visto i segni del passaggio di vandali.<br \/>\nNel buio riusciva a scorgere qualche mobile decrepito, un vecchio pianoforte, e un piccolo caminetto. Si avvicin\u00f2 al caminetto e cominci\u00f2 ad osservarlo. Era un tipico pezzo liberty: un delicato intreccio di foglie e fiori sui <i>piedritti<\/i> e una maschera mitologica nell\u2019<i>architrave<\/i>. Raggel\u00f2 di colpo. La maschera decorativa era tutt\u2019altro che tipica: non un satiro, o una ninfa o altre rassicuranti figure neoclassiche, piuttosto un grottesco ghigno, mostruoso e demoniaco. Almeno su questo le leggende erano vere: il vecchio Mr. Hinnery doveva essere stato un uomo davvero eccentrico!<br \/>\nSi allontan\u00f2 dal camino, mentre l\u2019ansia cresceva in lui e il cuore accelerava. \u201c<i>Che ti prende? Stai calmo, non c\u2019\u00e8 niente qui: solo un mucchio di vecchie cose ammuffite<\/i>\u201d \u2013 pens\u00f2 tra s\u00e9 e s\u00e9.<br \/>\nSi avvicin\u00f2 al pianoforte, pos\u00f2 le mani sulla tastiera polverosa e, come per dimostrare a se stesso di essere calmo, prov\u00f2 a pigiare un tasto. Ne usc\u00ec una nota distorta e stridula che l\u2019eco fece sembrare fortissima, quasi da far tremare la casa. Mike sobbalz\u00f2 e fu in quel preciso momento che ebbe la netta sensazione di essere osservato, seguito forse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si guard\u00f2 intorno assicurandosi che non ci fosse nessuno e decise di terminare l\u2019esplorazione il prima possibile e uscire da quella casa. Non voleva andarsene sconfitto ma nemmeno rimanere troppo a lungo in un luogo che lo metteva cos\u00ec stranamente a disagio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Decise quindi di fare un ultimo sforzo di volont\u00e0 e sal\u00ec sulla scalinata polverosa, facendo attenzione a dove metteva i piedi. I vecchi gradini di legno sembravano solidi, ma quando si esplora un luogo abbandonato la prudenza non \u00e8 mai troppa. Ebbe l\u2019impressione che il buio si facesse pi\u00f9 intenso, che colasse lungo le scale come una nebbia, come una mano che scendeva ad afferrarlo. E pi\u00f9 provava paura e smarrimento pi\u00f9 il buio cresceva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Crack!<\/i> Il tempo di sentire l\u2019orribile suono del legno che si rompeva sotto i suoi piedi, e Mike fu inghiottito nell\u2019oscurit\u00e0 pi\u00f9 intensa e profonda che avesse mai sperimentato.<br \/>\nSi schiant\u00f2 a terra. Fine. Buio. Dentro e fuori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo un tempo che non riusc\u00ec a definire riprese i sensi, si ricord\u00f2 di cosa fosse successo e fu colto dal panico. Controll\u00f2 rapidamente di non avere fratture n\u00e9 ferite evidenti e piano piano si rimise in piedi. Poco lontano la torcia, ancora accesa. And\u00f2 a prenderla facendo piccoli passi, provando il terreno per evitare altre spiacevoli sorprese.<br \/>\nLa torcia gli conferm\u00f2 le sue sensazioni: non c\u2019era pavimento, ma terra: doveva trattarsi di uno scantinato o delle fondamenta della casa. Il buio era pressoch\u00e9 perfetto, una dimensione parallela, un universo lontano e assoluto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era perso e completamente vulnerabile. C\u2019era qualcuno o, peggio ancora, <i>qualcosa<\/i> laggi\u00f9? Cerc\u00f2 di trovare sul soffitto il punto da cui era caduto, ma non vide nulla. Prese il cellulare per chiamare aiuto: il simbolo rosso lampeggiante indicava batteria scarica. \u201c<i>No! Noo! Ma come?! Era carico quando sono arrivato!<\/i>\u201d<br \/>\nCompose il numero di suo fratello. \u201c<i>Dai, dai, cellulare! Non mollare proprio ora!<\/i>\u201d.<br \/>\nNessun suono, controll\u00f2 nervosamente lo schermo <i>\u201c\u2026chiamata in corso\u2026<\/i>\u201d. All\u2019improvviso si spense. Batteria morta. \u201c<i>Cazzo!<\/i>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rimise in tasca il telefono e cominci\u00f2 a camminare nel buio, sempre facendo attenzione al terreno. I suoi occhi si stavano via via abituando e si rese conto di quanto fosse grande quell\u2019ambiente. Riusciva ora a distinguere sagome di oggetti pi\u00f9 chiari sparsi qua e l\u00e0. Si avvicin\u00f2 ad uno di essi: un osso, abbastanza grande da poter essere umano. \u201c<i>Merda!<\/i>\u201d \u2013 pens\u00f2 a voce alta.<br \/>\nEra completamente circondato da ossa, il terreno ne era disseminato. \u201c<i>No, no! Cosa \u00e8?!<\/i>\u201d Disse guardando un teschio umano, con le labbra tremanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il teschio rise, muovendosi a terra sulla mascella, ed emettendo una risata acuta. \u201c<i>Hai paura, Mike?<\/i>\u201d \u2013 chiese con voce da oltretomba.