{"id":3589,"date":"2010-05-13T19:20:58","date_gmt":"2010-05-13T18:20:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3589"},"modified":"2010-05-13T19:21:00","modified_gmt":"2010-05-13T18:21:00","slug":"lodore-del-mare-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3589","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;L&#8217;odore del mare&#8221; di Francesca Pellicano"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">&lt;&lt;La miglior giornata che ci sia, a tutti i lor signori della compagnia!&gt;&gt;, ripet\u00e9 con il solito inchino profondo ed il gesto ampio del braccio. Vestiti buffi- troppo larghi per un fisico una volta imponente- cappellaccio, barba bianca e lunga, occhi luminosissimi. Sulla nave era un simbolo di buona fortuna. Turisti e pendolari si lasciavano volentieri intrattenere da lui. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">La mattina portava spesso ore incerte di sole pallido e onde violacee ed un po\u2019 crespe. La gente arrivava lo stesso a riempire la vecchia imbarcazione, arrivava allegra e chiassosa, con la voglia di ridere e di scoprire. Lui era sempre l\u00e0, a baloccarsi con i bambini e con i grandi. Raccontava a tutti di essere figlio del mare, <em>del mare grande che rapisce ed innamora<\/em> e raccontava le storie meravigliose di quelle acque, che a tratti si incupivano e diventavano grigie da far paura e a tratti si rasserenavano e diventavano piatte ed azzurre. Diceva che i principi del mare avevano le loro turbolenze e si irritavano al vedere la gente che non sorrideva. Cos\u00ec, bisognava accontentarli e meritare in premio quella pace che solo loro regalavano. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">Per qualcuno folle, per altri saggio, era un uomo fuori dal tempo, che catturava tutti con la sua aria leggera e divertita.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">Quasi all\u2019arrivo si accomiatava da \u201clor signori\u201d, raccomandando di lasciarsi incantare dai misteri dell\u2019isola, senza pensare ad altro.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">Lui si fermava al porticciolo, cercava il solito grande albero e vi si accomodava sotto, con lo sguardo verso il mare. Trascorreva alcune ore in silenzio; sembrava assente, mentre rispolverava i ricordi e sembrava anche intristito, mentre i suoi occhi diventavano due piccole ampolle traboccanti. All\u2019ora di pranzo si rialzava e risaliva sulla nave per consumare il pasto in compagnia dei naviganti, dentro la cambusa sempre odorosa di cipolla fritta. Erano come la sua famiglia quei ragazzi, forti ed abbronzati dall\u2019aria.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">Verso sera la gente risaliva a bordo gioiosa, a raccontare le avventure della giornata. Lui ascoltava felice e ripercorreva col pensiero le vie che da molti anni non visitava pi\u00f9. Quando si cominciavano ad intravedere le rive, il suo cuore si inteneriva all\u2019idea di abbandonare la compagnia. Allora si celava dietro le ombre della sera, per dire <em>arrivederci<\/em>. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">Poi, ritirati gli avanzi della cambusa, si rifugiava nella sua piccola tana nei pressi dell\u2019imbarcadero. Un lettuccio, un tavolo, una sedia, pochi ricordi: era tutto ci\u00f2 che possedeva e che la sera annusava per ritrovare un po\u2019 d\u2019intimit\u00e0 domestica. Seduto, con gli occhi fissi sulla fiamma della candela, riviveva il passato a memoria. La solitudine gli divorava le ossa. Ma c\u2019era il mare nella sua vita di prima, tantissimo mare che un giorno sognava di attraversare all\u2019incontrario per tornare a casa. Quell\u2019odore intenso di mare gli cullava un po\u2019 il cuore. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"AR-SA;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">&lt;&lt;Suor Elvira, trover\u00e0 i libretti per il Vespro sul tavolino, provveda lei, per cortesia!&gt;. &lt;&lt;Certo, Suor Amelia! Non abbia preoccupazione!&gt;&gt;. Lenta si avvi\u00f2 verso la cappella. Era l\u2019ora della preghiera serale, le consorelle stavano per arrivare e toccava a lei, quella settimana, sistemare i libretti sui banchi e tutto il resto per la celebrazione. Era un momento solenne, come anche le lodi mattutine. Per molto tempo, il ritmo delle preghiere alle ore fissate le era sembrato un fastidio, una privazione, come ogni altro rito comunitario. Lo spazio per s\u00e9 era troppo poco. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><em><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">&lt;&lt;O Dio, vieni a salvarmi!&gt;&gt; <\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><em><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">&lt;&lt;Signore, vieni presto in mio aiuto!&gt;&gt;<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><em><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">&lt;&lt;Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, Amen!&gt;&gt;<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">Un\u2019ora dopo, la preghiera era finita. Suor Elvira si ferm\u00f2 per qualche minuto nel chiostro con le consorelle, poi decise di trascorrere da sola la mezz\u2019ora che precedeva la cena. Chiuse alle sue spalle la porta della piccola biblioteca del convento, dove era conservata una discreta quantit\u00e0 di volumi di argomento religioso, per lo pi\u00f9 vite di santi. Qualche volta il cigol\u00eco della porta le ricordava i giorni della fuga, quando aveva preso coraggio per vedere com\u2019era ancora il mondo fuori. Cercava il mare, ma si ritrov\u00f2 in un paesotto dove non seppe muoversi. Rimase l\u00ec, quasi nascosta, per un giorno ed una notte. Rientr\u00f2, poi, al convento. &lt;&lt;Nostra Madre, mi perdoni!&gt;&gt;. La superiora la tir\u00f2 su con affetto, mentre lei in ginocchio le baciava la mano. E la perdon\u00f2. In seguito gli anni si ripeterono sempre uguali e piano piano le portarono la pace dentro.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">Quella sera scelse di rileggere la vita di Santa Teresa del Bambin Ges\u00f9, morta giovanissima e proclamata Dottore della Chiesa. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"AR-SA;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">Lui non era un barbone qualunque, gli dicevano spesso. E forse allora gli venivano in mente certe cose che non rivelava mai, ma alle quali pensava spesso accoccolato sotto l\u2019albero.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">Si risaliva appena sulla collina per giungere a casa sua e da l\u00ec, in lontananza, non si perdevano di vista l\u2019azzurro ed il viola delle acque sotto il cielo. L\u2019aveva voluta costruire con cura insieme agli amici del paese, dandosi una mano, secondo le usanze. Ne era orgoglioso e man mano che con gli anni la sua anima si legava di pi\u00f9 a quelle mura, sempre pi\u00f9 desiderava morirci dentro. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">Pochi chilometri in pi\u00f9 per arrivare alla sua bottega di falegname, dove si mescolavano altri odori, la colla, la vernice, il legno. Era l\u2019unica della zona quella bottega e i suoi lavori erano apprezzati in tutto il circondario. Era contento delle sue mani, per quello che riuscivano a fare, le considerava una vera ricchezza. Questo aveva scelto, una vita semplice.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">Sua moglie era una donna bella, che arrivava da un paese vicino. Lui l\u2019aveva amata subito e ne era felice. Lei aveva a volte un\u2019ombra sul viso, che poi se ne andava via. Tanti anni erano rimasti accanto, poi la fine e la partenza nel buio profondo di quella notte maledetta.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"AR-SA;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">Gli occhi scurissimi, profondi ed avvolgenti come il velluto fine. La pelle dorata, il filo di rossetto rosso che le contornava le labbra e che lei rinnovava spesso, specie dopo i pasti scarni con cui iniziava e finiva la giornata.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">Il vento del mare, in tutte le stagioni, le levigava l\u2019anima e alleviava il pungolo di un rimorso inestinguibile.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">Nei giorni caldi l\u2019acqua lieve le sfiorava le gambe, che rimanevano a lungo inerti. Il silenzio contrappuntava tutte le sue ore. I pensieri si erano fermati a quel giorno disgraziato, quando l\u2019aveva visto davvero. Era l\u2019uomo che aveva voluto portare nel cuore al posto di suo marito, era lui che abusava di sua figlia. Ora ne era finalmente certa. Ma della ferita che le lacerava l\u2019anima, pi\u00f9 doloroso era stato il pensiero della separazione da lui. In una notte aveva deciso e subito aveva accusato il marito, incredulo, inebetito. Neanche quell\u2019estate era finita, che il cappio della menzogna gi\u00e0 gli serrava la gola da non farlo respirare. Gli sguardi di condanna sempre addosso e il vuoto negli occhi della figlia bambina lo spinsero ad andarsene. Di notte usc\u00ec di casa. Guard\u00f2 a lungo la moglie che, sdraiata<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>sul letto, lo evitava e poi and\u00f2.