{"id":3582,"date":"2010-05-13T19:18:05","date_gmt":"2010-05-13T18:18:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3582"},"modified":"2010-05-13T19:18:05","modified_gmt":"2010-05-13T18:18:05","slug":"ancora-neve-al-bulleye-pass-di-stefano-paolo-giussani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3582","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Ancora neve al Bulleye Pass&#8221;  di Stefano Paolo Giussani"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\">Jane si riteneva una persona onesta. Onesta come si pu\u00f2 essere nel west, con un buon fucile, un cavallo veloce e qualche puttana ogni tanto. Campava grazie alla sua conoscenza della contea. Anche quella parte che si spingeva su, fino alla catena montuosa. Era uno scout. Lavorava per l\u2019esercito e per la compagnia mineraria.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Gli avevano chiesto di accompagnare gli ingegneri a trovare nuovi giacimenti a ovest. Le montagne erano enormi onde di roccia sul mare calmo della prateria. Sospese, l\u00ec. Pronte a infrangersi. Dal paese dove finiva la ferrovia sembravano un ostacolo insormontabile. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Non era neppure un confine, pensava. Su un confine ti aspetti che dall\u2019altra parte ci sia qualcosa. Oltre quel profilo seghettato, invece, non c\u2019era nulla. Nulla che si conoscesse, almeno. La vista si perdeva verso le creste dove dovevi smontare da cavallo e aggrapparti con mani e piedi per andar su.<span> <\/span>E vedevi ancora solo miglia di rocce e neve, senza donne e whisky per scaldarti. Quando non potevi salire oltre, eri arrivato al Bulleye Pass. Era una sella, chiamata cos\u00ec perch\u00e8 le sue pareti si curvavano in alto fino a toccarsi. Dicevano che quando fissavi il cielo imprigionato tra le rocce vedevi la voglia di morte del toro che sta per caricarti.<span> <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Era l\u00e0 che doveva andare, quella volta. L\u2019ingegnere sarebbe arrivato col treno delle 9. Era uno nuovo, di quelli che stavano in citt\u00e0. Faccia da bravo ragazzo. Cappello immacolato. Vestito pulito. Due valigie squadrate in pelle marrone.<span> <\/span>Non sarebbe durato una settimana.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Che cazzo di nome era Henry Schiapparelli? Gli si era presentato<span> <\/span>tendendogli la mano. Mentre si avvicinava, il getto bollente della locomotiva lo colp\u00ec in pieno, scottandolo la faccia e quasi soffocandolo. Si era sbagliato. Sarebbe durato meno di una settimana. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Partirono il giorno dopo. In poche ore di sella il paese era gi\u00e0 diventato una chiazza scura al margine della pianura sotto di loro. Il verde della prateria ondeggiava nella brezza che portava su il profumo dell\u2019erba fresca. Una lunga linea grigia di binari puntava verso est. Si trovarono entrambi a fissare la colonna di fumo che si allontanava all\u2019orizzonte.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span><em>Il tuo treno se ne \u00e8 andato<\/em><\/span><span>, mormor\u00f2 lo scout.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span><em>Non ne avr\u00f2 bisogno per un po\u2019<\/em><\/span><span>, gli rispose. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Jane aveva deciso che lo avrebbe chiamato <em>cleanface. <\/em><\/span><span>Lo aveva battezzato quando alla sera prima gli si present\u00f2 sbarbato e profumato come una delle puttane di Molly al saloon. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Un uomo che si profuma, pens\u00f2. In citt\u00e0 erano strani, glielo avevano detto. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Ripresero la<span> <\/span>marcia verso ovest. Al passo ci sarebbero arrivati in due giorni, neve permettendo. Con quel vento la scia profumata di <em>cleanface<\/em><\/span><span> era gi\u00e0 arrivata ai puma di tutte le valli attorno, il cow boy ci avrebbe giurato. Dovevano fare attenzione. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Appena raggiunsero il crinale la barriera di roccia li sovrast\u00f2 all\u2019improvviso. La respiravano. Li avvolgeva nell\u2019odore freddo di neve. Si accamparono l\u00ec.