{"id":35977,"date":"2018-05-30T17:46:07","date_gmt":"2018-05-30T16:46:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35977"},"modified":"2018-05-30T17:46:07","modified_gmt":"2018-05-30T16:46:07","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-bainza-e-pietro-di-anna-rosa-perrone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35977","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Bainza e Pietro&#8221; di Anna Rosa Perrone"},"content":{"rendered":"<p>La musica della vecchia fisarmonica di Minnitu risuonava, nella notte di San Giovanni di quel lontano 1947, con le sue antiche melodie e qualche salto stonato di ritmo.<\/p>\n<p>Tutte le famiglie del paese aspettavano impazienti nel grande cortile le ore pi\u00f9 buie della notte sperando che la pira, una volta accesa, fosse di buon augurio a giorni migliori.<\/p>\n<p>Bainza, quella notte, indossava i suoi sedici anni, consapevole, nonostante il vestito non proprio adatto, di essere una delle ragazze pi\u00f9 belle.<\/p>\n<p>Aveva un corpo gi\u00e0 da donna e i tratti del viso avevano dimenticato l\u2019indecisione infantile. Il suo sguardo poi diritto davanti a s\u00e9 aveva imparato a non piegarsi, in modo quasi \u00a0impertinente neanche quando il prete durante la messa della domenica\u00a0 sollevava al cielo il corpo di Cristo.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 di una volta la madre Filomena l\u2019aveva rimproverata: non poteva guardare in quel modo i \u201cgrandi\u201d non poteva mettersi alla pari fissando negli occhi e con curiosit\u00e0 chiunque si trovasse davanti a lei e in chiesa poi \u2026<\/p>\n<p>Quella notte per\u00f2 Bainza era emozionata e ogni tanto piegava lo sguardo verso i suoi piedi, anche lei avrebbe saltato la pira ed era la prima volta.<\/p>\n<p>Aveva l\u2019ansia di scoprire quale ragazzo la sorte le avrebbe fatto stringere le sue mani.<\/p>\n<p>Le fila separate dei maschi e delle femmine, poste ai lati della catasta di fascine, prima della celebrazione del rito del salto del fuoco, avevano pi\u00f9 volte cercato di tessere trame di sguardi e sospiri penetrando il muro delle ombre.<\/p>\n<p>Bainza in fila nel gruppo non riusciva a stare ferma, muoveva freneticamente le gambe quasi per sciogliere i muscoli e prepararsi alla rincorsa.<\/p>\n<p>Era la quinta e si augurava che dall\u2019altra parte il \u201cquinto\u201d in fila fosse un ragazzo simpatico con cui dopo poter scambiare qualche parola :<\/p>\n<p>Bainza\u00a0 e Pietro e si erano trovati cos\u00ec \u201ccompari\u201d nel gran salto.<\/p>\n<p>Si erano guardati, un momento prima della rincorsa, ridendo e facendo scivolare le pupille lungo i corpi, Pietro, dopo un attimo, semplicemente le aveva detto tendendo il suo braccio \u201cdai, dammi la mano e non mollare\u201d.<\/p>\n<p>Le loro dita si erano chiuse in una stretta destinata a non svanire, come la legna ammassata nella catasta di quella notte in un mucchio di cenere.<\/p>\n<p>Erano iniziati cos\u00ec gli appostamenti di Pietro vicino alla sua casa, gli sguardi di rimando di Bainza , i primi appuntamenti, le uscite pi\u00f9 frequenti di lei \u00a0che ora si offriva di andare spesso alla fonte a prendere l\u2019acqua e gli abiti sgualciti e odorosi di erba pressata al suo rientro.<\/p>\n<p>La storia era durata qualche mese prima che a casa, iniziassero i sospetti e le preoccupazioni di Filomena, che una figlia pu\u00f2 essere causa di grossi guai se torna a casa con un \u201cospite\u201d indesiderato dentro il ventre e colui che le ha fatto il \u201cdono\u201d alla macchia.