{"id":35709,"date":"2018-05-27T21:36:00","date_gmt":"2018-05-27T20:36:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35709"},"modified":"2018-05-27T21:36:00","modified_gmt":"2018-05-27T20:36:00","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-bianca-e-bruna-di-raffaele-sesti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35709","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Bianca e Bruna&#8221; di Raffaele Sesti"},"content":{"rendered":"<p>\u201cE tu dove te ne vai tutta sola?\u201d<\/p>\n<p>La bambina, piccolissima, guard\u00f2 con apprensione la donna grande e grossa che si trov\u00f2 davanti.<\/p>\n<p>Rimase in silenzio a guardare immobilizzata quella signora, con la punta del piccolo dito in bocca e l\u2019altra che stringeva forte un lembo del vestitino rosa.<\/p>\n<p>\u201cHo paura che questa bimba si sia mangiata la lingua, altrimenti avrebbe risposto, vero?\u201d continu\u00f2 la donna, leggermente chinata sulla piccola.<\/p>\n<p>Poi visto che la bambina continuava a fissarla in silenzio, disse:<\/p>\n<p>\u201cIo sono vecchia ma la lingua non me la sono mai mangiata, perbacco! Guarda\u201d e fece la linguaccia a quell\u2019angioletto.<\/p>\n<p>Finalmente un sorriso apparve sul volto della bambina e dopo un attimo di indecisione fece la linguaccia anche lei: una bella linguaccia come si deve con tanto di occhi strizzati dallo sforzo.<\/p>\n<p>\u201cMa allora ce l\u2019hai.. sei una furbetta, ecco cosa sei te!\u201d le disse la donna sorridendo.<\/p>\n<p>La bambina si sent\u00ec pi\u00f9 tranquilla e quella signora alta non le fece pi\u00f9 paura.<\/p>\n<p>\u201cCome\u2026 come ti chiami?\u201d Chiese timidamente la piccola.<\/p>\n<p>\u201cEcco qualche parola finalmente! Io mi chiamo Bruna e te?\u201d<\/p>\n<p>\u201cIo\u2026\u201d per un momento parve insicura su cosa rispondere, come se non sapesse il suo nome.<\/p>\n<p>Poi continu\u00f2: \u201cio mi chiamo Bianca\u201d.<\/p>\n<p>\u201cBianca e Bruna!\u201d esclam\u00f2 divertita la donna anziana, \u201csiamo due colori!\u201d<\/p>\n<p>Bianca scoppi\u00f2 in una piccola risatina che le fece muovere il bel caschetto di capelli castani e morbidi.<\/p>\n<p>Si erano incontrate per caso su di una rampa di scale: Bruna che saliva lentamente reggendosi male sulle ginocchia malandate e Bianca che scendeva uno scalino alla volta attaccata al muro ed impaurita dall\u2019altezza.<\/p>\n<p>\u201cSembri cos\u00ec.. cos\u00ec grande..\u201d disse la piccola dopo un attimo di silenzio.<\/p>\n<p>Bruna esplose in una grassa risata che le fece vibrare tutto il corpo, una risata corposa che riusciva a scaldarti fin dentro le ossa e mentre ancora rideva si mise con fatica a sedere su un gradino per far riposare le ginocchia logorate dagli anni e dal troppo peso.<\/p>\n<p>Poi massaggiandosi quelle articolazioni, rispose:<\/p>\n<p>\u201cIo sono vecchia, ho le ginocchia che mi fanno male e la schiena che ogni giorno mi fa uno scherzo nuovo ma sono ancora arzilla sai?\u201d e inizi\u00f2 a cantare come piaceva a lei, con la voce ancora forte e vigorosa che rimbombava lungo la tromba delle scale.<\/p>\n<p>A Bianca quello spettacolo piacque cos\u00ec tanto che alla fine batt\u00e9 forte le piccole mani in un applauso tutto per Bruna.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 ti fanno male le ginocchia?\u201d chiese dopo che ebbe finito di applaudire.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 ho tanti anni mia piccola amica.\u201d<\/p>\n<p>\u201cE quanti anni hai?\u201d<\/p>\n<p>\u201cQuasi 90. Dimmi, tu sai contare fino a 90?\u201d<\/p>\n<p>La bambina si guard\u00f2 le dita delle mani, poi guard\u00f2 Bruna e infine torn\u00f2 a guardarsi le mani: come faceva a contare fino ad un numero tanto grande se le sue mani avevano cos\u00ec poche dita?<\/p>\n<p>\u201cE perch\u00e9 hai cos\u00ec tanti anni? Non potresti averne meno?\u201d chiese dubbiosa la bambina.<\/p>\n<p>Bruna scoppi\u00f2 in un\u2019altra delle sue allegre risate ma Bianca questa volta non la segu\u00ec visto che non capiva proprio come si faceva ad avere cos\u00ec tanti anni.<\/p>\n<p>La donna con ancora la voce termante dal ridere le disse:<\/p>\n<p>\u201cMagari piccola mia, magari\u2026 Ora\u00a0 aiutami ad alzarmi per favore!\u201d<\/p>\n<p>La bambina aiut\u00f2 come poteva la signora e quando la donna chiuse la mano intorno a quella che Bianca le aveva offerto, la vide scomparire dentro la sua e per un attimo ebbe paura di non rivederla pi\u00f9.<\/p>\n<p>\u201cCara Bianca, son pinta\u2026\u201d disse Bruna una volta che le sue ginocchia smisero di dolerle.