{"id":36134,"date":"2018-05-31T11:28:19","date_gmt":"2018-05-31T10:28:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36134"},"modified":"2018-05-31T11:28:19","modified_gmt":"2018-05-31T10:28:19","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-sotto-un-trenino-di-maria-scoglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36134","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Sotto un trenino&#8221; di Maria Scoglio"},"content":{"rendered":"<p>Oggi sono cinque anni che Giovanni e io stiamo insieme. A festeggiare gli anniversari di fidanzamento siamo rimasti gli unici, tutti i nostri amici stanno su ben altri traguardi di coppia. Noi, per\u00f2, una famiglia non possiamo ancora permettercela.<\/p>\n<p>Faccio la <em>social media manager<\/em> e lavoro fino a mezzanotte tutti i giorni. Dietro ogni post di una persona famosa, c\u2019\u00e8 una ragazza come me. Camaleontica: sa trasformarsi in selfie stick, grandangolo, appendiabiti. Atletica: si arrampica su tavoli e muretti, perch\u00e9 l\u2019inquadratura perfetta \u00e8 dall\u2019alto. Onnivora: \u00e8 lei che mangia tutto il cibo delle foto, il VIP \u00e8 sempre a dieta. Ubiqua: non si perde una prima, una festa, un evento, anche due o tre a sera. Poliziotta cattiva: scansa casalinghe arrapate di selfie e ragazzini miagolanti. Faccio grattini l\u00ec dove prude un po\u2019 a tutti: la curiosit\u00e0 per la vita della gente famosa. Sono la prova vivente che la laurea in lettere ha ancora senso nel 2018: mai un errore di ortografia o un congiuntivo sbagliato nei post che scrivo per loro.<\/p>\n<p>La Socialstar \u00e8 un\u2019agenzia che cura l\u2019immagine digitale di quasi tutti \u201cfamosi\u201d d\u2019Italia: calciatori e veline, cuochi vip e dietologi dei vip, guru di tutto lo scibile, cantanti e figli di cantanti, vincitori di talent show. In ufficio di solito ci vado solo a ritirare gli oggetti che devono apparire accanto alle <em>celebrity<\/em> nei post sponsorizzati. Oggi per\u00f2 il capo mi vuole vedere. Forse stasera avremo anche un\u2019altra cosa da festeggiare Giovanni ed io: la mia promozione. L\u2019agenzia ha un nuovo cliente: Federica Riello, la pop star italiana pi\u00f9 famosa al mondo. Ha pi\u00f9 follower della Pausini e Bocelli messi insieme. Tra poche ore potrei essere io la sua social media manager e dire addio alla mediocrit\u00e0 dei personaggi con cui ho avuto a che fare fin ora. Gente che se la passa talmente male che quando uno stilista gli presta un vestito per una serata, il giorno dopo puntualmente ne subisce il furto e purtroppo non pu\u00f2 restituirlo. Analfabeti di ritorno che se sul biglietto dell\u2019anteprima hanno scritto <em>fila 15,<\/em> la scambiano sempre per la <em>fila 1<\/em>.<\/p>\n<p>Mentre percorro i navigli in motorino verso l\u2019ufficio, mi immagino come sarebbe far parte del favoloso entourage di Federica Riello. Eccomi impegnata a declinare l\u2019invito alla sfilata di Armani: \u201cGiorgio lo sai, Federica ti adora, ma non vuole sovraesposizione in questo momento\u201d, mentre sorseggio un fl\u00fbte di champagne su un aereo privato che ci porter\u00e0 nell\u2019isola di Richard Branson per un weekend di detox prima della serata dei Grammy. Entro in agenzia. La receptionist \u00e8 nuova. Il suo ruolo ha un tasso di mortalit\u00e0 pi\u00f9 alto dell\u2019ebola. Le dico il mio nome e mi fa passare, ma non credo abbia idea di chi io sia. L\u2019ufficio di Luigi Azzolini, per gli amici Azzo, proprietario e amministratore unico della Socialstar \u00e8 in fondo al corridoio. Era la camera da letto quando quella era casa sua e la porta \u00e8 ancora rivestita di ecopelle maculata. Prima di divenire lo stratega dell\u2019immagine web dei VIP era un fotomodello. Su Google circolano ancora delle sue vecchie foto, gilet di pelle su torso nudo e capelli con la riga in mezzo. Ora veste come un uomo d\u2019affari, ma c\u2019\u00e8 qualcosa di stonato nel suo modo di indossare quegli abiti. Sembra di vedere un calciatore ricevuto dal Presidente della Repubblica: ti figuri sempre la fatica che ha fatto a indossare quella giacca e quella cravatta.