{"id":36202,"date":"2018-05-31T17:10:41","date_gmt":"2018-05-31T16:10:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36202"},"modified":"2018-05-31T17:10:41","modified_gmt":"2018-05-31T16:10:41","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-la-festa-di-ferragosto-di-antonio-masini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36202","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;La festa di ferragosto&#8221; di Antonio Masini"},"content":{"rendered":"<p>All&#8217;interno del grande polo ospedaliero, il padiglione N\u00b05 era un moderno, imponente edificio in vetro e cemento. Appariva circondato da parcheggi per le auto di servizio e da un vasto prato, che il caldo e la siccit\u00e0 di quell&#8217;Agosto impietoso avevano trasformato in un deserto di terra battuta, segnato qua e l\u00e0 da crepe serpentine, scure e profonde. Una scala di sicurezza esterna, in travi di acciaio dal bel colore azzurro aviatore, si appoggiava al lato minore della grande struttura e dalle sterpaglie del prato conduceva su, fino al sesto e ultimo piano. La scala era ampia e dotata di una balaustra piatta e larga, su cui i raggi del sole creavano riflessi e bagliori.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Al quinto piano c&#8217;era il reparto di Geretria Donne &#8216;Rigoni&#8217;. Tutte le camere di questa unit\u00e0 operativa si aprivano su un lungo corridoio che terminava contro una parete esterna dell&#8217;immobile. L\u00ec una porta d&#8217;emergenza dotata di allarme immetteva sul capace ballatoio della scala di sicurezza.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Alle 8 di sera, di quel torrido giorno di ferragosto, la presenza del personale medico e paramedico nel reparto era scarsa, cos\u00ec come poche erano le degenti ospitate. Quelle che avevano potuto, avevano infatti chiesto di essere dimesse, per passare con i famigliari almeno quella giornata. Solo le anziane pi\u00f9 gravi o particolarmente sole erano rimaste.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Nell&#8217;ultima stanza a sinistra, la numero 28, erano tre le malate presenti: Ines, Argia e Giovanna.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Si conoscevano da tempo a causa delle lunghe e reiterate degenze comuni.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Ines aveva 82 anni. Un brutto tumore intestinale, al momento sotto controllo, le aveva provocato un&#8217; occlusione risolta chirurgicamente. Da allora le faceva compagnia la sacca della stomia. Le erano comunque ricresciuti i capelli caduti durante la chemioterapia e conservava ancora una vista acutissima. Era vedova da tempo e non aveva mai avuto figli.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Argia era ottantenne. Una terribile osteoporosi l&#8217;aveva pian piano deformata. Non era stato trovato alcun vero rimedio a questa sua patologia. Cos\u00ec, col passare del tempo, lei diveniva sempre pi\u00f9 curva e zoppa. Aveva due figli oramai adulti e il marito le era morto da qualche anno.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Giovanna di anni ne aveva 84 e da almeno trenta soffriva di disturbi cardiocircolatori e diabete.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Con lei la medicina aveva fatto miracoli. Aveva superato tre infarti e diverse crisi glicemiche.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Rispetto agli anni giovanili era notevolmente dimagrita. Doveva per\u00f2 vivere a dieta strettissima, senza fare sforzi e senza cercare troppe emozioni. Non era mai stata sposata.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Fino al giorno prima c&#8217;era con loro anche Mafalda, pure lei frequentatrice assidua del reparto.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Per il ferragosto quest&#8217;ultima aveva per\u00f2 scelto di tornare dai figli. Non aveva accettato e condiviso il progetto delle tre amiche.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">&#8221;&#8221;&#8221;&#8221;&#8221;&#8221;&#8221;&#8221;&#8221;&#8221;&#8221;&#8217;<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Una testa dai capelli imbiancati sbirci\u00f2 furtiva dalla porta semichiusa.