{"id":35753,"date":"2018-05-27T22:23:30","date_gmt":"2018-05-27T21:23:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35753"},"modified":"2018-05-28T22:44:50","modified_gmt":"2018-05-28T21:44:50","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-dimensioni-di-marta-ceru","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35753","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Dimensioni&#8221; di Marta Cer\u00f9"},"content":{"rendered":"<p>Ogni volta che esco di casa la mia strada \u00e8 cambiata. Apro il portone e sento un\u2019aria umida, affaccio lo sguardo e vedo alberi ovunque, una vegetazione fitta tra cui disbrigarmi per arrivare al lavoro. Oppure l\u2019aria \u00e8 gelida e la vista si perde nel biancore del ghiaccio che ricopre ogni cosa. Ma non \u00e8 solo un cambiamento meteo. Per qualche giorno pu\u00f2 capitare che il clima sia lo stesso e che in apparenza la strada non sia cambiata, poi per\u00f2 faccio qualche passo e mi accorgo che il palazzo proprio a fianco al mio non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 e al suo posto \u00e8 comparsa una Chiesa Barocca. Le variazioni possono essere minime e per giorni mi abituo a una zona, per un po\u2019 mi rilasso e mi concedo qualche piccola abitudine, tipo iscrivermi nella palestra sotto casa e iniziare un corso yoga. Ma non dura molto e forse preferisco il cambiamento continuo al credere di potermi abituare a qualcosa per poi essere disillusa.<br \/>\nL\u2019unico elemento costante e abitudinario della mia vita \u00e8 il lavoro. Dirigo un ufficio dove ci occupiamo di aiutare le persone quando si perdono. \u00c8 un servizio che funziona 24 ore su 24 e cos\u00ec facciamo i turni. A me tocca l\u2019orario pi\u00f9 pesante. Dalla mattina alla sera \u00e8 un continuo di chiamate alle quali rispondere: \u201cPronto, ho bisogno di trovare la mia scuola\u201d. \u201cSalve, mi sono smarrito e non riesco a trovare il mio negozio\u201d. Quasi sempre si tratta di persone che chiedono come arrivare dove sono dirette ogni mattina. E noi disponiamo della tecnologia pi\u00f9 avanzata per localizzarle e suggerire loro la via migliore per ritrovare quello che cercano. Non \u00e8 un lavoro complicato, ma occorre essere efficienti e sensibili. E soprattutto non perdere la pazienza con le persone frettolose o nervose.<br \/>\n\u00c8 un lavoro che amo. Mi sento utile e gratificata nel guidare le persone verso il loro obiettivo. Ma ieri qualcosa non \u00e8 andato come al solito. Una donna abbastanza giovane, almeno dalla voce cos\u00ec sembrava, ha chiamato ed era molto spaventata: \u201cHo bisogno di aiuto. Aiutatemi per favore, non trovo pi\u00f9 mio marito\u201d. La centralinista mi ha passato la chiamata, sono io che mi occupo dei casi insoliti.<br \/>\n\u201cPronto, chi parla? Non si preoccupi signora far\u00f2 di tutto per guidarla\u201d, ho esordito.<br \/>\n\u201cNon capisce, non devo arrivare da nessuna parte. Sono a casa, non voglio uscire. \u00c8 solo che ho perso mio marito, o meglio forse lui si \u00e8 perso. \u00c8 uscito ieri e non \u00e8 mai tornato. E io che mi ero addormentata sul divano, aspettandolo come tutte le sere, mi sono accorta solo oggi che non c\u2019era. Comunque mi chiamo Sabrina\u201d.<br \/>\nHo perso per un attimo il respiro. Mentre l\u2019ascoltavo c\u2019era qualcosa che mi turbava, ma quando ha detto il suo nome ho sentito la mia voce nella sua.<br \/>\n\u201cSi calmi, \u00e8 sicura di stare bene?\u201d<br \/>\n\u201cSi io sto bene, non sono io il problema. \u00c8 mio marito che \u00e8 sparito. E tutto quello che lo riguarda. Le sue mazze da golf. La sua tazza preferita. Il mobiletto dei liquori. Il suo pianoforte. Le foto in cui eravamo insieme\u2026 Ci sono le foto, ma lui non \u00e8 pi\u00f9 nell\u2019immagine. Si \u00e8 volatilizzato. In bagno non vedo pi\u00f9 il suo spazzolino, il suo rasoio, il suo accappatoio. E la mia camera \u00e8 quella di una donna sola, come se nessuno avesse mai abitato qui con me. Io non capisco. So che lui fino a ieri era qui. Io avevo mal di testa e non sono uscita, ma gli ho preparato il caff\u00e8, l\u2019ho salutato mentre usciva. L\u2019ho sentito che apriva la porta, commentava sulla neve improvvisa, e tornava a prendersi un piumino\u2026\u201d<br \/>\nPi\u00f9 la donna parlava, pi\u00f9 avevo la sensazione di ascoltare un nastro dove era registrata la mia voce. E il nome. Anche io mi chiamo Sabrina. Ho avuto quasi timore a chiederle: \u201cVa bene Sabrina. Mi dica dove abita. E mi dia le sue generalit\u00e0\u201d.