{"id":36097,"date":"2018-05-30T23:07:03","date_gmt":"2018-05-30T22:07:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36097"},"modified":"2018-05-31T15:46:11","modified_gmt":"2018-05-31T14:46:11","slug":"premio-racconti-per-corti-2018-la-forza-delleroe-di-chiara-tencati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36097","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;La forza dell\u2019EROE&#8221; di Chiara Tencati"},"content":{"rendered":"<p>9 novembre, il padre<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chiuse la porta tossendo, il freddo di gennaio gli indolenziva i movimenti delle mani, la serratura in inverno diventava pi\u00f9 dura, ostile. Si avvi\u00f2 verso casa. Lo sguardo guidava i passi, sosteneva l&#8217;equilibrio, gli permetteva di schivare la neve oramai diventata ghiaccio ostinato sul marciapiede. Sarebbe ritornato in negozio nel pomeriggio, o l&#8217;indomani, chiss\u00e0. Non c&#8217;era urgenza, n\u00e9 orari, pi\u00f9. Durante le festivit\u00e0 natalizie aveva avuto modo di liberarsi di quasi tutto, restava solo da riordinare, pulire, ricoprire, chiudere e abbassare la saracinesca. La stanchezza, la tosse e quel maledetto freddo non lasciavano spazio alla nostalgia. Ci avrebbe pensato suo figlio, se avesse voluto, a vendere il negozio. Il suo ultimo compito, dettato dalla vecchiaia e dalle discussioni, sarebbe stato quello di chiudere l&#8217;attivit\u00e0, e fino a quel momento aveva pianificato, programmato ed eseguito tutte le azioni necessarie per raggiungere lo scopo. Se non fosse stato per.<\/p>\n<p>Nel magazzino, posto nel retrobottega, chiusi nella cassaforte, aveva conservato una decina di gioielli, di quelli resi preziosi dal tempo, dalla storia che portavano con s\u00e9 e dalla loro esattezza per la storia in cui sarebbero tornati a vivere. Avrebbe dedicato gli ultimi sforzi lavorativi alla ricerca delle persone cui quei gioielli erano destinati.<\/p>\n<p>Risaliva all\u2019inizio della sua carriera l\u2019epoca del forzato reclutamento all\u2019EROE, l\u2019organizzazione per l\u2019Esatto Ricollocamento di Oggetti Esatti, della quale era diventato poi socio onorario insieme all\u2019amico libraio, convertendosi insieme alla causa fondante: non importava si trattasse di un gioiello, un libro o un fazzoletto, qualsiasi oggetto avrebbe dovuto arrivare a far parte della vita a cui era riservato, perch\u00e9 solo in quel modo il destino di quella persona avrebbe potuto compiersi in quel suo preciso modo, magnifico e bizzarro.<\/p>\n<p>\u201cLa Tour Eiffel \u00e8 stata assegnata a Monsieur Citro\u00ebn per appenderci le lettere luminose della propria casa automobilistica e umiliare, in maniera definitiva, il l\u2019Ing\u00e9nieur Renault\u201d. Questo era solo uno degli esempi ad effetto utilizzato nelle lezioni propedeutiche dedicate ai nuovi soci. Alcuni dei tesserati si dedicavano poi all\u2019attivit\u00e0 come a un passatempo, la passione lenta e minuziosa per la filatelia diveniva ricerca del giusto abbinamento tra la persona e il proprio oggetto, per altri invece rappresentava il pretesto verso il quale confluiva quella cieca aggressivit\u00e0 che sporca l\u2019animo umano.<\/p>\n<p>E quindi s\u00ec, avrebbe fatto in quel modo, si sarebbe dedicato a ricollocare gli ultimi oggetti se solo quel pomeriggio il freddo e la tosse non fossero stati cos\u00ec crudeli, e se il brodo di carne bollente e quella mano d&#8217;amore sugli occhi non fossero stati cos\u00ec buoni, da fargli capire che quello aveva proprio tutte le caratteristiche per essere il momento giusto per salutare la vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>12 novembre, il figlio<\/p>\n<p>Al ritorno dal funerale si diresse in gioielleria, ignorando l\u2019insistenza con cui la madre gli aveva chiesto di fermarsi a casa per salutare gli ultimi parenti.