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">\u201c Ines, cosa vedi? L&#8217;inserviente col carrello pasti \u00e8 ancora l\u00ec? \u201c<\/p>\n<p align=\"LEFT\">\u201c Ecco! Ecco! Sta andandosene ora!\u201d<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Argia allora apr\u00ec in fretta l&#8217;armadietto personale e ne estrasse una tovaglia di pizzo. Con la massima velocit\u00e0 che i guasti dell&#8217;osteoporosi le concedevano raggiunse il tavolo e inizi\u00f2 ad apparecchiare.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Giovanna intanto toglieva da una borsa due bottiglie di lambrusco di Sorbara e una fiaschetta di Nocino.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Dopo la tovaglia Argia, caracollando, recuper\u00f2 il servizio in ceramica tedesca e le posate d&#8217;acciaio satinato. In poco tempo la tavola era imbandita a festa.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Ines abbandon\u00f2 la postazione di vedetta poi, attenta a non fare sobbalzare la sacca della stomia, raggiunse il suo comodino. Poco dopo pos\u00f2 sulla tovaglia tre robusti contenitori e li apr\u00ec. Nell&#8217;aria iniziarono a spandersi alcuni profumi dimenticati e deliziosi. Ritorn\u00f2 al comodino e fu la volta di tre vasetti di sottoli e sottaceti fatti in casa.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">In capo a pochi minuti le tre anziane si erano sedute a tavola e alzavano i calici per il primo brindisi<\/p>\n<p align=\"LEFT\">\u201cAlla nostra cena di Ferragosto e alla faccia di chi ci vuole male\u201d proclam\u00f2 a bassa voce Giovanna. \u201cE&#8217; da tanto che a causa di cuore e diabete non bevo pi\u00f9 un goccio di vino.\u201d Cos\u00ec dicendo fece sparire in bocca il contenuto del bicchiere: \u201cQuesto \u00e8 il lambrusco dolce delle mie parti, il migliore!\u201d<\/p>\n<p align=\"LEFT\">\u201c Io non ho quasi mai bevuto\u201d puntualizz\u00f2 Argia .\u201c Ci pensava il mio povero marito a tenere alta la media. Diceva che l&#8217;acqua fa arrugginire. Chiss\u00e0! Visto come si sono ridotte le mie ossa, forse aveva ragione.\u201d Poi anche lei si impegn\u00f2 e mand\u00f2 gi\u00f9 il contenuto del suo bicchiere: \u201cCerto che cos\u00ec abboccato \u00e8 proprio piacevole, non sembra neppure vino!\u201d<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Ines si un\u00ec al brindisi: \u201cNeanch&#8217;io bevo pi\u00f9 da tanto tempo. Dopo l&#8217;operazione i medici me l&#8217;hanno vietato. Ma le cose non sono migliorate granch\u00e9!\u201d Smise di parlare e anche il lambrusco del suo bicchiere trov\u00f2 nuovo rifugio. \u201cBuono si! Mi ricorda un nettare o un bel succo zuccheroso.\u201d<\/p>\n<p align=\"LEFT\">\u201cE adesso diamoci dentro.\u201d incalz\u00f2 Giovanna servendosi, da uno dei tre contenitori, una robusta porzione del vietatissimo vitello tonnato.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Dopo fu la volta dell&#8217;affettato di culatello con le tigelle e sottaceti vari.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Infine l&#8217;insalata di pollo con fettine di arancio e chicchi di melograno.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Erano tre pietanze preparate dal migliore negozio di gastronomia della citt\u00e0.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Poi, mentre veniva inaugurata la seconda bottiglia di lambrusco, le tre degenti affrontarono il discorso desserts: Zuppa Inglese, Mont Blanc e Millefoglie.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">\u201cAlla faccia dell&#8217;insulina e del diabete\u201d puntualizz\u00f2 Giovanna, prima di dedicarsi a una porzione cospicua di ciascuno dei tre.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Ines bevve un nuovo bicchiere abbondante di lambrusco, poi , mentre dalla sacca delle stomia giungevano dei sordi borbottii, si serv\u00ec il dolce: \u201cA me la zuppa inglese \u00e8 sempre piaciuta. Ricordo quando ero bambina e mia madre me la preparava. Se avessi avuto dei figli l&#8217;avrei fatta volentieri per loro. \u201d<\/p>\n<p align=\"LEFT\">\u201cOh, io ho fatto dolci ai miei figli per tanti anni. Li ho preparati fino a che ho potuto. Ora faccio fatica a camminare e a usare bene le mani. Cos\u00ec ho smesso, come ho smesso di fare tante altre cose. Ma non voglio essere inutile e di peso.