{"id":36018,"date":"2018-05-30T17:28:48","date_gmt":"2018-05-30T16:28:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36018"},"modified":"2018-05-30T17:28:48","modified_gmt":"2018-05-30T16:28:48","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-il-mare-oscuro-di-massimo-navarra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=36018","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Il mare oscuro&#8221; di Massimo Navarra"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: Courier New, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">L\u2019acqua \u00e8 fredda, a tratti gelida. Non dovrebbe essere cos\u00ec, siamo quasi in estate e l&#8217;aria l\u00ec fuori \u00e8 mite. Il sole qui al Sud picchia, sopratutto adesso che \u00e8 mezzogiorno. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Courier New, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">La prima nuotata della stagione. Di solito sempre alla fine di Maggio, o al massimo nei primi di Giugno, quando si marinavano gli ultimi inutili giorni di scuola, ormai certi di non poter cambiare il proprio destino scolastico. Si andava tutti insieme con i compagni di scuola o al massimo con qualche amico anch&#8217;egli con poca voglia di sudare dentro le orribili mura scolastiche. E&#8217; capitato anche me, ma col tempo ho iniziato ad andare per conto mio. Affrontare il mare da solo mi riusciva bene. Senza inutili schiamazzi, senza giochi cretini da spiaggia, senza tutto quel banale romanticismo che aleggia quando si parla di adolescenti in estate. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Courier New, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Mi manca il respiro, e non so per quanto tempo potr\u00f2 continuare a trattenerlo. Ma voglio proseguire. Non mi sto godendo la nuotata, anzi a dire il vero non mi interessa per nulla. Non so quanto ho percorso; se la spiaggia \u00e8 l\u00ec appena dietro di me oppure a chilometri di distanza. Non mi importa. Non guardo il cielo sopra la mia testa o l&#8217;orizzonte davanti a me, continuo e basta. Anche se adesso non posso fare a meno di notare che sono davvero stanco. Vorrei riposarmi, magari facendo il morto a galla e non pensando a nulla, ma non appena provo a distendere la schiena e a lasciarmi trasportare dalle onde non mi sento a mio agio. Forse \u00e8 per via dell&#8217;acqua gelida che mi punzecchia la pelle. Dannata pelle! Non riesco a rilassarmi, non riesco a chiudere gli occhi, non riesco a smettere di pensare.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Courier New, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Tuttavia provare a far funzionare il cervello ora mi provoca dolore e mal di testa. Avrei bisogno di qualche farmaco. Porto sempre con me degli antidolorifici. Ne abuso fin da quando ne ho memoria e adesso sono cos\u00ec abituato alla mia pillola giornaliera che fatico a separarmene anche dopo l&#8217;ultima visita dal medico: \u201cSano come pesce\u201d, mi ha detto. Ma un pesce in mare non sente freddo come lo sento io adesso. Fanculo il medico! Dovrei andare in spiaggia, prendere lo zaino e aprire quella scatolina porta pillole che \u00e8 sempre stata una mia fedele compagna di viaggio. Ma non ne ho voglia. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Courier New, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Forse \u00e8 meglio proseguire. Trovare nuovi stimoli. Ma le dolci armonie dell\u2019oceano cristallino non mi interessano. Forse una volta, tanto tempo fa, quando facevo il bagno da piccolo, insieme ai miei genitori. Ma con loro nuotavo in piscina. Qui sono all\u2019aperto. Al largo, lontano dai bordi sicuri da afferrare se vedi che le gambe non riescono pi\u00f9 a tenerti a galla. Ma poco importa. Oggi, mentre lasciavo i segni dei piedi nudi sulla sabbia, ho deciso che la mia prima nuotata dell&#8217;anno sarebbe stata diversa dal solito. Non sono mai stato bravissimo a nuotare, questo devo confessarlo. Posso sbracciare, dimenare i piedi, seguire le giuste norme di respirazione e tutte le regole del nuoto perfetto, ma non mi riesce mai di risultare efficace, di lanciarmi a pelo sull&#8217;acqua con eleganza e stile. Oggi