{"id":36249,"date":"2018-05-31T22:27:12","date_gmt":"2018-05-31T21:27:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36249"},"modified":"2018-05-31T22:27:12","modified_gmt":"2018-05-31T21:27:12","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-le-mucche-stanno-bene-di-paolo-carburi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36249","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 \u201cLe mucche stanno bene\u201d di Paolo Carburi"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019odore di caff\u00e8 bruciato sgattaiola per casa, silenzioso, inebriante, beffardo. Dovrebbe infastidire all\u2019olfatto, invece Giovanni nel sonno sorride: gli ricorda la madre che lo bruciava sempre e di come, questo, aprisse dei siparietti con suo padre che lo facevano divertire. Carlo, in cucina, con un panno sventola i plumcake appena sfornati; porta un grembiule rosso bord\u00f2 e la cosa fa abbastanza specie; Carlo \u00e8 alto due metri ed \u00e8 largo un metro e venti: in pratica \u00e8 un muro vestito da governante. La tavola \u00e8 gi\u00e0 imbandita: biscotti con gocce di cioccolato, cornetti precedentemente sfornati, latte caldo e freddo, fiocchi d\u2019avena e varie confetture tra cui la cioccolata alla nocciola con la quale Carlo AMA farcire i plumcakes.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se l\u2019\u00e8 sempre chiesto se avesse dovuto lavorare in un forno o in una pasticceria al posto di badare le mucche e al posto di spaccarsi la schiena tagliando ettari ed ettari di legna da solo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giuseppe \u00e8 in bagno. Sul portaoggetti, sotto lo specchio, su un lato il balsamo per la barba che si sta, attentamente, massaggiando; sull\u2019altro, appoggiato aperto a testa ingi\u00f9, le operette morali di Leopardi. Giuseppe odia i segnalibri e semina libri aperti in tutta casa. Tutti libri rigorosamente del genio marchigiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se lo chiede sempre, come sarebbe andata; e se fosse andato l\u2019universit\u00e0 come sarebbe finita? Se Vittorio, suo padre, avesse tenuto duro ancora qualche anno per permettergli di studiare al posto di alzarsi alla mattina presto per andare a badare le mucche. \u00c8 un ricordo costante quello del padre che parla della nobilt\u00e0 d\u2019animo delle mucche; discorso di cui non ricorda nemmeno una parola. Ricorda solo suo babbo che quasi piangeva al pensiero che qualcuno le potesse abbandonare. Ricorda anche se stesso Giuseppe, che si vedeva con le mucche tutta la vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giovanni intanto si \u00e8 alzato dal letto con grosse difficolt\u00e0. Prima la ricerca degli occhiali sul comodino, poi la ricerca delle calze in mezzo alle coperte e infine una vestizione lampo per non morire assiderati. Giuseppe e Carlo sono gi\u00e0 a tavola quando Giovanni si presenta nel gran salone di casa. Si stringe nella maglia di lana ruvida raccogliendo le mani sotto le maniche lunghe e si mette seduto insieme ai suoi fratelli altissimi. Lui \u00e8 l\u2019unico che ha preso dai genitori mantenendo il loro metro e sessanta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se lo chiedeva sempre se ci sarebbe mai pi\u00f9 stata una donna nella sua vita. Se la presenza di sua madre viva lo avrebbe spinto a sperimentare il sogno di poter vivere nella Bologna raccontata da Paz o se la sua vita sarebbero state per sempre le mucche e la loro pulizia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mangiano contenti i tre fratelli anche se il pi\u00f9 soddisfatto \u00e8 Carlo che ogni mattina prepara una colazione degna dei miglior Grand Hotel d\u2019Europa. Fuori \u00e8 buio anche se comincia un po\u2019 a schiarire quando Giovanni, Carlo e Giuseppe escono da casa appesantiti da grossi abiti invernali.<\/p>\n<p>La stalla non \u00e8 distante da casa e si trova nello spaccato nel quale s\u2019incontrano tre colline. Nessuno dice niente, nessuno parla; \u00e8 soltanto il calpestio degli stivali sul terreno bagnato e melmoso che fa rumore nel candido silenzio mattutino.<\/p>\n<p>Il cielo \u00e8 bianco, basso e minaccia neve. Sono le parole di Carlo e mai furono pi\u00f9 azzeccate. Infatti i tre non fanno in tempo a fare altri quattro passi che comincia a nevicare forte, di quella neve che attacca, di quella neve che fa volume e si ammucchia. Il primo a correre \u00e8 Giovanni, a seguire Giuseppe e Carlo veloci a cercar riparo.