{"id":35818,"date":"2018-05-28T17:00:18","date_gmt":"2018-05-28T16:00:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35818"},"modified":"2018-05-28T17:00:18","modified_gmt":"2018-05-28T16:00:18","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-erano-gay-di-francesca-raiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35818","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Erano gay&#8221; di Francesca Raiti"},"content":{"rendered":"<p>Parcheggi\u00f2 la sua auto dietro un albero affinch\u00e8 non fosse visto ma potesse vedere; sbirci\u00f2 dal finestrino per accertarsi che a porta dell\u2019istituto fosse ben visibile,mancavano venti minuti alle tredici e trenta, quando il suono della campanella avrebbe segnato la fine delle lezioni ed uno stormo di ragazzi si sarebbe precipitato gi\u00f9 dai gradoni,<\/p>\n<p>Conati di rabbia gli facevano digrignare i denti, in testa gli risuonavano come colpi di martello le risate di scherno dei suoi paesani, quei cenni di disappunto ogni volta che l\u2019argomento era il futuro dei propri figli, come una coltellata ricordare come quel bimbo aperto ed allegro era diventato adolescente cupo e sempre chiuso dentro la propria stanza , a cui le parole bisognava tirarle con la tenaglia.<\/p>\n<p>Fu distratto dalla sfilata di giovani che cominciava a sbucare dall\u2019inferriata e scendere le scale del liceo. Ed eccolo il suo Michele, il suo bimbo, l\u2019unico maschio dopo tre femmine, che aveva fortissimamente voluto, che aveva portato tante volte a giocare a calcetto con lui, con cui aveva seguito in TV i gran premio di formula Uno; camminava mano nella mano con un altro coetaneo anche lui con un orecchino a cerchio al lobo.<\/p>\n<p>Li segu\u00ec con lo sguardo sbaciucchiarsi come due innamorati ai primi incontri, ebbe un sussulto di disgusto a vederli leccarsi reciprocamente la pelle. Avrebbe voluto accelerare e travolgerli ma il motore era spento e la conferma di quello che non avrebbe mai voluto sapere lo paralizz\u00f2; rimase seduto al volante sino a che la rabbia si dissip\u00f2 lasciando il posto ad un\u2019ansia angosciosa: lui sepolto nella fossa della vergogna, come poteva aver messo al mondo un essere del genere; da mesi rimuginava su tutto ci\u00f2 ed il tarlo del dubbio non lasciava spazio ad altro,\u2026.ma ormai era tutto chiaro,<\/p>\n<p>Come poteva riacquistare credibilit\u00e0 agli occhi dei paesani\u2026.certo non viveva a Milano dove probabilmente di omosessuali c\u2019era una comunit\u00e0 e in una citt\u00e0 dove non si conosceva neanche il vicino della porta accanto\u2026.ma in un paese come il suo una disgrazia come questa: l\u2019unico figlio, ormai si inceppava anche il pensiero alla parola \u201cmaschio\u201d, altro che destinarlo alla falegnameria di famiglia che prima era stata di suo nonno, poi di suo padre, poi sua: suo figlio doveva andare a scuola, al liceo come i figli di pap\u00e0.<\/p>\n<p>Torn\u00f2 a casa, si erano fatte le sei, non si accorse che sua moglie fosse uscita, mancava il cappotto dall\u2019ingresso dove era solito tenerlo, stava pensando a quale atteggiamento tenere, di come parlarne con lei; lei che quando le aveva riferito la confidenza di un amico di prestare attenzione a Michele poich\u00e9 tutto il paese ne parla come di un gay, aveva minimizzato \u201cgay\u00a0 che parola ma se manco la sai pronunciare magari ancora non si \u00e8 formato e si sente insicuro ad avvicinare le ragazzine\u201d,.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma poi spinto da un raptus fece un salto in soffitta, apr\u00ec l\u2019armadio di ferro in cui erano custoditi i tesori di famiglia: due fucili da caccia ed una carabina. Tir\u00f2 fuori la carabina, si appost\u00f2 dietro la finestra semiaperta, alle sette in punto sent\u00ec lo schiocco dell\u2019apriportone e gi\u00f9 uno, due, tre, quattro, cinque, sei colpi uno dietro l\u2019altro.