{"id":36069,"date":"2018-05-30T22:16:37","date_gmt":"2018-05-30T21:16:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36069"},"modified":"2018-05-30T22:16:37","modified_gmt":"2018-05-30T21:16:37","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-il-frutto-benedetto-del-mio-seno-di-paola-de-donato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36069","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Il frutto benedetto del mio seno&#8221; di Paola De Donato"},"content":{"rendered":"<p>Il gioco di luci e ombre nella Cappella degli Scrovegni \u00e8 un artista che, in una dimensione in cui il tempo \u00e8 accelerato, dipinge sul momento l\u2019evolversi del racconto. Assisto per qualche secondo, incantato, mentre mi arriva alle orecchie un brusio il cui suono mi ricorda l\u2019andamento di un temporale. Le prime gocce delicate sono dolorosi sussurri, il primo fulmine a cui segue un tuono \u00e8 il grido che scatena una tempestosa tragedia. Accade che, come se si fosse effettivamente abbattuto un temporale sulle immagini e l\u2019acqua le fluidificasse privandole di corposit\u00e0, quasi tutta la narrazione svanisce e le pareti diventano buie davanti ai miei occhi, lasciando come unica immagine due corpi: una donna che sorregge un cadavere e un cadavere che sorregge il dolore della donna. Poi il temporale termina e rimane solo qualche goccia, le pi\u00f9 intense e perseveranti. Quelle gocce, da dolci diventano salate, tramutandosi nelle lacrime della donna e il loro scorrere lento cattura la mia attenzione. Le lacrime lasciano poi spazio ai sussulti generati dai singhiozzi della donna, che, come una scossa, ne agitano braccia, che iniziano a scuotere l\u2019immobilit\u00e0 del corpo a lei sottostante, che pare quasi gli stia per ridar vita. Poi solleva le braccia, e con movimenti sconnessi e tremolanti alza le maniche della veste e punta le unghie, che devono essere affilate o spezzate, poich\u00e9 subito disegnano sulle braccia delle linee rosse dalle quali inizia a sgorgare sangue. Gli occhi sono lievemente aperti, da essi fuoriesce luce, che vien fuori con l\u2019ostinazione con cui i raggi del sole filtrano in estate in una stanza buia, dalle tapparelle abbassate di un\u2019ampia finestra. La luce si fonde con il brillare delle lacrime, che scendono creando dei piccoli cristalli e si depositano sul corpo dell\u2019uomo, illuminandolo, cos\u00ec che io possa osservarlo e acquisire, con un brivido che percorre il mio stomaco, la consapevolezza del dolore che pervade l\u2019intera immagine, rendendone ai miei occhi l\u2019umanit\u00e0 fino a quel momento ignorata. Quel dolore femminile mi spiazza e mi cattura completamente. Sono cos\u00ec perso in quello scambio di sensazioni che una parola sussurrata delicatamente mi spaventa, come un grido che viene a spezzare il filo di un sonno difficilmente infrangibile.<\/p>\n<p>\u201cPicchiami\u201d<\/p>\n<p>Ascolto quella parola riecheggiare in tutta la cappella, vuota fino a qualche secondo fa. \u00c8 come se fosse un micro corpo che percorre l\u2019intero spazio, in cerca della bocca che l\u2019ha generato. Lo seguo in tutto lo spazio e condivido con lui l\u2019ansia della ricerca. Ritorna nell\u2019immagine che fino a qualche istante prima aveva catturato la mia attenzione e vedo quella indefinita consistenza sciogliersi nel movimento della bocca della donna; sembra come un richiamo. Ora il mio sguardo \u00e8 fisso sul suo volto.<\/p>\n<p>\u201cPicchiami\u201d<\/p>\n<p>La richiesta \u00e8 cos\u00ec potente che il suo contenuto viene scaraventato su mio viso, uno schiaffo invisibile mi colpisce dritto all\u2019altezza della mandibola. Avrei dovuto avvertire dolore o, al minimo, infastidirmi, invece una scossa di piacere pervade il mio corpo. Insomma, quella donna avrebbe dovuto suscitarmi tutt\u2019altro che quei pensieri. Provo imbarazzo, mi sento sporco come se non mi lavassi da giorni, profanatore di una suprema legge.<\/p>\n<p>\u201cPicchiami\u201d<\/p>\n<p>Continua a sussurrarla quella parola, che arriva alle mie orecchie come un suono lontano, ma nel mio ventre \u00e8 un liquore forte, bevuto tutto d\u2019un fiato e a stomaco vuoto. Poi le sue labbra, che fino a qualche attimo prima erano impegnate nel delicato atto del sussurro, si arricciano prima verso l\u2019esterno, poi verso l\u2019interno e la donna inizia a succhiarsele voracemente. La vedo mordersele quelle labbra, affondarci i denti, sembra volersele ingoiare. Dalle labbra ferite inizia a sgorgare sangue, sangue in movimento, sangue vivo; sembra la lava, intensamente rossa, scendente da un vulcano; come un vulcano in eruzione nel cuore della notte, che illumina i dettagli di un panorama buio, e incendia essi e il cielo notturno, il sangue della donna ravviva la penombra dell\u2019intera immagine, sui suoi colori pastello si posa il rosso denso, acceso, che contamina gli altri, tanto che l\u2019intera immagine assume delle sfumature di rosso, come se si stesse accendendo un fuoco pronto a distruggerla a breve. Con le labbra insanguinate, la donna continua a ripetermi quell\u2019unica parola, che risuona nella cappella come una preghiera oscura, che colei, un essere infinito a cui tanti uomini hanno rivolto, nel corso del tempo, le proprie suppliche, sta rivolgendo a me, essere finito.