{"id":35755,"date":"2018-05-27T22:34:32","date_gmt":"2018-05-27T21:34:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35755"},"modified":"2018-05-28T22:44:32","modified_gmt":"2018-05-28T21:44:32","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-una-ragione-per-vivere-di-marta-ceru","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35755","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Una ragione per vivere&#8221; di Marta Cer\u00f9"},"content":{"rendered":"<p>Il risveglio fu brusco. Non aveva dormito bene, dopo la telefonata della sera prima. \u201cSono la mamma di Pietro. So che era da te fino a qualche ora fa e ora sta malissimo. Vomita \u00e8 in stato confusionale, non ci vede. Che avete fatto? Avete preso qualcosa?\u201d \u201cAbbiamo solo fumato erba. Quando \u00e8 andato via stava bene. Comunque io gli ho detto di non esagerare\u201d. Lei aveva attaccato dicendo che era arrivata l\u2019ambulanza.<br \/>\nDurante la notte si era chiesto se chiamare qualcuno, se parlare a suo padre. Ma lui era gi\u00e0 a letto, cos\u00ec si era infilato le cuffie e aveva ascoltato Jamil in King del Bong, fino a crollare addormentato.<br \/>\nSi alz\u00f2 di corsa. Aveva dormito vestito e in pochi minuti usc\u00ec di casa. Arriv\u00f2 a scuola prima possibile in sella al suo scooter. Mentre parcheggiava lo accolsero i soliti saluti: \u201cBella fr\u00e0\u201d, \u201cC\u2019hai la Giulia?\u201d, \u201cScialla rega, oggi stiamo in campana\u2026\u201d. Si accorse che Francesco mancava all\u2019appello e raccont\u00f2 agli altri della telefonata la sera prima. \u201cDi nuovo?\u201d reag\u00ec uno dei tre. \u201cEra uscito dall\u2019ospedale settimana scorsa\u201d. \u201cMa che \u00e8 successo?\u201d \u201cCzzo, non ho idea. So solo che sua madre stava fuori stanotte\u201d.<br \/>\nInvece di andare al solito parchetto a rollarsi una canna, entrarono a scuola, decidendo di non dire nulla a nessuno.<br \/>\nLa prima ora and\u00f2 come al solito. Poi entr\u00f2 la bidella e lo chiam\u00f2: \u201cSei convocato dalla Preside\u201d. Lui la segu\u00ec sotto gli occhi curiosi e interrogativi dei compagni e del professore di turno. Cammin\u00f2 verso la presidenza con fare sicuro. \u201cTanto la frego anche questa volta\u201d, pens\u00f2.<br \/>\nRimase di stucco quando vide i suoi genitori seduti con la Preside. Non era solito vederli insieme. Vivevano separati da tre anni e si scambiavano solo telefonate, mai visite. Lui aveva scelto di stare con il padre. Ne aveva guadagnato in libert\u00e0, visto che lui non c\u2019era mai. Suo fratello pi\u00f9 piccolo invece stava dalla madre, tranne in alcuni fine settimana.<br \/>\nIl sorriso stampato ebbe un tremito, mentre sentiva la Preside rivolgersi ai genitori: \u201cVi ho chiamati per chiedervi di ritirare vostro figlio da scuola. Non sono pi\u00f9 disposta a tollerare i suoi comportamenti\u201d.<br \/>\n\u201cMa che vuol dire? Ci vuole spiegare? Non mi sembra questo il modo\u2026\u201d replic\u00f2 il padre, mentre lui restava muto.<br \/>\n\u201cSono tre anni che vostro figlio fuma e spaccia dentro e fuori dalla scuola. Ne ho le prove. Non sono pi\u00f9 disposta ad averlo tra i miei studenti\u201d.<br \/>\n\u201cMa di cosa parla?\u201d Mentre la madre guardava il figlio con aria interrogativa, il padre si alter\u00f2 e alz\u00f2 il tono della voce. \u201cCome si permette. Mio figlio non usa droghe, non fuma erba o altro. Vive con me e io lo conosco meglio di lei. Sta prendendo un grosso abbaglio\u201d.<br \/>\nLa preside sollev\u00f2 dalla cattedra un cellulare e mostr\u00f2 la foto di una schermata whatsapp. \u201cE allora come mi spiega questo messaggio?\u201d<br \/>\nSulla schermata apparve l\u2019intestazione del ragazzo e una sua risposta a qualcuno: \u201cNon abbiamo preso altro. Abbiamo solo fumato erba\u201d.<br \/>\n\u201cQuesto non prova nulla\u201d, il padre ormai quasi urlava.