<\/p>\n<p>Mi avvicino alla porta e sento la sua voce, sempre un tono sopra il necessario. Mi apre, \u00e8 al telefono, sta parlando di qualcosa che \u00e8 successo in un camerino al programma The Voice. Mi indica una sedia di legno laccato d\u2019argento dove accomodarmi. C\u2019\u00e8 una giacca appoggiata sullo schienale, quando faccio per spostarla me la strappa di mano. Ora mi sta indicando un divano, vuole che mi sieda l\u00ec. Meglio. \u00c8 pi\u00f9 comodo. Per me e per la giacca, che riguadagna la sua posizione su quella specie di trono. Riesco a ingannare meglio l\u2019attesa dal divano, perch\u00e9 ho davanti ai miei occhi, apparecchiati su un tavolino specchiato altezza ginocchia, una serie di cimeli del Luigi Azzolini che fu. La stessa faccia che avevo visto su Google me la ritrovo incorniciata accanto a Sly Stallone, che in confronto a lui ha il tono muscolare di un monaco vegano. Sparpagliate sul tavolino, riviste dal titolo classicheggiante come Vigor e Olympia\u2019s News lo ritraggono in copertina in posa da dioscuro. Ci sono poi alcuni soprammobili, tra cui un fallo dorato posto su un piedistallo, un tapiro d\u2019oro, un pupazzo di Cewbecca. Sul muro di fronte al divano \u00e8 appesa una sua gigantografia a colori psichedelici coperta da un plexiglass che ha subito un tentativo di incendio. Atto vandalico o trovata dell\u2019artista? Nell\u2019indecisione, ascolto la sua conversazione che procede divertita. Si parla di un manager su di giri che l\u2019altra sera non riconosceva pi\u00f9 la sua cliente. A un certo punto il silenzio. Ipotizzo che sia caduta la linea e mi faccio trovare vigile accennando un mezzo sorriso. Invece il racconto riprende vita con nuovi dettagli. Finalmente saluta il suo interlocutore e si sintonizza su di me, ma lo fa come se fosse appena salito sul palco del Festivalbar per la finale all\u2019Arena di Verona.\u00a0\u201cAlla grande, eh!!!\u201d urla e mi abbraccia con energia, tanto che l\u2019orecchino mi si conficca nella guancia. \u201cMa li hai visti, gli <em>analytics<\/em>? Che <em>improvement<\/em> pazzesco! Marika Perez era la concorrente pi\u00f9 insulsa di sempre del GF\u2026e guardala ora, come spacca. Stiamo facendo la storia del web! La Marika sar\u00e0 un <em>case study, <\/em>questa roba finisce in Bocconi\u201d. Mi sventola sotto il naso con entusiasmo un disegno: la curva di incremento del 7000% dei follower di questo nuovo fenomeno della rete. Il tutto grazie a un semplice ma efficace format, di cui non mi posso e nemmeno mi voglio attribuire il merito: fotografare il culo di Marika Perez ovunque nel mondo. Al mare e in montagna, ai concerti, al Colosseo, a una marcia della pace, in cabina elettorale, all\u2019apertura di un nuovo locale, inginocchiata in chiesa con un quadro Caravaggio davanti (o dietro, questione di punti di vista). Quante polemiche dopo quella foto! Si erano scomodati sociologi e intellettuali. Il Corriere della Sera le aveva persino dedicato un editoriale, dal titolo \u201cl\u2019alto e il basso\u201d, che denunciava che mischiare sacro e profano in quella maniera era offensivo per l\u2019intera nazione. La risposta di Marika fu la foto del suo didietro accanto al giornale in questione e il seguente testo: \u201cA voi sembra che il mio culo sia <em>basso?