{"id":36244,"date":"2018-05-31T22:16:19","date_gmt":"2018-05-31T21:16:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36244"},"modified":"2018-05-31T22:16:19","modified_gmt":"2018-05-31T21:16:19","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-albatros-di-paola-florio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36244","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Albatros&#8221; di Paola Florio"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Firenze Santa Maria Novella, un vento freddo s&#8217;insinua sotto i cappotti e l&#8217;aria odora di pioggia e asfalto bagnato. L&#8217;atrio della stazione rimbomba di voci e passi frettolosi, su tutto la voce metallica degli annunci decreta che niente andr\u00e0 come previsto.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Occhi apprensivi, nervosi, talvolta impazienti, guardano in alto verso il tabellone nero; le scritte gialle annunciano ritardi a catena, da nord e da sud i treni arrancano, cercando di sfuggire al maltempo. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Anna sbuffa indispettita, ha corso per strade affollate, urtato turisti distratti, trascinato a fatica la valigia sotto il diluvio e il suo treno ha mezz&#8217;ora di ritardo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La libreria \u00e8 affollata e lei ha solo voglia di un posto tranquillo dove annullare il tempo, si apre a stento un varco tra i viaggiatori in attesa, prosegue fino alle scale mobili che sferragliano ritmicamente, le prende per il gusto di farsi portare e si ritrova nella galleria sotterranea, davanti ad un pianoforte a muro. Un pianoforte vero, solo e silenzioso. Sente un desiderio irresistibile di suonarlo, di far vibrare quella galleria vuota e luccicante di negozi. Ah se tornasse indietro, senza dubbio prenderebbe lezioni di musica. Il pianoforte la guarda e lei scuote la testa, &#8220;non so suonare, mi spiace&#8221;, sussurra a s\u00e9 stessa.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Prosegue sconsolata verso un negozio di cd dove cerca di ingannare il tempo scorrendo i titoli che conosce. Un paio d&#8217;occhi incrociano i suoi, \u00e8 un ragazzo con un viso delicato e l&#8217;aria da folletto, \u00e8 piccolo, con le mani esili e gli occhi grandi che illuminano il volto. Le sorride. Ha una giacca grigia troppo grande, una felpa bord\u00f2 scolorita, jeans verde chiaro e un paio di scarpe da tennis bianche fuori moda, sulla spalla una borsa a tracolla di tela nera, malandata anche quella. Ha l&#8217;aria di uno che non sa bene cosa fare e si guarda intorno cercando ispirazione. Anna ricambia il sorriso e passa oltre. Si attarda ancora annoiata tra gli scaffali, mancano quindici minuti, decide di avviarsi al binario. Esce dal negozio e, c&#8217;\u00e8 qualcosa di nuovo nell&#8217;aria, non se ne accorge subito perch\u00e9 la musica che esce dai locali la confonde. Poi arriva davanti al pianoforte ed ecco. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00c8 il ragazzo anonimo di cinque minuti prima: ha buttato la borsa per terra in un angolo, ha appoggiato la giacca sul pianoforte e sta suonando, con un&#8217;abilit\u00e0 e una passione che fanno sparire tutto il mondo attorno a lui. Le sue mani piccole volano sui tasti, tutto il corpo vibra e accompagna quella musica giocosa, profonda, struggente che ti arriva dritta infondo all&#8217;anima. Anna riconosce Einaudi, nuvole bianche. Si ferma, dopo di lei qualcun altro, per un minuto o un&#8217;ora, non lo sa, restano cos\u00ec, loro e lui, avvinti e cullati da una magia che li porta altrove. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Quando l&#8217;ultima nota si spegne, in quel meraviglioso silenzio che segue l&#8217;estasi, gli spettatori si ricordano di essere vivi, di avere un corpo oltre che un&#8217;anima e delle mani che vogliono applaudire e dire &#8220;grazie!&#8221; grazie per questo regalo, grazie per aver colorato di poesia il grigio antro di una stazione. Il ragazzo si volta, sorpreso, non si era accorto del gruppetto che si era formato alle sue spalle. Lui era l\u00e0, dentro la musica, in un mondo inaccessibile, lontano dallo scorrere del tempo. Sorride impacciato, guarda Anna e si volta di nuovo verso il pianoforte. \u00c8 una musica commovente quella che attacca ora, cos\u00ec veloce che le dita quasi non si vedono. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sembra di assistere ad una metamorfosi, al volo meraviglioso di un giovane albatros. Quante ore e ore di studio per arrivare fin qui, quante note stonate e spartiti buttati a terra con rabbia. Le sembra di vederlo bambino, con le gambe troppo corte che non arrivano ai pedali, magari con la madre accanto che gli insegna le prime note. E quante volte avr\u00e0 deciso di mollare, arrendersi, ma una volta che sei arrivato a quell&#8217;intimit\u00e0 con la musica, non la puoi abbandonare come faresti con un&#8217;amante. \u00c8 sempre l\u00ec, in agguato, basta un vecchio pianoforte in una stazione a rimetterti dentro quella smania, quell&#8217;euforia, quella voglia di essere ancora al centro dell&#8217;incanto. Ti fa piacere che applaudano, il pubblico dei passanti non \u00e8 esigente e non si \u00e8 accorto che hai sbagliato quella nota, non sono come la tua vecchia insegnante che ti dava scale su scale per ogni piccolo errore. La odiavi e la amavi, prigioniero di una passione che era un tormento. E poi alla fine sei dovuto entrare nel mondo dei grandi e trovarti un lavoro vero. La musica, si sa, non ti d\u00e0 da mangiare, a meno che tu non abbia grandi doti e fortuna o ti pieghi a compromessi. E cos\u00ec erano cominciate le sveglia all&#8217;alba, i treni affollati, il cartellino, la pausa pranzo, poi di nuovo il treno e casa finalmente, senza pi\u00f9 forza, senza pi\u00f9 voglia. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il tempo per suonare rubato dal dovere di sopravvivere.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La musica si dissolve lieve, adesso il pubblico \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 numeroso e il ragazzo si concede di restare girato mezzo secondo in pi\u00f9, accenna un inchino e sorride grato, gli occhi negli occhi di Anna. Poi si volta di nuovo e resta per un istante a pensare. Anna vorrebbe avvicinarsi, chiedergli cos&#8217;era quella musica cos\u00ec bella, dirgli che deve andare, che il suo treno sta per partire, dirgli grazie. Ma lui riprende a suonare, sempre pi\u00f9 concentrato. Lei guardo l&#8217;orologio, mancano cinque minuti, un altro minuto ancora, poi se corre ce la fa. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">E se lo perdesse il treno? Se telefonasse a casa e dicesse &#8220;mamma mi spiace, non vengo pi\u00f9, devo fare una cosa importante a Firenze.&#8221; Se si sedesse accanto al ragazzo dalle mani sottili e gli dicesse: &#8220;Mi insegni a suonare?&#8221;. E poi passerebbero la sera a suonare e parlare. Lei gli chiederebbe: &#8220;Ma chi sei tu, che vai in giro travestito da essere insignificante e poi dentro hai tutta questa bellezza struggente?&#8221; E lui sorridendo risponderebbe che siamo tutti cos\u00ec, tutti eroi mascherati, ostaggi della quotidianit\u00e0, tutti con questo fuoco dentro per qualcosa che ci fa brillare come stelle nel momento in cui gli diamo spazio. &#8220;Tu, tu non sai suonare, ma anche tu hai la tua luce, lo so&#8221;. E lei lo guarderebbe stupita &#8220;Come lo sai?&#8221; Lui sorriderebbe sornione, &#8220;Perch\u00e9 ci si riconosce tra di noi&#8221;. &#8220;\u00c8 vero, quando scrivo io mi sento cos\u00ec, sento le parole suonarmi dentro, proprio come la tua musica, sento un brivido caldo e freddo allo stesso tempo e la voglia di non fermarmi pi\u00f9&#8221;. <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questo gli direbbe. <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">E poi non ci sarebbe pi\u00f9 bisogno di dire altro. <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma mancano due minuti, il suo treno sta per partire e Anna corre per prenderlo. <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tra poco, forse gi\u00e0 mentre lei scappa via sulla scala mobile, il ragazzo si volter\u00e0 contento e sorrider\u00e0. <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma Anna non sar\u00e0 pi\u00f9 l\u00ec. <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Chiss\u00e0 se allora il suo sorriso sar\u00e0 anche un po&#8217; triste per questo incontro sfiorato.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ogni volta che passa da Santa Maria Novella, Anna torna davanti al pianoforte e aspetta.<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Fin ora il ragazzo non si \u00e8 visto. <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma lei aspetta.<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Georgia,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Un&#8217;emozione cos\u00ec potente lascia sempre una traccia, e prima o poi torniamo tutti dove l&#8217;abbiamo vissuta.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_36244\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"36244\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Firenze Santa Maria Novella, un vento freddo s&#8217;insinua sotto i cappotti e l&#8217;aria odora di pioggia e asfalto bagnato. 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