{"id":36108,"date":"2018-05-31T11:17:49","date_gmt":"2018-05-31T10:17:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36108"},"modified":"2018-05-31T11:17:49","modified_gmt":"2018-05-31T10:17:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-visita-allo-zoo-di-angelica-mormone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36108","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Visita allo zoo&#8221; di Angelica Mormone"},"content":{"rendered":"<p>La signora S. era piuttosto nervosa. Camminava avanti e indietro per la stanza, pensando al da farsi. La figlia le aveva chiesto per mesi di andare allo zoo. L\u2019apertura della nuova attrazione era su tutti i giornali: era l\u2019ultima novit\u00e0 in citt\u00e0 in quel periodo di ricostruzione, dopo la fine dell\u2019ultima guerra. Alla signora S. non sembrava una buona idea l\u2019esposizione delle belve feroci in una fase storica cos\u00ec delicata. Aveva cercato in tutti i modi di allontanare la figlia dal malsano proposito ponendo delle condizioni irraggiungibili: \u201cSolo se tieni la camera in ordine\u201d, \u201cSolo se ti comporti bene\u201d e infine, di fronte a tante lamentele ed insistenze: \u201cSolo se prendi 8 in matematica\u201d. Quello era stato davvero un colpo basso che le aveva provocato non pochi sensi di colpa. Sapeva che la piccola G. non aveva alcun talento per la materia e quindi era certa di avere la vittoria in pugno. O almeno, questo era ci\u00f2 che aveva creduto fino a quel giorno, il giorno della consegna delle pagelle.<\/p>\n<p>\u201cMamma non ci crederai, ho avuto 9\u201d disse la piccola, soddisfatta. \u201cNon ti credo, fammi vedere un po\u2019\u201d. Il volto della signora S. divenne di pietra di fronte al documento che attestava la sua sconfitta. And\u00f2 a parlare con l\u2019insegnante per accertarsi che fosse vero e che G. non avesse falsificato la pagella. La maestra, incredula per il dispiacere della signora S. di fronte a tale risultato, era un po\u2019 perplessa. \u201cSignora avrebbe preferito un 10? Mi creda, preferisco mettere sempre un voto in meno rispetto a quello che i ragazzi meritano, per temprarli gi\u00e0 da piccoli. Su, non si faccia troppe aspettative, non pu\u00f2 che essere contenta\u201d.<\/p>\n<p>La signora S. non voleva in alcun modo che la piccola G. guardasse anche solo da lontano quelle bestie abominevoli ma ormai non poteva pi\u00f9 sottrarsi ai suoi doveri. Doveva fissare una data per la visita allo zoo ed armarsi di tutto il suo coraggio per potervi portare la sua prole.<\/p>\n<p>Dopo aver camminato ancora una volta su ogni centimetro quadro della stanza con fare meditabondo decise di consultarsi con un\u2019amica.<\/p>\n<p>\u201cDopotutto non pu\u00f2 essere cos\u00ec male\u201d comment\u00f2 la sua amica al telefono, per rincuorarla.<\/p>\n<p>\u201cTu ce li hai portati i tuoi figli?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cE allora come fai a dirmi che va bene quando tu non ce li porti?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMa loro mica me lo hanno chiesto!\u201d.<\/p>\n<p>Ecco, che fortuna avere figli che non avanzano assurde richieste. Salut\u00f2 l\u2019amica, chiuse gli occhi e fece un respiro profondo. Li riapr\u00ec e con fare risoluto controll\u00f2 la sua agenda, le previsioni del meteo e decise di compiere il sacrificio stesso quella settimana, di sabato pomeriggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Era arrivato il giorno tanto atteso e nel contempo temuto.<\/p>\n<p>Camminavano per la citt\u00e0, la piccola facendo saltelli di gioia, la madre trascinandosi. Ad un tratto la signora S. si ferm\u00f2 e guard\u00f2 il riflesso del suo volto stanco in una pozzanghera. Nonostante non piovesse da alcuni giorni, le buche erano cos\u00ec profonde che l\u2019acqua vi stagnava a lungo prima di evaporare. Dal suo volto lo sguardo della signora S. si volse verso il riflesso di ci\u00f2 che c\u2019era dietro di lei: i resti di una citt\u00e0 che un tempo era stata moderna, e che poi era stata distrutta. Ricordava bene ogni attimo del conflitto: le bombe, gli scontri, i morti, le fughe, la paura di non sopravvivere a tutto ci\u00f2. Di quegli anni terribili portavano i segni le strade dissestate, i palazzi disabitati, i parchi devastati. Anche lei portava i segni, non sulla pelle, ma nei suoi ricordi, nella sua anima. I suoi occhi spenti si erano riaccesi solo alla nascita della piccola G., la quale era venuta al mondo alla fine di quella guerra assurda. La figlia stava crescendo in un\u2019epoca nuova, di riedificazione. Poco a poco lei e tutti quelli della sua generazione avrebbero potuto assaporare la normalit\u00e0.