{"id":35790,"date":"2018-05-28T22:39:03","date_gmt":"2018-05-28T21:39:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35790"},"modified":"2018-05-28T22:39:03","modified_gmt":"2018-05-28T21:39:03","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-lobster-dream-di-elisa-della-scala-e-gianluca-morozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35790","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Lobster dream&#8221; di Elisa Della Scala e Gianluca Morozzi"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\">Ha deciso di scrivere quello che ha dentro prima d&#8217;impazzire, prima che gli strilli di morte che sente tutti i giorni gli spappolino definitivamente il cervello. Ha abbandonato la cucina e attraversato la strada, adesso se ne sta seduto a un tavolino del <i>Nordest<\/i>. Una birra e la penna in mano, gli manca solo un foglio. E chi se ne frega se l&#8217;aiuto cuoco lo sta cercando da pi\u00f9 d\u2019un quarto d&#8217;ora.<br \/>\nL&#8217;auto di Sara \u00e8 bruciata fino all\u2019osso, tutto carbonizzato. Tutto. Chiss\u00e0 che caldo atroce a stare in quella trappola di lamiere. Chiss\u00e0 se aveva battuto il metallo, in una lotta disperata contro l&#8217;orribile morte mentre cercava di uscire. Di fare l&#8217;impossibile, di evadere da quella tomba d&#8217;acciaio. Di scappare dal fuoco e dall&#8217;acqua\u2026<br \/>\nManuel sta male. Sara non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, da dieci giorni ormai. Si erano conosciuti al Lobster Dream, il ristorante tematico del momento. Un cuoco finisce volentieri a letto con la cameriera pi\u00f9 avvenente. Specie se lei \u00e8 intrigata dal suo essere carino e taciturno, oltre che un po\u2019 fuori dagli schemi. Un vegetariano che ammazza le aragoste per mestiere, per la gioia di palati poco fini e molto paganti. Ma cosa non si fa per soldi, oltre che per fuggire dal proprio passato?<br \/>\nManuel sta male. Se n\u2019era andata, Sara. Dieci giorni prima. Sparita nel nulla. L\u2019avevano cercata ovunque dopo aver trovato la sua macchina in fondo al pontile, in mare, al porto di Ciriale. Completamente bruciata. C\u2019era rimasto solo il telaio, e quasi nulla di lei. Solo da analisi pi\u00f9 approfondite era arrivata la conferma: la ragazza si trovava dentro all\u2019abitacolo nel momento in cui era partito il fuoco. E doveva essere stato un rogo di parecchie ore di agonia per consumare tutto cos\u00ec, prima che il parapetto cedesse e la carcassa dell\u2019auto cascasse ancora bollente dritta gi\u00f9 in mare. Eppure, nessuno aveva visto niente. Nessun testimone. E anche se il caso non era ancora chiuso e a questo \u201cdettaglio\u201d gli inquirenti non avevano fatto cenno, fu dalla dinamica generale dei fatti che al ristorante capirono che dopo dieci giorni di assenza lei non sarebbe pi\u00f9 venuta a lavorare. Poi la polizia ufficializz\u00f2 la notizia, dopo il telegiornale. E dissero che sospettavano il suicidio, cosa che al Lobster Dream avevano gi\u00e0 pensato tutti: Sara era una strana, e una come lei con l\u2019auto ridotta in quello stato\u2026<br \/>\nTutti lo avevano pensato. Tutti meno che Manuel. E lui ora sta male. Perch\u00e9 Sara, anche se \u00e8 morta, non ha smesso di parlargli. Non smette di chiamarlo per nome in mezzo agli strilli delle aragoste. Cos\u00ec lui sa che sar\u00e0 costretto a scappare pure da quel posto, com\u2019\u00e8 gi\u00e0 scappato dal suo passato. Lo ha deciso nel momento esatto in cui ne ha avuto la certezza, quando ha sentito di nuovo la voce di quella ragazza. Distintamente. Ecco perch\u00e9 se n\u2019\u00e8 andato a bere al <i>Nordest<\/i>, mollando il lavoro nel bel mezzo della serata.