{"id":35768,"date":"2018-05-28T22:17:09","date_gmt":"2018-05-28T21:17:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35768"},"modified":"2018-05-28T22:17:09","modified_gmt":"2018-05-28T21:17:09","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-la-prova-dellonesta-di-giada-guassardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35768","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;La prova dell&#8217;onest\u00e0&#8221; di Giada Guassardo"},"content":{"rendered":"<p>Roberto provava una saziet\u00e0 fastidiosa, ai limiti dei conati di vomito. Reclin\u00f2 la testa sull\u2019alto schienale della sedia di antiquariato; gli occhi gli si chiusero in fessure sulla suocera, la vide che trafficava, riordinava, si puliva le mani nel grembiule. La pendola suon\u00f2 le dieci. Roberto volle alzarsi per farsi uno spinello in giardino, ma si sentiva troppo pesante.<\/p>\n<p>\u2013 E tutti questi avanzi, dove li mettiamo? \u2013 grid\u00f2 tutt\u2019a un tratto la suocera, voltandosi di scatto verso il resto della famiglia, in mano un cucchiaio ancora gocciolante. \u2013 Pietro, vai a prendere delle vaschette! \u2013. In pochi secondi il marito era gi\u00e0 sparito dietro la tenda che separava la cucina dal ripostiglio.<\/p>\n<p>In effetti, a guardare la tavola si sarebbe detto che la cena dovesse ancora cominciare: molti vassoi da portata non erano stati toccati. La signora Giovanna inizi\u00f2 a radunare su un piatto le polpette che avanzavano. Clara, mentre sparecchiava, accennava intanto una protesta: \u2013 Ma no, mamma, per noi \u00e8 troppa roba\u2026 \u2013, dando cos\u00ec la stura all\u2019ennesimo di quei finti battibecchi a cui Roberto si era ormai rassegnato ad assistere, ogni volta che cenava dai suoceri.<\/p>\n<p>Finti, perch\u00e9 a spuntarla era immancabilmente la signora Giovanna, e con argomenti di ferro: \u201cIl bambino deve crescere. \u00c8 troppo piccino per avere cinque anni. E tu, figlia mia, lo vedo che non ti nutri a sufficienza; d\u00ec, ti privi del cibo, \u00e8 vero? Sei sempre pi\u00f9 magra!\u201d. Per lui, Roberto, mai una parola \u2013 salvo, \u00e8 chiaro, le frecciatine che la signora Giovanna non mancava di far discretamente scivolare in qualsiasi conversazione, per imputargli tutti disagi della famigliola. Anche in quel momento la sua occhiataccia incombeva, pronta ad aggredirlo non appena lui avesse disserrato le palpebre. Roberto ci avrebbe scommesso qualunque cosa.<\/p>\n<p>\u2013 Roberto, svegliati, \u00e8 ora di andare \u2013 il sussurro di Clara gli si insinu\u00f2 nell\u2019orecchio, come una mosca molesta.<\/p>\n<p>\u2013 Mmh?<\/p>\n<p>\u2013 Su, sono gi\u00e0 le undici. Porta qui Tommaso; io sistemo in macchina le cose da mangiare.<\/p>\n<p>Roberto si sollev\u00f2 dalla poltrona e sent\u00ec un tumulto nello stomaco. Si trascin\u00f2 in salotto. Vide che la televisione era ancora accesa, e il bambino dormiva con il capo poggiato sulla credenza in radica \u2013 mobile che, con quel finissimo intarsio floreale e racemato che correva lungo i bordi, costituiva l\u2019orgoglio dei suoceri, e che Roberto invece odiava.<\/p>\n<p>Con qualche fatica, si caric\u00f2 il figlio in braccio e torn\u00f2 in cucina, dove Clara e la signora Giovanna parlottavano. Mentre entrava, si sent\u00ec toccare con dolcezza il gomito. Si volt\u00f2 e vide il signor Pietro, che gli porgeva un grosso barattolo: \u2013 Prendi queste ciliegie sotto spirito \u2013 disse. \u2013 Le abbiamo fatte domenica scorsa.