<br \/>\n\u201cAbito nel settore 10, strada C, n. 11. Mi chiamo Sabrina Quaranta. E mio marito si chiama Silvio, Silvio Trentuno\u201d.<br \/>\nMi tremava la mano che teneva il telefono. La strada C nel settore 10 \u00e8 la mia strada e anche io mi chiamo Quaranta. Ma io non ho un marito, non conosco nessuno che si chiama Silvio. E la voce, la voce era proprio la mia voce, pi\u00f9 l\u2019ascoltavo parlare e pi\u00f9 mi convincevo di essere io dall\u2019altra parte della linea telefonica.<br \/>\nQualcosa in me ha reagito. Un pensiero ha guizzato e mi ha calmata. \u2018\u00c8 uno scherzo. Sicuramente uno scherzo di qualche collega che oggi voleva divertirsi\u2019. Ma mentre assopivo la sensazione di disagio, un\u2019immagine mi \u00e8 venuta in mente. Un uomo, sulla quarantina, forse 45 anni. Non troppo alto, con i capelli leggermente brizzolati e folti. Indossava un piumino e cercava qualcosa in una borsa. Era fermo davanti al mio portone, stamattina, quando sono uscita. Lui non mi ha vista, era concentrato sulla sua borsa. E io sono andata via di corsa. Ero molto coperta perch\u00e9 il freddo era pungente. Qualcosa di quella scena mi \u00e8 tornato in mente. Quell\u2019uomo doveva essere il marito della donna al telefono, o mio marito, se lei era me.<br \/>\n\u201cSabrina, stia tranquilla. Capisco l\u2019agitazione, ma \u00e8 sicura di quello che dice? Magari ha avuto un bel sogno e non si \u00e8 ancora svegliata del tutto. Vada a verificare. Prenda i suoi documenti. Guardi se trova un certificato. Qualcosa dove ci sia suo marito. Perch\u00e9 se non trova nulla, allora forse lei non \u00e8 sposata, vive sola, ha avuto uno sbandamento di qualche tipo. Le posso consigliare un medico, qualcuno da cui andare a parlare. A volte capita anche a me. Facciamo una vita talmente movimentata. Ci dobbiamo adattare a scenari sempre cos\u00ec diversi, che non \u00e8 raro andare in confusione. Guardi, le lascio il numero del dottor Kappa. \u00c8 uno specialista della mente flessibile\u201d.<br \/>\nLei intanto aveva preso da un cassetto una cartellina dove mi aveva detto esserci lo stato di famiglia. Lo aveva letto con voce assente al telefono, e non c\u2019era traccia di nessun marito: \u201cSabrina Quaranta, nata il 28 aprile 2020, in Settore Venti, nubile\u201d. La data del certificato era recente, risaliva a qualche settimana fa.<br \/>\nE cos\u00ec le ho dato il riferimento del dottore, mentre cercavo di mantenermi calma e di aiutarla a non drammatizzare. Ma ho faticato io a stare tranquilla. Anche la data di nascita coincideva con la mia. E le avevo detto di cercare un certificato perch\u00e9 io stessa ne avevo richiesto uno qualche settimana prima. Volevo solo attaccare il telefono e cercare di capire. E comunque le avevo chiesto di richiamarmi l\u2019indomani alla stessa ora. Non dovevo perderla di vista. Mi aveva anche lasciato il numero. Era uguale al mio ma il prefisso era diverso.<br \/>\nFinita la conversazione, ho trovato una scusa valida per allontanarmi dal lavoro. Non lo faccio quasi mai e l\u2019orario \u00e8 molto rigido. D\u2019altra parte, il lavoro \u00e8 l\u2019unica cosa assolutamente regolare e imprescindibile della vita. Una volta trovato il proprio, non si cambia. Cos\u00ec ho simulato un forte malessere e ottenuto il permesso di tornare a casa. Inutile dire che uscendo il clima era diventato tropicale e tutto quello che avevo addosso mi pesava e faceva sentire oppressa. Per\u00f2 il percorso era rimasto quello della mattina e, scesa dall\u2019autobus, ho trovato velocemente il mio palazzo. Che si trovava al suo posto, al centro di Strada C. Ho aperto il portone, salito le scale di corsa e infilato la chiave nella serratura. Non era quella giusta e mentre provavo l\u2019altra ho sentito una voce dall\u2019interno che diceva: \u201cArrivo dolcezza\u201d.