{"id":36095,"date":"2018-05-30T22:54:14","date_gmt":"2018-05-30T21:54:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36095"},"modified":"2018-06-04T17:42:10","modified_gmt":"2018-06-04T16:42:10","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-mistery-di-laura-ghirlandetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36095","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Mistery&#8221; di Laura Ghirlandetti"},"content":{"rendered":"<p>Erano i primi giorni di settembre, la citt\u00e0 pareva risvegliarsi a certe ore ma come per un falso allarme, o per uno scherzo bonario, poi tornava prontamente a sonnecchiare in quella che era l\u2019ultima luminosa coda d\u2019estate.<br \/>\nAncora per poco, presto avrebbe ripreso il suo ruolo di metropoli e cominciato a rombare, e a stridere con i tram in arrivo, il passante sotterraneo, le auto in terza fila, le moto, i motorini e tanto altro rumore ancora. Ma per ora no, le era concesso di essere solo una citt\u00e0 sonnolenta, immobile e gialla, piacevolmente calda.<br \/>\nUna citt\u00e0 dorata baciata dal torpore, a suo modo languida.<br \/>\nAl di l\u00e0 del vetro, due singolari ragazze erano apparse, e parevano aspettare un autobus, uno dei pochi in servizio quel giorno, eppure non sembrava che stessero realmente aspettando, erano come intente ad osservarsi, e a cercare di dire quello che dovevano dire -esattamente- per come doveva essere detto. Erano come abbacinate da un sole invisibile molto pi\u00f9 intenso di quello che illuminava, fuori e per tutti noi la citt\u00e0, sembravano vedere qualcosa, e al contempo cercare di ricordarselo perfettamente.<br \/>\nErano i loro sguardi che si toccavano, ed era come se si fossero rivelate l\u2019essenziale, la sostanza di tutta quella lunga, e comunque fugace, porzione di tempo che chiamiamo estate, cos\u00ec: negli occhi. Dopo diversi minuti, non troppi presumibilmente, le parole sembrarono affluire a turno con pi\u00f9 frequenza, ma non smettevano di guardarsi a quel modo, e di sorridere: con quegli occhi luminosi e abbacinati; dall\u2019esterno sembravano essere molto felici, o perlomeno piene di immagini meravigliose, fiduciose su ci\u00f2 che avrebbero visto e potuto condividere da ora in poi. Nell\u2019immaginazione, mi sembrava di aver intravisto\u00a0 quella che poteva essere la camereretta di una delle due, quella in apparenza pi\u00f9 giovane, ed era un luogo sobrio, ordinato, eppure vivo di un\u2019inquietudine dosata, era percepibile infatti la molteplicit\u00e0 degli interessi della sua abitante.<br \/>\nL\u2019autobus tardava, le ragazze per\u00f2 non se ne davano pensiero, alcuni anziani erano giunti alla fermata dell\u2019autobus, una signora un p\u00f2 sovrappeso a tratti le osservava, sorridendo malinconicamente.<br \/>\nAlzai nuovamente lo sguardo, non le trovai, le vidi invece sedute ai tavolini esterni, dovevano aver attraversato la strada molto velocemente, tanto che non le avevo viste intenta com\u2019ero nell\u2019asciugatura dei bicchieri.<br \/>\nMandai Luca a dare loro la lista, scommettevo sulla loro ordinazione: una tonica, e un ginseng.<br \/>\nMi sorpresero invece, due spritz, non sembravano tipo da spritz o non a quell\u2019ora, forse perch\u00e8 le pensavo pi\u00f9 giovani, o meno modaiole, chiss\u00e0 poi perch\u00e8\u2026 Adesso ridevano, ed erano come dei guizzi prontamente contenuti da quella loro calma, e pacata felicit\u00e0.<br \/>\nErano strane, c\u2019era da ammetterlo: due esseri incantati e sospesi nella calura di una metropoli abbandonata, non erano certo un incontro facile, eppure avevo la sensazione che non potevano esistere se non l\u00ec.