{"id":35706,"date":"2018-05-26T17:42:57","date_gmt":"2018-05-26T16:42:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35706"},"modified":"2018-05-26T17:42:57","modified_gmt":"2018-05-26T16:42:57","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-damla-di-marco-gallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35706","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Damla&#8221; di Marco Gallo"},"content":{"rendered":"<p>Ci misi un po&#8217; di tempo a trovare l&#8217;album di foto che stavo cercando, lo aprii e subito fui inondato da ricordi che mi tolsero il respiro, facendo riemergere il dolore.<\/p>\n<p>Avevo fermato il suo volto in decine di foto, forse perch\u00e9 avevo la premonizione che tutto sarebbe finito ma non avrei mai immaginato che l&#8217;avrei rivista in televisione in quel modo, mai.<\/p>\n<p>Quella sera, quella maledetta sera, andai a cercare l\u2019album dopo che la vidi in un reportage sulle donne curde combattenti durante il telegiornale. La vidi l\u00ec, insieme ad altre giovani donne, erano sorridenti davanti la telecamera ma avevano dichiarato all\u2019intervistatore che la guerra \u00e8 la peggior cosa che possa capitare ad un essere umano, la odiavano ma il dolore di vedere i bambini e gli anziani sottoposti a tremende sofferenze era per loro insopportabile, le faceva impazzire. Il suo viso mi apparve affaticato, provato, poi, in un allargamento d&#8217;immagine, la vidi con un Kalashnikov in spalla. In un attimo compresi quello che non avevo capito in tutto quel tempo, da quando se ne era andata. Sentii la sua voce, la riconobbi ma feci fatica a mettere a fuoco la scena. Ascoltarla parlare mi aveva riportato l\u00ec, a casa e per un momento mi aveva dato l\u2019impressione che stesse vicino a me, come se nulla fosse cambiato. Ritornare al presente mi dette un senso di angoscia latente. Vidi nel fondo dei suoi occhi un\u2019ombra scura che non poteva nascondere e non avevo mai visto prima. Era lei ma sembrava un&#8217;altra persona, mi resi conto che la guerra l\u2019aveva cambiata. Trovai finalmente la foto che cercavo, socchiusi gli occhi cercando di ritornare in quel momento, quando la incontrai.<\/p>\n<p>Tutto inizi\u00f2 quando mi proposero di andare a lavorare a Istanbul per un anno, non era molto e io avevo un tremendo bisogno di cambiare aria, forse vita. Avevo iniziato ad andare di luned\u00ec e tornare nei fine settimana, mentre organizzavo il trasloco e cercavo un\u2019abitazione. Fu una mattina che la incontrai, aveva uno stand dentro l&#8217;hotel dove alloggiavo e io stavo tornando nella mia camera dopo aver fatto colazione. La notai, la sua bellezza mi lasci\u00f2 senza respiro, mi fermai al suo stand e iniziammo a parlare. Fu solo dopo un po\u2019 che mi accorsi che la nostra conversazione aveva preso altri percorsi, era come se le nostre parole facessero da cornice all\u2019incontro delle nostre anime. Solo dopo un po\u2019 ci presentammo, mi disse di chiamarsi Damla, Giorgio, le dissi.<\/p>\n<p>Quando ud\u00ec il mio nome mi raccont\u00f2 una storia. Mi disse che all&#8217;Isola Grande, B\u00fcy\u00fckada, nel mar di Marmara c\u2019era un santuario dedicato a San Giorgio e una leggenda narrava che se una ragazza avesse annodato un filo sui rami delle piante sul bordo della strada che portava al santuario avrebbe trovato marito. Mi fece notare che era buffo ma molte ragazze, anche se avevano un credo diverso, facevano questo strano rito.<\/p>\n<p>Rimasi in silenzio per qualche secondo.<\/p>\n<p>\u201cCosa significa Damla?\u201c Le chiesi improvvisamente.<\/p>\n<p>\u201cDamla significa goccia, goccia di pioggia e di rugiada, ma anche lacrima. Mi rispose.<\/p>\n<p>Non ricordo per quanto tempo continuammo a parlare immersi in un mondo che stavamo creandoci intorno, poi la invitai a cena. Anche la sera successiva ci vedemmo e mentre passeggiavamo a Ortak\u00f6y\u00a0sulla riva del Bosforo in cerca di un taxi dopo cena le proposi di farci un selfie. Fu in quel momento che la baciai.<\/p>\n<p>\u201cIn Italia andate sempre cos\u00ec veloci?\u201d Mi chiese con un sorriso, senza ritrarsi.