<\/p>\n<p>Pochi minuti dopo sono dentro la stalla. Fuori di neve ce n\u2019\u00e8 gi\u00e0 un palmo.<\/p>\n<p>\u201cAdesso mungiamo le mucche, puliamo, gli diamo da mangiare e torniamo a casa.\u201d<\/p>\n<p>\u00c8 Carlo a prendere la situazione in mano ed \u00e8 cos\u00ec che mentre lui pulisce la stalla, Giovanni prepara il fieno e Giuseppe comincia a mungere. Tutto procede speditamente pensarono; avevano sentito quel termine alla televisione nella notte della tornata elettorale quando parlando di spogli si diceva procedessero, per l\u2019appunto, speditamente.<\/p>\n<p>\u201cRagazzi\u2026c\u2019\u00e8 un problema\u201d<\/p>\n<p>Giuseppe \u00e8 arrivato all\u2019ultimo box e la sua voce riecheggia preoccupata. \u00c8 affacciato con lo sguardo agghiacciato, freddo e preoccupato. Ludmilla non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Ha allargato la fessura delle lamiere nell\u2019angolo e ci \u00e8 passata nel mezzo per andare a fare un giro non si sa dove. Un bel buco grande ovviamente per fare passare una mucca che \u00e8 evidente \u00e8 andata a sfondare le lamiere probabilmente mossa dalla paura.<\/p>\n<p>\u201cForse s\u2019\u00e8 spaventata per uno scoiattolo\u2026\u201d<\/p>\n<p>Non fa in tempo a terminare la battuta che a Giovanni arriva una mazzata tra capo e collo che lo rintrona. Chi ha paura degli scoiattoli \u00e8 Carlo che non vuole nemmeno sentirli nominare. Si narra che una volta dallo spavento ne abbia ammazzato uno con l\u2019accetta da quindici chili. Avete presente un accetta da quindici chili? La povera bestia deve essere passata a miglior vita senza neanche passare dal via.<\/p>\n<p>\u201cBisogna cercarla e riportarla dentro\u2026\u201d<\/p>\n<p>Giuseppe parla ma \u00e8 il pensiero di tutti. Non si lascia indietro nessuno, tanto meno Ludmilla una delle preferite di Vittorio. Fuori la neve \u00e8 arrivata a quaranta, cinquanta centimetri. Con gli stivali ancora si cammina bene ma \u00e8 certo che se avesse continuato a nevicare cos\u00ec non avrebbero avuto cos\u00ec tanto tempo per trovarla. In quello che \u00e8 diventato un giorno nel pieno delle sue funzioni, i tre si muovono con tre spalaneve e ognuno cerca di battere una zona della valle nella speranza di trovarla Ludmilla, zompante e felice. Il nome Ludmilla gliel\u2019aveva dato Vittorio dopo che l\u2019aveva letto su un giornale locale di una ragazza russa che aveva rubato dei soldi da un bar ingannando il proprietario.<\/p>\n<p>\u201cPiacere Ludmilla, lei \u00e8 un uomo bellissimo\u201d<\/p>\n<p>Era bastato quel complimento, un corpo teutonico e un occhiolino ben assestato per sconfiggere le difese intellettive di quell\u2019uomo di settant\u2019anni che alla fine non sembrava nemmeno troppo provato dall\u2019esperienza. Chiss\u00e0 se c\u2019era mai stato un seguito al furto.<\/p>\n<p>La neve, intanto, \u00e8 arrivata al metro in certi punti mentre in altri forse \u00e8 gi\u00e0 di pi\u00f9. La pala comincia a servire per scavarsi sentieri percorribili. \u00c8 quando Carlo si tira fuori dal naso l\u2019ennesima caccola e la lancia addosso a Giovanni che si sente muggire da lontano.<\/p>\n<p>\u201cChe schifo\u2026smettila\u201d<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 lei\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cSi ma te smetti di tirarmi i prodotti del tuo naso&#8230;\u201d<\/p>\n<p>Sono tre i passi in avanti per scorgerla in fondo a un fossato. \u00c8 sotto una pianta totalmente coperta dalla neve. I rami del pino non hanno retto e hanno scaricato tutta la neve sulla povera Ludmilla che probabilmente \u00e8 bloccata l\u00ec da diverso tempo. I tre fratelli si avvicinano agevolmente ma capiscono presto che la mucca \u00e8 congelata sulle gambe e non pu\u00f2 muoversi in alcun modo. La mucca piange, probabilmente ha anche capito la cazzata che ha fatto ma questo non basta a farle comprendere che forse \u00e8 veramente troppo tardi. A prendere il trattore con la pala per caricarla ci va Giuseppe ed \u00e8 solo con l\u2019aiuto di Carlo che riescono a metterla sul cassoncino a rimorchio.