{"id":36171,"date":"2018-05-31T16:12:02","date_gmt":"2018-05-31T15:12:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36171"},"modified":"2018-05-31T16:12:02","modified_gmt":"2018-05-31T15:12:02","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-la-dea-fortuna-di-antonella-manca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36171","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;La Dea Fortuna&#8221; di Antonella Manca"},"content":{"rendered":"<p>Ho visto mia sorella andare via a testa alta, scortata da nostro padre che la teneva per un braccio stringendolo sul gomito. La mamma piangeva nella stanza accanto. L\u2019hanno portata via una domenica. Di pomeriggio. Avevamo mangiato i pasticcini e bevuto il caff\u00e8. Non c\u2019era il sole ma nuvole calde, aria muta di scirocco. Mia sorella \u00e8 sempre stata ribelle come una giovane puledra, fiera e indomabile.<\/p>\n<p>Me l\u2019hanno fatta salutare in fretta, senza troppe smancerie. Fissavo la collanina d\u2019oro che aveva al collo, con il ciondolo della Dea Fortuna. Vedo ancora quel ciondolo quando ripenso a lei, si alzava e si abbassava al ritmo del suo respiro affannato.<\/p>\n<p>A quei tempi non ci si poteva permettere di lasciar crescere un ventre dentro le mura di casa senza una fede al dito. Non a Palermo, non nella nostra famiglia. Il disonore avrebbe annientato tutte noi, le sue sorelle. Lei ormai era perduta ma noi no. La portarono in un convento delle Orsoline al nord, vicino a un lago. Partirono col vaporetto della sera. Avevamo il divieto di sentirla, di nominarla, di chiedere di lei. Tanto meno della creatura che portava in grembo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Passarono i mesi. Io cominciai a dimenticare il suo volto, se non fosse stato per quella fotografia sul pianoforte che la ritraeva austera e che, chiss\u00e0 perch\u00e9, era sfuggita alla censura. Le mie sorelle pi\u00f9 piccole non la nominavano pi\u00f9 nemmeno quando eravamo tra di noi, senza orecchie indiscrete. A me sembrava di sentire la sua voce ogni tanto, correvo fuori all\u2019inizio, nella speranza di vederla arrivare. Poi smisi, capii che era uno scherzo del cuore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una sera nostra madre torn\u00f2 a casa pallida e si rinchiuse in camera. A cena non si present\u00f2. Nostro padre non disse una parola. Seppi cos\u00ec che il bambino doveva essere nato.<\/p>\n<p>Quella notte sognai un gattino, miagolava e si reggeva a stento sulle gambette magre. Fu solo il primo di una lunga serie di sogni sempre uguali, sempre lo stesso gattino, quasi ogni sera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nessuna di noi fece domande, nessuno vide mai il bambino. Lo immaginavamo soltanto. Io sognavo di trovarlo un giorno in qualche parte del mondo, come in certi romanzi, e di poterlo riprendere e andare a liberare mia sorella. Ripensavo la scena mille volte, immaginando di tenerlo in braccio e coccolarlo e porgerlo a lei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Poi un giorno smisi di sognare. Era primavera, una giornata luminosa e tiepida, tornavo dal mercato e sentii dei miagolii provenire da un cortile. Senza riflettere mi affacciai per guardare all\u2019interno. Vidi un uomo che teneva tra le mani dei gattini minuscoli, forse tre o quattro. Vidi le sue braccia abbassarsi e immergere piano i gattini dentro un secchio ricolmo di acqua. I miagolii smisero subito. Non ci fu resistenza, nessuna fatica. L\u2019ho saputo cos\u00ec. Davanti agli occhi della mente mi apparvero il lago, il convento, il volto di mia sorella dietro i vetri di una finestra.<\/p>\n<p>Corsi a casa senza fermarmi, mi buttai sul letto. Era pianto o vomito, non lo so pi\u00f9.<\/p>\n<p>Nella mente torn\u00f2 il pallore di mia madre quella sera. Il suo dolore. Il silenzio.<\/p>\n<p>Il silenzio era tutto ci\u00f2 che ci restava di quella breve esistenza. Nessuna parola a narrarne il destino.\u00a0Neanche una.<\/p>\n<p>Sono passati anni. Ora quelle parole mai dette sono parte della nostra famiglia. Si svegliano con noi, pranzano con noi, abitano i nostri sogni, si sono fatte spazio nei nostri corpi, sono le storie della buonanotte per i nostri nipotini.<\/p>\n<p>Mia sorella \u00e8 morta in un pomeriggio d\u2019autunno. Questo ce lo hanno detto. Solo questo.<\/p>\n<p>Qualcuno ci ha riportato a casa la sua collanina d\u2019oro con il ciondolo della Dea Fortuna. Io l\u2019ho presa di nascosto e l\u2019ho seppellita sotto l\u2019olmo del giardino. Non l\u2019ho detto a nessuno.\u00a0Mia madre la cerca ancora.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_36171\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"36171\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho visto mia sorella andare via a testa alta, scortata da nostro padre che la teneva per un braccio stringendolo sul gomito. 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