{"id":35674,"date":"2018-05-26T22:24:53","date_gmt":"2018-05-26T21:24:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35674"},"modified":"2018-05-26T22:24:53","modified_gmt":"2018-05-26T21:24:53","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-bernardo-e-il-bambino-del-faro-di-rita-poggioli-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35674","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Bernardo e il bambino del faro&#8221; di Rita Poggioli (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>Tra le acque limpide e azzurre del mar Tirreno, era adagiata una piccola isola, la pi\u00f9 piccola che potete immaginare. Era figlia di un grande arcipelago, che aveva sparso le sue figlie di roccia, una lontana dall\u2019altra, per molte miglia. Il suo contorno sembrava la sagoma di una balena con uno sfiatatoio sul dorso, che era in realt\u00e0 il bellissimo faro di quella piccola terra.<br \/>\nQualcuno la chiamava semplicemente \u201cl\u2019isola del faro\u201d, ma col tempo era diventata per tutti \u201cl\u2019isola di Bernardo\u201d, il suo unico abitante. Bernardo era il guardiano. Prima di arrivare l\u00ec, aveva trascorso molti anni a navigare e col tempo aveva capito per\u00f2 che il mare sapeva essere tranquillo e generoso, ma a volte anche impetuoso e crudele. Da quando era farista su quell\u2019isoletta solitaria, il mare gli dava il buongiorno all\u2019alba e la buonanotte dopo il tramonto. In quel preciso momento Bernardo prendeva la sua lanterna e cominciava a contare uno ad uno, sottovoce, i gradini, mentre saliva la scala a chiocciola del suo faro. Era un rito che ripeteva sempre uguale.<br \/>\n&#8211; \u2026 centoventuno\u2026 centoventidue \u2026 centoventitre\u2026<br \/>\nQuando arrivava in cima, si riposava un po\u2019 e si passava il fazzoletto sulla fronte sudaticcia, poi accendeva la luce che, durante la notte, illuminava le acque alle barche e indicava la rotta ai naviganti.<br \/>\nIn quell\u2019isola era solo.Ma lui non si annoiava mai perch\u00e9 era sempre indaffarato a pulire, lucidare, aggiustare\u2026 Intanto il tempo passava anche se Bernardo sembrava non accorgersene!<br \/>\nOgni mese Arturo e Amedeo gli portavano le provviste dalla terraferma e dopo aver scambiato quattro chiacchiere, mentre bevevano un buon bicchiere di vino, lo salutavano e ripartivano. Ogni volta, mentre si allontanavano con la loro imbarcazione fino a scomparire all\u2019orizzonte,<br \/>\nOgni mattina l\u2019uomo saliva la lunga scala a chiocciola che portava alla stanza della lanterna e dopo averla pulita, ammirava incantato dall\u2019alto la distesa del mare, le rocce e la natura. Quando era lass\u00f9 gli sembrava di sfiorare il cielo, di esplorare la parte pi\u00f9 alta del mondo.<br \/>\nUna mattina accadde una cosa misteriosa: mentre Bernardo stava salendo verso la lanterna, inaspettatamente fece un incontro che lo lasci\u00f2 senza parole.<br \/>\n-\u2026 cinquantanove\u2026 sessanta\u2026 sessantu\u2026<br \/>\nSeduto al sessantunesimo scalino della torre c\u2019era un bambino. Aveva i gomiti sui ginocchi e le mani chiuse a pugno sotto il mento di un viso sbarazzino.<br \/>\n&#8211; Ciao Bernardo &#8211; disse una strana vocina<br \/>\n-Ma\u2026 ma tu chi sei? Come sei arrivato qui? \u2013 rispose Bernardo strusciandosi vigorosamente gli occhi con le dita.<br \/>\n-Sono Martino ed abito qui da prima che tu arrivassi. \u2013 esclam\u00f2 alzandosi<br \/>\n-Non \u00e8 possibile, io non ti ho mai visto!<br \/>\nPoi pens\u00f2 che forse la sera precedente non aveva digerito il cavolo stufato o che aveva bevuto troppo ed aveva le traveggole o che la sua testa non era pi\u00f9 quella di una volta. Richiuse gli occhi e quando li riapr\u00ec fu felice di non vedere pi\u00f9 nessuno di fronte a s\u00e9, quindi continu\u00f2 a salire i gradini, ciondolando il capo qua e l\u00e0 e pensando:<br \/>\n&#8211; Caro Bernardo, non sei pi\u00f9 lo stesso! Ora ti immagini anche le voci e come se non bastasse c\u2019hai pure le visioni!<br \/>\n&#8211; Io sono il bambino del faro \u2013 disse il bambino che adesso stava al suo fianco.<br \/>\nBernardo decise di far finta di niente, era convinto di aver solo immaginato quella presenza e presto tutto sarebbe ritornato alla normalit\u00e0. Per\u00f2, ripensandoci bene, aveva sentito dire che nei fari, come nei vecchi castelli, spesso c\u2019erano esseri misteriosi, rumori sinistri, ma lui non ci credeva.