<\/p>\n<p>\u201cMi hai detto che sei Bruna, non Pinta!\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa no..\u201d rispose divertita la donna, \u201cio mi chiamo Bruna ma nel mio paese, nel paese da dove vengo io, quando una persona dice che \u00e8 pinta, vuol dire che \u00e8 arrivata.\u201d<\/p>\n<p>\u201cArrivata dove?\u201d<\/p>\n<p>\u201cLo capirai quando avrai la mia et\u00e0. Ora per\u00f2 ti conviene andare, la tua mamma ti star\u00e0 aspettando.\u201d<\/p>\n<p>La piccola rimase qualche attimo in silenzio, indecisa su cosa fare.<\/p>\n<p>\u201cVieni gi\u00f9 con me? Ho un p\u00f2 paura a scendere da sola\u201d le chiese Bianca guardando dabbasso.<\/p>\n<p>\u201cMi dispiace piccola, ti accompagnerei volentieri ma mi hanno gi\u00e0 chiamato un paio di volte di sopra e non posso ritardare.\u201d<\/p>\n<p>\u201cNemmeno un pochino?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNemmeno un pochino\u201d rispose Bruna con un sospiro, \u201ce poi se ti accompagno gi\u00f9 dopo chi le rif\u00e0 tutte queste scale con le ginocchiacce malridotte che mi ritrovo!\u201d<\/p>\n<p>Bianca era dispiaciuta.<\/p>\n<p>\u201cPer\u00f2 prima di salutarci, lo dai un bacetto a questa vecchia signora?\u201d<\/p>\n<p>La bambina non si fece pregare e dopo averle dato un bacino sulla guancia solcata da rughe profonde, gliene diede subito un altro, questa volta anche con uno schiocco bello rumoroso.<\/p>\n<p>Bruna quasi si commosse da quei baci, gli ricordarono quelli dei suoi nipotini.<\/p>\n<p>Si salutarono con un lungo abbraccio, poi ripresero l\u2019una a salire con fatica e l\u2019altra a scendere impaurita.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>A fine giornata quell\u2019ultimo lavoro era quello che gli pesava di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Era stanco, aveva passato le ultime 10 ore a correre in quell\u2019edificio pervaso dall\u2019odore di disinfettante e le uniche cose che ambiva alle sette e mezzo di sera, erano una doccia e un buon libro.<\/p>\n<p>Invece prima di potersi concedere i suoi vizi, doveva riportare su un apposito registro tutte quelle che lui chiama le entrate e le uscite del giorno.<\/p>\n<p>Il nome ufficiale di quell\u2019ultimo compito della giornata era un inglesismo del cavolo, di quelli che riempiono la bocca senza voler dire proprio un bel niente, quindi lui continuava a chiamarlo cos\u00ec anche in presenza dei suoi responsabili e chissenefrega.<\/p>\n<p>Quello che doveva fare era prendere le cartelle che gli avevano consegnato durante tutta la giornata e trascrivere i nomi in un apposito registro, da consegnare poi al collega del turno successivo.<\/p>\n<p>Prima di iniziare si concesse una sigaretta, godendosela in silenzio ed osservando il fumo azzurrognolo che saliva dritto come uno spaghetto verso il soffitto. In quel minuscolo ufficio che aveva tutte le carte in regola per essere un ripostiglio per le scope, era da solo e sebbene ovunque in ospedale fosse severamente vietato fumare, lui continuava a farlo senza curarsi delle possibili conseguenze.<\/p>\n<p>Fin\u00ec la sigaretta che spense schiacciandola sul brutto pavimento, apr\u00ec la finestra per eliminare un poco l\u2019odore pungente di fumo e si sistem\u00f2 alla scrivania.<\/p>\n<p>\u201cBene iniziamo e togliamoci dalle scatole in fretta\u201d disse aprendo la prima cartella.<\/p>\n<p>Sotto la luce gialla e densa della lampada sistemata sul tavolo pieno di scartoffie, inizi\u00f2 a compilare i campi del registro partendo dalle uscite:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b>DECESSI nella struttura ospedaliera in data odierna (11-10-2017)<\/b><\/p>\n<p>Giovanna Buscemi in Girolami: anni 53. Ora del decesso: 11.32<\/p>\n<p>Roberta Giannoni: anni 44. Ora del decesso: 17.22<\/p>\n<p>Stefano Mastrosso: anni 72. Ora del decesso: 13.14<\/p>\n<p><b>Bruna<\/b> Matteini: anni 89. Ora del decesso: 14.54<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b>NASCITE\u00a0 nella struttura ospedaliera in data odierna (11-10-2017)<\/b><\/p>\n<p><b>Bianca<\/b> Lucchetti: ora di nascita: 15.15<\/p>\n<p>\u2026<\/p>\n<p>\u2026<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35709\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35709\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cE tu dove te ne vai tutta sola?\u201d La bambina, piccolissima, guard\u00f2 con apprensione la donna grande e grossa che si trov\u00f2 davanti. 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