<\/p>\n<p>\u2013 Ma Pietro \u2013 rispose Roberto, gettando solo un breve sguardo ai frutti, che rosseggiavano come gemme, \u2013 dovresti sapere che le detesto \u2013.<\/p>\n<p>Il suocero rimase col braccio a mezz\u2019aria; le donne ammutolirono. Si ud\u00ec lo scocco delle undici e mezza. Clara inizi\u00f2 ad accomiatarsi e fece strada al marito verso la porta, mentre il signor Pietro li seguiva borbottando: \u2013 Gi\u00e0, gi\u00e0, me lo dimentico sempre.<\/p>\n<p>\u2013 Roberto, te la senti di guidare a quest\u2019ora? \u2013 fece la signora Giovanna sulla soglia, con una punta di apprensione. \u2013 Perch\u00e9 non aspettate un po\u2019? Potreste anche dormire qui. C\u2019\u00e8 spazio, tante stanze che non usiamo mai\u2026<\/p>\n<p>\u2013 Sono lucidissimo. Grazie lo stesso \u2013 rispose Roberto seccamente, e si chiuse il portone alle spalle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2013 Ci risiamo \u2013 mormor\u00f2 Clara a denti strettissimi, guardando davanti a s\u00e9 paonazza, mentre Roberto avviava l\u2019auto. Tommaso era sul sedile dietro, e gi\u00e0 aveva ripreso sonno.<\/p>\n<p>\u2013 Ma smettila.<\/p>\n<p>\u2013 <em>Tu<\/em> devi smetterla \u2013 rispose Clara \u2013 di trattare cos\u00ec i miei. Pap\u00e0 stava piangendo, quando siamo andati via. Si pu\u00f2 sapere che ti salta in mente?&#8230;<\/p>\n<p>\u2013 E che dovrei dire io, allora?&#8230;Ma l\u2019hai sentita, tua madre? Avrei giurato che volesse dare la colpa a me\u2026 che non vi do abbastanza per campare.<\/p>\n<p>L\u2019automobile scivolava tranquilla lungo il viale alberato, costeggiando la schiera di palazzine. La sera era limpida, di luna piena. A quell\u2019ora, la zona era deserta.<\/p>\n<p>\u2013 <em>Ovvio<\/em> che alludeva a te \u2013 replic\u00f2 lentamente Clara. \u2013 Fino a prova contraria, sei tu quello che ti abbrutisci a poker, e non sai tenerti un lavoro due mesi di fila perch\u00e9 ti presenti fradicio gi\u00e0 al mattino.<\/p>\n<p>Inizi\u00f2 a singhiozzare. Roberto approfitt\u00f2 di un semaforo per guardarla: nascondeva il volto nelle sue mani magre e morbide, ancora infantili, evitando il contatto visivo. \u201cNemmeno trent\u2019anni e siamo gi\u00e0 a questo punto\u201d, pens\u00f2 lui.<\/p>\n<p>\u2013 E per\u00f2 \u2013 soggiunse ad alta voce \u2013 sei tu, invece, quella che il lavoro non lo cerca proprio, e i pochi soldi che abbiamo li scialacqua dall\u2019estetista. O sbaglio?<\/p>\n<p>Clara lo guard\u00f2 con ferocia e tent\u00f2 di elaborare una frase dirompente, del tipo: \u201cSe non torno a fare l\u2019assistente sociale \u00e8 solo perch\u00e9 non voglio vedere altra gente come te!\u201d. Ma le si incepp\u00f2 la lingua e le scappavano i collegamenti logici, per cui si adagi\u00f2 sul sedile e tacque, col petto che sussultava a intervalli.<\/p>\n<p>L\u2019auto stava ora inabissandosi gi\u00f9 dalla sopraelevata, lungo spirali di rampe, che conducevano dritte al sovraffollato quartiere in cui loro abitavano. Clara not\u00f2 in lontananza il centro sociale degli anarchici. Nato come luogo di ritrovo e discussione, si era degradato da tempo: tanto che molti suoi frequentatori finivano in assistenza (alcool, droga, molto altro) nel centro di recupero dove lei aveva lavorato anni prima.<\/p>\n<p>Ebbe un tuffo al cuore, ricordando che proprio in quel centro lei aveva conosciuto anche Roberto. Nell\u2019incosciente generosit\u00e0 di chi lavora nel sociale, aveva visto in lui un\u2019innocenza perduta da riscattare, e si era attribuita la capacit\u00e0 di farlo.