<br \/>\nUna fitta, netta, mi prese lo stomaco, dolore e nausea, guardai la mano, il palmo era coperto di sangue, si vedeva il taglio, non sembrava essere troppo profondo ma sanguinava abbondantemente, un bicchiere scheggiato, mi ricordai di non aver messo i guanti gialli di gomma, e di doverlo fare la prossima volta.<br \/>\nLe ragazze nel frattempo avevano ricevuto il loro ambrato succo alcolico, e qualche misera patatina per accompagnare il tutto, continuavano nel loro cadenzato racconto reciproco. Ma ora, ogni tanto una si perdeva a pensare, lontana, mentre l\u2019altra cercava i suoi occhi come prima, e pi\u00f9 precipitosamente raccontava, cercava i suoi occhi, ma non li trovava. Era leggermente ansiosa, ora.<br \/>\nDovevo trovare l\u2019alcool per disinfettare il taglio, e un cerotto, subito. Mi allontanai velocemente, dall\u2019armadietto del bagno estrassi in\u00a0 ordine la boccetta dell\u2019alcool e la scatola dei cerotti, ce n\u2019era giusto uno; la ferit\u00e0 bruci\u00f2 leggermente, e fu presto messa al riparo dal cotone sterilizzato del cerotto impermeabile.<br \/>\nTornai al bancone, le ragazze erano ancora sedute, non so perch\u00e8 ebbi una sensazione di sollievo; sembrava che loro ne avessero ancora per ore, giorni forse.<br \/>\nInfilai i guanti in gomma, il solito odore mi nause\u00f2 meno del dolore, ma in modo percettibile. Finii le stoviglie, e il tramonto con la sua luce rossastra mi colse di sorpresa, era passato un intero pomeriggio, la citt\u00e0 era ancora vuota e sospesa.<br \/>\nLe due ragazze ora erano all\u2019erta, meno serene di qualche ora prima, e il loro racconto si era fatto fitto e veloce.<br \/>\nNon capivo di cosa si trattava, forse un esame, una preoccupazione, un\u2019ombra sul percorso di due agili ed eleganti gazzelle. Le vidi alzarsi ed entrare, mi chiesero il conto, erano 14 euro lo sapevo, ma qualcosa in me si rifiut\u00f2 di parlare, e invece risposi che se mi avessero detto di cosa avevano parlato per tutto il pomeriggio avrebbero potuto andare via senza pagare nulla.<br \/>\nDentro di me sapevo che lo scambio non era equo, ma sperai.<br \/>\nSi guardarono, ma non erano particolarmente stupite, n\u00e8 tantomeno imbarazzate, sorrisero in un modo sincero e mi guardarono.<br \/>\nNon so perch\u00e8, ma insistetti, \u201cditemi, avete parlato delle vacanze, di un\u2019isola greca in cui ne avete combinate di tutti i colori, del fidanzamento di una vostra amica, di una laurea\u2026 di cosa avete parlato\u2026 sembravate felici\u2026 siete felici?\u201d Continuarono a sorridere, in un modo sibillino la pi\u00f9 alta mi si avvicin\u00f2 all\u2019orecchio, allora vidi Luca immobile e stupito osservare la scena in mezzo al locale con i mano i due bicchieri ormai vuoti di spritz.<br \/>\n\u201cMistero\u201d mi sussurr\u00f2 la ragazza. Mise una banconota da venti euro sul bancone, e con gli occhi bassi, continuando a sorridere a se stessa, attendeva il suo resto. Le restituii i soldi, e le salutai, un p\u00f2 stranite mi ringraziarono, salutando a loro volta.<br \/>\nLuca sosteneva che avessi bisogno anch\u2019io di una vacanza, e presto, io invece quel pomeriggio avevo ricevuto una chiave d\u2019oro per interpretare i sogni, una possibilit\u00e0 di derubare l\u2019esistente della sua ovviet\u00e0, avevo ricevuto in dono la potenzialit\u00e0 inedita del \u201cmistero\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_36095\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"36095\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Erano i primi giorni di settembre, la citt\u00e0 pareva risvegliarsi a certe ore ma come per un falso allarme, o per uno scherzo bonario, poi tornava prontamente a sonnecchiare in quella che era l\u2019ultima luminosa coda d\u2019estate. 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