<\/p>\n<p>\u201cPicchiami\u201d<\/p>\n<p>Guardo i suoi occhi appena aperti, la luminosit\u00e0 delle lacrime \u00e8 un laser che sembra averli disintegrati, sono divenuti luce pura e sola. Poi, come un incantesimo che si scioglie, da quell\u2019unica parola ne nascono delle altre.<\/p>\n<p>\u201cPicchiami, picchiami perch\u00e9 non sono riuscita a proteggerlo. Picchiami, perch\u00e9 venni eletta per generare la salvezza e tal salvezza non sono stata capace di salvarla. Io, che l\u2019ho partorito, non sono riuscita a proteggerlo\u201d<\/p>\n<p>La voce le trema e le agita il corpo. Strattona il figlio senza vita, come se sperasse di vederlo, di nuovo, autonomamente muoversi.<\/p>\n<p>\u201cMa non posso picchiarti, cio\u00e8 non posso picchiarla\u201d. Non so come rivolgermi a quella entit\u00e0, non sono preparato. Chi, ancora su questa terra, si preparerebbe mai a un incontro del genere?!<br \/>\n\u201cE, anche volendo, non mi sarebbe possibile picchiare un affresco\u201d finisco di dirle, frastornato. Capisco che le cose si stanno mettendo male quando la donna, che fino a quel momento aveva eseguito pochi movimenti, rivolti, perlopi\u00f9 al corpo del figlio, si sbottona la veste e ne trae fuori un seno.<\/p>\n<p>\u201cEra il frutto benedetto del mio seno, ma ho permesso che lo uccidessero\u201d dice la Maria dell\u2019affresco, tendendo il seno, che ora acquisiva la belt\u00e0 della consistenza fatta di carne, fuori dall\u2019immagine e verso di me. Mi sorprendo ad ammirare la bellezza di quel seno e a desiderare di toccarlo. Non c\u2019\u00e9 dubbio, sto mettendo la firma per la mia dannazione. La donna si aiuta con una mano per porgermi il seno, lo strizza per poterlo allungare. Devo girarmi per ignorare l\u2019eccitazione che sento salire dal basso, vergognandomi.<\/p>\n<p>\u201cGuardami\u201d<\/p>\n<p>Un ordine che acquisisce la dolcezza di una supplica. Mi giro nuovamente verso di lei e vengo catturato dalla luce emanata dalle fessure dei suoi occhi; le lacrime continuano a scendere, ma adesso vanno a posarsi sul suo seno, che diviene una sfera luminosa, intrisa di un\u2019energia che vince la mia resistenza e conduce entrambe le mie mani verso quella sfera accesa.<\/p>\n<p>\u201cAdesso picchiami, restituiscimi il mio seno\u201d<\/p>\n<p>Meno la luce, con i pugni, poi a mani aperte. Lentamente il seno riprende il suo colore rosato e un liquido latte luminescente inizia a fuoriuscire dal capezzolo. Senza accorgermene mi ritrovo a succhiare quel liquido. Sento la donna gemere, tendere all\u2019indietro il suo busto, tanto che devo chinarmi in avanti per poter continuare la mia azione. Mi ritrovo con il viso all\u2019ingresso dell\u2019affresco, a faccia a faccia la donna, che, per la prima volta, spalanca gli occhi e li punta nei miei. Come il sole caldo e invadente coglie lo sguardo impreparato di chi tira su le serrande dopo la notte, vengo accecato e non vedo pi\u00f9 nulla. Sento qualcosa di umido e caldo entrare in bocca, intrecciandosi con la mia lingua che riconosce in quell\u2019attorcigliamento una sua simile, un\u2019altra lingua. Una mano calda si posa tremolante, sui miei pantaloni.<\/p>\n<p>Svanita l\u2019accecante luce apro gli occhi. Gli affreschi sono nuovamente tutti l\u00ec. Solo il \u201cCompianto sul Cristo morto\u201d non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Al suo posto e al centro dell\u2019affresco, con l\u2019unico sfondo di un cielo dorato, ora vi \u00e8 una donna i cui occhi grandi sorridono al neonato che tiene fra le braccia, intento a succhiare il latte al seno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_36069\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"36069\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il gioco di luci e ombre nella Cappella degli Scrovegni \u00e8 un artista che, in una dimensione in cui il tempo \u00e8 accelerato, dipinge sul momento l\u2019evolversi del racconto. 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