<br \/>\nAiutami, non voglio morire! Era lei che gli parlava, senza alcun dubbio. La sua voce era tornata da chiss\u00e0 dove, ma l&#8217;aveva riconosciuta subito in mezzo agli strilli che infestavano la cucina. Ed era pura follia, perch\u00e9 non le aveva mai sentite pronunciare da Sara quelle parole. Non era in macchina con lei mentre moriva. Ma soprattutto, era pura follia il fatto che nel momento in cui aveva sentito di nuovo la sua voce aveva pensato che quella ragazzina gli mancava maledettamente. Il suo corpo giovane, un corpo che aveva esplorato in tutti i dettagli. Fin dentro le pieghe dell\u2019anima. Manuel non sentiva la voce di Sara da quella maledetta notte di dieci giorni prima. Da quando era ancora calda e nuda nelle sue mani, legata da lui, cosciente del punto in cui lo aveva portato. Aveva solo sedici anni, Sara, anche se per quello che faceva a letto ne dimostrava almeno diciotto.<br \/>\nLo sai quanto mi piace sentirmi legata. Ti amer\u00f2 sempre, ricordalo. Anche se dovessi morire, gli diceva.<br \/>\nManuel alza la testa, sbuffa fuori tutto il fiato che ha in gola come se fosse l\u2019unico modo per respirare. Ha appena preso il suo Xanax, e ordinato la seconda birra. Scrive, ma il foglietto di carta che sta aspettando non s\u2019\u00e8 visto. Eppure, la storia c&#8217;\u00e8 tutta. E si ripete continuamente, davanti a lui, nelle cucine del Lobster Dream. Un&#8217;aragosta dietro l&#8217;altra, prima o poi moriranno ad una ad una com\u2019\u00e8 morta la sua Sara. In un caldo atroce. La sala \u00e8 piena, come ogni sera. E allora gli acquari si svuoteranno e loro non strilleranno pi\u00f9. E anche lei la smetter\u00e0 di parlargli, maledizione. Era sparita quando era finita con l\u2019auto in mare e adesso, a quanto pare, \u00e8 tornata a fargli pesare la cosa. Ma a fine serata Sara la smetter\u00e0 di tormentarlo, oh s\u00ec! La smetter\u00e0 di chiamarlo per nome, quella troia. Sempre che non rimanga un\u2019ultima aragosta viva\u2026<br \/>\nSai che le aragoste sono telepatiche?, gli aveva detto quella sera, a letto.<br \/>\nCazzate, figuriamoci se lui ci credeva.<br \/>\nTi giuro che l\u2019ho visto in internet, \u00e8 la pura verit\u00e0. Aveva insistito, le lacrime agli occhi, dimostrando tutti i suoi sedici anni. Ma a te che le ammazzi non ti dice nulla la coscienza? Che lavoro di merda che facciamo!<br \/>\nMm, Manuel aveva grugnito in risposta.<br \/>\nE sai di che ho paura?<br \/>\nAveva fatto segno di no con la testa mentre frugava il comodino per cercare la scatola di Xanax. Voleva dormire. Avevano appena fatto sesso a lungo, e al solito modo. Eppure, l\u2019adrenalina della cucina non gli era scesa di un millimetro. Doveva per forza spappolarsi il cervello per spegnere tutti i centri nervosi.<br \/>\nHo paura che prima o poi quegli strilli mi entrino dentro la testa e mi raccontino la loro morte atroce, ecco.<br \/>\nSara si era rigirata nel letto, fastidiosamente. E poi aveva ricominciato a frignare. Emotiva. Manuel aveva preso un bicchiere d\u2019acqua in bagno. Ci aveva sciolto dentro cinque compresse di Xanax, e glielo aveva allungato.<br \/>\n\u00c8 amara quest\u2019acqua, ma che ci hai messo?<br \/>\nBevi, non ci pensare. E poi dormi.<br \/>\nLe aveva risposto spegnendo la luce, seccamente. Incominciava a non sopportarla pi\u00f9. Non c\u2019era bisogno che frignasse ricordandogli quanto detestava fare il cuoco al Lobster Dream. Per\u00f2, quello che Sara gli aveva insegnato gli piaceva. Cazzo, se gli piaceva. Passare la notte insieme a lei era l\u2019unica cosa bella del suo lavoro, un piacevole modo per non pensare. Talmente piacevole che ormai non poteva farne a meno, Sara lo salvava da se stesso. Le notti in cui tornava a casa da solo dopo il ristorante non riusciva a non sentire quel rumore martellargli l&#8217;interno del cranio, ticchettare dietro gli occhi. Quel preciso rumore. Bollite vive, le aragoste andavano bollite vive per essere servite ai clienti e tramutarsi in un piatto gustoso. Gettate nell&#8217;acqua bollente, per trasformarsi da creatura vivente a cibo prelibato. E strillavano. Ma la cosa peggiore erano le zampette. Raschiavano impazzite sui bordi della pentola, e facevano rumore. Quel rumore. Chiss\u00e0 che caldo atroce, a stare in una trappola di latta incandescente\u2026<br \/>\nNon ci pensare, aveva detto l&#8217;aiuto cuoco.<br \/>\nCom\u2019era riuscito a capire quello che aveva in testa? Manuel non parlava con nessuno. Nemmeno con Sara, figuriamoci con quel coglione.