{"id":36062,"date":"2018-05-30T22:06:57","date_gmt":"2018-05-30T21:06:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36062"},"modified":"2018-05-30T22:06:57","modified_gmt":"2018-05-30T21:06:57","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-la-gara-piu-importante-di-paola-de-donato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36062","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;La gara pi\u00f9 importante&#8221; di Paola De Donato"},"content":{"rendered":"<p>La pista \u00e8 pronta, il pubblico \u00e8 caldo, entusiasmato, scalpitante. La giuria \u00e8 preparatissima e non perdoner\u00e0 un singolo errore. \u00c8 la gara pi\u00f9 importante. Le altre partecipanti sono gi\u00e0 tutte intorno alla pista, a respirare quell\u2019adrenalina che ti fa volteggiare prima ancora di esibirti. Nello spogliatoio siamo rimaste solo io e te. Ci guardiamo allo specchio, contemporaneamente. Dal mio occhio sinistro si affaccia una lacrima, si aggrappa alle ciglia e si mette in posa per specchiarsi anche lei. Sapendo che la sua esistenza sar\u00e0 breve vuole splendere il pi\u00f9 possibile, quindi acquista luce man mano che scende sul viso, temporeggia qualche secondo sul mio mento e poi, anzich\u00e9 finire sul pavimento, viene raccolta da te, che col tuo vizio di accogliere ci\u00f2 che perdo io, nascondi spicchi di sole. Sento affievolire il sentirmi morbida come pongo, dote essenziale per una pattinatrice, una fusione tra tecnica e bellezza che rende i suoi movimenti naturali come le onde del mare. Io sono un pezzo di pongo essiccato, per questo oggi la protagonista della gara sarai tu.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 io sono un pezzo di pongo, morbido morbido\u201d affermi con una voce che sembra il fischiettio di un bambino dispettoso. Sgrano gli occhi ascoltando queste tue parole e ti osservo startene tranquilla e paciosa. Non ti preoccupi di farti bella, ti piaci cos\u00ec come sei e l\u2019agitazione non ti tocca. Sembra che tu ti senta gi\u00e0 la vincitrice, la reginetta del pattinaggio. La sicurezza che ostenti mi da i nervi.<\/p>\n<p>\u201cStai scherzando, spero. Tu sei un dannato pezzo di ferro, altroch\u00e9 pongo, pi\u00f9 rigida di te non s\u2019\u00e8 mai vista nessuna\u201d replico buttando fuori, senza ritegno, tutta l\u2019antipatia che provo nei tuoi confronti.<\/p>\n<p>\u201cSecondo me sei un tantino gelosa\u201d fai tu, provocandomi.<\/p>\n<p>\u201cGelosa non credo proprio, semmai infastidita\u201d. Cerco d\u2019imitare il pi\u00f9 possibile la tua voce di bambina. Perch\u00e9 tu sappia che non mi faccio di certo sovrastare da te.<\/p>\n<p>\u201cPer\u00f2 ti senti messa in secondo piano, ammettilo. Senn\u00f2 non te ne staresti qua immobile e imbambolata mentre tutti si stanno godendo l\u2019inizio della gara, una gara che hai preparato con fatica e sacrificio. Che diavolo ci stiamo a fare qui, mentre la festa \u00e8 gi\u00e0 iniziata, vorrei proprio saperlo\u201d<\/p>\n<p>\u201cTu non puoi sapere nulla, provi a comprendermi, a fare l\u2019amica, ma non mi freghi, sei un\u2019impostora che cerca solo di rubarmi la scena\u201d. Mentre pronuncio queste parole penso di star esagerando. \u201cQuesta cattiveria non \u00e8 da me, non la riconosco\u201d.<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, infatti non \u00e8 da te\u201d fai eco tu.<\/p>\n<p>Per un attimo ho l\u2019impressione che, fra le tue capacit\u00e0, tu sia anche in grado di assorbire i miei pensieri e di portarli all\u2019esterno, come una specie di pappagallo stregone. Se cos\u00ec fosse sarebbe davvero un bel problema, dato che, a quanto sembra, non mi liberer\u00f2 di te cos\u00ec facilmente.<\/p>\n<p>\u201cChe fai, spii anche i miei pensieri, adesso?\u201d \u00a0Ti chiedo un po&#8217; preoccupata e un po\u2019 indispettita.<\/p>\n<p>\u201cStai semplicemente pensando a voce alta\u201d<\/p>\n<p>Il tuo tono di voce, rispondendomi, cambia da quello di bambina dispettosa a quello di mamma comprensiva.