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Al mattino seguente ripresero il cammino. Sembravano due esseri sputati l\u00ec da due mondi diversi. Lo scout uguale al giorno precedente. C<em>leanface<\/em><\/span><span> aveva l\u2019aspetto di uno masticato da una notte insonne, nella tenda spalmata incessantemente dalle raffiche sul terreno sassoso. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Erano in sella da un po\u2019 quando quattro uomini scesero silenziosi dal crinale. Indiani. Comanche. Henry <em>cleanface<\/em><\/span><span> Schiapparelli non ne aveva mai visti dal vero. Si avvicinarono.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span><em>Qualsiasi cosa succeda non dire niente&#8230; e nessun movimento brusco<\/em><\/span><span> gli biascic\u00f2 Jane.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Nessuno parl\u00f2, solo il cow boy e quello che sembrava il loro capo si scambiarono dei cenni. Con le mani gesticolavano verso un unico punto. Quello dove tutte le linee delle montagne sembravano convergere. Una conca lontana, in alto, con una spaccatura blu scura nel mezzo. Il Bulleye Pass. L\u2019indiano mim\u00f2 un suono. Tre rumori. Sembravano un misto tra un tuono e un lontano muggito seguito da un sibilo prolungato fino a smorzarsi. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span><em>Cosa vi siete detti?<\/em><\/span><span> Chiese Henry dopo un po\u2019 che avevano ripreso la marcia.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span><em>Niente &#8211; <\/em><\/span><span>rispose Jane &#8211;<span> <\/span><em>ma<\/em><\/span><span> <em>per oggi non si va oltre,<\/em><\/span><span> gli disse smontando da cavallo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span><em>Ma \u00e8 appena mezzogiorno,<\/em><\/span><span> gli rispose.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Si guardarono. Poi un rumore usc\u00ec dalla gola. Improvviso. Come quando sparavano le mine per tirar gi\u00f9 i pezzi di montagne. Poi una specie di sibilo. Infine di nuovo silenzio. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span><em>Cos\u2019era?<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span><em>Per oggi ci fermiamo qui.<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span><em>Ma abbiam davanti ancora ore di luce!<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span><em>Per oggi basta cos\u00ec.<\/em><\/span><span> Lapidario. Senza appello. Come discutere con un muro. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Cosa diavolo c\u2019era lass\u00f9, si domandava il giovane fissando la spaccatura tra le rocce.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Jane inizi\u00f2 a montare la tenda e a raccogliere pezzi di legno per il fuoco. Henry si mise a disegnare. Il profilo delle montagne, le colline, la traccia del torrente. Non sapeva se sarebbe servito. Intanto era un modo per studiare quel che vedeva. Disegn\u00f2 tutto. Quando ebbe finito inizi\u00f2 con la figura del cow boy, appoggiato a un masso. Il cappello sugli occhi, le gambe distese, il coltello in mano. Stava scolpendo un bastone grande quanto la sua mano.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Arriv\u00f2 la sera, il fuoco e tutte quelle cose che ti aspetti da un campo ai confini del west. Avevano mangiato. Le loro facce e le mani erano le uniche forme a raccogliere il bagliore arancione della fiamma. <em>Cleanface<\/em><\/span><span> gli diede il disegno. Stando zitto. Jane non era mai stato ritratto. Aveva visto la sua immagine solo nello specchio. E mai pi\u00f9 del tempo necessario a controllare se l\u2019ultima sparatoria lo aveva segnato. Perfino la barba se la faceva senza guardarsi. Ma ora si vedeva, fermo su un foglio. Il damerino di citt\u00e0 lo aveva fissato sulla carta. Teneva in mano il lavoro sospendendolo tra indici e pollici, quasi temendo di sgualcirlo da tanto che era sottile. Inclinava la testa come se cercasse di vederci qualcosa attraverso. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span><em>Puoi tenerlo, se vuoi.<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Silenzio. Poi un <em>grazie<\/em><\/span><span>, quasi mugugnato. La prima parola che ricordava vagamente qualcosa di gentile dopo tre giorni di sella, vento e fagioli bolliti.