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">Quello che aveva preso il posto di suo marito aveva baffetti gentili che contrastavano con le mani ruvide da operaio. Vent\u2019anni di un amore \u201cclandestino\u201d di cui tutti sapevano. Poi lo avevano trovato morto sull\u2019auto schiantata, insieme all\u2019amante, l\u2019ultima dopo tante. Lei era rimasta impietrita, aggiungendo dolore al dolore. Un doppio smacco la vita le aveva riservato.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">Una volta aveva chiesto della figlia, aveva chiesto al parroco, perch\u00e9 lui sapeva. Ma lui l\u2019aveva guardata con sguardo indulgente ed aveva taciuto. Poi erano passati gli anni ed era morto, portando con s\u00e9 il segreto. Allora lei non aveva avuto pi\u00f9 nessuno a cui chiedere ancora ed in fondo certe domande le facevano paura. Cos\u00ec cercava di non pensarci. Si alzava triste, si sbrigava e andava verso il mare per sentirne il conforto. Nessuno in paese la condannava veramente, anzi qualche donna di carit\u00e0 le portava spesso una pietanza, sapendo che si trascurava.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"AR-SA;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">Elvira non era il suo vero nome . Il suo nome era Agnese. Era diventata Elvira, moltissimi anni prima, la notte dell\u2019arrivo in convento. Era partita segretamente dal suo paese con l\u2019aiuto del parroco, per espiare- di quei tempi- la colpa dell\u2019uomo di cui si era innamorata. L\u2019aveva violata e poi l\u2019aveva mortificata raccontandole di suo padre. Era arrivata piangendo in silenzio, l\u2019odore del mare ancora addosso. E l\u00ec il tempo era diventato immobile, sempre uguale, come le stagioni, solo intraviste dal quadrato del chiostro durante la ricreazione. Da allora, continuamente aveva vissuto la clausura come un castigo e non come una grazia. Per lei era stata una fuga senza tregua, ed era ancora una prigione senz\u2019aria e senza luce. Lentamente, per\u00f2, coltivando fragole nel giardino, aveva imparato a vivere il tempo senza tormento. E si era anche affezionata al puzzo acre di fiori stantii nelle stanze chiuse. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"AR-SA;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">Un giorno la vide sbarcare dalla nave, insieme all\u2019altra gente. Le farfalle che aveva nel cuore si misero a turbinare e non la finivano pi\u00f9. Il cuore risal\u00ec fino alla gola e un\u2019onda di sangue gli invase la testa. Era lei, lei sicuramente. Riconosceva le mani. Le si fece vicino, ma, mentre lei si girava verso di lui, lui abbass\u00f2 lo sguardo come a cercare qualcosa. Rimase ancora vicino, poi fece alcuni passi per andarsene, ma si volt\u00f2 svelto e disse: &lt;&lt;Agnese!&gt;&gt;. Lei non si mosse e lui ripet\u00e9: &lt;&lt;Agnese!&gt;&gt;, poi di nuovo pi\u00f9 sommessamente: &lt;&lt;Agnese!&gt;&gt;. Finalmente lei gir\u00f2 il capo e stupita rispose: &lt;&lt;Parla con me? Il mio nome non \u00e8 Agnese!&gt;&gt;. E si allontan\u00f2 salutandolo col sorriso. Allora lui si mise a ridere, a ridere forte, mentre le lacrime gli si infilavano dentro la barba. Rideva e camminava di nuovo verso il molo, dove ormai non c\u2019era pi\u00f9 nessuno, solo la nave vuota.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">Qualche giorno dopo, all\u2019alba, prima della partenza, i ragazzi dell\u2019equipaggio lo trovarono l\u00e0, disteso e immobile, con gli occhi rivolti al mare.<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3589\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3589\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&lt;&lt;La miglior giornata che ci sia, a tutti i lor signori della compagnia!&gt;&gt;, ripet\u00e9 con il solito inchino profondo ed il gesto ampio del braccio. 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