<\/p>\n<p>\u201cVedi, anche pazza mi stai facendo diventare, mi fai persino parlare da sola\u201d Non mi far\u00f2 fregare da questo tuo tono intenerito.<\/p>\n<p>\u201cLa causa dei tuoi problemi non sono io, ma te stessa, chiss\u00e0 se ne prenderai mai coscienza\u201d<\/p>\n<p>Le tue parole sono come uno spintone, uno spintone che mi fa perdere l\u2019equilibrio. Dallo specchio vedo la mia immagine cadere all\u2019indietro, evitare quasi miracolosamente di sbattere la testa su una delle panche dello spogliatoio.<\/p>\n<p>\u201cAppoggiati a me, per rialzarti\u201d mi proponi.<\/p>\n<p>\u201cNo\u201d ti rispondo io, seccamente. In quei pochi secondi che intercorrono fra la tua proposta di soccorso e il mio netto rifiuto il soffitto bianco dello spogliatoio diviene la pagina bianca di un libro e si materializza una mano, forse frutto di un\u2019allucinazione provocata dalla botta che ho preso, che volta pagina, all\u2019indietro.<\/p>\n<p>\u201cVuoi rimanere l\u00ec per terra?\u201d<\/p>\n<p>La tua voce mi giunge lontana, lontanissima. La mano immaginaria ha voltato pagina e mi ha riportato a un momento passato che \u00e8 un marchio di fuoco bruciante l\u2019essenza della mia mente.<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, fammi rimanere sdraiata qui, che sono stanca\u201d<\/p>\n<p>Il pavimento freddo e inospitale dello spogliatoio si fa, ora, materasso caldo ma scomodo. Sono sdraiata e seduto accanto a me c\u2019\u00e8 un uomo che conosco bene. L\u2019indice della sua mano destra sta scivolando sulla mia coscia sinistra. Posso avvertirne il tocco deciso e ogni singola parte di me desidera sentirlo scendere sull\u2019intera gamba, come un corpo assettato che si accontenta di alzare lo sguardo a un cielo annunciante un temporale e spalanca la bocca alle prime minuscole gocce di pioggia. Ma la sua sicurezza vacilla quasi subito e il suo dito viene catturato dall\u2019amo dell\u2019incertezza, che lo allontana da me, dipingendo sul suo volto l\u2019espressione spaventata e addolorata di un animale caduto in una trappola crudele e imprevista.<\/p>\n<p>\u201cProva ad accarezzare arrivando fino al piede\u201d lo esorto, illudendomi di poter sentire il calore della sua mando risvegliare quella parte di me che so essersi irreversibilmente spenta.<\/p>\n<p>\u201cNon ce la faccio\u201d mi risponde lui con lo sguardo inerte di chi ti sta dicendo che la paura gli ha risucchiato tutte le energie.<\/p>\n<p>\u201cFai uno sforzo\u201d lo supplico io.<\/p>\n<p>\u201cNon ce la faccio\u201d ripete lui, come un registratore rotto che non sa pi\u00f9 continuare la sua narrazione.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 stato un incidente, sai quanto vorrei anche io tornare indietro\u201d. Gli dico bagnando il cuscino del letto di lacrime che il mio viso non sente. Ripenso a quella sera, a quella ubriacatura di cui mi pentir\u00f2 sempre. Guardavo il bancone del bar in cui mi trovavo e il cameriere che miscelava cocktails: visto attraverso l\u2019alcool contenuto nei bicchieri che mi ero scolata, il mondo mi sembrava pi\u00f9 allegro, pi\u00f9 interessante. Ho seguito quest\u2019illusione per le strade della notte, finch\u00e9 si \u00e8 infranta, lasciandomi addosso segni indelebili.<\/p>\n<p>\u201cFai uno sforzo\u201d provo a chiedergli nuovamente.<\/p>\n<p>Ma lui non risponde. Lascia la stanza, mi lascia.<\/p>\n<p>\u201cNon mi lasciare\u201d grido a una stanza ormai vuota.<\/p>\n<p>\u201cNon mi lasciare\u201d<\/p>\n<p>La mia voce fa sussultare la mia schiena che si scopre a disagio sulle piastrelle anonime di un pavimento. Sono nello spogliatoio della pista di pattinaggio. Ricordo di avere una gara. La gara pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p>\u201cAppoggiati a me\u201d<\/p>\n<p>Di nuovo la tua voce.