<\/p>\n<p>Spalanc\u00f2 la porta del negozio, il campanello attaccato allo stipite per avvisare l&#8217;arrivo di un nuovo cliente suon\u00f2 inutilmente. Alle spalle il rumore del traffico di Milano, davanti agli occhi il bancone rivestito in pelle, la bilancia, l&#8217;orologio a pendolo. Puntuale. Rimase immobile per qualche istante, si strofin\u00f2 le mani, per riscaldarle, le alz\u00f2 sulle guance, bollenti, e infine le pass\u00f2 sugli occhi che sentiva bruciare. Poi decise di sbrigarsi e mettere fine a tutta quella storia, prese una busta e vi infil\u00f2 i libri riposti nelle mensole sotto la cassa. Suo padre e il libraio del lato opposto della strada avevano, negli anni, stretto un&#8217;amicizia formale, senza emozioni, e salda, fondata sulla condivisione decennale di alcuni riti: l\u2019apertura del negozio, il buongiorno, il caff\u00e8 a met\u00e0 mattina, e tutte le restanti azioni ordinate che caratterizzano le giornate ordinarie. In nome di quel rapporto, suo padre era solito sostituire, gratuitamente, le pile degli orologi del libraio e di tutta la sua numerosa famiglia. Il libraio invece, regalava a suo padre, a cadenza regolare, quello che da lui era considerato il libro pi\u00f9 bello del mese precedente. Questo baratto spiegava la presenza di una piccola libreria, sotto il registratore di cassa, verso l&#8217;interno del bancone. E poi c\u2019era la faccenda dell\u2019EROE, certo, ma di questa il figlio ne era chiaramente all\u2019oscuro.<\/p>\n<p>Gli avanzi di vendita dal dubbio valore che trov\u00f2 sparsi per il negozio li fece scivolare in una sportina di plastica. Con la stessa superficialit\u00e0 con cui nel tempo si era rapportato alla vita e agli affetti si dimentic\u00f2 della cassaforte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>12 dicembre, Federico<\/p>\n<p>Con il settimo interessato no perditempo dopo 9 mesi 2 settimane e 4 giorni era riuscito a portare a termine la trattativa per la vendita del negozio. L\u2019acquirente si chiamava Federico, un ragazzo di circa trent&#8217;anni diplomato alla Scuola Orafa Ambrosiana. Federico ora, grazie all\u2019aiuto dei genitori, avrebbe potuto realizzare quel sogno che aveva preso forma facendosi largo tra i pomeriggi di studio e pratica, la nostalgia di casa, le bevute con gli amici, l\u2019autunno che sorprende al mattino e la gioia del buio che tarda ad arrivare nelle serate di primavera.<\/p>\n<p>Federico aveva visitato il negozio per tre volte. La prima in un giorno qualsiasi, una domenica pomeriggio umida, il cartello Vendesi aveva catturato la sua attenzione. La seconda, accompagnato dal padre, creando l&#8217;occasione perfetta per affermare con discrezione la seriet\u00e0 delle proprie intenzioni.<\/p>\n<p>Infine era tornato solo. Il compromesso, l&#8217;anticipo e la sensazione di sentirsi, forse per la prima volta, uomo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che lo aveva entusiasmato era lo spazio retrostante, da destinare al laboratorio. La gioielleria, per com&#8217;era stata e stata negli anni, si era occupata da sempre solo della vendita. Le creazioni o le riparazioni erano concesse in scomodi casi eccezionali. A quell\u2019epoca accadeva, non di rado, che certe attivit\u00e0 commerciali fossero aperte con la leggerezza del semplice gusto imprenditoriale di farlo, oltre alle naturali necessit\u00e0 del far fronte con dignit\u00e0 al quotidiano. Era un tempo non troppo lontano ma molto diversa dall&#8217;attuale, in cui l&#8217;antica eccellenza, in questo caso artigianale, era tornata a essere forse l&#8217;unica carta vincente per un giovane, e quel ragazzo, particolare non irrilevante nelle specifiche circostanze, quando parlava di questo, aveva gli occhi che brillavano.<\/p>\n<p>I lavori per rinnovare il negozio erano durati poco pi\u00f9 del previsto, per facili logiche commerciali era fondamentale aprire entro l\u2019inizio di dicembre: qualche amico lo aveva aiutato a tinteggiare le pareti, l\u2019insegna era stata restaurata da Federico stesso -l\u2019odore di vernice non lasci\u00f2 mai pi\u00f9 il suo appartamento-, le zie lo avevano sostituito nel fare le pulizie \u201ca fondo\u201d, come dicevano loro, dedicandosi ad aspirare, pulire, strofinare e lucidare con femminile soddisfazione. Le attrezzature e i mobili del laboratorio sarebbero arrivati entro Natale, il negozio invece, era pronto.