<br \/>\nSono rimasta impietrita davanti alla porta che si apriva e all\u2019uomo che avevo davanti. Era lui, l\u2019uomo che avevo intravisto di mattina e che mi era venuto in mente al telefono. Non aveva indosso la maglietta, solo un pantalone morbido e i piedi nudi. Mi sorrideva allegro e sorpreso: \u201cChe ci fai gi\u00e0 di ritorno? Avevo in mente di farti una sorpresa e passare a prenderti stasera. E invece mi hai sorpreso tu. Vacanza improvvisa? Ma ti senti bene? Hai uno sguardo spaventato, Sabrina, che hai?\u201d<br \/>\nMi ha abbracciata calorosamente e le sue labbra si sono poggiate sulle mie. Ho sentito una familiarit\u00e0 incredibile nel bacio, un legame con quest\u2019uomo sconosciuto, che avevo intravisto oggi per la prima volta senza riconoscerlo, che si muoveva nella mia casa come se fosse la sua. E che sembrava conoscermi intimamente, come un marito affettuoso conosce la giovane moglie dopo qualche anno insieme. Ma io non ero sua moglie, non ero quella Sabrina. Avevo preso il suo posto. E lei il mio. Il suo abbraccio mi ha guidata verso il salone. Ho intravisto una sacca rigida piena di mazze da golf, appoggiata accanto all\u2019appendiabiti dove riposavano i miei giacconi accanto ai suoi. Il salone era quasi lo stesso. Era pi\u00f9 vissuto, pi\u00f9 maschile. C\u2019era un enorme televisore e un mobiletto di alcolici che io non avevo mai avuto. E un pianoforte. Quello lo avevo sempre desiderato. Era l\u00ec con gli spartiti aperti sul leggio, come se qualcuno suonasse regolarmente.<br \/>\n\u201cScusami, non sono in me\u201d, sono riuscita a dire. E mi sono lasciata andare sul divano. Lui \u00e8 andato a prendere un bicchiere di whisky: \u201cPrendi questo, vedrai che ti far\u00e0 bene. Te lo dicevo ieri sera che mi sembravi troppo tesa. E che avevi bisogno di evadere. Per questo avevo deciso di prendermi un permesso, non andare al lavoro, e invece portarti a cena fuori e poi chiss\u00e0, magari anche partircene per una vacanza\u201d.<br \/>\nQualcosa dentro di me mi spingeva a stare al gioco, a fingere che tutto fosse vero, possibile, reale. Volevo fortemente credere di essere io quella Sabrina, di avere accanto il calore e il sorriso di quest\u2019uomo premuroso. Ma che ne sarebbe stato di lei? Cosa le sarebbe successo? Lei aveva perso e io avevo vinto in un qualche gioco di carte che si mescolano o di mondi che si sovrappongono? Mi sarei potuta abituare alla nuova vita, come mi sono sempre abituata ai cambi di strade, di paesaggi, di direzioni, di clima? Come avrei potuto fingere di essere lei rimanendo me, che poi chi era lei e chi io? Dove era finita la mia casa in cui l\u2019altra Sabrina si trovava?<br \/>\n\u201cScusami, ho davvero un gran mal di testa e in ufficio mi \u00e8 salita una nausea tremenda. Penso che far\u00f2 una doccia per riprendermi\u201d.<br \/>\nEcco, questo mi \u00e8 successo ieri e ora sono di nuovo in ufficio, dopo aver passato una serata incantevole con mio marito. Mio marito Silvio. Perch\u00e9 lui era con me e io con lui, e la foto incorniciata sul pianoforte, con me in abito da sposa e lui vicino, sommersi di riso e felici, era reale. E l\u2019appartamento dove sono arrivata e l\u2019ho trovato ad aspettarmi era proprio il mio. O no? Sono qui, alla mia scrivania con un sorriso stampato in faccia, di quelli dopo una notte di sesso familiare ma nuovo, in cui sono venuta non so pi\u00f9 quante volte e ho visto i colori dell\u2019arcobaleno. E sotto sotto ho la paura nel cuore. Che lei richiami. Che non me la sia sognata ieri. Che non possa farle questo.<br \/>\nAnzi lo so. Non voglio tornare indietro, rimettere le cose a posto. Magari anche per lei va bene cos\u00ec. Se ne far\u00e0 una ragione e si dimenticher\u00e0 presto di quello che era prima. Se lo facciamo con l\u2019ambiente possiamo farlo con le nostre storie. Quando chiamer\u00e0 le dir\u00f2 che ho verificato e che suo marito non esiste. E stasera arriver\u00f2 a casa e trover\u00f2 Silvio pronto a partire con me. Passeremo il weekend in dimensione vacanza, settore mare, come abbiamo fantasticato stanotte. Se non posso sapere quanto durer\u00e0 la mia condizione attuale, non sar\u00f2 certo io a negarmi la possibilit\u00e0 di viverla.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35753\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35753\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni volta che esco di casa la mia strada \u00e8 cambiata. 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