{"id":35684,"date":"2018-05-26T16:26:22","date_gmt":"2018-05-26T15:26:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35684"},"modified":"2018-05-26T16:26:22","modified_gmt":"2018-05-26T15:26:22","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-e-se-lo-dice-branko-di-anna-gogosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35684","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;E se lo dice Branko&#8230;&#8221; di Anna Gogosi"},"content":{"rendered":"<p>E se lo dice Branko&#8230;<\/p>\n<p>&#8220;Che volesse abortirmi, mia madre, l&#8217;ho sempre saputo.<\/p>\n<p>Prima di morire me lo ha anche detto. Avrebbe potuto lasciarmi il dubbio, la speranza che fosse una mia paturnia. Ma lei no, lei voleva andar via con la coscienza a posto&#8230; Certo&#8230; poi mi voleva&#8230;forse solo per senso di colpa ma mi voleva&#8230;.quando mi teneva tra le sue braccia no&#8230;non ce la faceva&#8230;Da piccola me la sono passata tra rigurgiti e vomiti, succhiavo il latte con voracit\u00e0 e vomitavo tutto, cos\u00ec dicono, febbre a quaranta da acetone, caduta dal tavolo dove la mamma mi aveva posizionato e poi s&#8217;era voltata, senza tenermi manco con una mano, e io gi\u00f9&#8230;nel vuoto&#8230;e poi il tonfo sul pavimento. Dice che sembravo morta. Certo si sar\u00e0 spaventata la poveretta&#8230; \u00e8 una fortuna non ricordare nulla di tanto disastro&#8230;<\/p>\n<p>Lo so, ho avuto un sacco di angeli a protezione&#8230;se no da un pezzo sarei volata via&#8230;<\/p>\n<p>Che noia&#8230;mettersi in questi ricordi prima di addormentarsi&#8230;sar\u00e0 il caldo&#8230; quest&#8217;afa mi toglie il respiro&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>Stefania non riusciva a prender sonno, teneva gli occhi sbarrati nel buio della stanza, come stesse guardando un film: le immagini arrivavano, da quel vuoto fissato, in automatico.<\/p>\n<p>L&#8217;apparecchio di silicone che aveva in bocca le strinse forte la mandibola, Stefania sent\u00ec il bisogno di aprire la bocca e toglierlo, fece un paio di respiri prima di riposizionarlo.<\/p>\n<p>&#8220;Mamma era un&#8217;anima giovane, tutto quello che aveva era\u00a0 scontato per lei&#8230; l&#8217;importante era quello che non c&#8217;era, era lamentarsi&#8230; mamma era tutto un lamento. Si preoccupava per\u00f2&#8230; per mio fratello per mia sorella&#8230; per me no&#8230; io ero la forte &#8230;io ce la facevo&#8230; da sola&#8230;e che potevo fare&#8230;dovevo farcela&#8230;<\/p>\n<p>&#8216;Ma cosa tocchi&#8230;non la vedi? \u00c8 una bambola! Vergognati! Sei grande tu!&#8217;\u00a0 L&#8217;ultima volta che ho desiderato una bambola, era su una bancarella al mare, mi ero avvicinata, la stavo prendendo in mano&#8230; a otto anni le manine sono svelte a poggiarsi su quello che ti attrae&#8230;<\/p>\n<p>Che infanzia sprecata la mia&#8230; negata si dice &#8216;infanzia negata&#8217; &#8230; Per\u00f2&#8230; Che fortuna!&#8230; Non essere vista da mia madre&#8230; vuoi mettere?&#8230; Mi sono\u00a0 risparmiata tutte quelle preoccupazioni gettate addosso con gli occhi della paura&#8230;Eh s\u00ec&#8230;la mamma ce n&#8217;aveva di paura&#8230;E poi mi puntava il dito &#8216;Devi mettere la gonna! Sempre con quei pantaloni addosso&#8230;e quando lo troverai un ragazzo tu!?\u00a0 Sei distratta sei distratta! Lasci tutto in giro&#8230;attenta a non perdere la testa!