<\/p>\n<p>\u2026E invece, che vitaccia! Il marito usciva una sera s\u00ec e l\u2019altra anche, e rientrava Dio sa quando. Entro un anno Tommaso avrebbe cominciato la scuola, e loro non potevano permettersi altro che quella pubblica. In periferia, per giunta. Ma come si poteva campare cos\u00ec?&#8230;<\/p>\n<p>Fu riscossa dalla vista improvvisa di una pattuglia. Uno dei due carabinieri sventol\u00f2 la paletta. \u201cCi mancava questo\u201d, pens\u00f2 Clara, mentre Roberto accostava la macchina, deglutendo un\u2019imprecazione.<\/p>\n<p>\u2013 Documenti, libretto \u2013 intim\u00f2 il giovane carabiniere. Ricevuta la patente, fece viaggiare lo sguardo pi\u00f9 volte fra la foto e l\u2019originale. Sebbene provasse a trattenere una fredda maschera di sospetto, il suo rossore da giovanotto alle prime armi non sfugg\u00ec a Roberto.<\/p>\n<p>\u2013 Assicurazione.<\/p>\n<p>Anche l\u2019assicurazione era in regola. Roberto avvertiva una leggera vertigine mentre il carabiniere predisponeva l\u2019occorrente per l\u2019alcool test. Nel farlo cercava continuamente lo sguardo del suo superiore, un maresciallo, che lo teneva d\u2019occhio a poca distanza.<\/p>\n<p>\u2013 Soffi qui, per favore.<\/p>\n<p>Roberto avvicin\u00f2 le labbra al sensore e soffi\u00f2 piano.<\/p>\n<p>Dopo pochi millesimi di secondo, il display si illumin\u00f2: 1,8 g\/l. Il carabiniere guard\u00f2 smarrito il maresciallo, che subito intervenne, parandosi davanti all\u2019auto:<\/p>\n<p>\u2013 Sono costretto a condurvi in caserma. La prego di consegnarmi la patente e le chiavi \u2013 intim\u00f2 a Roberto; subito dopo, rivolto al giovane: \u2013 Paolo, che fai fermo l\u00ec? Chiama un carro attrezzi! \u2013.<\/p>\n<p>\u2013 \u2026Un momento, c\u2019\u00e8 un errore. \u2013 fece Roberto con voce strozzata. \u2013 C\u2019\u00e8 <em>sicuramente<\/em> un errore. Io l\u2019alcool non l\u2019ho toccato.<\/p>\n<p>Il maresciallo, senza ascoltarlo, apr\u00ec minaccioso la portiera. Sulla cintura baluginavano le manette, con uno sfavillio tagliente. Roberto punt\u00f2 i piedi e fece resistenza, mentre il gendarme lo attirava fuori dal veicolo tenendolo per i polsi.<\/p>\n<p>\u2013 Ma mi ha sentito? Io <em>non<\/em> ho bevuto!<\/p>\n<p>\u2013 Non le conviene opporsi. Esca.<\/p>\n<p>Roberto fece capolino dall\u2019auto e si guard\u00f2 intorno, sudando forte e col cuore in gola. A portata di sguardo c\u2019erano solo alcuni bighelloni del centro anarchico, usciti per fumare. Nessuno sembrava accorgersi di quanto accadeva.<\/p>\n<p>\u2013 \u2026Aspettate.<\/p>\n<p>La vocina era di Clara. Era in piedi accanto al carabiniere giovane, con Tommaso in braccio, e piagnucolava flebilmente. \u2013 Mio marito non ha bevuto\u2026Ve lo giuro.<\/p>\n<p>I suoi occhi chiari, che irroravano generosamente il suo collo come fontanelle di acqua tersa, ottennero l\u2019auspicato effetto calamita.<\/p>\n<p>\u2013 Fategli rifare il test, vi prego. \u2013 implor\u00f2. \u2013 Perch\u00e9, vedete\u2026se fosse guasto l\u2019etilometro?<\/p>\n<p>Il giovane guard\u00f2 interrogativamente il maresciallo, che dopo qualche secondo diede un crollo di testa con fare rassegnato.<\/p>\n<p>\u2013 Impossibile che sia guasto, signora. Ma se proprio vuole \u2026<\/p>\n<p>Clara rivolse al marito un lembo di sorriso, che dur\u00f2 un istante, per lui infinito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cEtilometro guasto? Ma che diavolo va a pensare!&#8230;\u201d si diceva Roberto, gocciando sudore, mentre gli agenti preparavano nuovamente il test. Non capiva se sua moglie avesse agito per un\u2019ottusa fiducia del momento, o al contrario per umiliarlo, mandandogli per una seconda volta al macero i nervi.