<\/em>\u201d. Era il punto pi\u00f9 infimo che avessi toccato in tutta la mia vita. Avevo pronta la lettera di dimissioni, quando altri opinionisti, quelli della controcultura, iniziarono a gridare al capolavoro della post ideologia! E gli sponsor impazzirono per Marika.<\/p>\n<p>\u201cSai perch\u00e9 ti ho chiesto di venire\u201d.<\/p>\n<p>\u201cImmagino di si\u201d mento per timidezza, non ne ho idea, spero solo che abbia a che fare con Federica Riello.<\/p>\n<p>\u201cSei una ragazza perspicace\u201d si compiace \u201cQuesto mondo delle <em>celebrities<\/em> nostrane ti fa fatica, vero? A loro piace farsi chiamare<em> influencer<\/em>, ma l\u2019unica influenza che hanno \u00e8 quella che si cura con l\u2019aspirina\u201d.<\/p>\n<p>Rido, cercando di non sembrare presuntuosa.<\/p>\n<p>\u201cTi toccano ogni sera feste sfigatissime, del resto noi in Italia le feste non le sappiamo fare\u201d.<\/p>\n<p>\u201cGi\u00e0\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cE le fidanzate gelose che pretendono sempre di starci anche loro nelle foto? Un incubo! Guarda che lo so che tu vali di pi\u00f9\u201d. Annuisco con convinzione. Azzo \u00e8 un genio, penso, \u00e8 uno che sa riconoscere il talento. \u201cLe <em>celebrities<\/em> non tirano pi\u00f9, c\u2019\u00e8 troppo trash, la gente non ci si identifica, e alla fine non si vende un cazzo con dei testimonial cos\u00ec. Con Marika Perez abbiamo fatto un miracolo, ma la musica sta cambiando: la generazione X vuole altro! In America vanno le donne comuni. E noi, che siamo avanti, porteremo per primi ai <em>brand<\/em> italiani delle meravigliose donne comuni. Sei carina, scrivi bene. D\u2019ora in poi, la star dei social sarai tu\u201d.<\/p>\n<p>Mi ero leggermente abbandonata alle rotondit\u00e0 del divano, ma quest\u2019ultima frase mi fa scattare dritta come lo schienale di un aereo low cost prima dell\u2019atterraggio.<\/p>\n<p>\u201cPotrei farti scegliere chi vuoi essere. Ma vorrei prima metterti alla prova. Analizzando i trend del momento, quello che tira veramente \u00e8 la maternit\u00e0. Ho bisogno che tu diventi una di quelle <em>instagram moms<\/em>, mamme che postano come pazze dalla mattina alla sera\u201d.<\/p>\n<p>Donne comuni? Io una star? Io una mamma? Cosa sta dicendo? Questo non \u00e8 un genio, \u00e8 un coglione! Dove si stacca la cintura che mi lancio gi\u00f9 da questo aereo low cost?<\/p>\n<p>Ma dalla bocca mi esce solo uno stonato \u201cNon&#8230;\u201d.<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, lo so, tu ora mi dirai che non sei mamma. Ma che importanza ha? Ogni mamma prima di avere figli non era mamma e poi diventa mamma, la cosa che unisce tutte le mamme del mondo \u00e8 che gli tocca fare una cosa che non sanno fare. Tu sarai il loro specchio e proprio il non essere mamma ti render\u00e0 reale e credibile!\u201c.<\/p>\n<p>\u201cMa, il bambino? Che faccio, lo affitto? Lo rapisco?\u201d<\/p>\n<p>\u201cQuello non serve,\u201d dice lui, con il tono dell\u2019ovvio \u201cnessuno con un minimo di senso del pudore mette online le foto dei propri figli.\u201d<\/p>\n<p>Il pudore, gi\u00e0\u2026<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>\u201cStasera abbiamo un\u2019altra cosa da festeggiare!\u201d urlo al telefono a Giovanni appena uscita dall\u2019ufficio di Azzo.<\/p>\n<p>\u201cDevo sedermi?\u201d \u00e8 da qualche mese che abbondano le frecciatine sul fatto che si aspetterebbe una vera sorpresa da me.<\/p>\n<p>\u201cNon vivr\u00f2 pi\u00f9 al seguito delle <em>celebrities!\u201d. <\/em>Conosco Giovanni, meglio prenderla un po\u2019 alla larga.