<\/p>\n<p>Bainza aveva dovuto parare il fuoco delle domande, sempre pi\u00f9 pressanti della madre, le lame taglienti dei suoi sguardi che cercavano di oltrepassare i suoi abiti e le sue carni per carpire il segreto, le restrizioni per le sue reticenze, che l\u2019acqua adesso andava a prenderla qualcun altro alla fonte e le sue passeggiate sempre \u201csotto scorta\u201d.<\/p>\n<p>Bainza aveva dovuto guardare negli occhi sua madre Filomena anche mentre le sue labbra pronunciavano le pi\u00f9 vergognose bugie che neanche ad un prete certe cose si possono confessare, sino a quando Pietro, per poterla rivedere, si era presentato a casa.<\/p>\n<p>L\u2019inizio non era stato facille, si sa come in un piccolo paese, le chiacchere possono cucirti meglio di qualsiasi sarto un abito sulle tue carni e Pietro aveva un grande difetto non lo si vedeva\u00a0 andare in sacrestia per la confessione n\u00e9 baciare i mattoni della chiesa e non aveva un lavoro stabile.<\/p>\n<p>Quello li \u00e8 un anarchico, uno senza Dio che vita pu\u00f2 offrirti?<\/p>\n<p>Quello ti fa perdere tempo e poi neanche ti sposa.<\/p>\n<p>Filomena per giorni le aveva ripetuto quelle frasi ma gi\u00e0 aveva capito che la battaglia era persa peggio che a Caporetto.<\/p>\n<p>Bainza stava zitta ma i suoi occhi ben dicevano che la scelta era fatta.<\/p>\n<p>Per un po\u2019 Filomena aveva cercato di tenere alla larga Pietro ma alla fine si era dovuta rassegnare che le chiacchere in paese erano tante per quel ragazzo appostato tutti i giorni di fronte alla sua casa e sua figlia \u201cbollata\u201d fra quelle che aveva gi\u00e0 dato qualcosa di suo.<\/p>\n<p>Adesso Bainza e Pietro potevano uscire insieme qualche volta e ogni tanto anche da soli, ma i controlli erano diventati ancora pi\u00f9 stringenti sotto il fuoco delle mille raccomandazioni e i suoi mestrui appuntati sul calendario.<\/p>\n<p>Dovevano essere responsabili, aspettare, che la vita \u00e8 tutta un\u2019altra cosa non \u00e8 un gioco sotto le lenzuola e per sposarsi si dovevano mettere i soldi \u201cda parte\u201d sentenziava la madre.<\/p>\n<p>Bainza e Pietro invece volevano vivere insieme subito e far l\u2019amore ogni volta che ne avevano voglia, senza dover subire restrizioni che ora che tutti sapevano del loro amore anche sfiorarsi era diventato un problema.<\/p>\n<p>Una notte la grande pazzia: erano scappati insieme.<\/p>\n<p>I genitori di Bainza li avevano cercati invano ma dopo un giorno, sapendo che il guaio era ormai irreparabile, si erano rassegnati ad aspettare il loro ritorno spontaneo.<\/p>\n<p>La loro fuga grid\u00f2 al mondo che la casa si sarebbe messa su per forza ma Bainza e Pietro, se l\u2019erano presa comoda ed erano ritornati a casa non come gli altri dopo una notte ma dopo una settimana che sua madre Filomena aveva perso la faccia con le altre donne del paese e quasi non aveva pi\u00f9 occhi per piangere.<\/p>\n<p>Si erano rifugiati in una vecchia costruzione militare retaggio della guerra del 1915, quasi inaccessibile che dopo le bombe e i silenzi dell\u2019abbandono aveva preso a vivere dei loro respiri.<\/p>\n<p>Per sempre avrebbero rimpianto quei giorni, completamente liberi, le carezze, i baci e le tante risposte ai giochi dei loro corpi.<\/p>\n<p>Le notti all\u2019aperto, coperti solo di ombre, sdraiati sui cespugli di elicriso, il loro naso puntato alle stelle, le loro orecchie incantate dal rumore del silenzio interrotto dal gracidare dei ranocchi, dal frinire dei grilli, \u00a0dalla luce corporea delle lucciole, il loro rincorrersi senza pensare a niente neanche al loro futuro.