{"id":35926,"date":"2018-05-30T16:50:02","date_gmt":"2018-05-30T15:50:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35926"},"modified":"2018-05-30T16:50:02","modified_gmt":"2018-05-30T15:50:02","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-lingegnere-e-la-signorina-di-lucia-masetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35926","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;L&#8217;ingegnere e la signorina&#8221; di Lucia Masetti"},"content":{"rendered":"<p>\u201cBuongiorno, signorina.\u201d<\/p>\n<p>\u201cBuongiorno, ingegner Poretti.\u201d<\/p>\n<p>Con queste due battute s\u2019apriva, immancabile, ogni giornata di lavoro. Verso le otto i corridoi dell\u2019azienda brulicavano di figure in giacca e cravatta, delle pi\u00f9 svariate fogge. L\u2019ingegnere arrivava, rigorosamente, alle otto meno cinque. Il soprabito liscio, color caramello, sempre lo stesso. I passi scattanti, rigidi e forti, da colonnello. Tac, tac, tac. In tre falcate copriva l\u2019atrio, passando accanto al bancone della segretaria.<\/p>\n<p>La salutava sempre al solito modo, un po\u2019 brusco, ma non distratto; pareva semmai che fosse l\u2019eccesso d\u2019impegno a rendergli la voce cos\u00ec sgraziata.<\/p>\n<p>Lei era arrivata immancabilmente da pochi minuti, e il suo saluto la coglieva mentre, con la calma pi\u00f9 composta, rassettava il cappello che si era appena levata. Era un cappellino grigio, di feltro, aderente ai lati del capo; ma da una parte, come per vezzo, aveva dei piccoli fiori finti, e due fragoline di vetro.<\/p>\n<p>Al saluto dell\u2019ingegnere alzava gli occhi, mentre le lunghe dita irrequiete continuavano a tastare il cappello.<\/p>\n<p>Lo guardava per un istante, come se fosse ogni volta sorpresa di vederlo. E alla fine gli rispondeva, educata ma seria: \u201cBuongiorno, ingegner Poretti.\u201d Poi appoggiava il cappello accanto a s\u00e9 sul bancone, mentre lui imboccava il corridoio degli uffici.<\/p>\n<p>Alla sera il copione si ripeteva, all\u2019inverso. L\u2019ingegnere, uscendo a passi cadenzati, le diceva: \u201cBuonasera, signorina.\u201d<\/p>\n<p>E lei, calzando il cappello, rispondeva seria: \u201cBuonasera, ingegner Poretti.\u201d<\/p>\n<p>A volte c\u2019erano variazioni minime: un giorno l\u2019ingegnere entrava con il pastrano gocciolante, e i suoi passi erano accompagnati dagli energici squittii delle scarpe. Un altro giorno la signorina doveva spazzolare con rapidit\u00e0 le fragoline rosse, prima che la neve l\u00ec impigliata si sciogliesse. Un altro giorno ancora il vento arrossava le guance della signorina, e scompigliava i capelli dell\u2019ingegnere come i crini di uno spazzolone.<\/p>\n<p>Anche la voce poteva variare: in inverno era pi\u00f9 roca, in primavera pi\u00f9 acuta; ma le parole non variavano mai, n\u00e9 in meno n\u00e9 in pi\u00f9.<\/p>\n<p>Nel frattempo successero parecchie cose. Successe la guerra, tanto per cominciare; ma l\u2019ingegnere fu esentato perch\u00e9 gli era rimasto il braccio offeso da una malattia infantile. Poi successe il dopoguerra, e l\u2019azienda cominci\u00f2 a vacillare. Infine successe la ripresa economica, ma l\u2019azienda era arretrata e ne trasse poco vantaggio.<\/p>\n<p>A parte questo, cambi\u00f2 poco. Il soprabito color caramello era forse un po\u2019 pi\u00f9 logoro, e il cappello della signorina aveva perso qualche fiore, ma continuarono a dirsi buongiorno e buonasera nello stesso modo.<\/p>\n<p>Poi un giorno l\u2019ingegnere si guard\u00f2 allo specchio, e vide che i baffi stavano diventando grigi: e pens\u00f2 che era ora di prendere moglie.<\/p>\n<p>Anche quella volta disse: \u201cBuongiorno, signorina\u201d, per\u00f2 lo disse forse in un tono diverso, perch\u00e9 lei alz\u00f2 gli occhi troppo rapidamente. O forse esit\u00f2 pi\u00f9 del solito davanti al bancone perch\u00e9, quando lei gli rispose, il suo \u201cbuongiorno\u201d aveva una sfumatura interrogativa.<\/p>\n<p>L\u2019ingegnere abbass\u00f2 gli occhi, guardando intensamente le fragoline di vetro sul cappello. Inspir\u00f2, e parve sul punto di dire qualcosa d\u2019altro. Poi consider\u00f2 le mani della signorina, che reggevano il cappello. Una piccola piega gli comparve ai lati dalla bocca; e prosegu\u00ec verso gli uffici.<\/p>\n<p>Nella pausa pranzo un collega gli disse ridendo: \u201cE te, lo sai che la segretaria s\u2019\u00e8 fidanzata?\u201d L\u2019ingegnere riposizion\u00f2 con forte concentrazione una foglia di lattuga nel suo panino, e alla fine rispose che s\u00ec, lo sapeva.<\/p>\n<p>Molti inverni passarono. Col tempo l\u2019ingegnere fu promosso, ma lei lo chiamava sempre \u201cingegnere.\u201d E la signorina si spos\u00f2, ma lui la chiamava sempre \u201csignorina.\u201d<\/p>\n<p>Poi gli inverni si fecero pi\u00f9 freddi, e prese a nevicare un po\u2019 dovunque. Nevic\u00f2 sui baffi dell\u2019ingegnere, e nevic\u00f2 sui capelli della signorina. E l\u2019ingegnere dimagr\u00ec, e la signorina ingrass\u00f2; poi l\u2019ingegnere ingrass\u00f2, e la signorina dimagr\u00ec.<\/p>\n<p>Infine un giorno l\u2019ingegnere pass\u00f2, e il bancone era vuoto. Ma lui disse come al solito: \u201cBuongiorno, signorina\u201d, e il vento dietro le finestre gli rispose: \u201cBuongiorno, ingegner Poretti.\u201d<\/p>\n<p>Si and\u00f2 avanti cos\u00ec per un po\u2019. Poi un mattino l\u2019ingegnere si alz\u00f2 e si sent\u00ec leggerissimo, quasi impalpabile. Pens\u00f2 che fosse una sensazione stranissima; ma si avvi\u00f2 comunque al lavoro.<\/p>\n<p>Appena arrivato sent\u00ec che c\u2019era qualcosa di inusuale: l\u2019atrio era deserto, e dalle finestre sembrava entrare pi\u00f9 luce del solito.<\/p>\n<p>Per la prima volta in vita sua esit\u00f2 sull\u2019ingresso, confuso. Poi vide una figura familiare in fondo alla stanza. In tre passi fu di nuovo davanti al bancone, e la trov\u00f2 giusto che rassettava il cappellino.<\/p>\n<p>\u201cBuongiorno signorina\u201d le disse, con una strana voce che tremava.<\/p>\n<p>\u201cBuongiorno, ingegner Poretti\u201d rispose lei.<\/p>\n<p>E sorrise.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35926\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35926\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cBuongiorno, signorina.\u201d \u201cBuongiorno, ingegner Poretti.\u201d Con queste due battute s\u2019apriva, immancabile, ogni giornata di lavoro. 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