\u201d ci\u00f2 dicendo Argia vuot\u00f2 il suo bicchiere e si dedic\u00f2 al millefoglie. \u201cQuesto lo facevo leggerissimo. Piaceva a tutti.\u201d<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Alla fine fecero un brindisi col Nocino.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">\u201c Alla nostra amica Mafalda e al suo ferragosto in famiglia\u201d invit\u00f2 Giovanna.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Poi si guardarono in silenzio negli occhi: il momento stava avvicinandosi.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Poco dopo Ines torn\u00f2 di vedetta.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">\u201cEccolo che arriva. Tenetevi pronte!\u201d<\/p>\n<p align=\"LEFT\">\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Come di consueto verso le 21 l&#8217;infermiere del turno di notte, dopo avere disattivato l&#8217;allarme della porta di sicurezza, raggiunse il fondo del corridoio e l&#8217;apr\u00ec. Poi scomparve sul ballatoio. Era il momento della sigaretta.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Dopo qualche minuto rientr\u00f2. Prima di tornare alla guardiola e reinserire l&#8217;allarme, fece l&#8217;usuale capatina in bagno.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Dalla camera 28 uscirono allora alla chetichella le nostre tre degenti. Ciascuna trasportava, con maggiore o minore affanno, la propria sedia. Riuscirono comunque a evitare qualsiasi rumore.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Ines, la prima della fila, spalanc\u00f2 la porta d&#8217;emergenza. Le tre anziane uscirono all&#8217;aperto e vennero avvolte dall&#8217;oscurit\u00e0 afosa della sera.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Sempre Ines si avvicin\u00f2 alla ringhiera, si piego sulla larga balaustra e guardo gi\u00f9, cinque piani pi\u00f9 sotto, dove i lampioni illuminavano il prato e i parcheggi.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">\u201cQuesta \u00e8 la posizione.\u201d sentenzi\u00f2.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Le tre collocarono allora le sedie una di fianco all&#8217;altra vicino alla ringhiera. Dopo avere aiutato Argia a salire sulla propria , anche le altre due vi montarono sopra.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Da l\u00ec, con relativa facilit\u00e0, salirono sulla balaustra. Ora erano lass\u00f9, in piedi, affiancate e vicine.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Rimasero cos\u00ec qualche istante, guardando sotto di loro la grande citt\u00e0 illuminata. Poi i loro sguardi vagarono verso ovest, dove ancora un lieve rosseggiare del cielo disegnava il profilo dei colli e scolpiva la grossa cupola di San Luca.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Parevano cariatidi stanche e sfiorite, oltraggiate dal tempo e dalla fortuna.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Istintivamente si avvicinarono e ciascuna cerc\u00f2 con le braccia le spalle dell&#8217;altra.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Allora Ines cominci\u00f2 a contare: \u201c Uno! Due! Tre!\u201d<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Cos\u00ec, in quell&#8217;aria calda, umida e densa d&#8217;Agosto, in quella notte che ancora lasciava intuire tenui stelle cadenti e lontane, le tre anziane presero il volo.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">E volarono con la speranza nel cuore. Volarono al di l\u00e0 dei troppi malanni, delle dignit\u00e0 ferite, della solitudine e dei tristi bisogni. Volarono verso la liberazione e la pace.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Volarono proprio sino a quel prato, cinque piani e 20 metri pi\u00f9 sotto, attente ancora una volta a non disturbare nessuno, neppure le auto e i passanti che il grande parcheggio ospitava.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_36202\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"36202\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;interno del grande polo ospedaliero, il padiglione N\u00b05 era un moderno, imponente edificio in vetro e cemento. 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