{"id":3651,"date":"2010-05-14T14:52:06","date_gmt":"2010-05-14T13:52:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3651"},"modified":"2010-05-18T10:15:53","modified_gmt":"2010-05-18T09:15:53","slug":"quello-sgradito-ospite-nel-mio-water","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3651","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Quello strano ospite nel mio water&#8221; di Raul Alvarez"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\">\n<p class=\"MsoNormal\" align=\"center\">\u00a0<\/p>\n<p><span>Quanto sto per raccontarvi mi imbarazza. E non poco. Ma devo cominciare proprio da l\u00ec, da tutte quelle sedute strazianti, quelle energie spese a vuoto per approdare\u00a0 a un nulla di fatto.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><span>Espletare le funzioni intestinali era diventata la mia ossessione, il mio incubo quotidiano sin da quando, bambino, la mamma mi spiava da dietro la porta mentre la facevo nel vasetto. Poi, a missione compiuta, chiamava a raccolta i membri della famiglia per mostrare a tutti quanto fossi stato bravo. Come non bastasse ci si metteva pure il cane, Isidoro, ad annusarmi con insistenza mentre ero ancora sul water. Un assedio, insomma. Ma il colpo di grazia arriv\u00f2 qualche tempo dopo. Una zingara cui avevo rifiutata l\u2019elemosina mi disse:<\/span><\/p>\n<p><span>&#8211; Va\u2019 a cagare.<\/span><\/p>\n<p><span>Da allora iniziarono i miei problemi. Un blocco intestinale mand\u00f2 in avaria tutte le operazioni di drenaggio. Mal di pancia, giramenti di testa. Finch\u00e9 una notte tracollai sul water.<br \/>\n&#8211; Morir\u00f2 cacando &#8211;\u00a0annunciai rassegnato. E svenni.<\/span><\/p>\n<p><span>All\u2019ospedale mi operarono d\u2019urgenza. Dicono che quando fu estratto dal mio corpo quell\u2019ospite ingombrante rimasero tutti intontiti a guardarlo: era enorme e di una forma mai vista, sembrava persino avesse gli occhi. Uscendo emise un lieve sibilo, puf, e si disintegr\u00f2 di colpo come un alieno. <\/span><\/p>\n<p><span>Questo \u00e8 il flashback. Mi \u00e8 tornato in mente stamattina, mentre ero impegnato in una di quelle mie sedute laboriose e insolventi. Quando sembrava che qualcosa stesse finalmente per muoversi, avvertii un tremolio salire dal water e crescere di colpo. Trem\u00f2 il pavimento, trem\u00f2 il soffitto, tremarono le mie natiche, tremarono i pensieri.<\/span><\/p>\n<p><span>&#8211; \u00c8 un terremoto! &#8211;\u00a0dissi mentre trotterellavo verso la porta con le braghe calate. Stavo per fuggire quando mi accorsi che quel trambusto veniva dal water. Un\u2019ombra cominci\u00f2 a disegnarsi sul soffitto. Ero confuso, terrorizzato. In un lampo di incoscienza mi affacciai sulla soglia: dentro la tazza vidi un cratere in eruzione. Poi, dal fondo, mi sembr\u00f2 di scorgere una cosa oscura e massiccia. Avanzando prendeva forma. Finch\u00e9 quello che pareva un muso allungato si affacci\u00f2 all\u2019esterno.<\/span><\/p>\n<p><span>Era verde, cosparso di scaglie squamose sulle cui punte erano appesi, come trofei, i resti delle fogne. Ribrezzo e paura m\u2019inondarono. Saltai all\u2019indietro e afferrato lo spazzolone glielo puntai contro. Lui mi guard\u00f2 perplesso digrignando i denti. Poi ci fu una tregua. \u00c8 allora che liber\u00f2 quel suo fraseggio indecifrabile:<\/span><\/p>\n<p><span>&#8211; Odnacac \u00f2rirom, Odnacac \u00f2rirom-\u00a0ripeteva.<\/span><\/p>\n<p><span>Quando il suo muso fu completamente fuori mi sembr\u00f2 di riconoscerlo: era un coccodrillo o qualcosa del genere.<\/span><\/p>\n<p><span>\u201cAllora non \u00e8 una leggenda metropolitana quella dell\u2019alligatore stercoraro che vive nei water nutrendosi di escrementi e, ogni tanto, esce allo scoperto per uno spuntino pi\u00f9 prelibato!\u201d,\u00a0\u00a0pensai tremando. A valutare dalle sue proporzioni questo doveva essere ben nutrito. Era di un formato gigante. Fece vari sforzi per uscire del tutto. Alla fine ci riusc\u00ec. Io rimasi a guardarlo senza la forza di fuggire o di attaccare.