<\/p>\n<p>\u201cChe poi, effetti\u201d pens\u00f2 \u201c1,8 \u00e8 tantissimo, considerato che non ero certo a stomaco vuoto. Diamine, non credevo di aver bevuto cos\u00ec tanto! Se il test ha ragione, allora forse sono davvero alla frutta\u201d.<\/p>\n<p>Soffi\u00f2. Lo schermo torn\u00f2 a vaticinare. Dalla sua posizione Roberto non distingueva il valore, ma solo tante sbarrette orizzontali e verticali in semitrasparenza.<\/p>\n<p>Ma vide anche, riflesso, il volto attonito di Clara.<\/p>\n<p>\u2013 Cosa&#8230;Non \u00e8 possibile! \u2013 sbott\u00f2 quando, torcendo il capo, pot\u00e9 infine decifrare il sibillino verdetto, che era di nuovo 1,8.<\/p>\n<p>Il maresciallo fece spallucce, come a dire: \u201cChe vi aspettavate?\u201d<\/p>\n<p>\u2013 Non pu\u00f2 essere\u2026non pu\u00f2 essere \u2013. Roberto croll\u00f2 sul sedile anteriore. Lev\u00f2 gli occhi ai gendarmi, che lo fissavano impassibili; allora si accartocci\u00f2 sul volante, gemendo confusamente fra s\u00e9 e s\u00e9.<\/p>\n<p>Nel frattempo, Clara si era ricomposta. Aveva asciugato il viso con un fazzoletto, sbattuto via le lacrime con mille colpetti di palpebre, tratto un paio di ampi respiri. Quindi, schiaritasi un poco la voce:<\/p>\n<p>\u2013 Signori \u2013 inizi\u00f2 \u2013 so che parlo contro l\u2019evidenza, ma vi assicuro che mio marito \u00e8 sobrio. Guardatelo in faccia. Non ha certo l\u2019aspetto di uno che ha bevuto.<\/p>\n<p>Il giovane, un po\u2019 commosso, le ripeteva: \u201cCi dispiace, non possiamo farci nulla\u201d. Il maresciallo invece osservava Roberto. Senza farsi notare, gli scrut\u00f2 le pupille e le sclere, e dovette infine dar ragione alla donna.<\/p>\n<p>\u2013 Ascoltatemi, ho un\u2019idea \u2013 insisteva Clara, amabile \u2013 perch\u00e9 non provate l\u2019etilometro anche sul bambino? Cos\u00ec ci togliamo il dubbio.<\/p>\n<p>\u2013 E va bene! \u2013 rugg\u00ec il maresciallo. \u2013 Ma dopo, per favore, basta. Non possiamo star qui tutta la notte.<\/p>\n<p>Clara gli sorrise con timida gratitudine. Dopodich\u00e9 prese l\u2019etilometro dalle sue mani e sussurr\u00f2 al figlio, che le dormiva placido fra le braccia: \u2013 Tommy\u2026sveglia.<\/p>\n<p>Il bambino si stropicci\u00f2 gli occhi.<\/p>\n<p>\u2013 Guarda qui. Sai cos\u2019\u00e8 questo, piccolo mio?<\/p>\n<p>\u2013 Un videogioco! \u2013 esult\u00f2 lui.<\/p>\n<p>\u2013 Un videogioco speciale. Se ci soffi sopra, su quello schermo compaiono dei numeri! Vuoi provare?<\/p>\n<p>Tommaso esit\u00f2, gli occhi dilatati per l\u2019incredulit\u00e0. Poi si accost\u00f2 al dispositivo che la madre le porgeva, soffi\u00f2, e scoppi\u00f2 subito in una risata.<\/p>\n<p>Clara trattenne il fiato e le sue narici tremarono un poco. Roberto, che da cinque minuti non si era mosso dalla posizione fetale, strizz\u00f2 gli occhi per non guardare.<\/p>\n<p>Per alcuni millesimi di secondo, lo schermo almanacc\u00f2 nella sua lingua esoterica; lampeggiamenti orizzontali e verticali vorticarono in una sfrenata danza bacchica. Poi la quiete. Fu Tommaso a salutare il responso, puntando il dito: \u2013 \u00c8 vero, mamma!\u00a0\u2013.<\/p>\n<p>Il rosso geometrico dei numeri si stagliava su fondo nero, simile al fregio di un\u2019anfora greca.<\/p>\n<p>1,8.<\/p>\n<p>Roberto rialz\u00f2 la testa e lott\u00f2 per trattenere la risata che gli scoppiava in gola, mentre sentiva diffondersi in tutto il corpo il baldanzoso conforto dell\u2019onest\u00e0.