<br \/>\nNon ci devi pensare, aveva ripetuto. Non sono animali intelligenti, le aragoste. Sono come le zanzare, come le mosche. Ti fai problemi a schiacciare una zanzara? Guarda che non getterei mica un gattino nell&#8217;acqua bollente per servirlo ai clienti, neanche per tutti i soldi del mondo. Perch\u00e9 il gattino soffre. Ma loro, no! Le aragoste non hanno i centri del dolore, non si accorgono di morire. Vai tranquillo, fratello.<br \/>\nL\u2019aiuto cuoco se la rideva del loro lavoro di merda e allora Manuel ci aveva creduto ai suoi discorsi, le prime volte. Non hanno i recettori del dolore, va bene, quindi non soffrono. Ma poi aveva sentito quel rumore, dall&#8217;interno del pentolone chiuso. Il rumore di zampette che battono contro il metallo. Che battono disperatamente contro il metallo. Le aragoste cercavano di uscire, in una lotta disperata contro l&#8217;orribile morte. Cercavano di fare l&#8217;impossibile, di evadere da quella tomba d&#8217;acciaio. Di scappare dal fuoco e dall&#8217;acqua riscaldata fino a una precisa, mortale temperatura. L\u2019aiuto cuoco non ne sapeva un cazzo. Le aragoste conoscono il dolore. Conoscono la paura. E lui, sera dopo sera, doveva gettare all&#8217;inferno delle creature viventi che conoscono la paura, che conoscono il dolore. Fanculo, non c\u2019\u00e8 nessuno che non conosca il dolore e la paura\u2026<br \/>\nAnch\u2019io ho avuto avuto paura, sai? Fino all\u2019ultimo secondo in cui sono stata presente a me stessa. Ma poi, superato un certo punto, la paura \u00e8 sparita. Puff. L\u2019hai fatta sparire tu, amore mio, Manuel. Con il tuo Xanax. Se non lo avessi preso prima dell\u2019incidente sarebbe stato tutto diverso. Invece, cos\u00ec ho sentito solo il dolore. Un dolore puro. Perch\u00e9 il dolore rimane, quello s\u00ec. Bisogna proprio che ti spappolino il cervello per non sentirlo. E io lo sentivo, eccome. Non avevo paura, eppure il dolore lo sentivo. Era surreale. Grazie a te, mi ci sono abbandonata fino all\u2019ultimo. Davvero surreale. Ero quasi affascinata dal dolore, totalmente incapace di provare terrore per l\u2019atrocit\u00e0 in mi stavo trovando.<br \/>\nLa potenza della mente, questo \u00e8 il punto. Manuel alza lo sguardo. Poi lo riabbassa, e scrive qualcosa sui suoi foglietti inesistenti in modo che quella maledetta storia passando dalla testa alla punta della penna fino al niente possa uscirgli dalla memoria come un doloroso orgasmo. Possa schizzare via dal suo corpo, perdersi in qualcosa che non \u00e8 stato, cadere nell\u2019oblio. Ma non funziona cos\u00ec. Ci\u00f2 che \u00e8 successo \u00e8 l\u00ec, in un punto preciso nel tempo. E la memoria lui ce l\u2019ha dentro, inesorabilmente. Brucia come l\u2019acqua per le aragoste che deve ammazzare di mestiere.<br \/>\nE allora si alza, e poi \u00e8 di nuovo nella cucina del Lobster Dream. Butta l\u2019ennesima aragosta nell\u2019acqua bollente, e la guarda contorcersi con le chele legate e le zampe impazzite. E allora fa scivolare una pasticca di Xanax nel pentolone, misericordioso. Sperando che quelle zampe si fermino, e rimanga solo lo stupore. La paura che si trasforma in atroce meraviglia accanto alla sensazione di immenso dolore. Mentre la morte si consuma, non si pu\u00f2 fermare. Perch\u00e9 la morte \u00e8 inarrestabile tanto quanto la vita, perch\u00e9 sono la stessa cosa. Crediamo di controllarle, invece sono loro che guidano le nostre mani. Fino a scivolare dentro al mare, in una macchina bruciata. Qualcosa che succede, anche se inavvertitamente, ma una volta che \u00e8 partito non si pu\u00f2 pi\u00f9 fermare. Come un impulso, un moto incontrollabile. E anche i sentimenti estremi sono cos\u00ec, quelli che ti prendono una sera qualunque. Quelli che ha provato con lei, gli stessi che lo stanno tormentando ora in mezzo agli strilli e all\u2019odioso ticchettare nelle pentole che riempie la cucina. Ora che ha notato anche questo rumore oltre alle grida, non riesce pi\u00f9 a fare a meno di sentirlo perch\u00e9 lo Xanax non basta. E poi arriva di nuovo la voce di Sara, maledetta.