{"id":36280,"date":"2018-05-31T23:14:23","date_gmt":"2018-05-31T22:14:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36280"},"modified":"2018-05-31T23:14:23","modified_gmt":"2018-05-31T22:14:23","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-la-clessidra-di-pietro-garuccio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36280","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;La clessidra&#8221; di Pietro Garuccio"},"content":{"rendered":"<p>Foder\u00f2 la cassetta di legno con la carta montagna e la pose, poggiata sul lato pi\u00f9 lungo, sopra un rialzo a ridosso dell\u2019angolo. Lo sguardo di sua madre lo seguiva con discrezione dalla cucina. Suo padre lo assisteva seduto davanti a due scatoloni di cartone pieni di addobbi e di cianfrusaglie. Volle subito piazzare il bue e l\u2019asinello, Maria e Giuseppe, la mangiatoia. Aveva fretta, Salvo. Il tempo per lui non era un concetto astratto. Lo percepiva dentro la sua testa, lo sentiva scorrere via inesorabile come la sabbia che precipita gi\u00f9 nella clessidra. Suo padre tir\u00f2 fuori dallo scatolone il bambinello, ma lui lo rifiut\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cPassami il soldato col casco blu.\u201d Lo adagi\u00f2 sulla mangiatoia e lo copr\u00ec col batuffolo di cotone. Mise altri sei soldatini in mimetica dentro la grotta, tanti quanti erano con lui quel maledetto giorno.<\/p>\n<p>Sua madre trepidava a vederlo, a pancia in gi\u00f9 sul tappeto del soggiorno, muoversi a fatica per creare il suo personale presepe. Da bambino era il suo passatempo preferito. Lo montava e lo smontava in qualsiasi periodo dell\u2019anno, sempre diverso e sempre fantasioso. Il tavolo non bastava mai e allora ricorreva a prolunghe improvvisate. Ma adesso non aveva pi\u00f9 le forze per stare in piedi a lungo ed era ricorso, per la base, a una pedana addossata a due pareti.<\/p>\n<p>Guard\u00f2 e riguard\u00f2 la composizione della grotta, con movimenti sempre lenti spost\u00f2 e rispost\u00f2 i soldatini, infine piazz\u00f2 l\u2019angelo, che reggeva la fascia con la scritta Gloria, penzolone sulla parte superiore della cassetta.<\/p>\n<p>Poi acconsent\u00ec a farsi accompagnare a letto. Era affaticato. Le terapie lo fiaccavano. Doveva recuperare energie: alle quattro veniva Angela.<\/p>\n<p>L\u2019aveva chiesto alla madre con grande imbarazzo, ma meglio a lei che al padre. Superato un breve periodo di sbigottimento, lei si attiv\u00f2 per soddisfare la richiesta del figlio. Si rivolse a due cooperative che assistevano disabili, ma non ottenne alcuna indicazione. Non si scoraggi\u00f2. Si consult\u00f2 allora con una sua cugina, mamma di un giovane sulla sedia a rotelle, e questa la indirizz\u00f2 da Angela.<\/p>\n<p>Salvo non aveva appetito e non se la sent\u00ec di alzarsi. I genitori pranzarono presto perch\u00e9 il padre aveva il turno pomeridiano in ospedale. Era un uomo provato dalla malattia di suo figlio; aveva deciso di portare barba e capelli lunghi incolti, divenuti sempre pi\u00f9 grigi, fino a quando l\u2019Esercito non avesse riconosciuto la causa di servizio per la leucemia del ragazzo.<\/p>\n<p>Salvo si alz\u00f2 soltanto per prepararsi all\u2019incontro e si sedette sul divano del soggiorno con le cuffiette per ascoltare un po\u2019 di musica e attenuare la tensione dell\u2019attesa.<\/p>\n<p>Angela arriv\u00f2 puntuale. Si present\u00f2 a madre e figlio affabilmente, tolse il giaccone e mostr\u00f2 un abbigliamento sobrio sopra un corpo giovane e avvenente.<\/p>\n<p>Presero il caff\u00e8 parlando del presepe e di poco altro, tanto per scacciare la cappa d\u2019imbarazzo che incombeva sulle loro teste.