<br \/>\nMike gli dette istintivamente un calcio, e fugg\u00ec via il pi\u00f9 velocemente possibile. <i>Qualcosa<\/i> cominci\u00f2 ad inseguirlo. Dal modo in cui correva sembrava una creatura a quattro zampe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il buio avvolgeva tutto, senza scampo, come un mare di ombre e incubi. Correrci dentro era come nuotare in una notte senza luna nel cuore dell\u2019oceano, con teschi ridenti al posto degli squali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<i>Andatevene! Basta! Cosa volete da me?!<\/i>\u201d \u2013 grid\u00f2 piangendo Mike, la voce troncata mentre correva senza sapere dove.<br \/>\n\u201c<i>Sei tu che cerchi, Mike! Sei tu che giochi nel buio!<\/i>\u201d. La creatura che l\u2019inseguiva rispose con voce ringhiante e profonda. Il suono del suo respiro era forte e simile a quello dei lupi e di altri predatori.<br \/>\n\u201c<i>No! Ti prego, vai via! Ti prego!<\/i>\u201d Url\u00f2 Mike.<br \/>\nLa creatura rise. \u201c<i>Dove stai correndo? E\u2019 inutile correre, Mike! Il buio \u00e8 mio!<\/i>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quell\u2019essere aveva ragione, correre era del tutto inutile. Una mano afferr\u00f2 dal suolo la caviglia di Mike e lui rovin\u00f2 gi\u00f9. Si divincol\u00f2 da quella presa secca e fredda. Avrebbe lottato, sebbene fosse chiaro che non era una lotta che avrebbe potuto vincere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un volto mostruoso apparve all\u2019improvviso davanti al suo, vicinissimo. Le fauci putride erano aperte verso di lui. Ora che vedeva quella cosa la riconosceva: era ci\u00f2 che appariva nei suoi incubi d\u2019infanzia. Il terrore fu cos\u00ec intenso da dargli la nausea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<i>Hai paura del buio?<\/i>\u201d \u2013 chiese il mostro. Era chiaro che lo stesse fissando, anche se non aveva occhi, ma due buchi nerissimi.<br \/>\n\u201c<i>Non del buio, ma di voi<\/i>\u201d &#8211; rispose Mike.<br \/>\n\u201c<i>Io sono il buio, Mike! Io sono la paura! Perch\u00e9 vaghi nel buio, perch\u00e9 mi cerchi?<\/i>\u201d<br \/>\n\u201c<i>Non cercavo te\u2026 io\u2026 ero solo curioso\u2026<\/i>\u201d. Mike guardava in basso, la sua voce era flebile, quasi impercettibile.<br \/>\nAlz\u00f2 lo sguardo, il mostro era sparito. All\u2019improvviso lo sent\u00ec dietro.<br \/>\n\u201c<i>Se guardi il buio, allora il buio ti verr\u00e0 a prendere!<\/i>\u201d Il mostro lo afferr\u00f2 con gli artigli freddi e secchi. Spalanc\u00f2 le fauci e si gett\u00f2 su Mike.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre l\u2019orribile muso gli si faceva contro, Mike riconobbe in lui i suoi stessi lineamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<i>Ma tu\u2026 sei me\u2026 sono io\u2026<\/i>\u201d Disse, incredulo.<br \/>\nIl mostro si ferm\u00f2 a pochi millimetri dal suo viso, chiuse le fauci e si ritrasse.<br \/>\n\u201c<i>S\u00ec, adesso ti riconosco! Sei me, morto e decomposto, sei un me mostruoso e cattivo! Riconosco i miei stessi lineamenti e il mio modo di parlare<\/i>\u201d \u2013 il mostro osservava Mike, sembrava adesso meno temibile.<br \/>\n\u201c<i>Ma, s\u00ec, ho capito! Tu sei la mia paura! Sei il buio dentro di me!<\/i>\u201d- aggiunse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quel momento un raggio di luce filtr\u00f2 dal buco dal quale era precipitato Mike. Il mostro era sparito all\u2019improvviso, spazzato via come un\u2019ombra dal sole dell\u2019alba: di tutto l\u2019orrore di poco prima non c\u2019era pi\u00f9 traccia ormai.<br \/>\nC\u2019era solo un freddo seminterrato, pieno di detriti vari sparsi a terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riusc\u00ec a tirarsi su, e si trov\u00f2 di nuovo nell\u2019ingresso vecchio e polveroso di una cadente villetta liberty abbandonata, sperduta da qualche parte nelle sonnolente campagne del Midwest.<br \/>\nEra adulto adesso, non aveva pi\u00f9 paura del buio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 il buio, l\u2019incognito, fa parte della vita, fa parte di noi e Mike aveva imparato che va affrontato e non fuggito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sorrideva mentre tornava a casa, ascoltando la sua canzone preferita che risuonava nelle cuffie.<br \/>\n\u201c<i>I am a man who walks alone\u2026 And when I&#8217;m walking a dark road\u2026 At night or strolling through the park\u2026 When the light begins to change\u2026 I sometimes feel a little strange\u2026 A little anxious when it&#8217;s dark\u2026 Fear of the dark, fear of the dark\u2026<\/i>\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_36666\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"36666\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I rampicanti secchi gli pungevano le mani mentre scavalcava la recinzione di Villa Hinnery, ma Mike era ormai un veterano dell\u2019urbex\u00a0e non faceva caso a certe piccolezze. 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