<\/p>\n<p>Quella sera si ferm\u00f2 a dormire nella mia stanza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tenevo in mano quella foto del selfie e ritrovai anche il foglietto che mi scrisse quando spar\u00ec dalla mia vita che lessi pi\u00f9 e pi\u00f9 volte fin quasi a consumare la carta, incapace di trovare significati. Guardai il foglietto ripiegato, non lo aprii, lo guardai solamente, poi lo poggiai sul tavolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Durante i nostri discorsi spesso mi raccontava di quando era bambina, della sua vita nel sud est della Turchia, una zona abitata dai curdi, come lei. Mi disse che si era trasferita a Istanbul qualche anno prima a seguito di sua sorella che aveva trovato lavoro. Trovavo nelle sue storie qualcosa di familiare che mi riportava alle mie vacanze da bambino quando i miei genitori mi portavano al loro paese, al sud. Passavamo interi fine settimana a perderci nella citt\u00e0 in zone che nemmeno lei conosceva e che facevo fatica a ricordarne i nomi. Ricordo che amavamo andare di sabato al Gran Bazar e all\u2019uscita passare per i vicoli che si districavano verso Emin\u00f6n\u00fc con le bancarelle, i loro prodotti, alcuni comuni, altri inusuali. Mi piaceva sentire il profumo delle spezie che avvolgeva i vicoli con i loro pergolati che ne incorniciavano la volta. I ricordi passarono tutti come un film davanti gli occhi della mia mente, potevo vederne i colori, sentire i profumi, i sapori, ascoltare i suoni, le voci, la vita. Rividi le nostre serate a parlare, guardarci e a fare l&#8217;amore; la vita era perfetta.<\/p>\n<p>Ma la perfezione, lo sapevo, aveva una durata limitata e io avevo la percezione che quel momento stava per finire. Era come se sapessi che in fondo la strada, dietro l&#8217;angolo, mi aspettasse una folata di vento gelida e pur sapendolo non potevo cambiare direzione. Quella raffica di vento arriv\u00f2 potente e improvvisa, mi scaravent\u00f2 pesantemente e dolorosamente a terra, senza che io potessi far nulla.<\/p>\n<p>Era un po\u2019 di tempo che percepivo in lei una sorta di tristezza nel profondo del suo animo ma non riuscivo a comprenderne le cause. Provai a chiederle se c\u2019erano cose che la turbavano ma trovava ogni volta il modo di eludere la domanda. Non riuscii a trovare una risposta ma coglievo il suo duro conflitto interiore, era come se avesse una stanza segreta nel proprio cuore alla quale non permetteva l\u2019accesso, a nessuno. E nessuno ebbe il sentore di cosa sarebbe accaduto.<\/p>\n<p>Quella sera quando rincasai trovai tutte le luci spente e un silenzio surreale, notai subito la busta sul tavolo della cucina e provai immediatamente un senso di mancamento, come se avessi gi\u00e0 saputo tutto. La aprii, c&#8217;era un biglietto, come temevo, riconobbi la sua calligrafia.<\/p>\n<p>La cercai per giorni, tempestai di telefonate sua sorella, le sue amiche, ma nessuno sapeva niente. Provai ad andare avanti, ma ormai nulla aveva pi\u00f9 senso e la fine del mio mandato di lavoro e il rientro arriv\u00f2 prima di quanto mi aspettassi ma fu quasi salvifico. Ogni angolo della citt\u00e0, ogni profumo mi riportava a lei e al momento che avevamo vissuto insieme e il dolore che provavo era insopportabile.<\/p>\n<p>Quando la vidi nel reportage mi rasserenai un poco, la vedevo, un pensiero latente provava a rassicurarmi che in fondo la guerra era meglio del buco nero dove era finita, ma quando il giornalista, alla fine del servizio, disse di aver appreso che tutte le donne che aveva intervistato erano state uccise durante un\u2019azione mi sentii vacillare, come se la raffica di vento mi avesse colpito nuovamente, gelandomi il cuore e gettandomi nuovamente a terra prostrato.<\/p>\n<p>Guardavo il suo viso, i suoi occhi nelle fotografie e non riuscivo ad accettare che fosse morta. Improvvisamente sentii un refolo di vento tiepido colpirmi il viso, provai un brivido, il vento rinforz\u00f2 leggermente e la lettera che avevo poggiato sul tavolo vol\u00f2 fino a posarsi sulle mie gambe con la scritta rivolta verso di me. La presi tra le mani e la lessi.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>A?k?m, can?m, amore mio, anima mia,<\/em><\/p>\n<p><em>perdonami, sono dovuta andare via, non posso spiegarti ma qualsiasi cosa accadr\u00e0 sappi che io ti amer\u00f2 sempre e sar\u00f2 sempre vicino al tuo cuore.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Ti bacio,<\/em><\/p>\n<p><em>Damla<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sentii una lacrima scendere sul viso e deviare sulle labbra e brividi di freddo pervadermi. Chiusi gli occhi ed ebbi la sensazione che Damla fosse l\u00ec, vicino a me, provai una sensazione di dolcezza avvolgermi. Fu come se la mia anima si fosse ricongiunta alla sua.<\/p>\n<p>\u201cSei tu, sei qui?\u201d dissi a bassa voce.<\/p>\n<p>Un altro refolo d\u2019aria tiepida arriv\u00f2 e come una carezza mi sfior\u00f2 il viso, portandomi una sensazione di benessere, di pace. Assaporai la lacrima, fu come baciarla. Damla, la lacrima, il suo nome, rimasi ad occhi chiusi a trattenere quel momento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35706\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35706\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci misi un po&#8217; di tempo a trovare l&#8217;album di foto che stavo cercando, lo aprii e subito fui inondato da ricordi che mi tolsero il respiro, facendo riemergere il dolore. 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