&#8221;<\/p>\n<p>L&#8217;apparecchio di silicone era insopportabile. Stefania ebbe la sensazione di soffocare, infil\u00f2 le dita in bocca, lo tir\u00f2 via, si addorment\u00f2.<\/p>\n<p>Il mattino seguente era alle prese col coperchio di un barattolo di vetro che non riusciva a trovare: era indispensabile a shekerare il suo caff?. Il caldo era insostenibile, un caff\u00e8 freddo le avrebbe ridato tono.<\/p>\n<p>Il coperchio del barattolo non si vedeva. Impossibile, che fine poteva aver fatto? Doveva essere sul ripiano dello scolapiatti, lo aveva messo lei l\u00ec, la sera prima. &#8216;Distratta&#8230;sei distratta&#8230;lasci tutto in giro tu!&#8217;<\/p>\n<p>Eppure era sicura d&#8217;averlo messo l\u00ec.\u00a0 Stefania cominci\u00f2 a cercare prima con gli occhi, poi ci infil\u00f2 la mano, sino in fondo, dove non si vedeva nulla. Continu\u00f2 a tastare e sent\u00ec qualcosa che, con un ultimo sforzo, riusc\u00ec ad afferrare. Si ritrov\u00f2 in mano il bricco dell&#8217;Alessi, scomparso un paio d&#8217;anni prima e cercato in cucina per lungo tempo. Stefania lo aveva comprato a caro prezzo: non aveva saputo resistere alla bellezza di quell&#8217;oggetto e alla dignit\u00e0 quasi regale che avrebbe dato al suo caff\u00e8 turco, non tanto per il caff\u00e8 quanto piuttosto perch\u00e9 dopo si divertiva a leggerne le pose, un gioco per lei.<\/p>\n<p>&#8220;Ma come posso essermi dimenticata di te&#8230; bricco dei miei sogni&#8230; e gi\u00e0&#8230;ne ho comprato un altro qualsiasi e tu sei finito nel dimenticatoio &#8230; Che storia la vita&#8230;uno rinuncia &#8230;si accontenta va avanti &#8230;Ti accontenti e vai avanti&#8230; Gi\u00e0&#8230;\u00c8 successo cos\u00ec&#8230;anche con Domenico&#8230;proprio cos\u00ec&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>Sent\u00ec il respiro mozzato in gola. Nella sua mente si era aperto il file Domenico e il ricordo scorreva veloce con immagini e sensazioni.<\/p>\n<p>L&#8217;aveva ospitato anni prima, nella sua casa in Toscana. Era Ferragosto, lei era gi\u00e0 l\u00ec con un&#8217;amica. Domenico, da poco conosciuto tramite suo fratello, le aveva telefonato e avevano deciso di ritrovarsi l\u00ec.\u00a0 Sarebbe arrivato il giorno dopo con un amico.<\/p>\n<p>Bella compagnia, stavano bene insieme. Sarebbero ripartiti il 17.<\/p>\n<p>E il 16 lei s&#8217;era ritrovata davanti a lui con un abito di garza disegnato con simboli di vari colori e allacciato, dal d\u00e9colleta\u00e9 in gi\u00f9, con una serie di bottoni ben grandi e distanziati che lasciavano intravedere il carnato sottostante, non molto ma quel tanto che aveva attratto l&#8217;attenzione di Domenico. Stefania in un primo tempo s&#8217;era detta che quello, amante dell&#8217;arte, aveva fissato lo sguardo su un qualche disegno. Poi aveva visto che Domenico ci aveva proprio messo gli occhi in quegli spazi, con un desiderio assopito e gi\u00e0 risvegliato, che sembrava stesse riscoprendo se stesso, incredulo di esserci e di essersi posato proprio l\u00ec.