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Lo pieg\u00f2 e lo mise nel taschino della camicia. Non era abituato ai regali. Perfino per le donne doveva pagare. Ora quella faccia pulita gli stava dando il suo primo e unico ritratto.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Andarono in tenda. Soffiava un\u2019aria freddissima. Henry era sveglio e tremante. Jane russava come una segheria impazzita. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Ma come fa a dormire tanto sodo, si chiese Henry. Poi un rumore felpato. E un brontolio. Come un ruggito, ma pi\u00f9 silenzioso. Cupo. Un\u2019ombra vicinissima alla tenda, appena oltre il telo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Non fece in tempo a finire il verso che Jane era in piedi con in mano il winchester e il colpo in canna. A fianco all\u2019ingresso. Mise la testa fuori. Nulla. Fece tre passi verso i cavalli. Lento come un gatto in caccia. Era scalzo. Poi d\u2019improvviso due fiammate e due spari nel buio. E un <em>porcatroia<\/em><\/span><span> urlato a squarciagola. Lanciato alla sagoma scura che correva verso la prateria.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Nello sparare al puma Jane si era tagliato un piede con una pietra aguzza. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Rientr\u00f2 in tenda, sanguinante. Con addosso l\u2019incazzautra dei colpi mancati e lo sguardo di <em>cleanface, <\/em><\/span><span>raccolto in un angolo. Non tremava pi\u00f9 per il freddo. Adesso era paura.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span><em>Se n\u2019\u00e8 andato, tranquillo,<\/em><\/span><span> gli disse leggendo nei suoi occhi la voglia di tornare in citt\u00e0. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Guardarono entrambi la ferita<em>.<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span><em>Cleanface<\/em><\/span><span> frug\u00f2 nella borsa. Prese una camicia. La squarci\u00f2 in due usando i denti. Il rumore dello strappo lacer\u00f2 la quiete della montagna e dei loro respiri. Avanzando sulle ginocchia si avvicin\u00f2 al taglio e inizi\u00f2 a pulirlo. Jane lo guardava come se il piede non fosse il suo. Lo fissava seduto in silenzio mentre gliela fasciava, rischiarato dalla luce che filtrava dalla tenda. Intanto era spuntata la luna. Inondava con un crepuscolo bluastro i pianori e le rocce intorno.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Non riuscirono a riprendere sonno. Trascorsero la notte ascoltando i respiri l\u2019uno dell\u2019altro.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Il sole sorse quando erano gi\u00e0 in cammino. C\u2019erano solo neve e cielo. E l\u00e0 in fondo il Bulleye Pass. Immobile. Li fissava. Prima di mezzogiorno ricominciarono i rumori. Li riconosceva. Quelli mimati dall\u2019indiano, quelli scesi dalle vette. Ora li poteva vedere. Erano valanghe. Le montagne che rovesciavano a valle fiumi in piena di neve. Si staccavano dall\u2019alto, sentivi il fruscio contro i massi, poi il salto nel vuoto del burrone e il boato dello schianto. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span><em>UuuBUUUMuuu<\/em><\/span><span>. Il suono galleggiava nell\u2019aria per un po\u2019. Poi rumore di pietrisco di qualche sasso ritardatario. E un rimbombo che si smorzava gocciolando in fondo alla valle. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Mancava poco al tramonto quando raggiunsero il passo. Ci si affacci\u00f2. Era davvero la fine del mondo. Oltre il crinale c\u2019era ancora luce. E montagne. Ovunque. Mentre affondava dietro l\u2019orizzonte, il sole infiammava le creste con lame di chiarore rossastro. Sorgevano da una palude fumosa di valli ormai grigie. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span><em>Non c\u2019\u00e8 una fine, <\/em><\/span><span>disse il giovane fissando l\u2019ultimo raggio.<em><\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span><em>Gi\u00e0 &#8211;<span> <\/span><\/em><\/span><span>rispose il cow boy accennando un sorriso &#8211; <em>riuscirai mai a disegnarlo tutto?<\/em><\/span><\/p>\n<p><!--EndFragment--><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3582\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3582\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jane si riteneva una persona onesta. 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