{"id":35722,"date":"2018-05-27T21:58:53","date_gmt":"2018-05-27T20:58:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35722"},"modified":"2018-05-27T21:58:53","modified_gmt":"2018-05-27T20:58:53","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-lidea-di-laura-lanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35722","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;L&#8217;idea&#8221; di Laura Lanza"},"content":{"rendered":"<p>Johann Verter saliva lentamente le scale dell\u2019antico palazzo seicentesco. Sentiva su di s\u00e9 tutto il peso del tempo. Era stanco e affaticato ma contento di trovarsi di nuovo l\u00ec dove aveva vissuto gli ultimi anni della sua vita. Non sapeva come fosse possibile, ma ogni tanto succedeva ed era sempre in occasione di un concerto.<\/p>\n<p>All\u2019entrata del\u00a0<em>Salone maggiore<\/em>\u00a0della Biblioteca, dove aveva trascorso tanto tempo a studiare e a comporre musica, era attaccata una locandina che, tra i tanti progetti in programma per la diffusione della musica romana del \u2019600, annunciava: \u201c<strong><em>L\u2019armonia e l\u2019estasi.<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em><em>Musiche di Johann Verter, eseguite dal trio musicale\u00a0<strong>Barocco romano<\/strong>\u00a0sotto la guida del maestro Ian Gabrieli. Sabato 20 dicembre 2014, ore 19.30. Ingresso libero<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Compositore, organista, maestro di coro, Johann\u00a0Verter\u00a0aveva scritto solo musica sacra. Avrebbe voluto osare qualcosa di diverso: aveva pensato a una forma musicale completamente nuova ma era passato troppo tempo e non ricordava pi\u00f9 quale.<\/p>\n<p><em>L\u2019armonia e l\u2019estasi<\/em>\u00a0non era proprio il suo lavoro preferito ma Ian Gabrieli era il maggiore conoscitore delle sue opere ed era sicuro che avrebbe diretto la piccola orchestra con grande maestria.<\/p>\n<p>\u201c2014\u201d era scritto sulla locandina. Dunque i suoi abiti avevano quasi quattrocento anni. Dovevano essere lisi, sgualciti, sporchi. Non riusciva a guardarsi, ma davvero non doveva essere elegante. Nessuno poteva vederlo ma si sentiva fuori posto lo stesso. Mancava mezz\u2019ora all\u2019inizio del concerto. Mentre gli addetti alla sala sistemavano i microfoni e il trio\u00a0<strong><em>Barocco Romano<\/em><\/strong>\u00a0provava per l\u2019ennesima volta un breve passaggio musicale che non sembrava convincente, il pubblico iniziava ad affluire in sala.<\/p>\n<p>Johann, come sempre, si era seduto in fondo, nell\u2019ultimo posto dell\u2019ultima fila e, per ingannare il tempo, osservava il pubblico: autorevoli musicologi, giovani studenti, signore impellicciate, il personale della biblioteca, gli amici e i parenti dei musicisti. Qualcuno era entrato solo per scaldarsi o per curiosare; comunque erano tutti l\u00ec pronti ad ascoltare la sua musica. Ed era una bella soddisfazione. Bambini non c\u2019erano. Qualche decennio prima, durante un concerto, nella stessa sala, aveva notato un bambino tra il pubblico: biondo, riccio, con lo sguardo intelligente. Ogni tanto si era voltato verso di lui, come se riuscisse a vederlo ma doveva essere solo una sua sensazione. Nessuno pu\u00f2 vedere un fantasma.<\/p>\n<p>Il suo sguardo si sofferma sulla libreria centrale: sul cartiglio posto sopra il primo scaffale<em>\u00a0<\/em>\u00e8 impressa, in oro, la voce\u00a0<em>Astronomia<\/em>.<\/p>\n<p>Johann pensa che l\u2019universo intero ruoti proprio intorno a quel primo palchetto: i libri, di formato diverso, sono disposti ordinatamente l\u2019uno accanto all\u2019altro e cos\u00ec nei quattro palchetti sottostanti. Come note su un pentagramma.<\/p>\n<p>A giro, sulle librerie disposte ai lati del Salone trova posto il sapere universale.\u00a0<em>Antiquaria, Bothanica, Philosophia, Ars medica, Historia, Ius civile, Ius canonicum, Res divinae<\/em>.<\/p>\n<p>A Johann sembra che i libri vengano fuori dagli scaffali e girino vorticosamente al centro della sala. Una giostra di volumi animati: dai palchetti pi\u00f9 alti escono, ordinatamente, libri di piccolo e medio formato seguiti, subito dopo, dai grandi volumi\u00a0<em>in folio<\/em>, collocati nei piani bassi. E dalle pagine scivolano via centinaia, migliaia, milioni di parole; le parole diventano suoni e i suoni diventano musica: quella che aveva sempre desiderato comporre.