\u00a0 Stefania vide chiaramente quello sguardo entrare dalla fessura all&#8217;altezza dell&#8217;ombelico e da l\u00ec scendere. Era rimasta col fiato sospeso, aveva bloccato il primo istinto a tirare in dentro la pancia, quello se ne sarebbe accorto&#8230;quello era gi\u00e0 sul monte di Venere&#8230; ci stava proprio sopra e se lo stava percorrendo tutto, in salita e in discesa, con la rapidit\u00e0 di un abile scalatore e poi sciatore e sciamano&#8230;ma chi era questo che gi\u00e0 era arrivato laggi\u00f9&#8230;Quegli occhi grandi azzurri da normanno calabrese erano ormai stampati sul suo vestito e Stefania li sentiva muoversi in lungo e in largo a loro piacimento. Quando era tornato a guardarla in viso, lei aveva incrociato il suo sguardo ma aveva dovuto distoglierlo, si sentiva spogliata, nuda. Aveva sentito un fuoco salirle su, stringerle la gola e divampare in viso senza possibilit\u00e0 di essere bloccato. Sentiva quel calore sulla faccia come una vergogna stampata l\u00ec a ricordarle che non poteva, non doveva\u00a0 desiderare\u00a0 &#8216;Vergognati&#8230;! Cosa fai&#8230;? Tu&#8230;proprio tu&#8230;!&#8217;<\/p>\n<p>Usc\u00ec dalla stanza.<\/p>\n<p>Pass\u00f2 gran parte della notte in un agitato dormiveglia, si sentiva stretta da una morsa di attrazione mista a paura, incredula che tanto desiderio fosse nato dal nulla e in cos\u00ec breve tempo.<\/p>\n<p>Il mattino seguente erano partiti alla volta della comunit\u00e0 buddista, lei voleva fargli conoscere quell&#8217;ambiente prima che lui tornasse in citt\u00e0. Si erano fermati a met\u00e0 percorso per fare colazione.<\/p>\n<p>Seduti al bar col sole nascente che gli batteva sulla faccia, si ritrovarono con lo sguardo incollato nelle pupille dilatate&#8230;il timore ti dilata la pupilla e l&#8217;occhio diventa un lago disteso, e come la pancia del cane sdraiato supino ti chiede piet\u00e0, quello sguardo ti chiede di entrare, ti chiede spazio nel tuo silenzio pi\u00f9 profondo, ti chiede di esserci, senza giudizio senza respiro senza attesa, perch\u00e8 \u00e8 lui attesa senza pi\u00f9 confini. Se hai visto uno sguardo cos\u00ec, se ti ci sei specchiato dentro, non puoi dimenticarlo.<\/p>\n<p>Si erano avvicinati coi volti, sfiorandosi appena le labbra, senza pi\u00f9 il coraggio di andare avanti. In zona di frontiera, tra un confine e l&#8217;altro, la dogana, la fottuta dogana da pagare e da attraversare ti pu\u00f2 fregare. Avrebbe dovuto chiuderli gli occhi, non guardare e lanciarsi nel vuoto.<\/p>\n<p>Ora capiva che avrebbe dovuto lanciarsi. E invece era andata incontro al suo destino,\u00a0 proprio mentre la vita le stava offrendo un&#8217;opportunit\u00e0 di cambiarlo, il suo destino.<\/p>\n<p>Avrebbe semplicemente potuto rischiare. E dire che Branko, in radio, lo aveva detto\u00a0\u00a0 &#8220;Rischiate&#8230;voi potete farlo&#8230;anche se cadrete sar\u00e0 nell&#8217;acqua&#8230; basta una pozza a salvare un Capricorno &#8230;&#8221;<\/p>\n<p>Alla comunit\u00e0 buddista Stefania aveva rivisto il tipo con cui aveva litigato e da cui voleva staccarsi. In men che non si dica era ritornata nella rete del vecchio, del conosciuto, dell&#8217;inesorabile fatalit\u00e0 che l&#8217;aveva abbandonata, per poche ore, ma che lei era stata bravissima a ritrovare.<\/p>\n<p>E di Domenico aveva perduto le tracce.<\/p>\n<p>Dio mio&#8230;ma quanti anni erano passati&#8230;dieci!<\/p>\n<p>Stefania non ne poteva pi\u00f9 per il caldo nel suo appartamento. Si tir\u00f2 dietro la porta di casa e usc\u00ec.<\/p>\n<p>Si ritrov\u00f2 in libreria ai Colli Portuensi, compr\u00f2 un libro &#8220;Solo bagaglio a mano&#8221;. Sentiva il bisogno di alleggerire la propria casa, se stessa. Sgombrare, doveva sgombrare il campo, la casa la mente.