<\/p>\n<p>Il flusso dei pensieri fu interrotto dalla vista del cancello dello zoo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mentre facevano la fila alla biglietteria, la piccola G. all\u2019improvviso abbracci\u00f2 la madre, poi la guard\u00f2 con gli occhioni scintillanti e disse:\u201d Mamma sono cos\u00ec felice, grazie. \u00c8 il giorno pi\u00f9 bello della mia vita\u201d. La signora S. sorrise, poi si volt\u00f2 per nascondere la commozione.<\/p>\n<p>Dopo una lunga attesa fecero i biglietti e si avviarono verso l\u2019ingresso. \u201cPrego, da questa parte\u201d facevano segno i custodi. Diedero a tutti una piccola mappa e poche istruzioni. \u201cNon avvicinatevi troppo alle gabbie o alle fosse\u201d, \u201cNon date niente da mangiare alle bestie\u201d.<\/p>\n<p>Stavano percorrendo un viale alberato quando cominciarono a sentire i primi versi. Un gruppetto di piccoli visitatori cominci\u00f2 a correre in direzione dei suoni. La piccola G. fece segno alla madre di seguirli. Ed eccola l\u00ec, la prima gabbia. G. aveva spalancato la bocca e non accennava a chiuderla mentre osservava stupita ci\u00f2 che non aveva mai visto prima.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La bestia girava nel piccolo spazio angusto. Guardava per terra, in preda allo sconforto. Faceva dei cerchi sempre pi\u00f9 piccoli, poi si fermava, poi riprendeva a girare in tondo. Alla vista del pubblico, cominci\u00f2 a fare altri versi. Divenne ad un tratto aggressiva. Protese gli arti fuori dalla gabbia. Cominci\u00f2 ad emettere dei suoni sempre pi\u00f9 acuti, pi\u00f9 minacciosi, pieni di rabbia. Sopraggiunse un altro esemplare, anche questo in preda alla disperazione della vita in cattivit\u00e0. Sul corpo aveva delle ferite che forse si era procurato da solo, quasi a volersi strappare le carni per poter uscire da quella cella. Molti piccoli spettatori sorridevano alla vista di quegli animali che per loro erano buffi ed esotici. Altri erano esterrefatti.<\/p>\n<p>La bestia stava in piedi su due zampe. Non aveva peli se non in corrispondenza del cranio. L\u2019esemplare femmina aveva un manto pi\u00f9 lungo ma solo su parte della testa, mentre l\u2019altro aveva della lunga peluria anche sul muso. Erano con certezza dei mammiferi. Entrambi avevano soltanto due mammelle, la femmina pi\u00f9 pronunciate. Quest\u2019ultima aveva anche il posteriore pi\u00f9 pronunciato e le ossa in corrispondenza del bacino pi\u00f9 larghe. L\u2019esemplare maschio dal canto suo aveva gli arti superiori pi\u00f9 muscolosi ed era pi\u00f9 alto. Non avevano la coda e non sembravano capaci di muoversi da quadrupedi. Avevano delle zampe particolari: non avevano zoccoli, non avevano artigli particolarmente forti, ma avevano delle lunghe falangi. Con quelle zampe dovevano essere in grado di afferrare qualunque cosa, pensavano molti visitatori.<\/p>\n<p>G. osservava immobile. Vedeva chiaramente che quelle bestie erano state relegate in uno spazio troppo piccolo per loro. Vedeva che non avevano la sua stessa possibilit\u00e0 di scegliere che strada prendere. Si certo, lei doveva ancora obbedire alla mamma, ma prima o poi avrebbe potuto disporre della sua vita come voleva in quella nuova societ\u00e0 che era sorta per lei, per darle ci\u00f2 che ai suoi antenati era stato negato.<\/p>\n<p>Visitarono altre sezioni del parco: in una c\u2019erano dei bipedi con la pelle nera e il manto arruffato, in un\u2019altra ce n\u2019erano alcuni pi\u00f9 bassi e con gli occhi molto allungati; in un\u2019altra ancora degli esemplari molto alti con il manto e gli occhi molto chiari e con le bocche sottili. Tutti facevano parte della stessa specie, solo divisa per provenienza e per etnie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando uscirono dallo zoo era ormai quasi sera. La signora S. fece prima, come al suo solito, un respiro profondo, poi disse alla figlia: \u201cAllora tesoro, andiamo a mangiare?\u201d<\/p>\n<p>La piccola gazzella guard\u00f2 la madre e rispose: \u201cA dirti il vero non ho appetito\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCome mai tesoro? Non ti \u00e8 piaciuta la visita allo zoo? Ci tenevi tanto. Devo dirti che ero molto preoccupata prima di entrare ma poi mi sono tranquillizzata perch\u00e9 non \u00e8 successo nulla. Oggi \u00e8 stato un giorno importante per te. Hai visto le bestie che per anni hanno dominato il nostro mondo. Finalmente non possono fare pi\u00f9 del male a nessuno\u201d.<\/p>\n<p>La piccola era ancora un po\u2019 scossa perch\u00e9 avrebbe voluto dare la possibilit\u00e0 anche a quegli esseri di poter vivere in libert\u00e0 nel loro habitat naturale, ma poi pens\u00f2 che la madre aveva sempre ragione e che forse, se davvero erano cos\u00ec pericolosi per tutti loro, era giusto cos\u00ec.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_36108\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"36108\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La signora S. era piuttosto nervosa. 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