<\/p>\n<p>\u201cFinalmente tornerai a casa a un\u2019ora decente\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDovr\u00f2 inventarmi una nuova identit\u00e0 digitale e diventare una <em>mamma social<\/em>\u201d cerco di fare finta che non ci sia nulla di strano nel compito che mi ha assegnato.<\/p>\n<p>\u201cVoi siete matti. O forse siete dei criminali, non ho ancora capito\u201d.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 un\u2019idea di Azzo! E\u2019 un visionario, lo sai\u201d.<\/p>\n<p>\u201cBasta che non ti faccia passare definitivamente la voglia che gi\u00e0 non hai\u201d.<\/p>\n<p>Non cadere in facili provocazioni, mi dico. \u201cTi amo! A stasera!\u201d.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Se devo costruirmi un\u2019identit\u00e0, la prima da cosa da fare \u00e8: ricerca. Online ci sono tantissime mamme blogger: quelle bio, quelle giramondo, quelle romantiche, quelle giocherellone. Mamma perfetta, mamma imperfetta, andiamomamma, yummimummy, travelmummy. Ne sanno una pi\u00f9 del diavolo. Fanno mille cose, vanno dappertutto, hanno soluzioni ad ogni problema. Sono belle e sorridenti a tutte le ore, capelli perfetti, la casa sempre in ordine, le merendine e i succhi sono fatti in casa, con prodotti del loro orto anche quando non hanno un terrazzo, i loro figli fanno yoga e ascoltano musica classica, parlano tre lingue e hanno gi\u00e0 girato un paio di continenti. La mia ricerca offline arriva a delle conclusioni un po\u2019 diverse. Mi accorgo che tutte le mie amiche con figli non le vedo da\u2026forse proprio da quando hanno partorito. Ogni volta che proviamo ad organizzare un incontro, succede qualcosa dal sapore tragico che ce lo impedisce: \u201cDiego ha il raffreddore, siamo al pronto soccorso\u201c. \u201cNon mi esce pi\u00f9 il latte dalla tetta, stasera mi tocca la spremitura manuale\u201d, \u201cDevo andare a letto presto, Manfredi domani ha la gara di nuoto e sono troppo nervosa\u201d. Non sono pazze, sono sfinite. Parlano solo di epidemie. Sono ossessionate dalle maestre. La loro vita sociale \u00e8 ridotta alle feste dei bambini nei weekend. Sono invecchiate dieci anni. Ai loro occhi io sono ci\u00f2 che loro non sono pi\u00f9 e per questo mi odiano. L\u2019unica mamma che vedo \u00e8 Ramona, la mia vicina di casa. Ha un figlio, Luca, che ha due anni. Far\u00f2 ricerca su campo con lei.<\/p>\n<p>Dopo qualche giorno, decido di andare a trovarla. Mi apre e ho la netta sensazione che non aspettasse visite. Mi sembra di avere davanti la protagonista di un <em>disaster movie<\/em> nel bel mezzo dell\u2019uragano. Maglia infilata all\u2019incontrario, decorata con macchie biancastre rapprese, capelli divisi in ciocche unte che le ricadono sulla faccia e sulle spalle.<\/p>\n<p>\u201cCiao, volevo sapere come stavi, \u00e8 da un po\u2019 che non ti vedo\u201d \u00e8 solo la prima di una lunga serie di menzogne, penso.<\/p>\n<p>\u201cDa schifo! Luca \u00e8 malato, di nuovo. Mia mamma non mi pu\u00f2 dare una mano perch\u00e9 ha il colpo della strega, io non esco da 4 giorni. Per fortuna qualcuno si chiede se sono ancora viva\u201d.<\/p>\n<p>Mi invita ad entrare nel suo soggiorno postatomico: ci sono panni da stirare sul divano, un apparecchio per l\u2019aerosol accanto al camino, tazze sporche sul fasciatoio, scatole di pannolini e fazzoletti sopra la televisione e Luca l\u00ec per terra che mi sorride in un modo perfetto. A differenza della mamma, \u00e8 pulito e ben vestito. Starnutisce. Calcolo la traiettoria dei bacilli dal bambino al mio naso e capisco che non avr\u00f2 scampo. Poi Luca mi mostra un trenino e una pista da montare. E mi ritrovo immediatamente seduta per terra accanto a lui, ubbidiente. Mentre incastro i binari di legno con una certa soddisfazione, sento che c\u2019\u00e8 qualcosa sotto a quella fila di rotaie. \u00c8 un anello, dentro c\u2019\u00e8 scritto Ramona, 15 settembre 2006. \u201cRamo, tuo marito deve aver perso la fede\u201d. Ramona non sembra sollevata per il ritrovamento. \u201cDammela. Se la trova Luca, ci si strozza\u201d Me la strappa dalle mani e la infila nel primo cassetto che trova, quello delle posate. \u201cTi spiace rimanere qualche minuto con Luca mentre scendo a fare una commissione?