<\/p>\n<p>Mentre le urla dei passanti e la sirena dell\u2019ambulanza si frammisero al frastuono delle automobili che percorrevano le strade limitrofe, alla chetichella scese le scale di casa e si avvi\u00f2 nel garage e dal retrobottega svi\u00f2 lontano.<\/p>\n<p>Giunse agonizzante in Ospedale ma prima di arrivare in sala operatoria, spir\u00f2.<\/p>\n<p>Le indagini risultarono subito assai difficili, si naufragava in alto mare, non aveva nulla dell\u2019omicidio di mafia; forse uno sgarbo a qualche adulto spacciatore di droga di cui era acquirente\u2026..ma chi aveva sparato non era un professionista del crimine, non aveva mirato ad un bersaglio, i colpi sparati all\u2019impazzata e solo per un caso fortuito era stata colpita la carotide. E se fosse stato l\u2019afinalistico gesto di un folle?<\/p>\n<p>A scuola nessuno si era chiesto \u201cperch\u00e9\u201d?\u00a0 nessun psicologo del \u00a0territorio era intervenuto. A ricordare solo un mazzo di fiori che i ragazzi avevano posto sul banco vuoto. Assente infatti anche Filippo, il giovane amico: Aveva vagato prima davanti l\u2019Istituto di Medicina Legale e poi nella sacrestia della chiesa dove era stato portato il feretro.<\/p>\n<p>Dopo tre giorni giunse l\u2019autorizzazione del magistrato e si svolsero i funerali nella piccola cappella del cimitero. Il preside aveva fatto sapere, tramite una circolare che chiunque volesse partecipare sarebbe stato esonerato dal portare la giustificazione. In prima fila la madre e le due sorelle pi\u00f9 piccole, La pi\u00e0 grande, al quarto mese di gravidanza era stata impedita dal marito che adesso, pentito di averla sposata, doveva vivere questa preoccupazione che quel \u201ccoso\u201dche stava per nascere non fosse n\u00e9 uomo n\u00e9 donna, quasi che fosse una tara genetica.<\/p>\n<p>Assente il\u00a0 padre, Dopo aver appreso con disarmante freddezza la notizia dell\u2019assissinio dalla Polizia, si era rifugiato nella casupola di campagna,Sparsi qua e l\u00e0 alcuni insegnanti della scuola quasi tutti quellli della classe,<\/p>\n<p>Nell\u2019altra fila al primo posto Filippo disperato come una giovane vedova ma composto nel suo dolore, chiuso in un mutismo ostinato, rifiutava qualsiasi abbraccio\u00a0 che non fosse dei suoi coetanei. Le ragazze in pianti strazianti, i ragazzi in gesti di nervosismo estremo, erano tutti colpiti dallo stesso dolore come suole il senso di solidariet\u00e0 del rapporto tra pari che accomuna e che non conosce confini da Milano a Catania.<\/p>\n<p>In seconda fila i genitori di Filippo ignari spettatori. Fuori dalla Chiesa numerosi cittadini conoscenti e non, \u00a0accorsi per curiosit\u00e0 ma non partecipi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo seppellirono in una fossa comune sulla nuda terra, solo una croce\u00a0 di legno a ricordarne il nome; alla sepoltura mancava anche la madre che, a suo dire sarebbe arrivata tardi per un guasto alla macchina della figlia.<\/p>\n<p>Per i due mesi seguenti per Filippo fu un continuo pellegrinaggio, ogni giorno si recava al Cimitero raccogliendosi\u00a0 in preghiera davanti quella croce, magari arrivando a scuola alla seconda ora come avrebbe fatto quella mattina se un fila di spari non avesse interrotto la sua giovane vita.<\/p>\n<p>Cadde l\u00ec davanti la porta fra le braccia del custode accorso perch\u00e9 distolto dai colpi che avevano squarciato il silenzio di quel luogo sacro e che con la coda dell\u2019occhio riusc\u00ec a scorgere l\u2019ombra di un uomo che scappava.<\/p>\n<p>Quando la macchina dei carabinieri imbocc\u00f2 la strazzera dell\u2019agro percorrendola lentamente e la luce di fari illumin\u00f2 il patio, si affacci\u00f2 sull\u2019uscio e quasi tirando un sospiro di sollievo, si consegn\u00f2 ai militari limitandosi a pronunciare due uniche parole: \u201cerano gay\u201d-<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35818\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35818\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parcheggi\u00f2 la sua auto dietro un albero affinch\u00e8 non fosse visto ma potesse vedere; 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