<br \/>\n\u201cLo dice lei\u201d, replic\u00f2 la Dirigente. \u201cVi prego di chiarire con vostro figlio cosa \u00e8 successo. Un suo compagno \u00e8 finito in ospedale. \u00c8 stato male dopo aver fumato con lui. Un altro suo compagno \u00e8 stato fermato dalla finanza due settimane fa, proprio qui a fianco alla scuola. Dobbiamo andare a fondo e voi dovete aiutarmi. Ma se non volete farlo, allora almeno abbiate la decenza di ritirare il ragazzo da questa scuola\u201d.<br \/>\n\u201cSiamo noi a decidere se trasferire nostro figlio, e al momento non abbiamo nessuna intenzione di cambiare scuola\u201d.<br \/>\nCon queste parole i tre si alzarono e uscirono dalla Presidenza. Dopo aver aspettato che la bidella prendesse dalla classe lo zaino del ragazzo lasciarono in silenzio la scuola.<br \/>\nAppena fuori, il silenzio si ruppe. \u201cMa che diavolo \u00e8 successo?\u201d Url\u00f2 il padre al ragazzo. La madre invece prese il cellulare: \u201cDammi il numero della mamma del tuo amico che voglio parlarci\u201d.<br \/>\n\u201cPronto. Lei ha chiamato mio figlio la scorsa notte? Ma come si \u00e8 permessa di chiamare un minore?\u201d<br \/>\n\u201cMa che cosa dice? La stavo cercando anche io stamattina per spiegarle cosa sta succedendo. Forse non si rende conto che mio figlio \u00e8 in ospedale. E che era insieme a suo figlio la scorsa notte.\u201d I toni si smorzarono e le due donne si accordarono per incontrarsi di l\u00ec a poco con i mariti e chiarire l\u2019accaduto.<br \/>\nSi incontrarono di fronte al portone di casa dei due genitori reduci dalla notte in ospedale. I cinque si salutarono e presentarono, non si erano mai visti prima. Eppure il ragazzo abitava con il padre a pochi isolati.<br \/>\nIl padre di Pietro fu il primo a parlare. \u201cNon vogliamo accusare nessuno. Vogliamo solo raccontarvi cosa sappiamo, perch\u00e9 sospettiamo voi siate ignari. Un paio di settimane fa un amico dei nostri figli \u00e8 stato fermato dalla finanza con bustine di fumo. L\u2019abbiamo saputo da Pietro che, nonostante fosse sconvolto, negava la gravit\u00e0 del fatto. Abbiamo poi saputo che i tre ragazzi avevano formato una societ\u00e0. Compravano fumo e lo rivendevano ai compagni. La cosa \u00e8 andata avanti per un paio di mesi, prima che uno di loro fosse fermato. Ora nostro figlio \u00e8 in ospedale. Questi sono i fatti di cui volevamo informarvi. Vostro figlio era con il nostro l\u2019altra sera e, nonostante l\u2019arresto del loro amico, stavano continuando a fumare. A questo punto tutti noi genitori siamo coinvolti e informati. Potete fare quello che volete di queste informazioni\u201d.<br \/>\nLa madre del ragazzo aveva cambiato faccia. La freddezza iniziale si era trasformata in preoccupazione. Il padre si rivolse al ragazzo chiedendo: \u201c\u00c8 vero?\u201d E lui rispose: \u201cAbbiamo solo fumato dell\u2019erba che mi ero procurato a San Lorenzo. Nient\u2019altro\u201d. Al che la madre di Pietro intervenne guardandolo negli occhi: \u201cVolevo ringraziarti per aver risposto al telefono stanotte e avermi detto quello che avevate fumato. \u00c8 stato importante per i medici per agire tempestivamente. Ma voglio anche dirti che ognuno di voi ha le proprie responsabilit\u00e0 che ricadono sugli altri. Pensa a quello che state facendo, potresti trovarti tu addormentato in ospedale al posto di Pietro\u201d. E a questo punto la voce si ruppe. Non ci fu molto altro da dire. Si salutarono in modo impacciato, dicendo che si sarebbero sentiti per aggiornarsi.<br \/>\nIl ragazzo e i due genitori si allontanarono silenziosi.<br \/>\nLa madre li lasci\u00f2 quasi subito dicendo che doveva andare a prendere il piccolo a scuola. Cos\u00ec lui torn\u00f2 a casa con il padre che per una buona mezz\u2019ora non gli rivolse la parola.<br \/>\n\u201cE da quando bazzichi a San Lorenzo? Chi diavolo conosci? Una societ\u00e0 di spaccio, ma che ti sei messo in testa?\u201d<br \/>\nIl padre aveva spalancato la porta della camera e cominciato a urlare. Lui si era alzato dal letto, in difesa: \u201cCome se te ne fregasse qualcosa\u201d.