\u201d. Ce la posso fare, penso, \u00e8 tutta ricerca per il mio nuovo personaggio. E sparisce, per un\u2019ora.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 se le segue, le mamme su Instagram. Chiss\u00e0 se ci ritrova qualcosa di utile per la sua vita. I suoi problemi non sono i lavoretti con la pasta di sale, come decorare la cameretta del figlio o le migliori mete per weekend con bambini, ma il fatto che il marito non ci sia mai, o peggio non ci sia pi\u00f9. Chiss\u00e0 se su Facebook qualcuna di loro ti spiega come cavartela quando sei rimasta da sola, con l\u2019ansia che non ti fa addormentare prima delle 3 di notte, sapendo che dovrai in qualche modo trascinarti al lavoro dopo poche ore?<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Ramona non si \u00e8 domandata il perch\u00e9 da quel giorno io le abbia offerto totale disponibilit\u00e0 ad aiutarla con Luca. Non si \u00e8 stupita che io sia diventata una grandissima esperta di montaggio giocattoli e di <em>crisis management<\/em>, ovvero la gestione delle crisi di pianto improvvise e immotivate che colpiscono i bambini, specialmente fuori casa, specialmente davanti agli altri, specialmente quando hai fretta. Non ha nemmeno notato come io abbia in poche settimane sviluppato quella capacit\u00e0 che hanno le mamme di accantonare i propri bisogni per far spazio a quelli dei figli.<\/p>\n<p>E non \u00e8 divenuta sospettosa nel vedermi prendere cos\u00ec tanti appunti sul mio taccuino verde. In questi mesi mi ha aperto il suo cuore su tutto: le mille emozioni contrastanti della maternit\u00e0, la depressione, il sesso, il rapporto con la madre, la separazione con un figlio piccolo. Non mi spiegavo perch\u00e9 lei non pronunciasse mai una parola di amarezza nei confronti del marito. \u201cFai uscire la rabbia, se tieni tutto dentro ti verr\u00e0 la pancia gonfia\u201d, avevo provato a scherzare. In verit\u00e0 ero io quella che sentiva il bisogno di sfogare il proprio livore per quell\u2019uomo. E lo facevo la sera a casa, con il mio Giovanni: \u201cQuel bastardo se la star\u00e0 spassando con una ventenne. Cos\u2019\u00e8 che non gli andava pi\u00f9 bene, la misura del girovita? O che ci fosse un altro a cui lei dicesse bravo a ogni scureggia?\u201d,\u201cHa sbattuto la fede per terra e se ne \u00e8 andato. Nemmeno si \u00e8 preoccupato di raccoglierla, Luca ci si sarebbe potuto strozzare\u201d, \u201cCerto che voi uomini siete proprio delle merde\u201d concludevo mentre Giovanni scuoteva la testa.<\/p>\n<p>Ramona non si accorgeva che, come un cecchino, con un cellulare al posto del kalashnikov, sparavo fotografie sulla sua vita, senza mai mirare al volto. Mi piacevano i ritratti della sua mano, senza fede, che accarezza i capelli del bambino, le sue tette svuotate e la pancia sblusata, le nature morte con pastiglie e goccine disposte sul comodino, pronte a fornirle l\u2019aiuto necessario per affrontare la notte, e quel vibratore, che ogni tanto Luca scambiava per un suo giocattolo.