<br \/>\nNon cos\u00ec, cos\u00ec mi fai male.<br \/>\nGli dice, all\u2019orecchio. In un sussurro che \u00e8 fuoco. Ma passione, non disperazione. Pure se sta sentendo dolore, in quel momento. E un po\u2019 di paura. Manuel lo sa, per questo si ferma. Allenta le corde. Giusto quel poco che basta per farla respirare meglio. Non vuole che lei abbia paura. E poi ricomincia, pi\u00f9 dolcemente. Solo amore e dolore, la sua donna vuole sentire questo. Gliel\u2019ha insegnato lei il gioco. Semplice gioco erotico o fantasia di dominazione, antica forma artistica di sublimazione del desiderio. Shibari, Sara lo ha \u201ciniziato\u201d. Lei che ha solo sedici anni, e pi\u00f9 di vent\u2019anni meno di lui.<br \/>\nManuel butta un\u2019altra aragosta nel pentolone, l\u2019aiuto cuoco lo guarda con sospetto mentre fissa in modo quasi morboso le chele legate quell\u2019attimo prima di aprire la mano e consegnare l\u2019animale all\u2019acqua bollente. Poi rimane ad ascoltare mentre raschia le pareti del pentolone con le zampette, disperatamente. Nel tempo odioso che non \u00e8 pi\u00f9 vita ma non ancora morte.<br \/>\nL\u2019altro scuote la testa.<br \/>\nIn teoria, se fossi nel tuo paese ti sbatterebbero dentro.<br \/>\nCosa?<br \/>\nHo letto l&#8217;altro giorno che non \u00e8 legale ammazzarle cos\u00ec dalle tue parti.<br \/>\nManuel grugnisce. Almeno con lo Xanax la paura non c\u2019\u00e8. Ma non glielo dice. Scuote la testa pure lui, e basta.<br \/>\nSara aveva le mani legate, proprio come le aragoste che sta buttando gi\u00f9 nel pentolone. Ecco perch\u00e9 \u00e8 difficile che sia riuscita a liberarsi dopo essere finita nel mare, anche se il calore l\u2019aveva risvegliata da quella morte apparente. Anche lei si era sentita cos\u00ec, nella macchina in fiamme. Glielo stava dicendo proprio prima quando gli parlava della paura e del dolore. Ma a differenza loro, grazie a lui non aveva provato paura. Non aveva provato ad uscire, incastrata tra le lamiere, mentre la sua pelle si staccava e i suoi capelli diventavano torce e i suoi bulbi oculari esplodevano per il calore. Non aveva provato a picchiare sul metallo, come le aragoste in pentola.<br \/>\nMa non ha ammazzato nessuno, lui. Manuel torna con la mente a qualche minuto prima che succedesse quello che era successo. Quando Sara ancora gli parlava davvero, e non attraverso le aragoste.<br \/>\nSai perch\u00e9 la gente le mangia, nonostante la crudelt\u00e0 nel prepararle? Te lo sei mai chiesto?, gli aveva detto.<br \/>\nManuel non le aveva risposto. Lui \u00e8 vegetariano, non gliene frega un cazzo di mangiare le aragoste. E poi ci sono tante crudelt\u00e0 raffinate che si fanno solo per godere. Come lo Shibari. E tante cose che si fanno senza motivo. Com\u2019era capitato quello che era successo a lei. <i>Spesso le pi\u00f9 ovvie e importanti realt\u00e0 sono quelle pi\u00f9 difficili da vedere e di cui parlare<\/i>, aveva sentito dire un giorno.<br \/>\nHo letto che prima andrebbero stordite, bisognerebbe spappolare il cervello prima di metterle a cottura. Cos\u00ec non sentono pi\u00f9 niente, garantito, pure se sono ancora vive\u2026<br \/>\nL\u2019aiuto cuoco continua nel suo discorso, imperterrito, anche se Manuel non lo ascolta pi\u00f9. Sente solo gli strilli delle aragoste. Aveva ragione Sara, questi dannati animali sono telepatici. Ma forse \u00e8 vero quello che gli ha detto prima, che lei non ha sentito dolore. Cinque pasticche di Xanax avrebbero desensibilizzato persino un professionista dello stordimento. E avevano gi\u00e0 iniziato a farle effetto quando l\u2019aveva legata di nuovo, per scoparla l\u2019ultima volta sperando di scaricarsi del tutto e poi finalmente dormire. A lei piaceva farlo cos\u00ec perch\u00e9 il dolore delle corde le piaceva da morire, glielo aveva detto mentre gli spiegava il suo Shibari.<br \/>\nC\u2019\u00e8 qualcosa che non va in te, conclude l\u2019aiuto cuoco.