<\/p>\n<p>S\u00ec ecco, doveva creare un nuovo campo&#8230;da gioco si disse&#8230;ma per farci che in definitiva?<\/p>\n<p>-Stefania&#8230; Stefania&#8230;<\/p>\n<p>Si volt\u00f2 senza capire chi fosse<\/p>\n<p>A soli due metri di distnza Domenico l&#8217;aveva chiamata e la stava guardando, abbronzato, nient&#8217;affatto\u00a0 invecchiato. Era davvero lui. Si avvicin\u00f2, si diedero la mano e un bacio sulla guancia. Stefania non credeva ai propri occhi. Lo sguardo di Domenico era intenso, carico di qualcosa che lei non riusciva a captare, si sent\u00ec avvolta e protetta da quello sguardo.<\/p>\n<p>&#8211; Dobbiamo rivederci sai&#8230; venerd\u00ec organizzo un incontro a casa mia, ci saranno un po&#8217; di amici, mangiamo qualcosa insieme e si parler\u00e0 di buddismo. Ti va di venire?<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec certo&#8230;un incontro&#8230;di buddismo hai detto?<\/p>\n<p>Nel frattempo era uscita dal negozio retrostante una coppia, un uomo e una donna, si erano avvicinati a Domenico e lui si rivolgeva alla donna<\/p>\n<p>&#8211; Ti presento Stefania&#8230;\u00e8 la sorella di un caro amico<\/p>\n<p>Poi rivolto a lei, mentre le due si stringevano la mano con un sorriso:<\/p>\n<p>&#8211; Lei \u00e8 Gisella, la mia compagna. Ci siamo conosciuti in un gruppo buddista e ora pratichiamo insieme e facciamo incontri di diffusione del buddismo<\/p>\n<p>&#8211; Certo&#8230;interessante&#8230;<\/p>\n<p>Un tonfo per Stefania, un tonfo al cuore. Trattenne il fiato, come fa uno lanciato nel vuoto ad alta quota, che non sa come aprire il paracadute e non pu\u00f2 aprire la bocca per respirare perch\u00e9 l&#8217;attrito dell&#8217;aria lo soffocherebbe prima ancora di quello del suolo, dove piomber\u00e0 miseramente in pochi attimi.<\/p>\n<p>&#8211; Lui invece \u00e8 Alfredo, mio compagno di scuola, ritrovato dopo mille peripezie&#8230; Anche lui come te ha viaggiato molto&#8230;credo avrete molti argomenti in comune&#8230;<\/p>\n<p>Alfredo strinse la mano a Stefania, sorridente solare, una faccia davvero simpatica<\/p>\n<p>&#8211; Cosicch\u00e9 hai viaggiato molto&#8230;ma non dirmi che sei stata anche in sud America?<\/p>\n<p>&#8211; Scherzi? Certo che s\u00ec&#8230;in sud America ci ho vissuto per otto anni&#8230;<\/p>\n<p>&#8211; Sette anni in Tibet&#8230;otto in sud America&#8230;il conto torna&#8230;<\/p>\n<p>Il tipo era molto simpatico e poi con quegli occhi verdi scuri, profondi e intensi, le ricordava Omar Scharif in un film dove amava una lei di un amore&#8230;cos\u00ec amore&#8230;<\/p>\n<p>&#8211; Verrai a casa di Domenico vero?<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec&#8230; ci sar\u00f2<\/p>\n<p>&#8211; No&#8230;non mi fido&#8230;dammi il tuo indirizzo&#8230;ti passo a prendere e andiamo insieme<\/p>\n<p>Alfredo le suscitava d&#8217;istinto qualcosa&#8230;qualcosa&#8230; Ma s\u00ec&#8230; Branko l&#8217;aveva detto&#8230;rischiate&#8230;voi del Capricorno&#8230; E se lo dice Branko&#8230;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35684\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35684\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E se lo dice Branko&#8230; &#8220;Che volesse abortirmi, mia madre, l&#8217;ho sempre saputo. 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