<\/p>\n<p>Nelle nostre lunghe passeggiate al parco, che noi chiamavamo \u201cla gabbia\u201d, Ramona e io osservavamo le puerpere sprofondate sulle panchine e alienate sul proprio telefonino, cullando il passeggino con un piede, per un istante libere dai sensi di colpa. Noi ridevamo e parlavamo di sesso. E mentre lei trovava un po\u2019 di sollievo alla pressione di quella vita, io trovavo la mia identit\u00e0 digitale e la storia che volevo raccontare.<\/p>\n<p>Cos\u00ec \u00e8 nata la mamma meno convenzionale della rete. Il suo nickname \u00e8 Sottountrenino ed \u00e8 una celebrity. A chi la definisce una \u201cmamma disfunzionale\u201d lei replica dichiarandosi una postfemminista collaborazionista. Nessuno conosce la sua vera identit\u00e0. Ha vinto premi di giornalismo, e questa \u00e8 la prova che il giornalismo \u00e8 davvero morto. Sono veramente felice, mentre per Azzo l\u2019operazione \u00e8 un disastro perch\u00e9 nessuno sponsor ha mai investito un euro sul progetto. I premi li ritira tutti Ramona, a cui ho dovuto confessare la mia attivit\u00e0 clandestina. Quando ho fatto <em>outing<\/em> e le ho raccontato quello che stavo facendo mi ha dato uno schiaffo. \u201cTi ammazzo, hai preso per il culo me e soprattutto un bambino di 2 anni\u201d.\u00a0Poi ha letto tutti i post di questi ultimi due anni di Sottountrenino, e ha capito. Parlano di depressione, separazione, isolamento, a volte di pannolini in sconto e raccolte punti, di amore per i figli e impotenza. Parlano di incertezze. Parlano di come non vogliamo essere e come non vogliamo crescere i nostri figli. Parlano di abusi. Recensiscono gli antidepressivi in commercio e ne propongono di naturali, spiegano gli esercizi da fare quando l\u2019ansia diventa troppo forte e propongono delle soluzioni per riconnetterti con il tuo bambino, anche quando tutto sembra stare per esplodere. Parlano di tradimenti, come quelli di Ramona. Il marito l\u2019ha lasciata quando ha scoperto che aveva un\u2019amante e non si \u00e8 ancora capito chi sia il vero padre di Luca. Parlano di sbagli e come volersi bene quando se ne fanno.<\/p>\n<p>In questi due anni, ho scoperto tante cose dell\u2019essere mamma e lo sono un po\u2019 diventata. Contemporaneamente, ho scoperto di non poter avere figli. E\u2019 una questione fisica, non pi\u00f9 economica, a determinarlo. Per Giovanni \u00e8 stato un duro colpo. Ci amiamo ancora, ma non credo che la nostra storia regger\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_36134\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"36134\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi sono cinque anni che Giovanni e io stiamo insieme. A festeggiare gli anniversari di fidanzamento siamo rimasti gli unici, tutti i nostri amici stanno su ben altri traguardi di coppia. Noi, per\u00f2, una famiglia non possiamo ancora permettercela. Faccio la social media manager e lavoro fino a mezzanotte tutti i giorni. Dietro ogni post [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_36134\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"36134\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":16251,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[483],"tags":[],"class_list":["post-36134","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2018"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36134"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/16251"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=36134"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36134\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36150,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36134\/revisions\/36150"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=36134"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=36134"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=36134"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}