<\/p>\n<p>\u201cTu non puoi capire\u201d Ora le mie parole sono scevre di ogni ostilit\u00e0, ma cariche del dolore di una ferita ancora aperta, che so per certo non si rimarginer\u00e0, n\u00e9 oggi, n\u00e9 mai. Un vuoto che ha reso assente tutto il mio sentire. Mi tocco la coscia e non sento nulla. Mi tocco ventre, braccia, viso. Non sento nulla. \u00c8 un\u2019infezione che mi ha contagiata totalmente. Sono prigioniera di quella sera, di quell\u2019incidente causato dalla mia superficialit\u00e0. \u201cSe fossi stata un po\u2019 pi\u00f9 attenta non ti troveresti in questa situazione\u201d, questa \u00e8 la frase, l\u2019ammonizione, che ho letto, dopo, negli sguardi di tutti.<\/p>\n<p>\u201cFino a quanto hai intenzione di torturarti?\u201d mi fai tu che, no, non ti arrendi, vuoi a tutti i costi che mi ritiri su.<\/p>\n<p>\u201cFino a quando non sentir\u00f2\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon sentirai che?\u201d<\/p>\n<p>\u201cMe stessa\u201d<\/p>\n<p>\u201cAllora alzati. Alzati e andiamo. C\u2019\u00e8 una gara, la gara pi\u00f9 importante. La pista ci aspetta\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon fare l\u2019amica. \u00c8 tua la colpa di questo mio non sentirmi, di questo mio non emozionarmi. Pensa alle prove per la gara, tutti a guardare te, con un misto di ammirazione e timore. Tu, con la tua mania di protagonismo, con la consapevolezza della tua particolarit\u00e0 che attrae. Quando mai s\u2019\u00e8 vista una pattinatrice gareggiare in questo modo. E non ti vergogni di avere tutti gli sguardi puntati addosso. Non ti vergogni che nessuno noti me\u201d<\/p>\n<p>\u201cQui l\u2019unica che si vergogna di te sei tu\u201d mi rispondi, sfacciata.<\/p>\n<p>\u201cRipeti se hai coraggio\u201d<\/p>\n<p>Sento la rabbia annebbiarmi il cervello.<\/p>\n<p>\u201cLo sai benissimo. Sei tu la prima a vergognarti di te stessa. Tu la prima a non accettarti. Tu che ti rifiuti di sentirti. Se non ti ami tu, non puoi pretendere che lo facciano gli altri. \u00c8 per questo che lui ti ha lasciata\u201d<\/p>\n<p>Questo troppo, penso, troppo da sopportare.<\/p>\n<p>\u201cOra ti faccio fuori, a costo di rimetterci io\u201d<\/p>\n<p>Senza accorgermene, presa dalla furia momentanea, faccio leva su di te per alzarmi. Diamine che idiota che sono.<\/p>\n<p>\u201cOra me la paghi\u201d urlo mentre sono in procinto di afferrarti desiderosa di danneggiarti. Proprio in quel momento, per\u00f2, entra l\u2019allenatore che ci ha preparate. Dice di sbrigarsi, che bisogna salire in pista. Mentre andiamo abbasso lo sguardo e ti osservo, con aria minacciosa, per dirti che le tue parole non me le scordo, che dopo faremo i conti. Ma tu non rispondi alla mia provocazione, ora brilli sotto le luci della pista di pattinaggio, che sembrano esser state pensate apposta per darti risalto. Tutti gli occhi sono puntati su di noi. Anche il suo volto, il volto di colui che mi ha lasciata, che scorgo tra il pubblico, ci osserva. Sono sorpresa da un prurito alla gamba sinistra. Un lieve dolore che \u00e8 come il sole del mattino che coglie impreparati gli occhi immersi nelle tenebre. Tocco la mia coscia sinistra e lo sento, sento il caldo della mia mano, sento me stessa, di nuovo. Poi tocco te, per la prima volta e guardando il completo nero che indosso mi rendo conto che brilla degli stessi spicchi di sole che nascondi tu. Nonostante l\u2019odio che nutro nei tuoi confronti devo ammettere che sei stata un\u2019eccellente pezzetto di pongo, ti sei modellata a me, sfidando il mio dispettoso destino e mi hai portata sin qui. \u00c8 arrivato il nostro momento. Infilo i pattini ed ecco che stiamo per iniziare. Faccio un primo passo in pista, mettendo avanti la gamba sinistra, in attesa che l\u2019altoparlante ci annunci.<\/p>\n<p>\u201cLa pattinatrice che gareggia assieme alla protesi che sostituisce la sua gamba sinistra, amputata a seguito di un incidente\u201d<\/p>\n<p>La pista \u00e8 pronta, il pubblico \u00e8 caldo, entusiasmato, scalpitante. La giuria \u00e8 preparatissima e non perdoner\u00e0 un singolo errore.<\/p>\n<p>\u00c8 la gara pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_36062\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"36062\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pista \u00e8 pronta, il pubblico \u00e8 caldo, entusiasmato, scalpitante. 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