riesco a muovermi, faccio qualche metro in poco tempo, ma \u00e8 pi\u00f9 per forza di volont\u00e0 che per vero talento. E questo mi \u00e8 sempre pesato. Se ti piace il mare devi saperlo dominare, ed io non ci sono mai realmente riuscito. Inoltre non posso definirmi una persona coraggiosa, quindi mi son sempre privato di quelle sfide che andassero al di l\u00e0 delle mie ragionevoli capacit\u00e0. Ma questa mattina ho deciso di andare pi\u00f9 lontano possibile, oltre ci\u00f2 che ritenevo per me irraggiungibile. E adesso che sono qui, in mezzo al vuoto dell&#8217;oceano, mi accorgo che non sono pi\u00f9 in grado di gestire la situazione. E&#8217; chiaro che mi sono spinto troppo a largo. Ma non mi importa. Mi lascer\u00f2 trascinare dalla corrente, decider\u00e0 lei per me. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Courier New, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Chiss\u00e0 quanto tempo \u00e8 passato? Ormai non agito pi\u00f9 le gambe, e le braccia sono sempre pi\u00f9 pesanti. Forse \u00e8 l&#8217;ora di mettere la faccia dentro l&#8217;acqua per vedere quanto \u00e8 profondo. Spingo timidamente il naso verso il basso, ne sento la punta bagnarsi a contatto con le onde. Le prossime ad assaporare il sale marino sono le labbra. Poi con un spinta di coraggio affondo anche la fronte e gli occhi (rigorosamente chiusi). Una volta dentro non senti pi\u00f9 niente di definito: ogni suono \u00e8 sopraffatto dal rumore denso e fastidioso dell&#8217;acqua che ti riempie le orecchie e che spinge verso i timpani quasi per entrarti dentro. Schiudo timidamente le palpebre e vedo ci\u00f2 che sta sotto i miei piedi. Sembra profondo. Le braccia ormai intorpidite dal freddo hanno smesso di muoversi. Le gambe hanno gi\u00e0 abbandonato la loro funzione motoria da tempo. Non posso che sommergere.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Courier New, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Non credo di star annegando. Se fosse cos\u00ec proverei fastidio, cercherei di divincolarmi da una sorte terribile. Invece mi sento calmo e discretamente sereno, come non lo ero da parecchio tempo. Perfino l&#8217;acqua, prima gelida, adesso sembra finalmente <\/span><\/span><span style=\"font-family: Courier New, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">pi\u00f9<\/span><\/span><span style=\"font-family: Courier New, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"> tiepida. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Courier New, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Pi\u00f9<\/span><\/span><span style=\"font-family: Courier New, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"> capace di abbracciarmi. A tratti mi chiedo come far\u00f2 a risalire, ma \u00e8 una domanda alla quale non ho la forza, n\u00e9 la voglia di rispondere. Adesso sono un sommozzatore e questo ruolo non mi dispiace affatto. Sott&#8217;acqua il mare \u00e8 calmo, non devi pi\u00f9 combattere con le onde, non devi lottare per restare a galla, tutto diventa pi\u00f9 rilassante e intimamente vuoto. E proseguendo verso il fondo non vedi pi\u00f9 coralli e armonie, pesci colorati che sembrano usciti da un film di disneyana memoria, non pi\u00f9 la luce del sole che si rifrange attraverso l\u2019acqua e che ti guida verso percorsi sicuri. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Courier New, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Il mare quando scendi gi\u00f9, diventa scuro. Diventa nero. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Courier New, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">All\u2019inizio ti fa paura. Non accetti che il blu vivido dell\u2019orizzonte lasci il posto al buio delle profondit\u00e0. Eppure andando a fondo, sempre pi\u00f9 a fondo, non ti importa pi\u00f9. Le onde colorate diventano lontane, e perdi le forze, ma continui a nuotare. E cos\u00ec che fanno i sub. Ed \u00e8 cos\u00ec che far\u00f2 io. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Courier New, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Mi lascio cadere nella speranza di mettere i piedi su uno spoglio fondale marino fatto di sabbia e rifiuti gettati gi\u00f9 da chiss\u00e0 quale nave di passaggio. Ma il fondale non arriva mai e mi sento sempre pi\u00f9 sospeso nel vuoto. A questo punto dubito che ci possa essere anche un fondale. Se c&#8217;\u00e8, ci metter\u00f2 comunque troppo tempo per raggiungerlo. Probabilmente morir\u00f2 prima. Solo in mezzo a questa oscurit\u00e0. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Courier New, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Gi\u00e0, solo&#8230; <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Courier New, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Ho dolori dappertutto, senso di nausea, fatico a concentrarmi, ma sopratutto mi sento solo. Non cerco aiuto, ma vorrei che qualcuno provasse ad offrirmelo. Ma sarei comunque troppo orgoglioso per accettarlo. E poi \u00e8 colpa mia: ho deciso io di andare in spiaggia, di mettermi a nuotare nonostante sentissi l&#8217;acqua gelida che bagnava le caviglie, di andare tanto a largo da non poter tornare indietro, di guardare il fondo del mare e trovarlo affascinante. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Courier New, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Ma \u00e8 davvero colpa mia? Erano sempre gli altri a proporre queste gite ed io mi accodavo. E cos\u00ec ho sempre fatto fino a convincermi che mi piaceva&#8230; <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Courier New, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Ma io la spiaggia la odio! Il mare puzza ed \u00e8 sporco! <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Courier New, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Voglio tornare indietro. Voglio farcela con le mie forze. Torno ad muovere braccia e gambe. Mi agito. mi allungo, mi sforzo, mi infiammo, mi dispero. Ormai sono troppo in profondit\u00e0 per poter risalire fino alla superficie. Chiudo gli occhi.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Courier New, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Una sottile scheggia vibrante di luce, si insinua tra le palpebre e la pupilla e mi costringe a tornare a vedere anche contro la mia volont\u00e0. Forme di luce viventi si stagliano discrete e silenti in quello strano aere marino. Sono pesci abissali. Piccoli e illuminati, si muovono solitari incuranti di quel buio. Sono tantissimi, ognuno con forme tanto sgradevoli quanto affascinanti. Non si preoccupano della mia presenza e continuano a muoversi voraci di cibo tanto piccolo da essere invisibile. Sembrano sereni. Probabilmente a loro piace stare in quel limbo fatto di oscura indifferenza. La loro presenza in qualche modo mi rasserena. Eppure non posso chiedermi se ogni tanto anche loro volgono lo sguardo verso l&#8217;alto, magari col sogno di risalire verso la superficie. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Courier New, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Infine sento qualcosa di duro sotto i piedi. Nuda roccia, spigolosa ma non abbastanza appuntita da farmi del male. E&#8217; il fondale. Finalmente ho completato la mia immersione. Mi guardo intorno, non c&#8217;\u00e8 nient&#8217;altro di interessante oltre il mio traguardo. Poi alzo lo sguardo, e vedo una luce pi\u00f9 forte delle altre. Si muove spedita e veloce, come se sapesse dove sta andando. Spalanco gli occhi non pi\u00f9 bruciati dal sale marino, e vedo il Pesce Diavolo Nero delle profondit\u00e0 abissali. Brutto come solo una creatura solitaria sa essere, col suo lanternino davanti alle enormi fauci mi passa accanto senza curarsi di me. Io lo ammiro cercando di carpirne i segreti, vorrei comprendere come si pu\u00f2 vivere sereni laggi\u00f9. Ma adesso sento che l&#8217;aria nei polmoni \u00e8 finita e che di rimanere laggi\u00f9 non mi importa pi\u00f9. Piego le gambe e le allungo in uno slancio vigoroso. Riaffioro dall\u2019acqua. Vedo la spiaggia. Non \u00e8 lontana. Qualcuno mi sta salutando. <\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_36018\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"36018\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019acqua \u00e8 fredda, a tratti gelida. 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