<\/p>\n<p>Il giorno dell\u2019apertura Federico si svegli\u00f2 puntuale, bevve un caff\u00e8latte dolce \u2013all\u2019aroma di vernice-, infil\u00f2 un paio di pantaloni in velluto a costa larga blu, un maglioncino di lana a righe, si sistem\u00f2 la barba, inforc\u00f2 gli occhiali, arriv\u00f2 servendosi dei mezzi pubblici, inser\u00ec le chiavi nella serratura, entr\u00f2. Il tutto fingendo disinvoltura.<\/p>\n<p>Aveva appena terminato di sdraiare i gioielli al sole della vetrina quando sent\u00ec il campanello, conservato, della porta d\u2019ingresso, suonare.<\/p>\n<p>Si volt\u00f2. Due uomini in un bizzarro completo elegante lo stavano fissando. Federico sprec\u00f2 del tempo a realizzare che ci\u00f2 che donava a quei due quell\u2019aspetto bizzarro era il colore del completo elegante, bordeaux. Abbass\u00f2 lo sguardo, si diresse a passo deciso dietro il bancone, e solo da quella postazione riusc\u00ec a dire buongiorno, in cosa possa esservi utile.<\/p>\n<p>I due si avvicinarono, parevano uno l\u2019immagine speculare dell\u2019altro tanto si assomigliavano nel modo di porsi.<\/p>\n<p>Siamo qui perch\u00e9 tu ci possa consegnare ci\u00f2 che \u00e8 di nostra competenza, dissero all\u2019unisono.<\/p>\n<p>Poi Federico cap\u00ec, o meglio credette di capire, e impallid\u00ec.<\/p>\n<p>Gli intimarono di non porre resistenza e di consegnare subito ci\u00f2 che spettava loro, provarono a dissuaderlo dalla speranza di sottrarsi a quella consuetudine divenuta legge dopo anni di fruttuosa collaborazione, interruppero il suo scoppio di rabbia specificando, con voce affabile, di essere essi stessi, esclusivamente, un tramite. Bisbigliarono tra loro qualcosa che ebbe a che fare con un torneremo domani, saremo costretti a ricorrere ad ogni mezzo in nostro possesso per recuperare ci\u00f2 che ci spetta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il corpo di Federico fu trovato senza vita dietro il bancone pochi mesi pi\u00f9 tardi. Aveva le tasche dei pantaloni gonfie di quel denaro che invano aveva provato ad offrire ai due uomini.<\/p>\n<p>I giorni di chiusura, le chiacchiere con il padre, la disperazione di notte e le suppliche non erano stati sufficienti per comprendere ci\u00f2 che i due uomini pretendevano senza svelare.<\/p>\n<p>Quando il libraio vide arrivare le macchine della polizia con le sirene spiegate corse senza ostacoli dentro il negozio, fu il primo ad accorgersi di un biglietto a terra, una specie di ricevuta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>DATA: \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 MARTED\u00cc 9 NOVEMBRE 2018<\/p>\n<p>ORA: \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 10:47<\/p>\n<p>OGGETTO: \u00a0 EROE: RISCOSSIONE <u>FORZATA<\/u> DI NR. 10 OGGETTI ESATTI<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_36097\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"36097\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>9 novembre, il padre &nbsp; Chiuse la porta tossendo, il freddo di gennaio gli indolenziva i movimenti delle mani, la serratura in inverno diventava pi\u00f9 dura, ostile. Si avvi\u00f2 verso casa. Lo sguardo guidava i passi, sosteneva l&#8217;equilibrio, gli permetteva di schivare la neve oramai diventata ghiaccio ostinato sul marciapiede. Sarebbe ritornato in negozio nel [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_36097\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"36097\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":11043,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[483],"tags":[357,350,355],"class_list":["post-36097","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2018","tag-demetriobrandi","tag-luccautori","tag-raccontinellarete"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36097"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11043"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=36097"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36097\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36190,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36097\/revisions\/36190"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=36097"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=36097"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=36097"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}