<\/p>\n<p>Ludmilla stesa nel mezzo della stalla ha gli occhi sbarrati e le gambe stirate dal gelo. Giuseppe pensa che odia questi momenti perch\u00e9 in questi casi c\u2019\u00e8 solo una cosa da fare: reprimere l\u2019animale. Giovanni pensa la stessa identica cosa e si allontana con la mano a coprire la bocca, come se la cosa stesse per avvenire da un momento all\u2019altro. Carlo \u00e8 in ginocchio vicino a Ludmilla e le parla. Le dice che andr\u00e0 tutto bene, che deve solo stare calma, che torner\u00e0 a correre e questo sar\u00e0 solo un brutto ricordo.<\/p>\n<p>\u201cLa portiamo a casa.\u201d<\/p>\n<p>Riecheggiano nel vuoto le parole di Carlo.<\/p>\n<p>\u201cMi avete sentito? La portiamo a casa.\u201d<\/p>\n<p>Nessuno ha il coraggio di smentire un uomo di quella stazza, soprattutto se \u00e8 agitato. Passano si e no quattro minuti che sono gi\u00e0 col trattore diretti verso casa.<\/p>\n<p>Carlo \u00e8 una furia. Mentre Giovanni e Giuseppe pensano a come fare per far entrare la mucca dentro casa, il salone esplode sotto le sue mani che cercano in ogni modo di fare spazio a quell\u2019animale moribondo. La portano dentro come possono \u00e8 quando la stendono tutti, tranne Carlo, si chiedono che senso avesse avuto portarla l\u00ec.<\/p>\n<p>\u201cMettete a bollire dell\u2019acqua in quattro pentoloni e rimediate dodici stracci; quattro me li date a me, quattro li mettete a scaldare sopra le pentole e quattro davanti al camino\u201d<\/p>\n<p>Comincia cos\u00ec una rotazione di stracci caldi con i quali Carlo strofina e scalda le gambe della mucca. La cosa va avanti come una macchina e mentre Ludmilla \u00e8 stata anche coperta da diversi stracci nella parte superiore sembra per\u00f2 che non dia nessun segno di ripresa; sono da poco passate le otto di sera.<\/p>\n<p>\u201cChiamiamo Giulio\u2026\u201d<\/p>\n<p>Giuseppe ha gi\u00e0 fatto il numero quando lo dice agli altri; mentre il cellulare suona improvvisamente quella fucina di vita sospende l\u2019attivit\u00e0 e attende immobile.<\/p>\n<p>\u201cPronto Dott. Castrozzi. Abbiamo un problema. Una mucca \u00e8 rimasta incastrata tra la neve, l\u2019abbiamo portata a casa, ha le gambe congelate, l\u2019abbiamo scaldata\u2026\u201d<\/p>\n<p>Il dono della sintesi e risposte puntuali. Giuseppe \u00e8 anche questo. Il cellulare viene sbattuto violentemente contro il tavolo dopo appena quaranta secondi di telefonata quando viene enunciata la diagnosi.<\/p>\n<p>\u201cDobbiamo tenerla al caldo tutta la notte perch\u00e9 se non la teniamo al caldo \u00e8 quasi certo che morir\u00e0\u201d<\/p>\n<p>Carlo sbarra gli occhi e subito s\u2019illuminano di idea e follia. Sbattendo gli stracci che aveva in mano a terra corre nelle camere. Quando torna ha le trapunte nelle mani. Ludmilla lo guarda come si guarda un pazzo. Hanno capito tutti, tranne lei, che la notte l\u2019avrebbero passata l\u00ec: uno nel ventre della mucca, uno sulla schiena, e uno, quello pi\u00f9 leggero, sopra.<\/p>\n<p>La notte divent\u00f2 le notti. Ed \u00e8 cos\u00ec che dopo la prima Ludmilla ricominci\u00f2 a mangiare, dopo la seconda a muovere le gambe e dopo la terza a stare in piedi. Fu la quarta notte l\u2019ultima. Forse non ci sarebbe stato bisogno ma era solo un modo per assicurarsi che tutto quel lavoro non fosse andato perso. L\u2019ultima notte Ludmilla acquis\u00ec la posizione nella quale dormono tutte le mucche: era segno che stava bene. I tre fratelli si ritrovarono tutti sulla schiena della mucca a dormire. Era lei, a quel punto, che scaldava loro. Carlo dormiva profondamente mentre Giuseppe e Giovanni se ne stavano l\u00ec con gli occhi socchiusi, ad aspettare che il sonno li cogliesse all\u2019improvviso. Erano circa le quattro e mezzo di notte quando Carlo fu totalmente preso dal sogno<\/p>\n<p>\u201cBabbo!\u201d<\/p>\n<p>I fratelli si destarono senza per\u00f2 muovere le palpebre.<\/p>\n<p>\u201cBabbo, s\u00ec\u2026le mucche stanno bene\u201d<\/p>\n<p>\u201cLe mucche stanno tutte bene\u2026\u201d ripeterono i fratelli all\u2019unisono senza nemmeno aprire gli occhi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quella notte, sicuramente, da qualche parte, qualcuno pianse, pianse davvero.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_36249\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"36249\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019odore di caff\u00e8 bruciato sgattaiola per casa, silenzioso, inebriante, beffardo. 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