<\/p>\n<p>Sei notti insieme, come allegri furfanti alla macchia, prima di decidere il ritorno e bussare nuovamente alla porta della casa di Filomena.<\/p>\n<p>Sotto la pressione delle nocche di Pietro l\u2019uscio si era aperto velocemente e mani poderose li avevano tirati in fretta dentro la casa.<\/p>\n<p>Loro due erano consapevoli, prima di entrare, del supplizio, della gogna necessaria per potersi trovare liberi e insieme.<\/p>\n<p>Bainza e Pietro sapevano come sarebbe andata finire: prima le botte \u201cin famiglia\u201d poi la visita del parroco che questa volta Pietro avrebbe dovuto rispettare le regole.<\/p>\n<p>Don Giacomo non c\u2019era andato leggero con loro e soprattutto con Pietro: li aveva interrogati penetrando la piega pi\u00f9 nascosta delle loro carni e prima del matrimonio aveva imposto un mese di clausura a Bainza che neanche le mani di Pietro doveva sfiorare.<\/p>\n<p>La voce di Don Giacomo aveva tuonato dentro la casa di Filomena: due cani in calore li aveva definiti il parroco cercando \u00a0\u00a0di incutere la pi\u00f9 nera vergogna.<\/p>\n<p>Don Giacomo li aveva sposati un mercoled\u00ec di buon mattino che non erano necessari tanti fronzoli per loro che non erano stati di buon esempio.<\/p>\n<p>Per il prete anzi sembrava quasi una questione di onore e di prestigio ricondurre alla norma quelle due pecore che avevano perso la strada della chiesa per vivere come le bestie nella cieca lussuria.<\/p>\n<p>Ti piace?<\/p>\n<p>Lo sguardo soddisfatto di Pietro cercava dentro i suoi occhi un cenno di conferma.<\/p>\n<p>Aveva preso in affitto una camera e cucina con bagno all\u2019esterno e nessuna delle comodit\u00e0 dei nostri giorni, che l\u2019acqua per essere \u201ccorrente\u201d bisognava prenderla nel pozzo comune ed il loro \u201ccomodo\u201d la campagna alle spalle dell\u2019abitazione.<\/p>\n<p>La responsabilit\u00e0 di tirare avanti ogni giorno non riusciva per\u00f2 a offuscare la loro allegria e qualche bicchiere di vino aiutava.<\/p>\n<p>Lui non voleva che la sua compagna sentisse le croci n\u00e9 il giorno n\u00e9 tantomeno la notte che i sermoni dei preti e la loro \u201clussuria\u201d non dovevano varcare l\u2019uscio della loro casa.<\/p>\n<p>Ogni volta che chiudeva la porta Pietro, guardava Bainza pronunciando un plateale \u201cvaffanculo\u201d e prendendola per mano come la prima notte di nozze inscenava una rincorsa verso i materassi di lana del loro letto.<\/p>\n<p>Il sacrificio, il peccato, lo sguardo di Dio che ognuno di loro doveva sentirsi sulle spalle per guadagnarsi il paradiso\u2026<\/p>\n<p>Tutte balle, lui voleva vivere quel presente fatto di giorni scanditi dalla luce e dal buio e dai tanti \u201cti piace?\u201d e voleva Bainza libera come lui che dentro le loro quattro mura non si doveva urlare come nelle caserme, n\u00e9 menare le mani come in alcune famiglie tanto perbene, lustro del parroco.<\/p>\n<p>Pietro nudo sul letto guardava, alla luce della candela, Bainza spogliarsi senza vergogna, la stringeva fra le braccia senza tanti discorsi, la faceva salire sul suo bacino dondolandola come in un gioco, muovendo le mani sui suoi fianchi.<\/p>\n<p>Bainza\u00a0gioiva\u00a0di quel gioco che non si nutriva degli schemi del peccato.<\/p>\n<p>Miranda era nata un giorno, figlia delle loro risate\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35977\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35977\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 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