<\/span><\/p>\n<p><span>&#8211; Odnacac \u00f2rirom, Odnacac \u00f2rirom &#8211;\u00a0ripeteva imperterrito.<br \/>\nPoi la sorpresa.<br \/>\nOsservandolo meglio da vicino notai nel suo aspetto qualcosa di stranamente familiare. Gli occhi, grandi come biglie, ricordavano quelli dello zio Olindo che era ipertiroideo e quando occhieggiava verso di me bambino, mi spaventava a morte. Lui naturalmente se ne accorgeva e si divertiva un mondo a dilatarli ancora di pi\u00f9, proprio come il mostro che ora avevo davanti.<\/span><\/p>\n<p><span>Mi alit\u00f2 in faccia e cominci\u00f2 a fiutarmi, come mi avesse riconosciuto.<\/span><\/p>\n<p><span>&#8211; Cosa hai da guardare? &#8211;\u00a0urlai.<br \/>\nLa sua risposta fu:<br \/>\n&#8211; Odnacac \u00f2rirom, Odnacac \u00f2rirom.<\/span><\/p>\n<p><span>La pelle del muso era cosparsa di pustole, simili a quelle che mi torturarono nell\u2019adolescenza, spegnendo i fuochi dei miei primi amori. Le ragazze mi chiamavano Pustolino e se la ridevano. Ridevo anch\u2019io, ma di rabbia. E gi\u00f9 a grattarmi. Ora notavo anche che il suo muso era cosparso di peli, ispidi come fili di scopa, simili a quelli di nonna Matilda. Ogni volta che mi abbracciava li strofinava sulle mie guance imberbi. Ad ogni stretta un\u2019infilzata. E guai a schivarla, si offendeva a morte. Poi per\u00f2 la mia pelle s\u2019infuocava. Ed erano dolori.<\/span><\/p>\n<p><span>Ma pi\u00f9 di tutti mi sbalordirono i suoi genitali: aveva due grosse sfere venazzute con al centro una protuberanza da far invidia a King Kong. Ricordai la volta in cui un mio compagno di classe, ripetente, si cal\u00f2 le braghe per mostrarmi le sue virt\u00f9. Mentre vedevo quella cosa spaventosa lievitare fra le sue mani ebbi una terribile premonizione, e cominciai a correre. Non mi sbagliavo. Infatti prese a inseguirmi con quel coso irrequieto che agitava fra le mani senza sosta, intenzionato a farmelo conoscere pi\u00f9 a fondo. Ma per fortunata inciamp\u00f2 su uno spigolo. E la sua virilit\u00e0 ricevette l\u2019estrema unzione.<\/span><\/p>\n<p><span>Quel mostro stava risvegliando tutte le mie ossessioni. Non era solo uno strano animale, era la quintessenza delle mie fobie. Ma cosa voleva da me e perch\u00e9 era riemerso dagli abissi della melma?\u00a0 Per dirmi cosa?<br \/>\n&#8211; Odnacac \u00f2rirom, Odnacac \u00f2rirom &#8211;\u00a0ripeteva imperterrito.<\/span><\/p>\n<p><span>&#8211; Chi sei veramente? &#8211;\u00a0chiesi a quel punto.<br \/>\nStava per dirmelo quando, puf, spar\u00ec di colpo. Non sapevo che pensare. Mentre ci riflettevo avvertii un alone vaporoso espandersi sullo specchio alle mie spalle. Mi voltai di scatto.\u00a0Su quella superficie liscia e umida una frase cominciava ora a prendere forma. Incredibile! Era ancora quel maledetto ritornello \u201cOdnacac \u00f2rirom\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span>Ma stavolta allo specchio, si stava componendo al contrario. Solo allora potei decifrarlo. Stupore e sgomento mi tramortirono. Cominciai a tremare. Era il mio monito scritto al contrario:<br \/>\n\u201cMorir\u00f2 cacando\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\"><span>Rimasi senza parole. E fissai lo specchio. Il mio viso era mutato. Davanti a me ora c\u2019era un enorme predatore che mi scrutava perplesso. Io ero lui e lui era me. Insieme formavamo un gigantesco alligatore stercoraro. Stavo per urlare ma dalla mia bocca non part\u00ec alcun suono. Solo un sibilo, puf. E di colpo<span> <\/span>sparii anch\u2019io come l&#8217;ospite, in fondo al water.<\/span>\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\">\n<p class=\"MsoBodyText\" align=\"right\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" align=\"right\">\u00a0<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3651\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3651\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Quanto sto per raccontarvi mi imbarazza. 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