<br \/>\nManuel non risponde, e controlla con l\u2019altra mano il blister dello Xanax sul fondo della tasca dei pantaloni. Stavano scopando cos\u00ec bene quella sera, bene come non mai. Sara non frignava pi\u00f9, sotto l\u2019effetto dello Xanax si era praticamente addormentata. Una bambolina di pezza nelle sue mani, tutta legata come gli aveva insegnato lei. Al ricordo ha un principio di erezione, una di quelle potenti. Ma passa subito quando arriva il pensiero successivo: aveva smesso di respirare, la troia, gli aveva fatto un brutto scherzo proprio sul pi\u00f9 bello. Se n\u2019era accorto poco prima di venirgli in faccia. Per questo l&#8217;aveva caricata in macchina ancora legata, direttamente dal letto, anche se non aveva capito se era ancora viva oppure no. Non respirava, era un &#8220;dettaglio&#8221; pi\u00f9 che sufficiente per cadere nel panico.<br \/>\nE poi era successo l\u2019incidente. <i>Spesso le pi\u00f9 ovvie e importanti realt\u00e0 sono quelle pi\u00f9 difficili da vedere e di cui parlare. <\/i>Lui stava improvvisando. E non era stata colpa sua se la macchina aveva preso fuoco subito dopo il botto. Tanto meno se Sara era caduta nell\u2019acqua chiusa in una trappola di latta incandescente. Manuel era stato sbalzato fuori all\u2019ultimo momento, illeso per miracolo. Non aveva fatto niente, lui, se n\u2019era semplicemente andato. Quando c\u2019era stata la prima esplosione. Ma chiss\u00e0 che caldo dentro quella bara di lamiera incandescente, come un\u2019aragosta nel pentolone.<br \/>\nE ora dovr\u00e0 andarsene pure da quel maledetto ristorante, prima o poi. E allora sar\u00e0 la fine. Il tempo libero fa ricordare, e lui non vuole. Non deve. Perch\u00e9 lo Shibari non \u00e8 che una minima parte dei ricordi che ha con Sara. L\u2019unica eccitante. E il resto \u00e8 sgradevole come quell\u2019incidente e tutte le sue continue, maledette associazioni mentali dovute agli strilli delle aragoste.<br \/>\nSolo legata a te, gli diceva. Quella ragazzina era la cosa pi\u00f9 bella che gli fosse mai capitata. Non aveva mai legato nessuno prima di lei. E forse l\u2019amava, persino. Certamente non avrebbe mai voluto farle conoscere la paura. Per questo le aveva dato a tradimento dello Xanax sciolto nell\u2019acqua quando s\u2019era messa a frignare per quel discorso della telepatia delle aragoste. Voleva proteggerla dalla paura. Il dolore invece era diverso, il dolore le piaceva. Glielo aveva sempre detto: nello Shibari il dolore si sublima. Nello Shibari, o pi\u00f9 precisamente nella sua personale interpretazione di quell\u2019antica forma artistica di desiderio, il dolore si tramutava nel suo piacere. E diventava il loro piacere, di entrambi. L\u2019estremo modo di possedersi che Sara aveva insegnato a Manuel. Fino alla fine.<br \/>\nPerch\u00e9 adesso non sarebbe stata pi\u00f9 di nessun altro.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35790\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35790\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ha deciso di scrivere quello che ha dentro prima d&#8217;impazzire, prima che gli strilli di morte che sente tutti i giorni gli spappolino definitivamente il cervello. Ha abbandonato la cucina e attraversato la strada, adesso se ne sta seduto a un tavolino del Nordest. Una birra e la penna in mano, gli manca solo un [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35790\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35790\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":16208,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[483],"tags":[],"class_list":["post-35790","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2018"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35790"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/16208"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35790"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35790\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35885,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35790\/revisions\/35885"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35790"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35790"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35790"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}