<br \/>\n\u201cNon hai il diritto di accusarmi. Non mi pare di averti fatto mancare niente. Ma metterti a spacciare, cazzo. Potevi trovare altri modi di attirare l\u2019attenzione\u201d. \u201cChe cazzo vuoi dire. Non mi frega un cazzo della tua attenzione. Fanculo\u201d.<br \/>\n\u201cDa oggi in poi si cambia regime\u201d, tagli\u00f2 corto suo padre sbattendo la porta.<br \/>\nE infatti da quel giorno la libert\u00e0 era finita. Non pi\u00f9 a casa da solo, niente scooter, il ragazzo veniva accompagnato e ripreso da scuola tutti i giorni dal padre. Non pi\u00f9 uscite il sabato fino a nuovo ordine.<br \/>\nMa al ragazzo non importava nulla di tutto questo. Aveva provato a chiamare Francesco nei giorni a seguire ma nessuna risposta. Cos\u00ec anche i suoi amici, ai quali i genitori avevano dato informazioni vaghe: \u201cPietro sta meglio ma per ora non pu\u00f2 vedere nessuno\u201d.<br \/>\nFino a che un giorno si era deciso a citofonare al portone di Pietro.<br \/>\nGli aveva risposto la madre che lo aveva invitato a salire. Entrando aveva respirato un\u2019aria pesante: \u201cVolevo salutare Pietro, sapere come sta\u201d, aveva detto alla madre nell\u2019atrio. Lei l\u2019aveva guardato come se non lo vedesse.<br \/>\nGli aveva fatto strada: \u201cPietro, il tuo amico \u00e8 venuto a trovarti\u201d. E cos\u00ec lui l\u2019aveva seguita. La stanza dell\u2019amico era completamente trasformata. Il letto era pi\u00f9 grande, simile a quello di un ospedale. Pietro giaceva immobile, attaccato a flebo e computer che misuravano il battito cardiaco e l\u2019attivit\u00e0 celebrale. \u201cVieni accomodati\u201d, l\u2019aveva invitato la madre di Pietro. \u201cPuoi sederti qui e parlargli. Io credo che lui possa sentirti\u201d.<br \/>\nLui si era seduto: \u201cCiao fr\u00e0\u2026\u201d. Nessuna risposta.<br \/>\n\u201cTi salutano tutti da scuola. Persino quella stronza della proffa di greco. Sbrigati a guarire perch\u00e9 ci manchi\u201d. Solo che a quel punto la voce aveva tremolato e il ragazzo aveva cambiato tono.<br \/>\n\u201cCazzo bro\u2026 Che hai combinato\u2026 Non puoi farmi questo \u2026 Torna in te\u2026 Ti aspettiamo tutti\u2026\u201d<br \/>\nAveva portato la testa tra le mani e aveva cominciato a singhiozzare.<br \/>\nSottovoce per\u00f2, quasi per non disturbare il rumore del battito cardiaco che arrivava dalla macchina.<br \/>\nFiniti i singhiozzi era rimasto cos\u00ec a guardare Pietro per chiss\u00e0 quanto. Quando la madre di Pietro era venuta a chiamarlo si era stupito di vedere scuro dalla finestra. Non era riuscito a dirle nulla. Aveva raccolto il suo zaino e come era entrato era uscito. \u201cTorna quando vuoi\u201d, si era sentito dire, non riuscendo a reggere quello sguardo angosciato.<br \/>\nE in effetti era tornato, il giorno dopo e quello dopo ancora. Ormai ogni pomeriggio dopo aver finito con lo studio, usciva per andare a trovare Francesco. Non vedeva pi\u00f9 nessun altro. Non aveva altro scopo per vivere. Si sedeva a fianco a quel letto e lasciava correre le ore, a volte in silenzio, a volte raccontando cosa fosse successo a scuola, a volte con la testa fra le mani, singhiozzando.<br \/>\nLa madre era sempre l\u00ec, pronta a riceverlo e a dimetterlo, con poche frasi di circostanza. La vedeva ogni giorno pi\u00f9 magra, come una clessidra i cui granelli inesorabilmente cadono. Lo accoglieva, e per un attimo le vedeva un sorriso apparire in viso. Ma era solo un attimo, poi lei lo guidava verso la camera di Pietro e li lasciava soli.<br \/>\nAveva ripercorso gli ultimi mesi tante volte, e altrettante aveva immaginato come le cose sarebbero potute andare diversamente. Ma non era uno di quei fumetti dai finali multipli che aveva conosciuto grazie a Pietro mesi prima. Purtroppo ogni pomeriggio arrivava da lui e lo trovava sempre uguale, sempre immobile, sempre addormentato, sempre in pace, come se in fondo non riuscisse a trovare la ragione per svegliarsi.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35755\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35755\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il risveglio fu brusco. 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