<\/p>\n<p>La ragazza prese per mano Salvo e si fece accompagnare a vedere il presepe. Si pieg\u00f2 sulle ginocchia per osservare meglio la grotta. Le sue gambe si divaricarono e la gonna si sollev\u00f2, spalancando a Salvo la visione della sua biancheria, distogliendogli lo sguardo dalla camicetta generosamente sbottonata.<\/p>\n<p>La madre di Salvo, in punta di piedi, tolse il disturbo chiudendosi in cucina a nascondere gli occhi umidi.<\/p>\n<p>Il ragazzo prese coraggio e invit\u00f2 Angela in camera. Lei invece lo dirott\u00f2 nel bagno.<\/p>\n<p>Si tolse subito la gonna e la camicetta, sotto lo sguardo compiaciuto del ragazzo, rimanendo con gli slip neri e uno striminzito reggiseno rosso, che esaltava le sue forme.<\/p>\n<p>Salvo era rimasto immobile. Lei lo aiut\u00f2 a togliersi la tuta e a infilarsi nella vasca. Il ragazzo, rimasto in slip, aveva provato a lasciare il cappellino, ma lei tolse anche quello, scoprendo la testa completamente pelata.<\/p>\n<p>Angela indoss\u00f2 i guanti bianchi da cameriera che aveva nella tasca della gonna e cominci\u00f2 a passare un leggero strato di bagnoschiuma su tutto il corpo del ragazzo. Bagnando e massaggiando, creava una soffice schiuma dove passavano le mani. Il ragazzo teneva gli occhi chiusi per proteggerli dal sapone e per fantasticare meglio; sent\u00ec risvegliare il desiderio dalle carezze sulla testa, sulle spalle, sul petto, sui capezzoli, sulla pancia, sulla schiena, sulle gambe, sull\u2019interno delle cosce, sotto gli slip.<\/p>\n<p>Angela and\u00f2 via poco dopo le cinque, lasciando madre e figlio in silenzio con gli occhi che non s\u2019incrociavano mai.<\/p>\n<p>Il giorno seguente a Salvo, che si sentiva svuotato e irrequieto, venne la frenesia di completare il presepe, contando sull\u2019aiuto fattivo del padre. Piazz\u00f2 un ponte sopra un ruscello di carta stagnola, una fontanella con l\u2019acqua che zampillava, form\u00f2 un viottolo con la ghiaia fine, un paio di colline con le scatole delle scarpe, sistem\u00f2 qualche casetta e mise pastori, pecore, animali, e tutto il variegato mondo dei personaggi del presepe. Le statuine raffiguranti le ragazze le pose abbattute o a testa in gi\u00f9, ricordandosi delle testimonianze delle donne vittime di violenze in Kosovo. Per ultimo prese un camion di latta e lo pose capovolto davanti alla grotta. Stette qualche minuto a guardare, con i lacrimoni che scendevano inesorabili, il presepe finito e poi ritorn\u00f2 con grande fatica a letto.<\/p>\n<p>Sua madre avrebbe voluto rimboccargli le coperte, ma lui grid\u00f2 che non voleva. La febbre lo divorava e bruciava la sua pelle.<\/p>\n<p>I pensieri di Salvo giravano vorticosamente nella sua mente, quelli gioiosi e quelli dolorosi, i belli e i brutti, tutti confusi tra loro. Si sentiva seduto sulla sabbia della clessidra; man mano che le pareti della stessa si avvicinavano un brutto pensiero spariva. Via la guerra, via il camion fatto saltare in aria dai proiettili all\u2019uranio impoverito, via la divisa, via l\u2019ospedale, via la chemio, via gli avvocati, via i pianti di nascosto di tutta la famiglia. Fino a quando rimasero solo i ricordi pi\u00f9 belli. Sempre pi\u00f9 belli.<\/p>\n<p>Afferr\u00f2 le mani dei genitori e se le port\u00f2 al petto.<\/p>\n<p>Sent\u00ec che si avvicinava inesorabile il collo della clessidra e con l\u2019ultimo fiato sospir\u00f2:<\/p>\n<p>\u201cPeccato!\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_36280\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"36280\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Foder\u00f2 la cassetta di legno con la carta montagna e la pose, poggiata sul lato pi\u00f9 lungo, sopra un rialzo a ridosso dell\u2019angolo. 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