<\/p>\n<p>\u2013 Ma figuratevi, nessun problema, pu\u00f2 capitare\u2026 \u2013 diceva intanto Clara, sorridendo, ai carabinieri bianchi come strofinacci. \u2013 Si sa: la tecnologia gioca brutti scherzi!<\/p>\n<p>Roberto sporse il capo dal finestrino, smanioso di partecipare a quell\u2019indulgente perdono. Ma ci\u00f2 che attir\u00f2 la sua attenzione fu, invece, il gruppetto degli anarchici. Negli ultimi minuti si erano accostati, e ora osservavano inferociti lo spettacolo.<\/p>\n<p>\u2013 Ehi, sbirri! Avete truccato l\u2019alcool test, eh? \u2013 grid\u00f2 uno di loro, mentre il gruppo si stringeva intorno all\u2019auto.<\/p>\n<p>\u2013 Che\u2026Per favore, arretrate!<\/p>\n<p>\u2013 Ma sentili! Arretrare, eh?!&#8230;Carogne!<\/p>\n<p>\u2013 Clara, sali in macchina, presto!<\/p>\n<p>Fra anarchici e gendarmi fu subito polverone. Roberto mise in moto l\u2019auto, che si dilegu\u00f2 come una scheggia nella notte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La signora Giovanna affett\u00f2 sedano e cipolla nella pentola, vers\u00f2 abbondante olio, accese il fornello a fuoco basso. Il signor Pietro guardava il telegiornale in salotto.<\/p>\n<p>\u2013 Giovanna, vieni a vedere\u2026<\/p>\n<p>\u2013 Che succede?<\/p>\n<p>\u2013 Gli anarchici del Bakunin hanno aggredito due carabinieri. Proprio stanotte.<\/p>\n<p>La donna corrug\u00f2 la fronte, pensierosa.<\/p>\n<p>\u2013 Il Bakunin \u2013 mormor\u00f2 gravemente \u2013 \u00e8 quello che frequentava nostro genero. Povera Clara!&#8230;Quando ci penso\u2026<\/p>\n<p>\u2013 Dai, sta\u2019 calma \u2013 disse il signor Pietro \u2013 ne abbiamo gi\u00e0 parlato. Roberto fa un po\u2019 il gradasso, ma ormai abbiamo tante prove della sua onest\u00e0.<\/p>\n<p>La signora Giovanna sedette sul divano, malinconica, e abbandon\u00f2 la testa sul petto del marito. Nel frattempo, si domandava dove potessero essere i nuovi barattoli di ciliegie sotto spirito. Li aveva cercati, quel mattino, nella preziosa credenza intarsiata; ma l\u00ec c\u2019erano soltanto barattoli vuoti.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35768\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35768\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roberto provava una saziet\u00e0 fastidiosa, ai limiti dei conati di vomito. Reclin\u00f2 la testa sull\u2019alto schienale della sedia di antiquariato; gli occhi gli si chiusero in fessure sulla suocera, la vide che trafficava, riordinava, si puliva le mani nel grembiule. La pendola suon\u00f2 le dieci. Roberto volle alzarsi per farsi uno spinello in giardino, ma [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35768\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35768\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":13121,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[483],"tags":[],"class_list":["post-35768","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2018"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35768"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/13121"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35768"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35768\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35878,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35768\/revisions\/35878"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35768"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35768"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35768"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}