<br \/>\n-Tutte fandonie! Sono i riflessi di luce a creare delle ombre e le voci non sono altro che i sibili del vento \u2013 si diceva<br \/>\nQuando arriv\u00f2 in cima alla stanza per\u00f2, per sicurezza chiuse a chiave la porta e si mise a fare le solite cose, ma dopo pochi attimi vide il bambino poco distante che guardava fuori attraverso il vetro e sent\u00ec che esclamava:<br \/>\n&#8211; Il mare pu\u00f2 essere generoso, ma sa prendere senza piet\u00e0, come il pi\u00f9 terribile dei nemici, vero Bernardo?<br \/>\nIl guardiano fece un balzo dallo spavento, poi si diresse alla porta e prov\u00f2 ad aprirla, ma era ancora chiusa a chiave e cap\u00ec che Martino aveva strani poteri. Guard\u00f2 i suoi piedi e vide che erano saldi in terra; pens\u00f2 di avvicinarsi per toccare il bambino e il piccolo non si ritrasse, ma quando l\u2019uomo cerc\u00f2 di scompigliargli i capelli, la sua mano si mosse nell\u2019aria senza incontrare ostacoli e senza fermarsi sulla sua testa. Tutto questo era molto strano, cos\u00ec gli chiese:<br \/>\n&#8211; Ma tu sei un\u2026<br \/>\n&#8211; Un fantasma.<br \/>\n-Un fantasmaaaa? Non ti sei mai fatto vedere prima.<br \/>\n&#8211; Io ho provato a farti capire che non eri solo, per\u00f2 non sapevo come avresti reagito. Avevo paura che te ne saresti andato via e non avresti imparato ad amare questo faro, che \u00e8 la mia casa. Ora invece ne sono certo e possiamo essere amici.<br \/>\nBernardo si ramment\u00f2 che i primi tempi che era arrivato sull\u2019isola spesso aveva sospettato che ci fosse qualcuno, perch\u00e9 c\u2019erano stati strani segnali: finestre che si spalancavano quando non c&#8217;era un alito di vento, sassolini lanciati ai vetri, porte che sbattevano con forza, rumori di chiavi per le scale. Non aveva mai avuto paura per\u00f2 e col tempo questi strani fenomeni erano stati sempre pi\u00f9 rari, fino quasi a scomparire del tutto.<br \/>\n&#8211; Amici? Ma si pu\u00f2 diventare amici di un fantasma?<br \/>\n&#8211; Certo che si pu\u00f2!<br \/>\n&#8211; Ma tu come sei arrivato qui?<br \/>\n&#8211; Io ci sono nato. Prima stavo qui con i miei genitori. Mio padre \u00e8 stato guardiano prima di te.<br \/>\nBernardo si ricord\u00f2 di aver gi\u00e0 sentito la storia di un bambino, che era scomparso dall\u2019isola. Pens\u00f2 che avrebbe chiesto ad Amedeo e Arturo di raccontargli quella vicenda, che sicuramente conoscevano.<br \/>\nQuando indirizz\u00f2 di nuovo lo sguardo dove prima c\u2019era il bambino non lo vide pi\u00f9 e si tranquillizz\u00f2.<br \/>\nNei giorni successivi si dimentic\u00f2 di lui e col tempo nella sua mente il ricordo di quel viso e di quella voce si offuscarono fino a svanire nel nulla.<br \/>\nIl mese successivo Bernardo chiese ad Arturo ed Amedeo la storia del bambino sparito dall\u2019isola del faro e Arturo cominci\u00f2 a raccontare:<br \/>\n-Il guardiano che abitava qui prima di te arriv\u00f2 su quest\u2019 isola quando era molto giovane. Si era appena sposato ed aveva portato qui anche la sua bella moglie. Vivevano felici e lo furono ancora di pi\u00f9 quando nacque loro un bel bambino. Un giorno, quando il bambino aveva circa dieci anni, spar\u00ec. Non fu pi\u00f9 trovato e nessuno seppe mai il motivo della sua scomparsa. I suoi genitori lo cercarono invano e dopo qualche tempo, per non impazzire, lasciarono questo posto, pieno di ricordi.<br \/>\nQuando i due amici ripartirono, Bernardo pens\u00f2 che Martino era proprio il fantasma del bambino scomparso e decise che se si fosse rifatto vivo, gli avrebbe chiesto di raccontargli la sua storia per filo e per segno.<br \/>\nDopo qualche tempo, in una notte di luna piena, il fantasma apparve all\u2019improvviso, dicendo a Bernardo:<br \/>\n-Ciao amico, \u00e8 un po\u2019 che non ci incontriamo, vero?<br \/>\n-Come mai non ti sei fatto pi\u00f9 vedere?<br \/>\n-Perch\u00e9 quando sono triste voglio stare da solo.<br \/>\n-E tu eri triste?<br \/>\n-S\u00ec perch\u00e9 ho sentito i tuoi amici parlare dei miei genitori.<br \/>\n-Martino mi racconti che cosa ti \u00e8 successo?<br \/>\n-S\u00ec, ma non oggi, ho ancora bisogno di tempo.