<\/p>\n<p>\u201cMaestro Verter, svegliatevi!\u201d A parlare \u00e8 il giovane direttore d\u2019orchestra.<\/p>\n<p>\u201cDove sono? Che succede? Il concerto \u00e8 gi\u00e0 finito? Come fate a sapere chi sono? Come sapete il mio nome?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSiete in Biblioteca, maestro. Sono Ian Gabrieli, ho appena diretto la vostra opera maggiore\u00a0<em>L\u2019armonia e l\u2019estasi<\/em>. Vi conosco da quando ero bambino. Venivo qui, con mio padre ad ascoltare i vostri concerti. Nel\u00a0<em>retrosala<\/em>\u00a0c\u2019\u00e8 un vostro ritratto e vi ho riconosciuto da subito. Quel giorno ho deciso che sarei diventato anch\u2019io un compositore. Purtroppo non \u00e8 andata cos\u00ec, sono rimasto solo un esecutore\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMa avete avuto un grande successo, la sala era piena di gente. Se la mia musica vive ancora \u00e8 soprattutto merito vostro\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 proprio cos\u00ec, maestro. La sala era piena, \u00e8 vero. Ma \u00e8 Natale, l\u2019unico periodo dell\u2019anno in cui si ascolta volentieri musica sacra. Inoltre fa freddo, siamo in un periodo di crisi economica e l\u2019ingresso \u00e8 gratuito. Non potr\u00f2 continuare a suonare sempre la stessa musica;\u00a0 la mia carriera \u00e8 alla fine e purtroppo anche voi, presto, sarete dimenticato. Se aveste scritto anche qualcosa di diverso&#8230; Ho letto e riletto tutti i vostri manoscritti ma non ho trovato nulla\u201d.<\/p>\n<p>\u201cQuello che dite mi rattrista molto messer Gabrieli. L\u2019idea di cui parlate l\u2019avevo avuta e mi \u00e8 tornata in mente proprio qui, poco fa: una musica viva, reale, coinvolgente, universale. Troppo tardi, purtroppo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 tardi? Andiamo di l\u00e0, nel vostro vecchio studio e scrivete!\u201d<\/p>\n<p>\u201cMesser Gabrieli voi non capite. Credete che io sia il vero\u00a0Johann Verter? Sono solo la sua idea, il suo pensiero. La mia immagine non si riflette. Avete amato cos\u00ec tanto la mia musica che siete riuscito a darmi un corpo, ma il corpo non c\u2019\u00e8, le mie mani non ci sono; non posso scrivere\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPotete usare le mie di mani, scriver\u00f2 io per voi\u201d.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Ancora una volta\u00a0Johann Verter sale le scale della Biblioteca. \u00c8 meno affaticato ed \u00e8 felice. Il suo sogno si \u00e8 finalmente realizzato. Il primo concerto della sua ultima opera. Deve ringraziare la passione, la volont\u00e0, la fedelt\u00e0 di un giovane direttore d\u2019orchestra del XXI secolo.<\/p>\n<p>\u00c8 arrivato tardi. ma in tempo per sentire gli applausi e l\u2019entusiasmo del pubblico,<\/p>\n<p>La locandina, accanto all\u2019ingresso, annuncia il concerto:\u00a0\u201c<strong><em>L\u2019Assoluto<\/em><\/strong>\u201d.<em>\u00a0<\/em><em>Musiche di Ian Gabrieli eseguite dal trio musicale\u00a0<\/em><strong><em>Barocco Romano<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em><em>sotto la guida del maestro Gabrieli. Sabato 2 febbraio 2015, ore 19.30. La biglietteria \u00e8 aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>In basso a sinistra, a caratteri piccoli, compare anche il suo nome. \u201cDa un\u2019idea di Johann Verter\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDa un\u2019idea di Johann Verter! Da un\u2019idea di Johann Verter! Solo da un\u2019idea?\u201d. Ripete furibondo il vecchio maestro prima di scendere per l\u2019ultima volta le antiche scale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35722\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35722\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Johann Verter saliva lentamente le scale dell\u2019antico palazzo seicentesco. 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