<br \/>\nDalla mattina seguente Bernardo prese l\u2019abitudine, mentre faceva i suoi soliti lavoretti, di parlare con lui, anche se non era l\u00ec.<br \/>\nAll\u2019ora di pranzo e di cena cominci\u00f2 a mettere a tavola un posto in pi\u00f9 e ad aggiungere un piatto. Mentre mangiava, raccontava mille avventure vissute sul mare, insegnandogli tutto ci\u00f2 che sapeva. Parlava lentamente, alternando le parole a lunghi silenzi perch\u00e8 in un faro si vive un po\u2019 a rallentatore e si dimentica la fretta.<br \/>\nOgni sera saliva lentamente i gradini per aprire quell\u2019occhio sul mondo, giorno dopo giorno, nell\u2019attesa che lui ritornasse.<br \/>\nMartino era contento di vedere le premure del suo amico e dopo molto tempo decise che ora era pronto a raccontare a Bernardo la sua storia.<br \/>\nCos\u00ec torn\u00f2 da lui e cominci\u00f2 il suo racconto:<br \/>\n\u201cLa mia vita qui era felice. Conoscevo ogni parte dell\u2019isola e sapevo tutto di questo faro. Ma verso i dieci anni questo piccolo pezzo di mondo non mi bastava pi\u00f9 e volevo sapere che cosa c\u2019era al di l\u00e0 del mare. Cos\u00ec cominciai ad andare sulla spiaggia e sulla riva, raccoglievo piccoli tesori diversi: avevo trovato un riccio-cuore col guscio pieno di aculei, dei ciottoli levigati dalle onde e vetrini di mare dai colori bellissimi. Una mattina trovai una bottiglia con dentro un messaggio, che avrebbe cambiato il mio destino per sempre. Scoprii che il foglio di carta ruvido era una mappa. Sembrava quella di un tesoro! Il percorso usciva dai confini dell\u2019isola e proseguiva in mare, piuttosto lontano dalla riva. Quella mappa per me divent\u00f2 un\u2019idea fissa. Chino sul foglio la studiavo, in gran segreto, nei minimi dettagli. Poi ripassai con una matita verde la strada che avevo imparato a memoria, sicuro che mi avrebbe portato al tesoro. Cos\u00ec un giorno trovai il coraggio di tuffarmi in mare, ma mi resi subito conto che le distanze tracciate sul foglio erano ben diverse in acqua. Nuotai fino allo stremo, ma mi persi tra le onde e non riuscii a tornare pi\u00f9 a riva. Ormai non avevo pi\u00f9 forze, quindi mi arresi e rimasi prigioniero nei profondi fondali. Per giorni e giorni piansi disperato, pensando alla mia famiglia, quando ad un tratto sentii una voce che mi diceva:<br \/>\n&#8211; Non posso ridarti la vita di prima, ma se vuoi ti trasformer\u00f2 in un piccolo fantasma, cos\u00ec potrai tornare nel tuo faro, continuerai a vedere i tuoi genitori, ma non potrai parlare con loro, n\u00e9 farti vedere. Naturalmente io dissi di s\u00ec. Aggiunse che col tempo avrei potuto scegliere uno sconosciuto per manifestarmi e che solo lui avrebbe potuto vedermi. Prima di raccontargli la mia storia per\u00f2 dovevo essere sicuro che fosse una persona speciale, perch\u00e9 cos\u00ec sarei stato premiato. Dopo averti conosciuto ho pensato che tu fossi la persona speciale che cercavo per la tenacia e la generosit\u00e0 con la quale sai amare perfino un fantasma come me. \u201c<br \/>\nDopo quelle parole svan\u00ec come una bolla di sapone. Bernardo si commosse e pens\u00f2 che sarebbe stato bello condividere la vita nel faro con un bambino.<br \/>\nMartino era l\u2019unica persona che non gli faceva rimpiangere la sua solitudine e che era riuscito a fargli provare ancora sentimenti buoni come la tenerezza, l\u2019affetto, l\u2019amore.<br \/>\nMentre pensava, come al solito, lucidava i vetri della stanza del faro. Subito dopo averlo acceso, sent\u00ec la voce di Martino che lo chiamava:<br \/>\n&#8211; Bernardoooo\u2026 Bernardoooo<br \/>\nScese in fretta i gradini, vide il bambino che gli and\u00f2 incontro e lo abbracci\u00f2. L\u2019uomo, stringendolo a s\u00e9, si meravigli\u00f2 di avere tra le sue braccia un bambino in carne ed ossa, ma cap\u00ec che questo era il premio che Martino aveva ricevuto.<br \/>\nQuella notte si dormentarono abbracciati, mentre il faro stendeva sul mare un lungo corridoio di luce che arrivava ad illuminare le stelle.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35674\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35674\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra le acque limpide e azzurre del mar Tirreno, era adagiata una piccola isola, la pi\u00f9 piccola che potete immaginare. 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